IT
I mini gialli dei dettati 2
Carrello
Spedizioni veloci
Pagamenti sicuri
Totale:

Il tuo carrello è vuoto

|*** Libro Quantità:
Articoli e appuntamenti suggeriti

Suscitare la curiosità e l’interesse in classe - Erickson 1

Suscitare la curiosità e l’interesse in classe

Vorrei che i bambini fossero guidati a capire ciò che sono e che saranno, e non solo ciò che sanno e sapranno.

Per natura noi siamo attratti da ciò che è nuovo, ma anche complesso nel giusto grado: l’incongruenza delle informazioni rispetto a quanto ci aspetteremmo, per esempio, ci appare intrigante e ci spinge a cercare di saperne di più.

Tuttavia, la curiosità è transitoria: una volta appagata, passa. L’interesse, invece, è qualcosa di più duraturo nel tempo: si costruisce lentamente, via via che uno studente accresce le sue informazioni su di un tema e le valuta come rilevanti per lui. 

Come si stimola l’interesse? Proponendo una modalità di apprendimento «per scoperta» o chiedendo di trovare risposta a delle domande; lanciando, in sostanza, una sfida interessante. 

Per fare ciò è fondamentale considerare le conoscenze pregresse degli studenti come punto di partenza e non presentare attività troppo semplici (poco stimolanti), né troppo complesse. 

A mio parere, un buon parametro per fare le scelte giuste sotto questo aspetto è quello individuato dalla studiosa statunitense Susan Harter.

IL GIUSTO LIVELLO DI SFIDA 

Susan Harter ha parlato negli anni Settanta di «principio di sfida ottimale», intendendo con esso la scelta di obiettivi scolastici che si collochino a debita distanza tra l’assenza disfida, che potrebbe generare noia, e il suo eccesso, che potrebbe generare ansia e frustrazione. 

Chi imposta la didattica dovrebbe, quindi, valutare il livello di capacità presente in una classe e fornire agli allievi prove e ambienti di apprendimento adeguati a esso, cioè non così facili da non richiedere alcun impegno, né così difficili da scoraggiare e demotivare.

Trovare un livello di sfida raggiungibile indurrà gli studenti a dedicarcisi e li aiuterà a migliorare, mentre una richiesta troppo ardua genererà una sofferenza, che li ostacolerà anziché stimolarli, arrivando a innescare il meccanismo dell’impotenza appresa: la sensazione di non essere capace,e di non esserlo in modo irrimediabile. 

Ciò che io spero dalla scuola di oggi è invece una proposta che non sia né «semplificata» né soverchiante, ma commisurata (per quantità e qualità) alle capacità e necessità dei ragazzi che devono apprendere. 

Questo testo è tratto dal libro "Cinque lezioni leggere sull’emozione di apprendere" di Daniela Lucangeli.

Leggi anche...
  • Sbagliando si impara
    La mente non può non sbagliare. Diversi studi recenti hanno dimostrato addirittura che l’errore rappresenta una vera e propria fase dell’intelligere umano
  • La benzina dell’apprendimento
    Ogni bambino, mentre impara, costruisce un bagaglio di memorie differenti in funzione del fatto che stia apprendendo con ansia o con gioia.
  • Le origini delle difficoltà in matematica
    Come è possibile che ci siano così tanti studenti in difficoltà in matematica, se questa è sostenuta dalla forma più antica di intelligenza che abbiamo?

"Questo sito utilizza cookie analitici, anche di terze parti, ed installa cookie di profilazione, propri e di terze parti, per inviarti messaggi in linea con le tue preferenze. Per ulteriori informazioni o per negare il consenso, a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Proseguendo la navigazione acconsenti all’utilizzo dei cookie."