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I mini gialli dei dettati 2
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Search-ME - Erickson 1 Didattica
I perché di un progetto editoriale che mira a sviluppare l’apprendimento matematico nei bambini della primaria attraverso la didattica ludica
La valigetta dell’Ispettrice Numeroni propone giochi da tavolo che supportano l’apprendimento matematico in bambini delle prime classi della primaria. I giochi presentati nella Valigetta costituiscono parte integrante del curriculo di matematica, poiché offrono una base esperienziale per esprimere le abilità matematiche acquisite e per apprenderne altre attraverso una modalità differente da ciò che abitualmente accade in classe. Le principali ragioni che ci hanno spinto a realizzare questo progetto sono tre. La prima è legata al significato profondo che il gioco ha per l’essere umano. La parola stessa «gioco» allerta la nostra mente, richiama un momento di svago, di divertimento e di ristoro. Il gioco è un’attività molto complessa da un punto di vista psichico, intrinsecamente motivante e così affascinante che anche gli adulti ci dedicano tempo e passione. È l’ per la maggior parte del tempo concesso loro da impegni scolastici o altre attività. Il gioco non è tipico solo dell’uomo ma anche del mondo animale. Per i bambini, poi, il gioco è di vitale importanza e solo il contesto educativo li abitua, gradualmente, ad accettare l’idea che per il gioco ci siano spazi e momenti espressamente dedicati. In questo contesto, quindi, assumiamo un’idea di gioco che accompagna la crescita e lo sviluppo del bambino negli aspetti cognitivi, sociali, emotivo-affettivi e motori. Viene interpretato come un’attività ricreativa anche di tipo competitivo, caratterizzata da obiettivi e regole definite in sintonia con la nostra proposta che si sostanzia in giochi da tavolo, da svolgersi preferibilmente in piccolo gruppo. La seconda altrettanto importante riguarda le pratiche didattiche. Proponiamo di introdurre nell’insegnamento della matematica un modo diverso, ma non alternativo, di affrontare all’interno della classe le fasi di allenamento, consolidamento e sviluppo delle conoscenze matematiche. Il gioco da tavolo (ad esempio le carte, i dadi) immerge anche noi adulti in un’atmosfera di leggerezza e ci predispone ad accogliere con curiosità e fantasia il succedersi del gioco stesso, nella consapevolezza che un po’ di fortuna è necessaria affinché si possano esprimere al meglio le proprie abilità. Possiamo immaginare, allora, quanto sarà attraente per il bambino trovare a scuola questi momenti che evocano atmosfere ludiche e veicolano divertimento, creatività, impegno e, nello stesso tempo, leggerezza. Solo nel giocare è possibile relazionarsi con gli altri in modo spontaneo, assaporando lo star bene e, in alcuni casi, anche la felicità. La terza è strettamente legata all’apprendimento che interpretiamo come processo costruttivo-dinamico, strategico e interattivo. L’apprendimento è un processo costruttivo-dinamico poiché la mente opera come sistema che elabora nuovi dati incorporandoli e integrandoli alle strutture conoscitive preesistenti, che ne risultano arricchite, modificate e/o ristrutturate anche radicalmente. È un processo strategico poiché i compiti si affrontano attivando strategie, modi utili a raggiungere gli obiettivi. Calcolare, misurare, risolvere problemi, infatti, presuppongono modalità cognitive, metacognitive ed emotivo-motivazionali che agevolino l’autoregolazione nell’apprendimento. È un processo interattivo in quanto avviene nel contesto sociale e culturale della classe. L’interazione tra le caratteristiche del bambino che apprende e la modalità d’insegnamento influenza la qualità dell’educazione e i risultati finali. La ricerca psicoeducativa sempre più mette in luce quanto il contesto di vita possa favorire o inibire il processo di acquisizione di competenze. Tale influenza è tanto più potente quanto più il bambino è piccolo. Un ruolo fondamentale, quindi, è assunto dall’insegnante che media l’appropriazione da parte del bambino degli strumenti culturali proposti dalla scuola introducendo pratiche didattiche che possano diversificarsi dalle tradizionali.
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Search-ME - Erickson 2 Didattica
Come è possibile integrare la didattica della matematica tradizionale con quella ludica alla scuola primaria
I giochi proposti nella Valigetta dell’Ispettrice Numeroni hanno lo scopo di integrare la didattica della matematica con pratiche diverse dalle tradizionali. Il contesto narrativo in cui sono inseriti offre un’ulteriore opportunità ai bambini, quella di partecipare a un’indagine poliziesca trovando quei segni che aiutano a risolvere il rebus. Vengono qui presentate attività, che prevedono materiali strutturati, da svolgersi preferibilmente in piccolo gruppo nel contesto sociale della classe e storie che rappresentano lo scenario del succedersi degli eventi. Tale pratica persegue in ogni caso gli obiettivi tipici dell’apprendimento della matematica. Essa vuole: Alcuni esempi di buone pratiche che si possono mettere in opera. consolidare concetti matematici. Ad esempio, i giochi permettono ai bambini di familiarizzare con l’uso di differenti codici di rappresentazione del numero: arabico vs analogico vs verbale; comprendere l’esistenza di modi diversi di rappresentare la numerosità/quantità favorendo così un progressivo processo di astrazione; stabilizzare strategie di calcolo mentale e procedure; analizzare e scegliere la strategia più adatta alla situazione problematica veicolata dal gioco, come ad esempio accade nei giochi 6 o 7 quando si tratta di scoprire la mossa più idonea a bloccare l’avversario; imparare a comunicare ai compagni i motivi della scelta di una strategia risultata vincente. Questo aiuta il bambino a misurarsi con i processi di matematizzazione della realtà e, allo stesso tempo, gli permette di assaporare il piacere di aver compiuto la scelta corretta, acquisendo fiducia nelle proprie capacità. Predisporsi a disputare una partita nel contesto classe, all’interno di un canovaccio, significa attivare aspettative positive rispetto ai risultati della partita e della soluzione dell’enigma, grazie anche all’aiuto che ogni compagno apporta al gruppo in termini di conoscenze, strategie e di sentimenti ed emozioni. L’esperienza del giocare in gruppo promuove lo sviluppo di ciascun bambino e lo induce a cercare nuove e personali vie di approccio ai compiti, a sperimentare un impegno diverso da quello stimolato dall’insegnamento tradizionale. Il carattere ludico della situazione aiuta ciascun bambino a controllare le emozioni suscitate dalla prospettiva di vincere o, al contrario, di perdere poiché l’esito finale appartiene non al singolo, ma al gruppo. È chiaro a tutti i partecipanti che il gioco implica un tempo particolare, legato al qui e ora. I bambini, gradualmente, iniziano a rendersi conto che esiste un fattore di casualità, di non controllabilità degli eventi, difficile a volte da accettare ma ineliminabile. Di conseguenza tutte le emozioni, positive o negative che siano, sono più facilmente gestibili da parte dei bambini sia perché si tratta di un gioco i cui risultati non sono mai certi, sia perché il gruppo media la situazione stessa. La dimensione sociale del gioco, poiché promuove il senso di appartenenza al gruppo, fa crescere l’amicizia tra i membri e favorisce la collaborazione e il desiderio di cooperazione. Appare, quindi, quanto mai opportuno incoraggiare e coltivare queste pratiche ludiche tanto più che sostengono anche lo sviluppo di capacità comunicative e dialettiche.
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Metodo Montessori e anziani fragili Didattica
La didattica a stazioni dimostra come si possa applicare una metodologia didattica incentrata sul concetto di autonomia
La didattica a stazioni si posiziona all’interno di una cornice più ampia definita didattica aperta, dove per «didattica aperta» si intende una didattica incentrata sul concetto di «autonomia», in cui l’insegnante progetta delle situazioni e dei percorsi all’interno dei quali lo studente, attraverso delle scelte personali su tempi, luoghi, spazi e contenuti, diventa protagonista della propria azione didattica. Questa definizione potrebbe sembrare un po’ «fumosa», ma d’altra parte risulta davvero complesso incasellare un tipo di didattica che per sua accezione dovrebbe essere il più libera possibile. Anche in Germania e nei Paesi di lingua tedesca, dove vengono proposte attività di didattica aperta da circa 40 anni, le sfumature metodologiche e le scuole di pensiero sono talmente tante che non si è arrivati a dare una definizione univoca a questo tipo di didattica. Si tratta quindi di una pratica didattica ben radicata nel tempo, che ha visto l’evolversi di diverse correnti di pensiero e diversi approcci concreti.  Punto in comune tra tutte è che la centralità dell’azione spetta sempre al discente, che oltre a costruire i suoi saperi andrà ad affinare e sviluppare aspetti come l’autonomia e l’autoregolazione. In questo tipo di didattica l’insegnante coinvolge e mette a parte lo studente di quelli che sono gli obiettivi e le finalità dell’attività, al fine di trasmettere non solo i contenuti, ma anche i ragionamenti che stanno dietro alla progettazione stessa delle attività. Un altro aspetto importante è che con questa metodologia si possono utilizzare molte modalità differenti per l’apprendimento dei contenuti, facendo ad esempio utilizzare in vario modo tutti i cinque sensi, alternando attività manipolative a fasi di gioco ad attività di ascolto e parlato, di lettura, di scrittura, di calcolo e di disegno; in questo modo si andranno a stimolare sia l’emisfero destro del cervello sia quello sinistro. Come e perché utilizzare la didattica a stazioni La didattica a stazioni può essere proposta, con i dovuti adattamenti, in tutte le classi della scuola primaria. Non esiste un momento dell’anno più o meno idoneo all’utilizzo di questa metodologia, che può essere inserita nella programmazione didattica una o più volte all’anno senza una scadenza precisa oppure con sistematicità. Può essere attivata in classi più o meno numerose, l’importante è predisporre un numero di tavoli, e quindi di stazioni, sufficiente, con gruppi di 4–5 bambini al massimo. Questa metodologia può essere utilizzata sia per introdurre un argomento nuovo, sia per consolidare un argomento già studiato. Con questa modalità di lavoro l’aula perde la sua connotazione frontale e l’insegnante cambia il suo ruolo di «detentore delle conoscenze» in quello di supporto e guida (scaffolding). Proporre l’apprendimento a stazioni permette di spostare il focus dell’azione sullo studente, che diventa figura attiva in tutti i sensi. Questa metodologia permette inoltre di includere anche i bambini fragili nei gruppi di pari, che diventeranno loro sostegno e supporto (peer–to–peer). Lo studio in piccoli gruppi contribuisce a sviluppare competenze di autonomia e anche a coltivare competenze di collaborazione e dialogo. La diversificazione dei contenuti e degli approcci nelle diverse stazioni risponde a stili cognitivi differenti e permette di rispondere ai bisogni personali di ogni alunno. Non meno importanti sono le life skills che vengono allenate, come il problem solving, l’empatia, il pensiero critico e quello creativo, e le capacità di relazione e comunicazione.
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Metodo Montessori e anziani fragili Organizzazione scolastica
Pianifica, progetta e attua gli interventi previsti dal DM 170/2022 con Erickson
Che cosa prevede il PNRR per la lotta alla dispersione scolastica? La linea di investimento 1.4 “Intervento straordinario finalizzato alla riduzione dei divari territoriali nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado e alla lotta alla dispersione scolastica”, promuove una serie di azioni per la prevenzione e il contrasto alla dispersione scolastica e per la riduzione dei divari territoriali nell’istruzione, investendo complessivamente 1,5 miliardi di euro. Quali sono le scuole che hanno diritto al finanziamento? Il decreto del Ministro dell’istruzione 24 giugno 2022, n. 170, ha individuato 3.198 istituzioni scolastiche beneficiarie di finanziamento per la realizzazione di “Azioni di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica” per uno stanziamento pari a complessivi 500 milioni di euro.  Quali sono le principali azioni per cui possono essere utilizzati i fondi? Lei azioni consistono nella progettazione e realizzazione di percorsi di mentoring e orientamento, percorsi di potenziamento delle competenze di base, di motivazione e accompagnamento, percorsi di orientamento per le famiglie, percorsi formativi e laboratoriali co-curricolari, organizzazione di team per la prevenzione della dispersione scolastica, erogati in favore di studentesse e studenti che presentano a rischio di abbandono.  Con nota prot. n. 60586 del 13 luglio 2022 il Ministro dell’istruzione ha diramato gli “Orientamenti per l’attuazione degli interventi nelle scuole” in relazione all’attuazione delle misure di cui al citato decreto ministeriale n. 170 del 2022. Tale documento fornisce alle scuole individuate quali soggetti attuatori una serie di indicazioni per la progettazione e l’attuazione degli interventi, che potranno essere utilizzate in fase di pianificazione delle attività. Pianifica, progetta e attua gli interventi previsti con Erickson  Erickson mette a disposizione un team di professionisti per lo svolgimento delle varie attività di progetto previste, in qualità di esperti esterni in possesso delle relative competenze necessarie, in riferimento a: Percorsi di mentoring e orientamento Percorsi di potenziamento delle competenze di base, di motivazione e accompagnamento Percorsi di orientamento con il coinvolgimento delle famiglie Percorsi formativi e laboratoriali curricolari Per maggiori informazioni e dettagli scrivi a servizioclienti@erickson.it @media (max-width: 576px){ .me-text ul li { font-size: 19px !important; line-height: 28px !important; } .me-text ol li { font-size: 19px; line-height: 28px; } } .me-text ul li { font-size: 22px; line-height: 34px; } .me-text ol li { font-size: 22px; line-height: 34px; }
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Metodo Montessori e anziani fragili Didattica
Cinque idee di attività da realizzare in classe per fare il bilancio dell’anno scolastico che sta per concludersi e ripartire bene a settembre
Anche quest’anno siamo arrivati alla fine della scuola. È stato un anno difficile, in cui il persistere della pandemia e lo scoppio della guerra in Ucraina hanno preoccupato e affaticato sia il corpo docente, sia alunni e alunne. Hanno appesantito il clima in classe, e reso l’insegnamento e l’apprendimento più complesso e faticoso del solito.  Alla fine di ogni anno scolastico, generalmente ci si ferma a festeggiare e riflettere sull'anno trascorso. Quest’anno è particolarmente importante farlo, proprio per dare a studenti e studentesse l'opportunità di elaborare ciò che hanno vissuto durante l’anno, prima di staccare per l'estate.  Al convegno “Supereroi fragili” di Erickson di un paio di settimane fa, si è parlato dell’aumento dei problemi di salute mentale nell’età adolescenziale. Sebbene la salute mentale di molti e molte adolescenti fosse già compromessa prima del 2020, le interruzioni in ambito scolastico, i limiti imposti alle relazioni interpersonali, e i traumi causati dalla pandemia hanno ulteriormente eroso il senso di benessere di molti giovani.  Una nota positiva è che sicuramente la scuola può svolgere un ruolo di sostegno vitale e che quando studenti e studentesse provano un senso di cura, sostegno e appartenenza alla comunità scolastica si sentono molto più fiduciosi. In questo articolo, proponiamo cinque attività che possono aiutare alunne e alunni della vostra classe a riflettere sull'anno scolastico trascorso, riconoscere i risultati raggiunti, rinsaldare il senso di appartenenza alla comunità scolastica e guardare al futuro. Ogni attività può essere utilizzata da sola, quindi scegliete l’attività o la combinazione che più si addice alla vostra classe. Riflettere Attività 1: Riflessione finale sul diarioIl teorico dell'educazione John Dewey ha scritto: "Non impariamo dall'esperienza... impariamo riflettendo sull'esperienza". Il diario è un metodo importante per studenti e studentesse per elaborare le loro esperienze e collegare ciò che hanno imparato alla loro vita. Può essere particolarmente utile per aiutarli ad elaborare pensieri, sentimenti e incertezze riguardo ai cambiamenti nella loro vita e nel mondo. Se durante l’anno hai invitato studenti e studentesse a tenere un diario, chiedi loro innanzitutto di leggere il proprio diario, segnandosi i passaggi che possono aiutarli a formulare una riflessione finale. Chiedi loro poi di scrivere una riflessione finale per elaborare gli eventi e l'apprendimento dell'anno passato. Se invece, durante l’anno non hai usato il diario come strumento di lavoro, puoi iniziare ora e per dargli un po’ di continuità, potresti trasformarlo in un compito per le vacanze. Per la riflessione finale sull’anno trascorso, puoi chiedere a studenti e studentesse di scegliere tra i seguenti suggerimenti o scriverne uno proprio: In questa classe sono stato messo alla prova da ... Una cosa che ho imparato su di me quest'anno è stata ... Una cosa che ho imparato sul mondo quest'anno è stata ... Una domanda che mi porto dietro è ... Prima pensavo ... ma ora penso ... Infine, chiedi loro di condividerne alcune delle loro riflessioni in classe. Attività 2: Portfolio digitalePer aiutare studentesse e studenti a riflettere su ciò che hanno realizzato quest'anno, chiedi loro di scegliere tre compiti che hanno svolto nella tua disciplina e che li hanno aiutati a imparare qualcosa su sé stessi o sul mondo. Ricorda loro che ciò che hanno imparato attraverso il compito è più importante del voto ricevuto. Puoi chiedere loro di fare una fotografia di ciascun compito.Chiedi poi a studenti e studentesse di scrivere una riflessione sul motivo per cui hanno scelto ciascun compito. I seguenti suggerimenti possono aiutare a guidare le riflessioni: Che cosa ho imparato su di me attraverso questo compito? In che modo questo compito ha cambiato il modo in cui vedo qualcosa nella mia vita o nel mondo? In che modo ciò che ho imparato attraverso questo compito può cambiare il mio modo di agire o di apprendere in futuro? Infine, chiedi a studentesse e studenti di assemblare i loro portfolio inserendo le foto dei compiti e le loro riflessioni in un unico documento, insieme a un frontespizio, che può includere illustrazioni o immagini che si riferiscono alla classe. Festeggiare Attività 3: Lavagna dei ricordi Crea una lavagna con ricordi, storie e riflessioni dell'anno. Puoi creare una lavagna fisica, attaccando un grande foglio di carta in classe e poi chiedi a studenti e studentesse di aggiungere note scritte o immagini. In alternativa, puoi creare una lavagna virtuale utilizzando una piattaforma come Padlet, Flipgrid o Google Docs. Alcuni spunti di riflessione da suggerire alla classe: In questa classe, ho apprezzato quando ... Questa disciplina mi ha aiutato a riflettere su ... Una cosa che ho imparato a fare bene quest'anno è stata ... Mi è piaciuto imparare ... Questo gruppo mi ha aiutato a superare... Grazie per ... Incoraggia studenti e studentesse a scattare una foto della lavagna, per conservarla come ricordo della comunità che avete costruito insieme. Dedica un'ora di lezione a leggere gli articoli sulla lavagna e a commentare ciò che noti. Guardare avanti Attività 4: Speranze e paureÈ probabile che studentesse e studenti provino una serie di emozioni in vista delle vacanze estive. Il tempo da trascorrere lontano dalla scuola può sembrare entusiasmante. Ma, allo stesso tempo, alcuni di loro potrebbero sentire la mancanza di compagni e compagne e della routine scolastica.Chiedi a studenti e studentesse di fare due elenchi, uno con le cose che non vedono l'ora di fare quest'estate e uno con le cose che potrebbero trovare difficili e impegnative. Poi, chiedi loro di riflettere sulle seguenti domande: Che cosa ti entusiasma di più di questa estate? Cosa puoi fare per notare e festeggiare i momenti positivi? Quali strategie puoi usare per gestire le sfide che l'estate potrebbe portare? Quali sono le cose che puoi fare e che ti possono aiutare a sentirti tranquillo/a o in contatto con altre persone? Cosa potresti fare durante l'estate nella tua comunità? Come potresti renderti utile? Attività 5: E-mail a sé stessiA studenti e studentesse che torneranno a scuola l'anno prossimo, chiedi di scrivere una e-mail di incoraggiamento da leggere prima di iniziare l'anno successivo. Molte applicazioni di posta elettronica (come Gmail) consentono agli utenti di programmare l'invio di una e-mail in una data diversa. Se i tuoi studenti e le tue studentesse sono in grado di utilizzare questa funzione, chiedi loro di programmare la data di invio della e-mail per il giorno prima dell'inizio del prossimo anno scolastico.Chiedi loro di usare le seguenti domande come traccia per scrivere le loro e-mail: Cosa non vedi l'ora accada quando riprenderà la scuola?  C'è qualcosa che speri sia diverso nel prossimo anno scolastico? Qual è una cosa che hai imparato su di te quest'anno e che vuoi ricordare? L’articolo (Activities to connect and celebrate at the end of the school year) è tratto dal sito facinghistory.org
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Metodo Montessori e anziani fragili Organizzazione scolastica
Assegnati i fondi alle scuole per le Azioni 1 e 2 per la trasformazione delle aule in ambienti di apprendimento innovativi e per la realizzazione di laboratori per le professioni digitali del futuro
Che cosa prevede il Piano scuola 4.0? Il “Piano Scuola 4.0” intende promuovere un forte impulso alla trasformazione degli spazi scolastici in ambienti innovativi di apprendimento e alla realizzazione di laboratori per le professioni digitali del futuro. Adottato con decreto del Ministro dell’Istruzione n. 161 del 14 giugno 2022 il Piano Scuola 4.0 è previsto dal PNRR quale strumento di sintesi e accompagnamento all’attuazione delle relative linee di investimento. A quanto ammontano le risorse stanziate? Le risorse per l’attuazione del Piano “Scuola 4.0” prevedono un investimento complessivo di 2,1 miliardi di euro, articolato in due azioni: Azione 1 per la trasformazione delle aule in ambienti di apprendimento: 1.296.000.000 euro per le istituzioni scolastiche primarie e secondarie di primo e di secondo grado in proporzione al numero delle classi attive; Azione 2 per la realizzazione di laboratori per le professioni digitali del futuro: 424.800.000 euro per le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, nello specifico: 124.044,57 euro per i licei 164.644,23 euro per le scuole del secondo ciclo di istruzione che abbiano attivo almeno un indirizzo di istituto tecnico o professionale Quali scuole hanno ottenuto le risorse? A questi link puoi vedere e scaricare il riparto delle risorse alle istituzioni scolastiche in attuazione del Piano “Scuola 4.0”: Azione 1 – Trasformazione delle aule in ambienti innovativi di apprendimento Azione 2 – Realizzazione di laboratori per le professioni digitali del futuro Per quali attività possono essere utilizzati i fondi stanziati? I fondi possono essere utilizzati per il 60% l’acquisto di dotazioni digitali (contenuti digitali, software, App…), per il 20% per arredi innovativi e tecnici, per il 10% per piccoli interventi di carattere edilizio funzionali all’intervento, per il 10% per spese di progettazione e tecnico-operative. Le spese per l’acquisto di dotazioni digitali riguardano l’acquisto di tutti i dispositivi e le attrezzature digitali per l’allestimento degli ambienti innovativi di apprendimento e dei laboratori per le professioni digitali del futuro, nonché i relativi software, applicazioni e contenuti digitali esclusivamente finalizzati alla didattica. Il Centro Studi Erickson si occupa da oltre trent’anni di temi legati all’educazione e alla didattica con un’attenzione particolare ad approcci e strumenti che promuovono l’innovazione digitale a scuola. Per aiutarti nella scelta delle proposte che possono essere acquistate con i fondi stanziati puoi scaricare la Matrice per il PNRR Piano Scuola 4.0 – Azione 1 e 2 SCARICA LA MATRICE Per maggiori informazioni puoi scrivere a servizioclienti@erickson.it .me-text ul li { font-size: 22px; line-height: 34px; } .me-text ol li { font-size: 22px; line-height: 34px; }
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