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L’ascolto attivo è una grandissima risorsa per l’apprendimento, soprattutto per ragazzi con DSA 1

L’ascolto attivo è una grandissima risorsa per l’apprendimento, soprattutto per ragazzi con DSA

Buone pratiche e suggerimenti per esercitare nella vita quotidiana la capacità di ascolto, un’importante strategia per gli alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento

Per un alunno con difficoltà specifiche di apprendimento, l’ascolto attivo è una delle abilità compensative di maggiore efficacia.

L’ascolto attivo non si esercita solo attraverso attività didattiche ma dovrebbe essere una modalità sociale, di vita scolastica. Infatti l’ascolto attivo ha delle caratteristiche particolari che richiedono di mettere in campo tutta la sensibilità, l’attenzione, la comprensione, l’intelligenza, l’empatia di cui siamo capaci. Ascoltare è un atto volontario che implica il desiderio di prestare attenzione alla conversazione per comprendere ciò che l’interlocutore sta esprimendo; ha una valenza sociale e didattica di rilevanza fondamentale nella vita quotidiana della classe.

Compito dell’insegnante è far emergere in ciascun alunno le risorse che egli già naturalmente possiede e che devono solo essere attivate, canalizzate e potenziate.

La capacità d’ascolto, la memoria uditiva sono abilità importanti per coloro che, in difficoltà di apprendimento o con disturbo specifico, necessitano di utilizzare, come strumento compensativo, il pc e quindi una sintesi vocale.
Ma prima di ciò è necessario allenare la capacità di ascoltare quotidianamente, come atteggiamento consueto dello stare insieme.

Alcuni esempi di buone pratiche che si possono mettere in opera.

  • Riformulazione semplice: si rimanda l’equivalente del contenuto ricevuto, «Mi stai dicendo che…» e si usano le stesse parole.

  • Parafrasi: si riformula con parole proprie.

  • Riepilogo: si riassume sinteticamente un contenuto particolarmente prolisso o caotico; si ricapitolano le principali cose dette, per un migliore ricordo e comprensione delle stesse; si procede così all’inizio della discussione (ricordare dove eravamo rimasti, cosa dobbiamo fare), durante la discussione (trovare assieme i punti principali), alla fine della discussione (trovare il senso di ciò che abbiamo fatto).

  • Eco: si ripetono le ultime parole pronunciate.

  • Domande aperte/chiuse (o alternando le tipologie).

  • Invito alla richiesta di spiegazioni e di ulteriori informazioni (usando domande del tipo: Chi?, Che cosa?, Come?, Quando?, Dove?; facendo ripetere ciò che si ritiene di avere capito).

  • Controllo della precisione dell’ascolto: si invita a ripetere i concetti fondamentali di chi parla, sottolineando i fatti.

  • Invito a illustrare con parole diverse concetti, frasi, espressioni, modi di dire…

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