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Il Logopedista ai tempi del Coronavirus: comunicare è sempre possibile

Come cambia la professione in questa nuova fase post-emergenza coronavirus

L’emergenza sanitaria, a seguito dell’epidemia COVID19, ha sconvolto l’intero mondo e la vita di noi cittadini e, di conseguenza, anche di noi professionisti. Le regole per il contenimento del contagio hanno cambiato radicalmente le nostre relazioni sociali e professionali, ancora di più le nostre attività.

Nel caso del logopedista, l’isolamento sociale, il distanziamento, l’utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuali, hanno interrotto bruscamente, il valore relazionale dato dalla presenza dell’assistito, dei propri familiari o dei Caregivers, ponendoci, dopo un iniziale smarrimento, di fronte ad un rapido cambiamento di attività professionale con un veloce cambio di passo verso nuove soluzioni e modalità di lavoro agile, in sicurezza e protezione che ci permettesse di non abbandonare i nostri assistiti.

Infatti, si è passati da un iniziale blocco delle attività, a un riordino delle conoscenze ed esperienze per una nuova progettualità per altre attività professionali, attraverso la produzione di documenti specifici sulle innovazioni tecnologiche in riabilitazione da remoto e con le “Linee di indirizzo per la Professione del Logopedista ai tempi del Coronavirus” pubblicate nel sito www.fli.it a cura della Associazione FLI, Commissioni di Albo, Istituzioni preposte nazionali e locali.

Cosa prevedono le nuove linee di indirizzo per l’attività del logopedista

Le " Linee di indirizzo sono state intitolate “Comunicare è sempre possibile” proprio perché era presente in tutti noi la necessità di trovare le giuste modalità di intervento permesse per la sicurezza degli assistiti ma anche per la sicurezza dei professionisti.

Parole chiave: Logopedia a distanza, attività differibile e indifferibile, etica e uso del web, questi e tanti altri temi di discussione

Inoltre, sono state fornite le procedure di prevenzione e gestione del rischio per lavorare in Area Critica con la tipologia dei pazienti acuti e post-acuti, a volte il logopedista si è trovato ad essere un “facilitatore” della comunicazione in terapia Intensiva supportando gli scambi comunicativi con i simboli della Comunicazione Aumentativa e Alternativa o gestendo le videochiamate con i familiari delle persone ricoverate. Importanti anche le istruzioni per l’utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale, diversi a seconda della esposizione al rischio di infezione.

Un particolare riguardo alla gestione dei bambini in età evolutiva e ai più fragili per far comprendere e accettare le nuove regole, per superare il problema del distanziamento sociale e garantire a tutti, Professionisti e assistiti, la massima sicurezza nella continuità delle cure.

Verso la ripresa con resilienza e nuovi sguardi.

I temi affrontati hanno avuto un seguito importante nella comunità professionale italiana, essendo stato l’Italia il primo Paese ad essere colpito in Europa, abbiamo ricevuto molte richieste di aiuto da Paesi europei colpiti subito dopo di noi. Anche a livello internazionale, si è creata una rete di contatti e dibattiti sulla Teleriabilitazione, attività sempre vista con diffidenza prima dell’emergenza, ora al centro dell’attenzione come risorsa opportuna per la Logopedia a distanza.

Uscire dalla crisi si può se tutti noi saremo capaci di adattare le nostre routine a nuove sfide con rapidità e dinamicità, dove capiremo che essere professionisti oggi significa assumersi la responsabilità delle decisioni cliniche che ci competono in completa condivisione con le persone che si affidano a noi.

Se saremo capaci di fare di questa crisi un’opportunità anche per la nostra professione, avremo il grande merito di aver dato un piccolo, ma significativo contributo alla rinascita di questo Paese così colpito in una delle più gravi crisi sanitarie ed economiche mai esistita.

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