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Imparare a conversare e a pensare in gruppo con i problemi della filosofia - Erickson 1

Imparare a conversare e a pensare in gruppo con i problemi della filosofia

Una riflessione di Luca Mori sull’importanza del ragionamento filosofico con i bambini

«Un problema filosofico si presenta come un enigma, come situazione enigmatica (puzzlement) in cui non ci si raccapezza, in cui non è chiaro quale sia la risposta, né se la risposta sia soltanto una: che si affronti un paradosso oppure un frammento dei filosofi presocratici, ci si trova, all’inizio, come in una stanza buia, in cui si entra con curiosità senza che sia chiaro cosa si potrà trovare. In tali condizioni, chiunque condivida un’intuizione e faccia le sue ipotesi — anche se in seguito saranno abbandonate o si riveleranno sbagliate — contribuisce a illuminare una parte della stanza.

 

La lezione che si apprende è cruciale: ogni punto di vista che si aggiunge al mio, nel momento in cui imparo a pensare con la mia testa insieme ad altri, estende lo spazio delle mie possibilità di intuire e di pensare; mi dà la possibilità, per così dire,di accedere ai miei dintorni, a quei dintorni del mio pensiero e del mio linguaggio che io non abito e che altri invece abitano o attraversano.

 

Così facendo, chi affronta un problema filosofico in gruppo apprende a liberarsi dalla propensione a camminare in una sola direzione e con un’andatura ripetitiva.

Con le parole di Francesco, bambino pisano di dieci anni che aveva affrontato con i compagni l’esperimento mentale dell’utopia, si potrebbe dire così: “Questo ho imparato. Che a volte, quando facevi una domanda, pensavo di avere subito una risposta pronta e la prima cosa che mi veniva in mente mi sembrava quella giusta: poi ascolti gli altri, pensi che non potranno avere niente da dire di più o di nuovo, e invece ti accorgi di cose a cui non hai pensato… e scopri che la prima cosa che ti è venuta in mente non è quella giusta, che quella che ti sembrava la soluzione non è la soluzione”.

 

Ciò non toglie che i gruppi possano anche diventare incubatori di conformismo, contribuendo a diminuire, anziché ad aumentare, le possibilità individuali di pensare. Molto dipende da come ci si abitua a stare in gruppo. L’ipotesi che il libro “Giochi filosofici” suggerisce di mettere alla prova — sostenuta da anni di sperimentazioni nella scuola primaria — è che i problemi della filosofia possano diventare un’ottima via per esercitarsi a conversare e a pensare in gruppo, ragionando al tempo stesso con la propria testa e insieme agli altri».

#riflettere

Luca Mori
22,33€

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