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ICF-CY entra nel PEI - Erickson 1

ICF-CY entra nel PEI

Una leva per l’evoluzione del processo di integrazione scolastica degli alunni con disabilità

Tra le novità introdotte dal DM 66/2017 e il decreto sull’inclusione in via di approvazione, vi è l’utilizzo della classificazione ICF-CY per la stesura del Profilo di funzionamento dell’alunno da parte di una Unità di Valutazione Multidisciplinare composta da uno specialista della condizione specifica dell’alunno/a, da un neuropsichiatra, da un terapista della riabilitazione e da un assistente sociale. A questa stesura collaborano anche i familiari e un docente della scuola dell’alunno/a.

 


Il Ministero della Salute dovrebbe emanare delle linee guida su come dovrebbe operare questa UVM, che si troverà nella non facile situazione di comprendere a fondo il funzionamento (o meglio i funzionamenti) di un alunno/a con disabilità su base ICF-CY.

Chi lo conosce sa benissimo che si tratta di un approccio molto severo e complesso e che non si presta a scorciatoie, pena la sua insignificanza; questo implica una composizione ampia dell’UVM e una modalità di lavoro collaborativo con tempi sufficienti per comprendere il funzionamento dell’alunno/a ben al di là di elenchi descrittivi di valutazioni.Quale può essere il ruolo di ICF-CY nel definire un buon Profilo di funzionamento?

Innanzitutto dobbiamo sempre aver presente una cosa ovvia, ma fondamentale: ICF-CY non valuta né classifica. Dal punto di vista conoscitivo rispetto all’alunno/a, normalmente utilizziamo varie forme di osservazione, più o meno strutturate in schede, checklist o test vari; ICF-CY non ci fornisce alcuno strumento in questa dimensione osservativa, non è infatti questa la sua funzione. Come non è la sua funzione quella di valutare, cioè di emettere un giudizio sull’adeguatezza o meno di performance o capacità dell’alunno/a rispetto a determinate attese di riferimento, siano esse evolutive, riferite allo sviluppo tipico medio, o criteriali, costruite cioè su un’esecuzione ottimale di quel compito o azione. ICF-CY non ha tabelle di «normalità» per valutare l’alunno/a, la responsabilità dell’osservazione e della valutazione è in capo alla professionalità dell’operatore.


Descrivere non è sufficiente, dobbiamo «comprendere» il funzionamento di un alunno/a nelle diverse situazioni. E comprendere significa mettere in relazione le varie valutazioni attraverso una sintassi costituita dall’idea di persona che fonda ICF come antropologia bio-psico-sociale.

 

ICF-CY è transprofessionale e transculturale, e questa è la sua forza. Raccogliendo da varie fonti, formali e informali, le varie valutazioni, fatte con i rispettivi strumenti o modalità e trasformate nel linguaggio dei qualificatori, ICF-CY può aiutarci nel compiere una descrizione accurata della situazione dell’alunno/a, evidenziando capacità e performance nei vari domini e voci (tante). Una descrizione comprensibile a tutti, dato che il linguaggio è internazionale e condiviso.

Come compilare un PEI per competenze partendp dal profilo di funzionamento ICF-CY: i consigli di Dario Ianes, Sofia Cramerotti e Caterina Scapin
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