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I comportamenti alimentari difficili nel bambino con autismo

Nei bambini con Disturbo dello Spettro Autistico è piuttosto comune osservare una forte rigidità nelle scelte alimentari accompagnata da comportamenti disfuzionali al momento dei pasti. Questo tipo di comportamento è noto come “selettività alimentare”. Cerchiamo di saperne di più con l’aiuto di Luigi Mazzone, neuropsichiatra infantile, esperto di autismo e curatore del libro “La selettività alimentare nel disturbo dello spettro autistico”.

La selettività alimentare consiste in un’anomalia dell’alimentazione che comporta una forte rigidità nelle scelte alimentari, ossia l’assunzione di un numero limitato di alimenti, spesso meno di cinque cibi, accompagnata da una scarsa accettazione di cibi nuovi da mangiare.

Il termine selettività alimentare (food selectivity) viene utilizzato per descrivere una vasta gamma di situazioni o comportamenti alimentari come:
• presenza di un regime dietetico ristretto a specifiche categorie di alimenti;
• diminuita varietà nella scelta del cibo;
• rifiuto del cibo;
• piluccare il cibo;
• ristretto apporto calorico;
• preferenza per una tipologia di cibo mangiata frequentemente;
• problematiche al momento del pasto;
• rituali e ossessioni intorno al cibo.
La selettività alimentare, quindi, fa primariamente riferimento a due aspetti cruciali: da una parte, la ristretta varietà di cibi assunti; dall’altra, i comportamenti disfunzionali legati al momento del pasto.

Gli studi di letteratura hanno evidenziato che questo comportamento alimentare atipico è più frequente nei bambini affetti da Autismo rispetto a bambini a sviluppo tipico.
Da uno studio sulle abitudini alimentari di 100 bambini con Disturbo dello Spettro Autistico (ASD), condotto nel 2000  attraverso interviste ai genitori, è emerso che  il 67% dei soggetti era «schizzinoso» nella scelta del cibo, nonostante il fatto che il 73% avesse un buon appetito per i cibi di sui gradimento. Questo dato suggerisce che la selettività alimentare non è associata alla mancanza di appetito, ma possono esistere varie tipologie di avversione ai cibi.
In particolare, gli autori di questa ricerca avevano indagato anche quali fossero le caratteristiche secondo le quali il bambino effettuava la scelta del cibo. I risultati evidenziavano che i bambini ASD utilizzavano i seguenti criteri:

Altri genitori, invece, osservavano come i figli fossero selettivi in relazione alla quantità del cibo presentato (abbondanti porzioni), al colore (esclusione dei cibi verdi, quali la pasta al pesto, piselli, broccoli, ecc.) oppure rispetto alla forma del cibo, o alla confezione e la marca di alcune tipologie di alimento.

I bambini con ASD che presentano una selettività alimentare molto intensa manifestano durante i momenti dei pasti problematiche comportamentali difficilmente gestibili, che causano ulteriore stress per i genitori con ripercussioni negative sulla qualità di vita di tutto il nucleo familiare. Tra i comportamenti disfunzionali che si verificano durante il momento del pasto vi sono: urla, pianto, irritabilità, aggressività eterodiretta e autodiretta, fuga, reazione di angoscia, girare la testa dall’altro lato, masticare senza deglutire, sputare, vomitare.


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