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Educazione letteraria a distanza

Suggerimenti e proposte per promuovere il sapere letterario, una chiave essenziale per leggere la realtà.

L’insegnante di letteratura italiana vive oggi in una situazione non semplice: in un mondo dove l’evoluzione dei media è impressionante e dove nei curricula scolastici prevale la spendibilità del titolo di studio, il professore di italiano rischia, come ha detto Luperini, di passare per un burocrate, una sorta di esecutore dei programmi scolastici ministeriali, che condensano sempre più argomenti in sempre meno ore.

Il rischio è quello di settorializzare la letteratura, che diventa così sempre più estranea ai giovani che si cibano di serie tv, film, e soprattutto di un italiano che, declinato dai social network e dai mass media, si allontana sempre di più della tradizione letteraria, che a poco a poco si fa sempre più estranea.

Eppure, basta osservare la quotidianità che ci circonda, e ci accorgiamo che in realtà è il mondo ad essersi fatto letterario: ovunque si parla di storytelling, e anche in politica non mancano discussioni sulla necessità di cambiare la narrazione del paese; le serie tv basano spesso il loro successo su trame sempre più complicate e personaggi sempre più iconici, memorabili, conflittuali; i social network si fondano sulle stories (le storie) come forma di micro-racconto.

Dunque, il sapere letterario sembra essere tutt’altro che obsoleto, ed anzi si rivela come una chiave essenziale per leggere la realtà. E dato che il docente non è un burocrate, ma un vero e proprio mediatore culturale, cioè un esperto di letteratura in grado di muoversi e destreggiarsi nella vasta evoluzione della cultura umanistica, è importante chiedersi: come può riflettersi questa centralità della letteratura nella didattica quotidiana? Una didattica che, non lo dimentichiamo, è resa ancor più problematica dall’emergenza con la quale stiamo convivendo, che impone non solo di ripensare le forme dell’insegnamento, ma anche la semplice comunicazione con gli alunni.

Prima di rispondere a questa domanda, ricapitoliamo alcuni elementi fondamentali per una didattica inclusiva, trattata qui:

  • multimedialità, e varietà della proposta didattica.
  • partecipazione attiva da parte dello studente.
  • stimolo alla creatività dello studente.
  • Vediamo allora alcuni suggerimenti didattici che possono intercettare questi principi.

Sfruttare le risorse di RaiPlay

I manuali scolastici, già dall’Ottocento, sono solitamente strutturati come medaglioni: una scheda sull’autore, dove si tratta della vita e della poetica, e poi una antologia delle opere. Ma in sinergia con il testo scolastico è possibile utilizzare alcuni dei numerosi strumenti messi a disposizione della Rai.

Tra questi, prendiamo come esempio il programma “I grandi della letteratura italiana”, reperibile su Raiplay. Ogni puntata, della durata di circa 45-50 minuti, rappresenta un’introduzione certo sintetica ma efficace su alcuni importanti autori della letteratura italiana. Inoltre, sono presenti interviste e interventi di alcuni importanti critici o studiosi italiani, che riescono anche in poche battute ad attualizzare lo scrittore fornendo spunti interessanti. La levatura del comitato scientifico, poi, li rende materiali sicuramente affidabili che gli studenti possono affiancare alla lettura del manuale.

Usare le versioni digitali e modificabili dei testi letterari

Un’idea semplice ma molto “redditizia” da un punto di vista didattico è quella di utilizzare una versione digitale e modificabile (come un documento word) di un testo letterario. In questo modo, infatti, il docente e gli studenti si troveranno di fronte non più un’entità monolitica, ma un oggetto di studio più duttile e malleabile. Sarà possibile infatti sottolineare ed evidenziare parole o frasi, tagliare e scomporre brani, avvicinare sezioni distanti nelle pagine ma simili nei contenuti, così da poter chiarire elementi di grammatica, di sintassi, e facilitare la comprensione del brano. Questa attività, inoltre, può essere proficuamente svolta anche a distanza, attraverso una semplice condivisione dello schermo da parte del docente (o da chiunque sia incaricato di intervenire sul testo).

Attualizzare la lettura

Ogni atto di lettura di un testo è un atto di attualizzazione. Ciò significa che quando uno studente legge un testo, lo inquadra necessariamente nel proprio orizzonte conoscitivo e culturale. Dato che la letteratura è dunque portata per natura a relazionarsi col presente, perché non chiedere agli studenti di mettere in relazione un libro, o un passo antologizzato, con qualcosa di simile che hanno visto o conosciuto, come un articolo, un altro libro, una serie tv, un film, ecc.?

Non si tratta di snaturare la letteratura, ma di comprenderne le peculiarità paragonandola ad altre grammatiche narrative, come ad esempio quella filmica. Si potrebbe, ad esempio, condurre una comparazione tra la creazione della suspense tra un racconto e un film (frasi, punteggiatura, scelta lessicale nello scritto, inquadrature, colori e colonna sonora sullo schermo), oppure le diverse modalità con le quali i protagonisti sono resi “interessanti” (attraverso attributi e descrizioni nel testo scritto, oppure inquadrature, ambientazioni e battute nel testo filmico). Questo lavoro, che può ovviamente essere svolto anche a distanza attraverso la condivisione dello schermo, può aiutare lo studente a comprendere le peculiarità di due linguaggi nei quali è immerso quotidianamente: quello testuale e quello visivo.

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