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Pensarsi al futuro per prendersi cura della propria comunità 1

Pensarsi al futuro per prendersi cura della propria comunità

I Dialoghi Comunitari di Rete come tecnica di progettazione comunitaria

Progettare interventi finalizzati alla promozione del benessere di una comunità non è affar semplice, soprattutto se il progetto a valenza collettiva vuole essere ideato e realizzato con il coinvolgimento dei membri di quella stessa comunità. Dinanzi a problemi comunitari complessi o a comunità disgregate, cittadini e operatori possono sentirsi preoccupati all’idea di riunire più persone con l’obiettivo di riflettere e attivarsi in prima persona in vista di un miglioramento della condizione in cui si trovano. Talvolta, la sensazione è di sentirsi soli nell’avviare processi per lo sviluppo di legami comunitari e di non avere sufficienti risorse – non semplicemente dal punto di vista economico – per ideare e realizzare progetti che coinvolgano intere comunità.

L’operatore di comunità si trova spesso a lavorare con persone molto differenti tra loro (si pensi ad esempio ai quartieri multietnici) e con molteplici figure professionali e referenti di realtà di privato sociale attive sul territorio di riferimento, che spesso però, per diverse appartenenze o vicende pregresse, faticano a dialogare tra loro. Un approccio collaborativo e dialogante non può darsi quindi per scontato.

I metodi dialogici, di origine finlandese, possono venire in aiuto dell’operatore e dei membri della comunità per facilitare l’incontro e creare occasioni di confronto che siano generative ed efficaci, dischiudendo spazi riflessivi utili alla costruzione congiunta di percorsi di aiuto e miglioramento a favore delle comunità coinvolte, dei suoi membri ma anche degli stessi operatori.

Nell’ambito del lavoro sociale di comunità, i Dialoghi Comunitari di Rete rappresentano un’interessante tecnica per realizzare incontri dialogici fra i membri di una comunità e gli operatori coinvolti, al fine di programmare interventi a valenza collettiva orientati al miglioramento delle comunità stesse, in presenza di una crescente preoccupazione condivisa.

I Dialoghi Comunitari di Rete in 5 punti:

  • partecipazione e protagonismo delle comunità: questa tecnica contrasta il paradigma della costruzione dei progetti di comunità centrati sugli esperti e si focalizza sui punti di forza e le risorse dei membri della comunità, riconoscendo e valorizzando il loro sapere esperienziale;

  • facilitazione esterna e indipendente: la sessione dialogica prevede la presenza di due facilitatori non appartenenti alla comunità con cui si sta lavorando e indipendenti dalla situazione, con il compito di facilitare in maniera strutturata l’incontro e accompagnare le persone motivate (siano esse cittadini e/o operatori) a prendere delle decisioni condivise;

  • immaginarsi nel futuro per progettare il presente: avvalendosi della tecnica denominata Dialoghi sul Futuro, si definisce un tempo (sei mesi, un anno, la prossima primavera...) in cui è possibile prospettare un cambiamento in meglio, verso una situazione di maggior benessere della comunità e dei suoi membri. Ai partecipanti viene chiesto di immedesimarsi in quel futuro migliore e di ricordarsi cosa ciascuno di loro ha fatto, e con l’aiuto di chi, per promuovere dei cambiamenti positivi all’interno della propria comunità di appartenenza.

  • l’ideazione di un progetto condiviso, nel presente: l’esito di una sessione dialogica è un programma operativo e concreto, scritto a più mani, nella formula “chi fa cosa e con chi, nel prossimo futuro”, in vista del perseguimento della finalità condivisa;

  • innovazione sociale e creatività: a un Dialogo Comunitario di Rete potrebbero partecipare giovani, anziani, famiglie, cittadini attivi, volontari, referenti di associazioni territoriali, operatori sociali e altri professionisti, purché interessati e motivati al fronteggiamento di preoccupazioni condivise e/o al miglioramento di una situazione, a livello comunitario. L’auspicata eterogeneità che dovrebbe contraddistinguere il gruppo dei partecipanti alla sessione dialogica stimola processi riflessivi polifonici e la creatività, poiché la progettazione si fonda sull’ascolto profondo di più punti di vista soggettivi e sulla valorizzazione delle risorse e delle relazioni già presenti nella comunità. Lo scambio riflessivo e il confronto rappresentano così le basi per pianificare e realizzare interventi innovativi.

Nell’ambito del lavoro sociale di comunità, i Dialoghi Comunitari di Rete rappresentano quindi un’innovativa tecnica per coinvolgere la comunità nel pensare e mettere in atto strategie e azioni per prendersi cura di se stessa, focalizzandosi sugli aspetti positivi e sulla motivazione delle persone, che si mettono a disposizione per la propria comunità di appartenenza e per gli operatori chiamati a promuovere progetti a valenza collettiva.

Alcuni consigli di lettura

Metodi dialogici nel lavoro di rete, di Arnkil T. E., Seikkula J.

Assumendo la dialogicità non solo come metodo ma anche come atteggiamento, indispensabile nel lavoro con le persone e le comunità, gli autori ci accompagnano nel meraviglioso mondo dei metodi dialogici. A partire dalla quasi trentennale esperienza finlandese, il testo descrive accuratamente, offrendo esempi pratici e suggerimenti metodologici, la tecnica dei Dialoghi sul Futuro, su cui si fondano i Dialoghi Comunitari di Rete. Riconoscimento e rispetto dell’Altro, reciprocità, parità e intersoggettività sono le parole chiave che possono sinteticamente descrivere l’essenza dei metodi dialogici.

Il lavoro sociale di comunità. Come costruire progetti partecipati, di Twelvetrees A.

Un testo che non può certo mancare nella libreria di un operatore/trice sociale di comunità. A livello internazionale, rappresenta ormai da anni un “classico” del community social work. Si tratta di un vero e proprio manuale che offre importanti indicazioni operative per costruire in maniera partecipata progetti a valenza collettiva. L’autore mette in guardia il lettore dal compiere gli errori “tipici” nel lavoro con le comunità, illustrando con esempi concreti le strategie per affrontare le sfide più frequenti nel community social work e promuovere fattivamente la partecipazione dei membri della comunità alla progettazione e realizzazione di interventi in loro favore.

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