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I mini gialli dei dettati 2
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Search-ME - Erickson 1 Didattica ludica
Un modo alternativo di viaggiare nello spazio stellare esercitando le abilità logiche
In questi giorni in cui ricorre il cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla luna, si parla molto di spazio e di esplorazione spaziale. Questo argomento affascina moltissimo e accende, da sempre, la fantasia di bambini e bambine. Per l’attuale generazione di bambini, il sogno di viaggiare nello spazio potrebbe anche realizzarsi in un giorno non molto lontano da adesso, se è vero che “il bambino che camminerà su Marte è già nato”, come diceva l’astrofisico Giovanni Bignami. Nel frattempo, in attesa che prendano forma i nuovi programmi di sbarchi lunari ed extra-lunari, noi proponiamo ai bambini – ma, perché no? anche agli adulti – di provare a viaggiare nello spazio in modo alternativo, con “Missione Spazio”, un gioco educativo ideato da Eva Pigliapoco e Ivan Sciapeconi. Con “Missione spazio”, tutti – ma proprio tutti – possono raggiungere mondi lontani, congiungendo pianeti e satelliti attraverso un favoloso viaggio intergalattico in cui occorre individuare le traiettorie giuste, avendo cura di evitare il contatto con temibili alieni e pericolosi asteroidi. Gli autori di questo gioco sono Eva Pigliapoco e Ivan Sciapeconi, due insegnanti di scuola primaria e formatori. A loro abbiamo chiesto di farcelo conoscere meglio. Ci raccontate com’è nato “Missione spazio”? Le nostre pubblicazioni per Erickson nascono sempre da un’esigenza che sperimentiamo come insegnanti ed educatori in generale. Abbiamo cercato a lungo un gioco divertente e orientato allo sviluppo del pensiero computazionale, ma non l’abbiamo trovato. La nostra esigenza era fare del coding unplugged in modo stimolante per i bambini. Abbiamo trovato proposte interessanti da punto di vista delle abilità cognitive, ma noiose sotto il profilo ludico, oppure all’opposto, molto divertenti ma poco significative. Alla fine abbiamo deciso di crearcelo e lo abbiamo sperimentato con i bambini.   Quali abilità stimola questo gioco? Missione spazio è un gioco che stimola il ragionamento strategico, il problem solving legato alla costruzione di percorsi. È un gioco che si avvicina molto alla riflessione di Jeannette Wing sul pensiero computazionale, ovvero aiuta a “pensare come un informatico, in modo algoritmico e a livelli multipli di astrazione”. Tutto questo, ovviamente, senza far ricorso al computer. Il primo livello di gioco è incentrato su stimoli visivi e quindi la comprensione del problema da risolvere è demandata alle immagini. Il secondo livello propone delle sfide testuali, semplici e lineari. Il terzo livello, il più complesso, ha una struttura narrativa.   Quali impressioni avete avuto vedendo i bambini giocarci? Prima di proporlo a Erickson, abbiamo testato il gioco con decine di bambini diversi. Abbiamo constatato una grande velocità nella comprensione delle regole del gioco. Questo aspetto è stato per noi molto importante perché ha confermato le nostre premesse: si può fare coding unplugged con strumenti semplici e immediati. Tra i tanti feedback, uno dei più significativi è stato quello fornito da un bambino di sette anni. Dopo aver sperimentato il gioco nella versione “casalinga”, fatta di fotocopie plastificate, ha deciso di costruirne una versione per la sorellina più piccola. Dopo questo episodio, ci siamo detti: “missione raggiunta” anche in questo “spazio”.
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Search-ME - Erickson 2 Lettura e comprensione del testo
Suggerimenti e proposte per promuovere il sapere letterario, una chiave essenziale per leggere la realtà.
L’insegnante di letteratura italiana vive oggi in una situazione non semplice: in un mondo dove l’evoluzione dei media è impressionante e dove nei curricula scolastici prevale la spendibilità del titolo di studio, il professore di italiano rischia, come ha detto Luperini, di passare per un burocrate, una sorta di esecutore dei programmi scolastici ministeriali, che condensano sempre più argomenti in sempre meno ore. Il rischio è quello di settorializzare la letteratura, che diventa così sempre più estranea ai giovani che si cibano di serie tv, film, e soprattutto di un italiano che, declinato dai social network e dai mass media, si allontana sempre di più della tradizione letteraria, che a poco a poco si fa sempre più estranea. Eppure, basta osservare la quotidianità che ci circonda, e ci accorgiamo che in realtà è il mondo ad essersi fatto letterario: ovunque si parla di storytelling, e anche in politica non mancano discussioni sulla necessità di cambiare la narrazione del paese; le serie tv basano spesso il loro successo su trame sempre più complicate e personaggi sempre più iconici, memorabili, conflittuali; i social network si fondano sulle stories (le storie) come forma di micro-racconto. Dunque, il sapere letterario sembra essere tutt’altro che obsoleto, ed anzi si rivela come una chiave essenziale per leggere la realtà. E dato che il docente non è un burocrate, ma un vero e proprio mediatore culturale, cioè un esperto di letteratura in grado di muoversi e destreggiarsi nella vasta evoluzione della cultura umanistica, è importante chiedersi: come può riflettersi questa centralità della letteratura nella didattica quotidiana? Una didattica che, non lo dimentichiamo, è resa ancor più problematica dall’emergenza con la quale stiamo convivendo, che impone non solo di ripensare le forme dell’insegnamento, ma anche la semplice comunicazione con gli alunni. Prima di rispondere a questa domanda, ricapitoliamo alcuni elementi fondamentali per una didattica inclusiva, trattata qui: multimedialità, e varietà della proposta didattica. partecipazione attiva da parte dello studente. stimolo alla creatività dello studente. Vediamo allora alcuni suggerimenti didattici che possono intercettare questi principi. Sfruttare le risorse di RaiPlay I manuali scolastici, già dall’Ottocento, sono solitamente strutturati come medaglioni: una scheda sull’autore, dove si tratta della vita e della poetica, e poi una antologia delle opere. Ma in sinergia con il testo scolastico è possibile utilizzare alcuni dei numerosi strumenti messi a disposizione della Rai. Tra questi, prendiamo come esempio il programma “I grandi della letteratura italiana”, reperibile su Raiplay. Ogni puntata, della durata di circa 45-50 minuti, rappresenta un’introduzione certo sintetica ma efficace su alcuni importanti autori della letteratura italiana. Inoltre, sono presenti interviste e interventi di alcuni importanti critici o studiosi italiani, che riescono anche in poche battute ad attualizzare lo scrittore fornendo spunti interessanti. La levatura del comitato scientifico, poi, li rende materiali sicuramente affidabili che gli studenti possono affiancare alla lettura del manuale. Usare le versioni digitali e modificabili dei testi letterari Un’idea semplice ma molto “redditizia” da un punto di vista didattico è quella di utilizzare una versione digitale e modificabile (come un documento word) di un testo letterario. In questo modo, infatti, il docente e gli studenti si troveranno di fronte non più un’entità monolitica, ma un oggetto di studio più duttile e malleabile. Sarà possibile infatti sottolineare ed evidenziare parole o frasi, tagliare e scomporre brani, avvicinare sezioni distanti nelle pagine ma simili nei contenuti, così da poter chiarire elementi di grammatica, di sintassi, e facilitare la comprensione del brano. Questa attività, inoltre, può essere proficuamente svolta anche a distanza, attraverso una semplice condivisione dello schermo da parte del docente (o da chiunque sia incaricato di intervenire sul testo). Attualizzare la lettura Ogni atto di lettura di un testo è un atto di attualizzazione. Ciò significa che quando uno studente legge un testo, lo inquadra necessariamente nel proprio orizzonte conoscitivo e culturale. Dato che la letteratura è dunque portata per natura a relazionarsi col presente, perché non chiedere agli studenti di mettere in relazione un libro, o un passo antologizzato, con qualcosa di simile che hanno visto o conosciuto, come un articolo, un altro libro, una serie tv, un film, ecc.? Non si tratta di snaturare la letteratura, ma di comprenderne le peculiarità paragonandola ad altre grammatiche narrative, come ad esempio quella filmica. Si potrebbe, ad esempio, condurre una comparazione tra la creazione della suspense tra un racconto e un film (frasi, punteggiatura, scelta lessicale nello scritto, inquadrature, colori e colonna sonora sullo schermo), oppure le diverse modalità con le quali i protagonisti sono resi “interessanti” (attraverso attributi e descrizioni nel testo scritto, oppure inquadrature, ambientazioni e battute nel testo filmico). Questo lavoro, che può ovviamente essere svolto anche a distanza attraverso la condivisione dello schermo, può aiutare lo studente a comprendere le peculiarità di due linguaggi nei quali è immerso quotidianamente: quello testuale e quello visivo.
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Search-ME - Erickson 3 Lettura e comprensione del testo
Suggerimenti per un educazione letteraria inclusiva
La storia della letteratura e l’educazione al testo letterario rappresentano alcuni cardini della formazione scolastica italiana, sia per le ore a esse dedicate sia per le richieste contenute in programmi ministeriali sempre più vasti. Eppure, a ben vedere, la competenza nella lettura degli studenti è alle volte problematica, come attestato dal rapporto OCSE-PISA 2018, una breve disamina dei risultati,problematici ma non così catastrofici come alcuni mezzi di informazione hanno suggerito, si può leggere qui. Si potrebbe allora ripensare l’educazione letteraria alla luce di una didattica inclusiva, della quale potrebbero beneficiare non solo gli studenti con Bisogni Linguistici Specifici (BiLS), ma anche tutta la classe, combattendo una disaffezione alla lettura ormai certificata e diffusa. Quali sono le difficoltà che uno studente con Bisogni Linguistici Specifici può incontrare in un testo letterario? Un primo livello di difficoltà è certamente legato alla decodifica dello scritto, dove parole complesse, il cui significato deve essere spesso desunto dal contesto, periodi lunghi ricchi di subordinate, che richiedono notevoli sforzi alla memoria di lavoro, e un testo esteso, che necessita di connettere situazioni precedenti, immaginare sviluppi futuri, comprendere l’evolversi di un personaggio o di un avvenimento, possono mettere in seria difficoltà la comprensione da parte dell’alunno. Un secondo nodo cruciale è il contenuto. Alcune categorie centrali nella comprensione del messaggio letterario, come ad esempio il tempo, i personaggi e le relazioni tra di essi, e lo spazio, (in particolare quando i riferimenti non sono espliciti) richiedono inferenze complesse per essere acquisiti. Ultimo aspetto è quello metacognitivo: indicare il genere letterario del testo in esame, soppesarne la complessità, suddividere il libro in sezioni gerarchicamente ordinate in base agli obiettivi prefissatisi, percepire la propria comprensione dell’elaborato, non sono affatto azioni banali e immediate. Si tratta, è evidente, di problemi che affronta, con più o meno difficoltà, chiunque si cimenti nella lettura di un testo letterario. Alcuni suggerimenti per favorire una lettura inclusiva  Partendo dal contributo di Negro 2017, proponiamo alcuni accorgimenti per una didattica letteraria all’insegna dell’accessibilità: Utilizzo di tecnologie, strumenti audiovisivi e norme di alta leggibilità per facilitare il contatto prolungato col testo letterario. Definizione preliminare ed esplicita degli obiettivi di ogni unità. Varietà della proposta didattica per tenere alto il livello di attenzione e coinvolgimento. Esercizi di ricapitolazione e semplificazione delle consegne per evitare la dispersione di energie nella comprensione di indicazioni sempre nuove. Partecipazione attiva tra gli studenti, raggiungibile ad esempio con la drammatizzazione del testo.  Incentivo alla creatività, trasformando la lettura del testo in una sua riscrittura. Variazione delle proposte didattiche per tenere alta la soglia dell’attenzione. Per concludere, pare evidente che gli accorgimenti per una didattica accessibile potranno portare benefici a tutti gli studenti, semplificando e rendendo più dinamica (e meno noiosa) l’acquisizione di competenze nella lettura. Per approfondire Balboni, Paolo E. (2008). Educazione letteraria e nuove tecnologie. Torino: UTET. Daloiso, Michele (2015). L’educazione linguistica dell’allievo con bisogni specifici. Torino: UTET. Daloiso, Michele (2016). I bisogni linguistici specifici. Trento: Erickson. De Beni, Rossana; Cornoldi, Cesare; Carretti, Barbara; Meneghetti, Chiara (2013). Nuova guida alla comprensione del testo, vol. 1. Trento: Erickson. Negro, Francesco (2017). Bisogni linguistici specifici e comprensione del testo narrativo. Aspetti teorici e metodologici per una proposta didattica, in “EL.LE”, vol. 6, n. 3, Novembre 2017, pp. 427-453. 
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