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Imparare a scrivere in corsivo fin dalla prima

Qual è il percorso che porta un bambino a imparare a scrivere

Per scrivere il bambino deve riuscire a utilizzare processi che si situano a diversi livelli di funzionamento: dal coordinare tutti i movimenti legati al gesto grafico, al conoscere le regole che permettono di convertire i suoni delle parole in segni grafici convenzionali e all’aver sviluppato processi e conoscenze che gli permettono di comunicare a qualcuno un messaggio scritto in modo efficace.

In questo articolo ci occuperemo principalmente del gesto della scrittura in corsivo.

Il percorso che porta un bambino a imparare a scrivere inizia molto precocemente ed è supportato dall’interesse per fogli, penne, colori e da come li vede utilizzare dai fratelli più grandi oppure dagli adulti.

Il vedere che si può lasciare una traccia sul foglio è così d’impatto per il bambino che, fin dalla primissima infanzia, dedica al disegnare una grande quantità di tempo. Facendo esperienza con pastelli, colori a matita, pennarelli, ma anche con colori a dita e colori ad acquarello, il bambino sviluppa quelle abilità di coordinazione fine-motoria necessaria poi alla scrittura in codice alfabetico.

Il bambino solitamente passa da un’impugnatura palmare, in cui tiene il pastello con tutta la mano, a un’impugnatura in cui utilizza generalmente tre dita. Questo passaggio permette al bambino di tracciare segni sempre più precisi.

Un altro passaggio importante è quello legato al movimento di spalla, gomito e polso, che in un primo momento sono rigidi e consentono cambi di direzione grossolani, per poi divenire più fluidi e permettere, quindi, un movimento più armonioso di tutti i distretti corporei coinvolti nella scrittura. Nel disegno poi il bambino impara anche che può rappresentare con dei segni gli elementi del mondo circostante in modo sempre più convenzionale.

Si formano così le basi fino-motorie della scrittura manuale: la coordinazione dei movimenti è sufficientemente raffinata da permettere i gesti necessari alla scrittura di grafemi e il bambino ha capito che i segni scritti rappresentano qualcosa, sono quindi dei simboli.

Un altro traguardo cognitivo importante è quando il bambino o la bambina capiscono che il suono delle parole è rappresentato da segni particolari (grafemi) e che questo processo segue delle regole di composizione.

La scrittura in corsivo richiede sicuramente l’esecuzione di movimenti fini, in rapida successione, con frequenti cambi di direzionalità, entro spazi delimitati, rispettando le convenzioni a essa associate. Se pensiamo a questi movimenti, però, salta all’occhio come siano in continuità con quelli utilizzati dai bambini nel disegno.

I vantaggi di imparare subito a scrivere in corsivo

Alcune ricerche indicano come l’imparare subito la scrittura in corsivo ha dei vantaggi.
Il corsivo, infatti, rende più evidente la separazione tra le parole rispetto allo stampato maiuscolo, che può dar luogo a treni di parole nelle prime fasi dell'apprendimento. Il corsivo, inoltre, evita confusioni tra lettere visivamente simili, ad esempio p-q e d-b se si introducesse lo stampatello minuscolo come mediatore tra lo stampato maiuscolo, che anche i bambini di scuola dell’infanzia sanno in parte già scrivere, e il corsivo.

Infine se un bambino inizialmente impara a scrivere in stampato maiuscolo e solo successivamente passa al corsivo, quello che succede è che ha avviato ad automatizzare una sequenza motoria caratterizzata da un continuo stacco di penna, cioè da micro movimenti necessari alla scrittura dei tratti tipici dello stampato maiuscolo.

Automatizzare sequenze motorie complesse per poi doverle modificare se non addirittura sostituire con le sequenze tipiche della scrittura in corsivo (tratti arrotondati e continui) significa bloccare e complicare un apprendimento di per sé già molto complesso e articolato. Sembra quindi che l’avvio della scrittura direttamente con il corsivo presenti dei vantaggi da tenere in considerazione nelle scelte didattiche degli insegnanti.

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