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Teleriabilitazione: pro e contro nell’utilizzo delle tecnologie informatiche, sempre più diffuso in epoca Covid 1

Teleriabilitazione: pro e contro nell’utilizzo delle tecnologie informatiche

Una disamina dei principali vantaggi e punti di debolezza dell’utilizzo delle tecnologie di telecomunicazione nei servizi di riabilitazione a distanza

Un settore che ha conosciuto una grande espansione in tempi recenti è la teleriabilitazione, che possiamo definire come «la applicazione della tecnologia di telecomunicazione in supporto dei servizi di riabilitazione» (Russell, 2007). Essa si colloca tra le attività della telemedicina che possono fornire nuove modalità nell’erogazione delle prestazioni nei processi di cura e ridurre al minimo l’impatto della distanza. Si tratta di un’attività integrata, trasversale, che integra e sceglie tra le diverse risorse tecnologiche disponibili quelle più idonee a sviluppare un progetto riabilitativo mirato, con lo scopo di migliorare partecipazione, inclusione e qualità della vita del paziente.
Ma quali sono i vantaggi della teleriabilitazione? E quali i suoi punti di debolezza? Qui di seguito ne proponiamo una breve disamina.

I vantaggi della teleriabilitazione

Dal punto di vista dei benefici, c’è da notare che, fin dagli inizi, la teleriabilitazione ha potuto offrire una ottima risposta a problemi «di accesso» e di comunicazione, consentendo di avvicinare le persone al di là della distanza. Ciò ha permesso sia all’utente di raggiungere e avere accesso a servizi di strutture specialistiche, sia al clinico di fornire un supporto migliore ai servizi e alle comunità locali.

Ne sono derivati un minore isolamento delle persone in siti remoti ma anche favorevoli ricadute di educazione e formazione a distanza, sia per i clinici sia per le diverse figure intorno al paziente, dalla famiglia alla scuola. Con l’ulteriore vantaggio di poter iniziare tempestivamente gli interventi e di poterli erogare con intensità e per periodi di tempi anche prolungati. Come sottolineato soprattutto nella letteratura di oltreoceano, la teleriabilitazione consente anche l’erogazione di servizi a costo minore, specie se in modalità asincrona, alimentando in contemporanea un business in evoluzione esponenziale (Savard et al., 2003).

Questi punti di forza hanno sostenuto lo sviluppo della teleriabilitazione fin dalle prime fasi, portando a rimuovere barriere nell’accesso a trattamenti riabilitativi tradizionali e consentendo un inizio tempestivo degli interventi, con obiettivi e intensità definite e possibilità di supervisione.

I limiti ancora da superare

Oltre a questi vantaggi, la teleriabilitazione presenta a tutt’oggi limiti e difficoltà, che non sono ancora stati superati. Tra questi, il principale è legato al fatto che una parte della popolazione non dispone di un accesso alla rete e , oppure ne ha un accesso inadeguato. Questo è un elemento ad alto impatto, che può configurare una discriminazione.
Inoltre, trattandosi di riabilitazione basata su una tecnologia in continua evoluzione, per poter essere efficace richiede conoscenze tecnologiche aggiornate, in modo tale da scegliere e proporre consapevolmente tra le diverse opzioni quelle più adatte alla persona e al suo ambiente di vita (Schmeler et al., 2009). Sono necessari quindi un’idonea formazione del personale, la conoscenza e la disponibilità di strumenti e programmi aggiornati, e una organizzazione dei servizi riabilitativi che integri la modalità a distanza con quella in presenza. L’aggiornamento e l’evoluzione deve procedere costantemente sia sul versante clinico/riabilitativo sia sul versante tecnologico. Ciò richiede uno sforzo notevole sul piano organizzativo, gestionale, di aggiornamento tecnologico e di formazione del personale.

Inoltre, il venir meno di un contatto di persona con il terapista, porta con sé potenziali conseguenze negative, sia dal punto di vista dell’efficacia del trattamento riabilitativo che dal punto di vista sociorelazionale. Come è ben chiaro a ogni riabilitatore, un intervento tecnicamente perfetto e proposto con i supporti più aggiornati sarà inefficace, se non controproducente, qualora non tenga conto della persona nella sua interezza, sia essa un bambino o un adulto. In particolare, la motivazione dell’utente deve essere costantemente sostenuta.
Un cenno finale merita un altro aspetto strettamente connaturato alla teleriabilitazione: l’uso di tecnologie ICT e di programmi (specie se online) implica la presenza di una terza parte nel processo riabilitativo. La consapevolezza del loro ruolo e delle regole necessarie deve essere ben presente al riabilitatore, per poter utilizzare in sicurezza e a beneficio del paziente la tecnologia da loro offerta e supportata.

Bibliografia
Russell T.G. (2007), Physical rehabilitation using telemedicine, «Journal of Telemedicine and Telecare», vol. 13, n. 5, pp. 217-220.
Savard L., Borstad A., Tkachuck J., Lauderdale D. e Conroy B. (2003), Tele-rehabilitation consultations for clients with neurologic diagnoses: cases from rural Minnesota and American Samoa, «NeuroRehabilitation», vol. 18, n. 2, pp. 93-102.
Schmeler M.R., Schein R.M., McCue M. e Betz K. (2009), Telerehabilitation clinical and vocational applications for assistive technology: research, opportunities, and challenges, «Internal Journal of Telerehabilitation», vol. 1, n. 1, pp. 59-72.

Questo articolo è stato elaborato a partire dal volume Teleriabilitazione nei disturbi di apprendimento a cura di Christina Bachmann, Chiara Gagliardi e Luigi Marotta.

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