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Gli stereotipi di genere riguardano anche i maschi - Erickson 1

Gli stereotipi di genere riguardano anche i maschi

Qual è il modello di mascolinità con cui si confrontano i bambini maschi nella loro crescita

Gli «stereotipi di genere» consistono in un insieme di credenze, opinioni generalizzate e luoghi comuni che vengono applicati in maniera rigida e totalizzante ai maschi e alle femmine, unicamente in base alla loro appartenenza sessuale.

Quando in ambito educativo si discute della necessità di formare le nuove generazioni alla cultura della parità di genere e di superare gli stereotipi sessisti, spesso ci si pone «dalla parte delle bambine». Si dà cioè per assodato che l’azione più urgente sia quella di rimuovere gli ostacoli culturali che da sempre penalizzano e depotenziano le opportunità del genere femminile di avere un ruolo attivo nella vita sociale, politica, lavorativa.


Non dobbiamo però dimenticare che gli stereotipi agiscono in maniera aggressiva, violenta e limitante anche nella vita dei bambini, futuri uomini

Il modello di mascolinità nella nostra società trova ancora dei capisaldi indiscussi nella forza e nel contenimento dei sentimenti e delle emozioni (essendo queste ultime male interpretate come potenziali fragilità). Per quanto riguarda i ruoli sociali, lo stereotipo vuole che un uomo, per essere definito tale, investa la maggior parte del suo tempo e delle sue energie nel lavoro (meglio ancora se ben retribuito e prestigioso). Il tempo della cura, degli affetti, delle relazioni familiari si limita a ricoprire un valore residuale.

Le nuove generazioni di bambini, già a partire dalla scuola d’infanzia, rischiano quindi di crescere con l’idea che «essere maschi» significhi dar continue prove di forza, coraggio, prestanza fisica. I territori dell’emotività, della relazione, della tenerezza, della cura degli altri, in quest’ottica, sarebbero di esclusiva pertinenza femminile («Non ti comporterai mica come una femminuccia?»).

 

È evidente che questo processo di formazione dell’identità maschile comprime e deforma le possibilità di sviluppo e realizzazione personale e sociale dei bambini-maschi.

Al tempo stesso questa idea di virilità impedisce ai bambini — e poi agli uomini adulti — di entrare in relazione e di costruire rapporti significativi basati sull'intimità, la cura, l’empatia.

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