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La benzina dell’apprendimento - Erickson 1

La benzina dell’apprendimento

Ogni bambino, mentre impara, costruisce un bagaglio di memorie differenti in funzione del fatto che stia apprendendo con ansia o con gioia.

La benzina della mente che fatica e consuma sono le emozioni positive. Se le emozioni che accompagnano il compito, la fatica dell’apprendimento, sono di paura, noia, stress, timore per il rischio di essere interrogati, si producono risposte neurofisiologiche; onde cerebrali che riconoscono un alert antico, il quale dice: «Scappa, proteggiti, pericolo!».

Invece, tante frequenti emozioni ad alta intensità positiva riattivano il circuito dell’apprendimento e lasciano libera la funzione cognitiva di continuare a imparare. Sono come tanti pianerottoli disposti lungo una scala: rappresentano dei momenti di ristoro che aiutano a riposarsi dalla fatica del salire.

Facciamo un esempio. Se mentre imparo la tabellina del 7 sperimento la fiducia del mio insegnante nelle mie capacità, io metto in memoria sia quello che lui mi ha insegnato, sia la sua fiducia; ogni volta che «riapro il cassetto della memoria» che contiene la tabellina del 7, riprendo anche la sua fiducia, che mi dà incoraggiamento. Se invece mi sento sotto giudizio, penso che «tanto non sono capace» di imparare la tabellina e dico che 7x7 fa 47, oltre a fare un errore di calcolo vivo uno stato mentale di sofferenza che ha a che fare con il meccanismo dell’impotenza appresa (di cui parlerò più approfonditamente in seguito). Imparo un concetto e nello stesso momento sperimento paura e senso di inadeguatezza: ogni volta che riapro quel «cassetto della memoria», evoco entrambe le cose. Le mie emozioni hanno scritto nella mia memoria l’informazione: «Questa situazione ti fa stare male, evitala!».

E tutto questo per imparare le tabelline?!

Nessuno desidererebbe sprecare i meccanismi del proprio sistema vivente per mantenersi in una continua condizione di allerta, di paura. Peraltro lo stato di allerta attiva il cortisolo, l’ormone dello stress; questo ormone, di per sé fondamentale per il corretto funzionamento dell’organismo, quando siamo stressati aumenta eccessivamente e può portare a una crescita dei valori glicemici, un abbassamento delle difese immunitarie e persino alterazioni della risposta infiammatoria. 

Nella scuola che vorrei i bimbi non consumano energia biopsichica sulla base di un alert costante, anzi, gli insegnanti puntano a ridurre questi stati incoraggiando le emozioni positive che nutrono l’apprendimento, che stimolano l’interesse, la curiosità, il senso di completezza di sé, la percezione di affrontare una sfida commisurata alle proprie possibilità, la consapevolezza, la voglia di impegnarsi…

Il tutto non per una scuola «facile», ma per una scuola autentica.

Questo testo è tratto dal libro "Cinque lezioni leggere sull’emozione di apprendere" di Daniela Lucangeli.

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