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I mini gialli dei dettati 2
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Search-ME - Erickson 1 Genitori e figli
I vantaggi della lettura ad alta voce al bambino spiegati dal punto di vista neurologico, educativo, psico-sociale e linguistico
Molti ritengono che l’apprendimento della lettura avvenga attorno ai 6 anni, quando, durante il primo anno della scuola primaria, i bambini ne acquisiscono i fondamenti e, presumibilmente, sviluppano interessi, gusti e preferenze.  In verità, i bambini apprendono fin dalla nascita e leggere con loro, sin dalla prima infanzia è un modo semplice, ma estremamente efficace, per instaurare una connessione, per trasmettere conforto, per stimolare l’apprendimento e per instillare in loro, seppur in forma embrionale, le abitudini, gli atteggiamenti e i comportamenti tipici del lettore. Attraverso la lettura ad alta voce i bambini vengono esposti a parole, idee e conoscenze che possono aiutarli a sviluppare competenze fondamentali per la prima educazione ben prima dell’età scolare. Per essere efficace, la lettura ad alta voce dovrebbe essere praticata con continuità e riguardare testi di interesse del bambino, adatti alla sua età, senza avere una dimensione valutativa.  Le ragioni per accompagnare il proprio bambino lungo il sentiero della lettura sono diverse, ma possono essere raggruppate in quattro differenti tipologie: neurologiche, educative, psico-sociali e linguistiche. VANTAGGI NEUROLOGICI Nei primi sei anni, i bambini imparano a un ritmo molto più elevato che in qualsiasi altro momento della vita. Mentre i genitori parlano, cantano e leggono ai loro figli, i legami esistenti tra le cellule cerebrali si rinforzano e se ne formano di nuovi, come evidenziato da recenti studi basati sull’acquisizione di neuro-immagini. Inoltre, ciò si rivela fondamentale non solo per l’acquisizione dei processi di lettura, ma anche per lo sviluppo di un’affettività positiva nei confronti di tale attività. VANTAGGI EDUCATIVI I bambini che familiarizzano con la lettura durante i primi anni di vita avranno una conoscenza più vasta e un bagaglio di apprendimenti pregressi rispetto alla scuola primaria, un più ampio vocabolario e una fluenza verbale migliore, oltre che una maggiore capacità di attenzione e concentrazione. La lettura con l’adulto educa, banalmente, a tenere in mano un libro, a sfogliare le pagine, a scorrere la pagina con lo sguardo da sinistra a destra e dall’alto verso il basso, a distinguere parole, colori e immagini, a riconoscere le lettere e a comprendere che la parola stampata rappresenta la parola pronunciata ad alta voce. VANTAGGI PSICO-SOCIALI Oltre a incidere sui singoli apprendimenti e sulla comprensione del testo, la lettura precoce agisce sulle funzioni cognitive, quali memoria, attenzione e pianificazione (per comprendere la sequenza narrativa di una storia, ad esempio, vanno ricordati i nomi e le caratteristiche dei diversi personaggi e la successione corretta degli eventi); sulle capacità di ragionamento critico; sullo sviluppo dell’identità personale e della proiezione di se stessi nel futuro; sulle competenze emotive, favorendo la capacità di riconoscere le proprie e altrui emozioni e di regolarle; sull’immaginazione e sulla capacità di giocare con le idee; sulla creatività e sullo sviluppo del pensiero divergente; sulla curiosità; sull’empatia, intesa come la capacità di provare emozioni e sensazioni relative a una situazione come se fossimo l’altro, e sulla capacità di assumere punti di vista diversi, imparando a riconoscere e prevedere gli stati mentali altrui. VANTAGGI LINGUISTICI La lettura in tenera età affina, naturalmente, le abilità linguistiche che si esprimono sotto forma di un vocabolario più ricco, una grammatica e una sintassi corrette, una migliore ortografia e una comunicazione orale e scritta più articolata e complessa. Durante la lettura, inoltre, è molto comune imbattersi in parole e frasi estranee alla comunicazione orale, e per questo è possibile divenire molto più padroni della lingua e sviluppare una conoscenza approfondita dei registri e dei contesti linguistici di utilizzo, della struttura di un testo e delle caratteristiche della narrazione. La lettura ad alta voce degli adulti permette altresì al bambino di avere una più chiara idea della corretta pronuncia delle parole e della prosodia e sviluppare una maggiore consapevolezza fonologica, attraverso la manipolazione dei suoni con allitterazioni, rime e onomatopee, come emerso dall’analisi computazionale di diverse raccolte di conversazioni effettuate da bambini in tenera età.
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Search-ME - Erickson 2 Prima infanzia
Un recente rapporto di Save The Children mostra il ruolo fondamentale dei servizi educativi per l’infanzia. La nostra opinione: puntare anche sul sostegno alla genitorialità
Quando si parla di povertà educativa non ci si riferisce solo alla privazione del diritto allo studio, ma alla mancanza ben più sostanziale di opportunità educative e di sviluppo per il minore.  Si tratta, quindi, di un concetto complesso che investe diverse dimensioni - scolastica, culturale, relazionale, formativa - e che, molto spesso, agisce di generazione in generazione, innescando, insieme al disagio economico, un circolo vizioso che si auto alimenta.   L’INDAGINE DI SAVE THE CHILDREN  Data l’importanza e l’incidenza del fenomeno, anche in Italia, Save the Children ha deciso di condurre, tra marzo e giugno 2019, un’indagine pilota esplorativa, attraverso l’utilizzo dello strumento IDELA (International Development and Early Learning Assessment), che ha coinvolto 653 bambini di età compresa fra i 3 e i 5 anni in 10 città e provincie italiane proprio per analizzare le disuguaglianze educative in Italia, a partire dalla prima infanzia, e i fattori che le determinano.      I risultati emersi, di recente pubblicati nel rapporto “Il miglior inizio" . Disuguaglianze e opportunità nei primi anni di vita” conferma quanto rilevato da numerosi studi internazionali, ovvero che le disuguaglianze si sviluppano già nei primissimi anni di vita e ben prima della scuola dell’obbligo.     LE DISUGUAGLIANZE NON SONO IRREVERSIBILI Come Ricerca&Sviluppo Erickson, basandoci anche più recenti scoperte neuroscientifiche siamo convinti che le disuguaglianze e la povertà educativa fortunatamente non sono inevitabili né irreversibili. Le basi neurobiologiche delle competenze del bambino, infatti, risentono delle opportunità offerte dall’ambiente in cui il bambino cresce, tra cui la qualità delle relazioni e delle interazioni, con genitori, caregivers e altri bambini, e l’accesso equo a strutture educative di qualità. Le politiche e i servizi per la cura e l’educazione nella prima infanzia possono, infatti, interrompere il circolo vizioso, andando a colmare il gap di competenza che si instaura in bambini appartenenti a famiglie in condizioni svantaggiate. Situazioniche influiscono sulla possibilità di investimento economico per l’educazione e sulla qualità del tempo trascorso con i figli.   Una precedente analisi di Save the Children del 2018, aveva già dimostrato, infatti, come i bambini più svantaggiati, che hanno, però, frequentato il nido o un servizio per l’infanzia, abbiano molte più probabilità di raggiungere un livello minimo di competenza, in adolescenza, rispetto ai coetanei che non hanno avuto la medesima opportunità. Tale probabilità, inoltre, aumenta in base al numero di anni di frequenza di tali servizi. Ciò che è allarmante è come in Italia  il nido sia accessibile solo a 1 bambino su 4, e di questi, solo il 12,3% frequenta un asilo pubblico. Sono proprio i bambini più svantaggiati a usufruirne meno. Fortunatamente, però, l’accesso alla scuola dell’infanzia, che in Italia accoglie il 92,6% dei bambini tra i 3 e i 6 anni, supera l’obiettivo UE del 90% di copertura.   L’IMPORTANZA DEL WELFARE   Secondo il report, poi, i servizi di cura ed educativi per la prima infanzia dovrebbero essere complementari a interventi di welfare a supporto della genitorialità e dell’occupazione femminile, di modo che le opportunità educative di svolgere attività culturali di qualità (lettura condivisa, giochi all’aperto con i genitori, visita al museo, partecipazione a concerti musicali, etc.) si manifestino anche a casa e ad opera di entrambi i genitori. Come Ricerca&Sviluppo Erickson riteniamo sia fondamentale garantire la partecipazione, durante la primissima infanzia, a programmi strutturati di cura ed educazione che siano equi, accessibili, ma anche integrati con le politiche di welfare a sostegno della genitorialità. Poiché i servizi educativi, da soli, difficilmente possono contrastare la povertà educativa.   In molte regioni, iniziative in tal senso sono già avviate. Ciò che ora è importante è favorirne il consolidamento e la diffusione sull’intero territorio nazionale, come abbiamo espresso anche nel corso del recente rel="noopener noreferrer" Convegno Nazionale 0-3 “Partiamo dal nido!”
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Search-ME - Erickson 3 Genitori e figli
Come impostare un buon rituale dell’addormentamento serale con il bambino piccolo
Se dovessi indicare le due cose più importanti per l’addormentamento serale del bambino, probabilmente sceglierei: uno stato di tranquilla pazienza e un tono di voce sommesso, quasi sussurrante, da parte dell’adulto, assieme a un modo di proporsi un po’ rallentato, rarefatto e sospeso. Infatti, oltre alle «cose giuste da fare», quello che conta è l’atteggiamento dell’adulto. È cruciale essere calmi, liberi da tecnologie (cellulari, tablet, ecc.) che interferiscono nella relazione e avere un tono di voce dolce e pacato. Ecco, invece, alcune cose concrete che possono essere messe in atto. Leggere una storia insieme aiuta a sentire la forza del legame affettivo e al tempo stesso prepara la mente a separarsi dalla fase di veglia con pensieri, fantasie, personaggi e parole intrisi di una positiva connotazione emotiva. È importante perciò che le storie della buonanotte non siano spaventose, abbiano tutte un lieto fine e lascino un «sapore di buono» nella mente del bimbo. Utilizzate un sottofondo musicale, magari lasciando in ascolto a basso volume un CD che contiene una musica nota al bambino, che lo tranquillizza e lo aiuta a non sentirsi solo. Un bacio o un gesto che sancisce la chiusura dello spazio di relazione e che quindi fa da spartiacque tra il prima e il dopo. Il bambino può tenere vicino una lucina che può essere già accesa o che il genitore può accendere quando lo lascia da solo nella sua stanza. Per chi è credente, una preghiera della buonanotte o un pensiero speciale all’angelo custode con un sottofondo musicale tratto da un CD che contiene brani lenti. Ricordate sempre che questi consigli appartengono a una ritualità che assume il suo principale valore nella ripetizione dei gesti e nella loro prevedibilità.   Perciò, fate attenzione a non cambiare stimolo, ma riproponete sempre lo stesso schema: parte la musica, cullate un po’ il bimbo, lo sdraiate nel lettino, gli mettete vicino la maglietta con l’odore della mamma, state nelle vicinanze per dargli la percezione di essere in prossimità e di proteggerlo.   Ripetete questo schema per più sere, con calma e regolarità, e vedrete che in molti casi il vostro bambino si addormenterà nel suo lettino molto più facilmente di quanto avevate previsto.
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