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Autismo e Covid-19: il ruolo dei professionisti nella fase post-emergenza - Erickson.it 1

Autismo e Covid-19: il ruolo dei professionisti nella fase post-emergenza

Cosa possono fare i professionisti che operano in ambito clinico per rispondere alle esigenze di bambini, ragazzi e adulti con disturbi dello spettro autistico

L’emergenza causata dalla diffusione di Covid-19 ha reso molto difficile la vita di bambini e ragazzi con disturbi dello spettro autistico e delle loro famiglie. La chiusura delle scuole, dei centri diurni e riabilitativi ha portato un drastico cambiamento delle routine e un obbligato isolamento sociale. Inoltre ha determinato l’interruzione delle terapie e delle attività del tempo libero che per le persone con autismo sono occasioni importanti per esercitare e mantenere competenze sociali, comunicative e autonomie acquisite nel corso degli anni.
Alla luce di ciò, entrati in questa nuova fase di post-emergenza, cosa possono fare i professionisti che operano in ambito clinico per andare incontro alle esigenze delle persone con disturbi dello spettro autistico e delle loro famiglie?
La professoressa Paola Venuti, responsabile del Laboratorio di Osservazione, Diagnosi e Formazione (Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento) che si occupa da anni di ricerca, diagnosi e trattamento dei Disturbi del Neurosviluppo, con particolare attenzione ai Disturbi dello Spettro Autistico sottolinea tre punti di attenzione da tenere in considerazione nel prossimo periodo.

Sostenere la socialità di bambini e ragazzi con autismo

In questo periodo di emergenza per i terapisti non è stato possibile incontrare di persona i propri pazienti con disturbi dello spettro autistico; solo in pochi casi si è riusciti mettersi in comunicazione con loro attraverso sistemi di comunicazione a distanza. Attualmente risulta ancora complesso organizzare attività di gruppo in presenza, con due o tre bambini, garantendo le distanze di sicurezza e ciò rende estremamente difficile lavorare sulle competenze sociali di questi bambini e ragazzi.

Per evitare quindi che le importanti conquiste sul fronte delle abilità sociali vengano perse, è necessario che le attività con i terapeuti vengano riprese al più presto nelle strutture, ove possibile, o nel contesto domestico.

È inoltre necessario organizzare attività di gruppo per stimolare lo scambio e l’interazione sociale. A tal proposito giochi collettivi in modalità online, anche se a distanza, permettono ai bambini di condividere attività divertenti e motivanti con i coetanei mantenendo le competenze sociali acquisite nel tempo.

Supportare i genitori

L’emergenza Coronavirus ha messo in seria difficoltà i genitori di bambini e ragazzi con disturbi dello spettro dell’autismo. Essi infatti, oltre a dover riorganizzare una nuova quotidianità, hanno dovuto assumere il ruolo di educatori e terapisti con tutto ciò che questo comporta a livello di stress e carico emotivo.

Compito dei professionisti è quindi dare ai genitori consigli e suggerimenti su come gestire nel migliore dei modi questo periodo di stress.

Non solo, è necessario creare uno spazio di condivisione dedicato ai genitori dove possono sentirsi liberi di parlare, esprimere la propria frustrazione, i propri bisogni, dove possono trovare supporto, ascolto e comprensione.

Questi momenti possono essere organizzati anche in modalità online, in presenza di altri genitori e di terapisti che, con competenza e professionalità, sappiano sostenerli e accompagnarli.

In questa fase di post emergenza è inoltre importante supportare i genitori nell’affrontare la ripresa della vita sociale nonostante i timori e le incertezze, rassicurandoli sul fatto che è indispensabile, dopo questo lungo periodo di isolamento, che i figli tornino a frequentare asili nido, scuole materne e centri estivi.

Aiutare gli insegnanti nel promuovere una didattica inclusiva, anche a distanza

Fondamentale è infine supportare gli insegnanti nell’individuare e gestire nuove forme di didattica a distanza in vista del prossimo anno scolastico.

L’obiettivo è promuovere strategie e interventi in grado di favorire, anche a distanza, l’inclusione di tutti gli alunni e gli studenti all’interno della classe, anche quelli con autismo.

Inoltre è necessario pensare a piattaforme digitali che siano facilmente fruibili da bambini e ragazzi con autismo e formare gli insegnanti al loro utilizzo. Non bisogna dimenticare che anche i genitori sono coinvolti nella gestione della didattica online, spesso con notevoli difficoltà, per questo vanno sostenuti e accompagnati anche in questa direzione.

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