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I mini gialli dei dettati 2
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Le sorgenti del male

La fiducia e l'accettazione dell'altro

In questo saggio Zygmunt Bauman riflette sull’origine del male e su cos’è il male oggi: partendo dalle tesi fallaci affermate nel Novecento chiarisce come la presa di distanza dagli esiti dei nostri atti distruttivi contribuisce a erodere la nostra sensibilità.

In questo saggio Zygmunt Bauman riflette sull’origine del male e su cos’è il male oggi: partendo dalle tesi fallaci affermate nel Novecento chiarisce come la presa di distanza dagli esiti dei nostri atti distruttivi contribuisce a erodere la nostra sensibilità.

In questo saggio Zygmunt Bauman riflette sull’origine del male e su cos’è il male oggi: partendo dalle tesi fallaci affermate nel Novecento chiarisce come la presa di distanza dagli esiti dei nostri atti distruttivi contribuisce a erodere la nostra sensibilità.

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Descrizione

Libro

Che cos’è il male oggi? In che modo si può dire che le sue manifestazioni, le sue spinte, le sue modalità di aggredire il tessuto del mondo e delle persone che lo abitano si siano modificate?
Zygmunt Bauman, già nel 1989, con Modernità e Olocausto, aveva riletto le atrocità del Terzo Reich...

Che cos’è il male oggi? In che modo si può dire che le sue manifestazioni, le sue spinte, le sue modalità di aggredire il tessuto del mondo e delle persone che lo abitano si siano modificate?
Zygmunt Bauman, già nel 1989, con Modernità e Olocausto, aveva riletto le atrocità del Terzo Reich sovvertendo l’opinione comune che si fosse trattato di un «incidente» della Storia. In questo libro Bauman compie un ulteriore decisivo passo avanti nell’identificazione del «male» ai giorni nostri. E lo fa con una ricognizione delle tesi fallaci che si erano affermate nel Novecento (dalla «personalità autoritaria» di Adorno alla «banalità del male» di Hannah Arendt) per mostrare poi, in un corpo a corpo con le opere di Jonathan Littell e di Günther Anders, che la presa di distanza dagli esiti dei nostri atti distruttivi (resa non solo possibile, ma obbligata, dalle mirabilia tecnologiche e dalla costrizione «diversamente morale» a non sprecare armi la cui produzione ha richiesto quantità esorbitanti di denaro) contribuisce a erodere la nostra sensibilità già gravemente indebolita, malcerta, afona.

Che cos’è il male oggi? In che modo si può dire che le sue manifestazioni, le sue spinte, le sue modalità di aggredire il tessuto del mondo e delle persone che lo abitano si siano modificate?
Zygmunt Bauman, già nel 1989, con Modernità e Olocausto, aveva riletto le atrocità del Terzo Reich...

Che cos’è il male oggi? In che modo si può dire che le sue manifestazioni, le sue spinte, le sue modalità di aggredire il tessuto del mondo e delle persone che lo abitano si siano modificate?
Zygmunt Bauman, già nel 1989, con Modernità e Olocausto, aveva riletto le atrocità del Terzo Reich sovvertendo l’opinione comune che si fosse trattato di un «incidente» della Storia. In questo libro Bauman compie un ulteriore decisivo passo avanti nell’identificazione del «male» ai giorni nostri. E lo fa con una ricognizione delle tesi fallaci che si erano affermate nel Novecento (dalla «personalità autoritaria» di Adorno alla «banalità del male» di Hannah Arendt) per mostrare poi, in un corpo a corpo con le opere di Jonathan Littell e di Günther Anders, che la presa di distanza dagli esiti dei nostri atti distruttivi (resa non solo possibile, ma obbligata, dalle mirabilia tecnologiche e dalla costrizione «diversamente morale» a non sprecare armi la cui produzione ha richiesto quantità esorbitanti di denaro) contribuisce a erodere la nostra sensibilità già gravemente indebolita, malcerta, afona.

Che cos’è il male oggi? In che modo si può dire che le sue manifestazioni, le sue spinte, le sue modalità di aggredire il tessuto del mondo e delle persone che lo abitano si siano modificate?
Zygmunt Bauman, già nel 1989, con Modernità e Olocausto, aveva riletto le atrocità del Terzo Reich...

Che cos’è il male oggi? In che modo si può dire che le sue manifestazioni, le sue spinte, le sue modalità di aggredire il tessuto del mondo e delle persone che lo abitano si siano modificate?
Zygmunt Bauman, già nel 1989, con Modernità e Olocausto, aveva riletto le atrocità del Terzo Reich sovvertendo l’opinione comune che si fosse trattato di un «incidente» della Storia. In questo libro Bauman compie un ulteriore decisivo passo avanti nell’identificazione del «male» ai giorni nostri. E lo fa con una ricognizione delle tesi fallaci che si erano affermate nel Novecento (dalla «personalità autoritaria» di Adorno alla «banalità del male» di Hannah Arendt) per mostrare poi, in un corpo a corpo con le opere di Jonathan Littell e di Günther Anders, che la presa di distanza dagli esiti dei nostri atti distruttivi (resa non solo possibile, ma obbligata, dalle mirabilia tecnologiche e dalla costrizione «diversamente morale» a non sprecare armi la cui produzione ha richiesto quantità esorbitanti di denaro) contribuisce a erodere la nostra sensibilità già gravemente indebolita, malcerta, afona.

Libro
ISBN: 9791259820280
Data di pubblicazione: 09/2021
Numero Pagine: 104
Formato: 11x17cm
Saggistica Il Margine
Libro
ISBN: 9791259820280
Data di pubblicazione: 09/2021
Numero Pagine: 104
Formato: 11x17cm
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