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I mini gialli dei dettati 2
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Search-ME - Erickson 1 Discalculia
Facciamo il punto sulle implicazioni emotive di questo disturbo e sugli accorgimenti per affrontarle
La discalculia evolutiva è un deficit della capacità specifica di comprensione dei numeri. Dal punto di vista pratico dell’insegnamento e dell’apprendimento, il fatto che i bambini con discalculia non possiedano la capacità congenita di capire i numeri ha implicazioni molto gravi. In termini generali, possiamo affermare che sono privi del «kit di partenza» per lo sviluppo della comprensione dei numeri e delle operazioni numeriche.   Degli alunni con discalculia, in rapporto all’educazione matematica, possiamo azzardare una descrizione sommaria di questo tipo: - gli allievi discalculici possiedono un senso numerico intuitivo molto scarso; - gli allievi discalculici mantengono un concetto del numero «basato sulle unità» - gli allievi discalculici hanno un concetto del numero che rimane pressoché statico e conosce scarsissimi sviluppi.   La discalculia ha implicazioni molto forti anche dal punto di vista del benessere emotivo degli alunni. La maggior parte degli alunni discalculici infatti si sente scoraggiata durante le lezioni di matematica e sviluppa perciò strategie di evitamento, come andare in bagno, fare la punta alle matite, ecc. Spesso poi gli alunni discalculici vengono presi in giro dai compagni e talvolta assillati e avviliti anche da insegnanti e genitori che non ne comprendono le reali difficoltà. La mancanza di comprensione da parte delle persone che li circondano può portare gli alunni discalculici a soffrire di ansia da matematica, preoccuparsi per le proprie capacità di apprendimento in generale e pensare di essere stupidi. La didattica tradizionale, che prevede l’aspetto mnemonico di aspetti importanti dell’aritmetica, purtroppo non è d’aiuto per questo tipo di studenti.   Che cosa può fare allora un insegnante per aiutare gli alunni con discalculia? Ecco qualche suggerimento:   - Gli alunni con discalculia riescono a comprendere molto meglio tutte le aree dell’aritmetica se nelle prime fasi li si incoraggia a usare materiali di manipolazione in modo da rendere il tutto più trasparente e concreto e meno astratto;   - Gran parte del linguaggio utilizzato per descrivere le operazioni numeriche è di difficile comprensione per gli studenti con discalculia. L’insegnante dovrebbe perciò privilegiare un linguaggio quotidiano, semplice e trasparente, ed essere pronto a riformulare le sue spiegazioni in vari modi;   - È importante che gli insegnanti strutturino la didattica in piccoli passi progressivi, procedendo al passo degli alunni con discalculia e offrendo loro la possibilità di fare moltissima pratica;   - Gli insegnanti devono limitare i carichi di memoria, sia a lungo termine, sia di lavoro, affrontando con gli alunni con difficoltà i fatti numerici essenziali e un numero circoscritto di procedure di semplice comprensione;   - Occorre far esercitare il più possibile gli allievi nelle abilità numeriche attraverso giochi semplici e veloci, che sono divertenti e rendono più piacevoli le lezioni;   - È importantissimo che l’insegnante sappia creare un clima positivo all’interno delle lezioni di matematica, ad esempio, aiutando gli alunni a sentirsi veramente in grado di apprendere la materia.  
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Search-ME - Erickson 2 DSA
La campagna Erickson - AID per approfondire le conoscenze sulla dislessia e sugli altri DSA.
Lo sai che… Mika, stella del pop, conosce 7 lingue (!!!), ma non sa leggere l’orologio? Non legge nemmeno lo spartito musicale, ma canta meravigliosamente e suona molti strumenti musicali! E Jennifer Aniston, da piccola, non era molto brava a scuola, ma è diventata un’attrice famosa. Il regista Steven Spielberg a scuola faticava a leggere e ha sviluppato una grande immaginazione. Immaginando, ha creato personaggi come il simpatico extraterrestre E.T. e film sui dinosauri come Jurassic Park! Che cosa hanno in comune questi personaggi, così diversi tra loro? Sono tutti dislessici… scopri le loro storie e quelle di molti altri, e come la dislessia ha cambiato, a volte in meglio, la loro vita.     Lo sai che… ci sono diversi modi di leggere e di imparare? Ognuno di noi ha il suo stile di apprendimento e le sue caratteristiche, così come qualcuno può essere più alto, più basso, biondo o bruno, bravo a giocare a basket o a suonare il piano. Anche nell’apprendimento ci sono delle peculiari caratteristiche che distinguono un individuo dall’altro e nessuna è più o meno giusta di un’altra, così come non è più corretto avere gli occhi blu o verdi, portare o meno gli occhiali.   Fra queste caratteristiche ci sono anche i DSA, ovvero i disturbi specifici dell’apprendimento. Si chiamano specifici proprio perché riguardano solo alcune difficoltà del sistema dell’apprendimento. Una peculiarità dei DSA è l’intelligenza, infatti uno dei parametri per la loro valutazione è proprio che il quoziente intellettivo sia nella norma o superiore alla norma.   Le persone con DSA, nonostante siano intelligenti e non abbiano problemi a capire le cose, hanno delle difficoltà proprio nelle aree della lettura, del calcolo e della scrittura, perché la loro caratterista è di non riuscire ad automatizzare i processi che stanno alla base di queste abilità specifiche. Questo non vuol dire che non riescano proprio a leggere o a scrivere, ma che per farlo devono fare molta fatica, usare tante energie e impiegare tanto tempo.   Per le persone con DSA è quindi necessario usare delle strategie di apprendimento che gli permettano di superare le difficoltà in questi compiti in modo da non ancorarsi sui loro punti deboli e poter sfruttare al massimo i loro punti di forza. Fra le strategie ci sono anche degli strumenti compensativi, ad esempio i software di sintesi vocale che consentono di “leggere con le orecchie” i testi, la calcolatrice per fare i conti o il computer per scrivere. Lo sai che…? si può imparare a valorizzare il potenziale di ciascuno, al di là delle difficoltà? In Italia la dislessia è ancora poco conosciuta. Secondo le recenti ricerche, i disturbi di apprendimento colpiscono circa il 3-4% degli alunni italiani. Questo significa che in una classe di 25 studenti è altamente probabile trovare un bambino o un ragazzo che manifesti una considerevole difficoltà negli ambiti della lettura, del calcolo e della scrittura. Un disturbo dell’apprendimento non è una difficoltà scolastica, che può essere temporanea, un disturbo dell’apprendimento pur non essendo una malattia, non è guaribile… rimane stabile nel tempo. Ci sono però diversi modi, come l’apprendimento di strategie utili e di metodi di studio funzionali, che possono essere adottati per aiutare le persone con DSA, valorizzando e tenendo conto di tutte le diversità in classe, con gli amici o a casa.
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Search-ME - Erickson 3 Dislessia
Erickson e Associazione Italiana Dislessia insieme per la quarta Settimana Nazionale della Dislessia per approfondire la conoscenza sui DSA
Dal 7 al 13 ottobre torna la campagna Lo sai che…?”, lanciata nel 2018 da Erickson e Associazione Italiana Dislessia con l’obiettivo di sensibilizzare e approfondire la conoscenza sulla dislessia e sugli altri disturbi specifici di apprendimento. Fulcro della campagna il manifesto illustrato da Daniela Tieni basato sulla parola “particolare”, ad indicare il peculiare modo di apprendere delle persone con DSA.  Lo sai che… la dislessia è un PARTICOLARE modo di apprendere? SCARICA QUI IL POSTER Personalizzare Scoprite insieme ai bambini le loro attitudini.  Il successo formativo è possibile per tutti. Agganci visivi Sostenete l’acquisizione delle informazioni utilizzando immagini e parole chiave, in questo modo alleggerirete la necessità di leggere per accedere ai contenuti. Rispetto della modalità di apprendere Scoprite il canale preferenziale che ogni bambino usa per apprendere e utilizzatelo tutte le volte che potete. Testi accessibili Utilizzate font senza fronzoli e aumentate l’interlinea per rendere la lettura più semplice e accessibile. Inclusione Aiutate i bambini a vedere le differenze come una ricchezza e ad apprezzare le proprie caratteristiche. Tutti siamo diversi e possiamo apprendere al meglio, attraverso strategie specifiche. Compensare Compensate la fatica dei bambini con DSA con strumenti adatti, ma non togliete loro la possibilità di trarre soddisfazione dall’aver raggiunto un traguardo scolastico grazie all’impegno profuso. Obiettivi Guidate i bambini nel darsi obiettivi possibili e nel raggiungerli in autonomia. Lasciare tempo per altro I bambini restano bambini e hanno bisogno di un po’ di tempo per fare quello che preferiscono. Autostima Valorizzate i punti di forza dei bambini e aiutateli a scoprire le loro aree di competenza. Rielaborare le informazioni scritte Aiutate i bambini a ricavare le informazioni principali da un testo e a rielaborarle secondo il loro stile di apprendimento: gli sforzi diventeranno più fruttuosi. Evitare i giudizi Non stigmatizzate l’errore ma guardatelo come un’opportunità per capire come aiutare meglio quel bambino. Vuoi sperimentare alcune possibili difficoltà che possono incontrare nella lettura le persone con dislessia? CLICCA QUI... E LEGGI GLI INCONTRI A TRENTO E ROMA  Gli incontri, dal titolo “Lo sai che… la dislessia è un particolare modo di apprendere?” sono in programma mercoledì 9 ottobre. Nella sede Erickson di Roma (ore 18.30) Nicoletta Perini (Erickson), Antonella Trentin (presidente AID-sezione Roma) e Marco Romano (referente dei genitori dell’AID – sezione di Roma) proporranno una riflessione su questo “particolare modo di apprendere”. Un’occasione per approfondire questo disturbo, in linea con il titolo della Settimana Nazionale 2019: “Diversi e Uguali: promuoviamo l’equità”. Le persone con DSA, infatti, hanno un diverso modo di apprendere o di svolgere il proprio lavoro, ma hanno lo stesso diritto di poterlo fare rispetto a chi non ha necessità di utilizzare i loro stessi strumenti. Durante l’incontro ci sarà possibile mettersi in gioco con un breve esperimento intitolato Mettiamoci nei panni di…  Un laboratorio esperienziale realizzato in collaborazione con Luana Astore e Fabiana Illiano (Telos Edizioni). Nella sede Erickson di Trento (9 ottobre, ore 18) è in programma un incontro con Dario Ianes (Libera Università di Bolzano e co-fondatore Erickson), Paola Venuti (Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento) e Sergio Messina (presidente nazionale dell’Associazione Italiana Dislessia) che insieme si confronteranno sulle strategie più efficaci da utilizzare in classe e a casa.   ... E IN FUTURO  Le iniziative di divulgazione e sensibilizzazione continuano anche online con una serie di attività social. E non solo. La collaborazione tra Erickson e AID vedrà i suoi frutti anche in primavera. È partito infatti un nuovo progetto editoriale, frutto della collaborazione tra l’Associazione Italiana Dislessia ed Erickson, con l’obiettivo di supportare gli insegnanti nella loro attività didattica. Una serie di volumi operativi sulle singole discipline scolastiche con 10 strategie attive essenziali per lo studente con DSA, ma utili anche a tutta la classe.
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