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I mini gialli dei dettati 2
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Conversazioni sull'educazione

In collaborazione con Riccardo Mazzeo

Un agile e sempre attuale volume dove la lucidità di Zygmunt Bauman ci conquista mentre riflette sulla situazione delle ragazze e dei ragazzi di oggi e sul ruolo dell’educazione e degli educatori, in uno scenario dove le certezze dei nostri predecessori non possono più essere date per scontate.

Un agile e sempre attuale volume dove la lucidità di Zygmunt Bauman ci conquista mentre riflette sulla situazione delle ragazze e dei ragazzi di oggi e sul ruolo dell’educazione e degli educatori, in uno scenario dove le certezze dei nostri predecessori non possono più essere date per scontate.

Un agile e sempre attuale volume dove la lucidità di Zygmunt Bauman ci conquista mentre riflette sulla situazione delle ragazze e dei ragazzi di oggi e sul ruolo dell’educazione e degli educatori, in uno scenario dove le certezze dei nostri predecessori non possono più essere date per scontate.

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Vale 13 punti Erickson

Descrizione

Libro

Gli educatori devono affrontare la sfida cruciale di ridefinire il loro ruolo nella società attuale, nella quale i giovani vivono una profonda incertezza rispetto al loro futuro, i progetti a lungo termine sono
diventati più difficili, le norme tradizionali sono meno autorevoli e flussi...

Gli educatori devono affrontare la sfida cruciale di ridefinire il loro ruolo nella società attuale, nella quale i giovani vivono una profonda incertezza rispetto al loro futuro, i progetti a lungo termine sono
diventati più difficili, le norme tradizionali sono meno autorevoli e flussi sempre più cospicui di persone hanno creato comunità variegate in cui culture differenti si ritrovano a vivere fianco a fianco, senza
più essere unite dalla convinzione che l’altro verrà prima o poi assimilato alla «nostra» cultura.
Ma per quanto limitati possano apparire i poteri trasformativi del sistema educativo esistente, a sua volta irretito nei meccanismi consumistici, sopravvivono in esso sufficienti poteri trasformativi per annoverarlo tra i fattori più promettenti di un’autentica «rivoluzione culturale».

Posti di fronte alle sconcertanti caratteristiche del nostro mondo liquido moderno, molti giovani tendono a ritirarsi, in alcuni casi nella rete, in giochi e relazioni virtuali, in altri casi nell’anoressia, nella depressione, nell’abuso di alcol o droghe, nella speranza di proteggersi così da un universo oscuro e vorticoso.
Altri, invece, si lanciano in forme di comportamento più violento come le guerre tra bande o i saccheggi perpetrati da chi si sente escluso dai templi del consumo ma è avido di partecipare al rito «liturgico». Tutto questo avviene mentre i nostri politici restano a guardare, distratti e indifferenti.
In questo breve libro Zygmunt Bauman, il più grande teorico sociale della nostra contemporaneità, qui in conversazione con Riccardo Mazzeo, un intellettuale suo amico, riflette sulla situazione delle ragazze e dei ragazzi di oggi e sul ruolo dell’educazione e degli educatori in uno scenario dove le certezze dei nostri predecessori non possono più essere date per scontate.

Gli educatori devono affrontare la sfida cruciale di ridefinire il loro ruolo nella società attuale, nella quale i giovani vivono una profonda incertezza rispetto al loro futuro, i progetti a lungo termine sono
diventati più difficili, le norme tradizionali sono meno autorevoli e flussi...

Gli educatori devono affrontare la sfida cruciale di ridefinire il loro ruolo nella società attuale, nella quale i giovani vivono una profonda incertezza rispetto al loro futuro, i progetti a lungo termine sono
diventati più difficili, le norme tradizionali sono meno autorevoli e flussi sempre più cospicui di persone hanno creato comunità variegate in cui culture differenti si ritrovano a vivere fianco a fianco, senza
più essere unite dalla convinzione che l’altro verrà prima o poi assimilato alla «nostra» cultura.
Ma per quanto limitati possano apparire i poteri trasformativi del sistema educativo esistente, a sua volta irretito nei meccanismi consumistici, sopravvivono in esso sufficienti poteri trasformativi per annoverarlo tra i fattori più promettenti di un’autentica «rivoluzione culturale».

Posti di fronte alle sconcertanti caratteristiche del nostro mondo liquido moderno, molti giovani tendono a ritirarsi, in alcuni casi nella rete, in giochi e relazioni virtuali, in altri casi nell’anoressia, nella depressione, nell’abuso di alcol o droghe, nella speranza di proteggersi così da un universo oscuro e vorticoso.
Altri, invece, si lanciano in forme di comportamento più violento come le guerre tra bande o i saccheggi perpetrati da chi si sente escluso dai templi del consumo ma è avido di partecipare al rito «liturgico». Tutto questo avviene mentre i nostri politici restano a guardare, distratti e indifferenti.
In questo breve libro Zygmunt Bauman, il più grande teorico sociale della nostra contemporaneità, qui in conversazione con Riccardo Mazzeo, un intellettuale suo amico, riflette sulla situazione delle ragazze e dei ragazzi di oggi e sul ruolo dell’educazione e degli educatori in uno scenario dove le certezze dei nostri predecessori non possono più essere date per scontate.

Gli educatori devono affrontare la sfida cruciale di ridefinire il loro ruolo nella società attuale, nella quale i giovani vivono una profonda incertezza rispetto al loro futuro, i progetti a lungo termine sono
diventati più difficili, le norme tradizionali sono meno autorevoli e flussi...

Gli educatori devono affrontare la sfida cruciale di ridefinire il loro ruolo nella società attuale, nella quale i giovani vivono una profonda incertezza rispetto al loro futuro, i progetti a lungo termine sono
diventati più difficili, le norme tradizionali sono meno autorevoli e flussi sempre più cospicui di persone hanno creato comunità variegate in cui culture differenti si ritrovano a vivere fianco a fianco, senza
più essere unite dalla convinzione che l’altro verrà prima o poi assimilato alla «nostra» cultura.
Ma per quanto limitati possano apparire i poteri trasformativi del sistema educativo esistente, a sua volta irretito nei meccanismi consumistici, sopravvivono in esso sufficienti poteri trasformativi per annoverarlo tra i fattori più promettenti di un’autentica «rivoluzione culturale».

Posti di fronte alle sconcertanti caratteristiche del nostro mondo liquido moderno, molti giovani tendono a ritirarsi, in alcuni casi nella rete, in giochi e relazioni virtuali, in altri casi nell’anoressia, nella depressione, nell’abuso di alcol o droghe, nella speranza di proteggersi così da un universo oscuro e vorticoso.
Altri, invece, si lanciano in forme di comportamento più violento come le guerre tra bande o i saccheggi perpetrati da chi si sente escluso dai templi del consumo ma è avido di partecipare al rito «liturgico». Tutto questo avviene mentre i nostri politici restano a guardare, distratti e indifferenti.
In questo breve libro Zygmunt Bauman, il più grande teorico sociale della nostra contemporaneità, qui in conversazione con Riccardo Mazzeo, un intellettuale suo amico, riflette sulla situazione delle ragazze e dei ragazzi di oggi e sul ruolo dell’educazione e degli educatori in uno scenario dove le certezze dei nostri predecessori non possono più essere date per scontate.

Libro
ISBN: 9788859030447
Data di pubblicazione: 04/2022
Numero Pagine: 144
Formato: 14x22cm
Libro

Tra mixofilia e mixofobia
José Saramago e modi odiosi di essere felici
Gregory Bateson e il suo terzo livello dell’educazione
Dalla chiusura mentale alla «rivoluzione permanente»
Querce centenarie e ghiande ridicolmente minuscole
Alla ricerca di una genuina «rivoluzione culturale»
La depravazione è la migliore strategia della deprivazione
Pochi minuti per distruggere, molti anni per costruire
I giovani come bidone dei rifiuti per l’industria dei consumi
Lo sforzo della comprensione reciproca come fonte di creatività
I disoccupati possono sempre giocare al lotto, non è vero?
Disabilità, anormalità, minoranza come problema politico
L’indignazione e i raggruppamenti politici a forma di sciame
I consumatori difettosi e gli infiniti terreni minati
Richard Sennett e la differenza
Dal discorso del capitalista di Lacan al discorso del consumista di Bauman
Žižek e Morin sul monoteismo
La petite madeleine di Proust e il consumismo
Combustibili, scintille e incendi
Educazione e glocalizzazione

Saggistica Cultura
Libro
ISBN: 9788859030447
Data di pubblicazione: 04/2022
Numero Pagine: 144
Formato: 14x22cm
Libro

Tra mixofilia e mixofobia
José Saramago e modi odiosi di essere felici
Gregory Bateson e il suo terzo livello dell’educazione
Dalla chiusura mentale alla «rivoluzione permanente»
Querce centenarie e ghiande ridicolmente minuscole
Alla ricerca di una genuina «rivoluzione culturale»
La depravazione è la migliore strategia della deprivazione
Pochi minuti per distruggere, molti anni per costruire
I giovani come bidone dei rifiuti per l’industria dei consumi
Lo sforzo della comprensione reciproca come fonte di creatività
I disoccupati possono sempre giocare al lotto, non è vero?
Disabilità, anormalità, minoranza come problema politico
L’indignazione e i raggruppamenti politici a forma di sciame
I consumatori difettosi e gli infiniti terreni minati
Richard Sennett e la differenza
Dal discorso del capitalista di Lacan al discorso del consumista di Bauman
Žižek e Morin sul monoteismo
La petite madeleine di Proust e il consumismo
Combustibili, scintille e incendi
Educazione e glocalizzazione

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