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I mini gialli dei dettati 2
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Search-ME - Erickson 1 Didattica
Perché fare conversazioni filosofiche con i bambini è utile fin dalla scuola dell’infanzia e qual è il modo migliore per approcciarsi a questi argomenti con i più piccoli
È davvero possibile fare filosofia nella scuola dell’infanzia? Volendo rispondere in estrema sintesi, potremmo dire così: ebbene sì, ci sono domande, storie ed esperienze che fin dalla scuola dell’infanzia permettono di fare conversazioni «cariche» di meraviglia e di una tensione filosofica che le rende differenti da altri tipi di conversazione. Naturalmente nella scuola dell’infanzia non si può fare filosofia come al liceo o all’università, ma si possono fare conversazioni in un certo qual modo filosoficamente ispirate. Perché fare filosofia con i bambini alla scuola dell’infanzia? Per rispondere a questa domanda è utile ricorrere a una metafora: fare filosofia con bambine e bambini è come invitarli a esplorare sentieri e paesaggi che, per essere attraversati, richiedono di sperimentare andature nuove, di camminare lungo salite e discese più ripide del solito e di trovare connessioni tra quel che si sa (o si crede di sapere) e quel che ancora non si sa. Così facendo, giocando a esplorare i confini di ciò che sono in grado di pensare, anche i più piccoli si allenano ad affrontare il dubbio e l’incertezza. La domanda allora diventa: perché non farlo, dal momento che lo si può fare con grande coinvolgimento e divertimento sia per i bambini, sia per l’insegnante? Cosa rende filosofica una conversazione? A rendere filosofica una conversazione contribuiscono il punto di partenza, il tipo di domande che vengono fatte e la capacità dell’adulto di accompagnare i movimenti dei bambini, lasciando tempo e spazio all’esitazione e al dubbio, senza sedare la meraviglia e l’incertezza con risposte «tappabuchi». Il punto di partenza (un frammento filosofico, un esperimento mentale, un albo illustrato, ecc.) traccia, per così dire, i contorni del campo da gioco in cui ci si muoverà. La capacità dell’adulto di accompagnare i movimenti senza imporli corrisponde a lasciare «libero» lo spazio di gioco. Da dove partire La scelta del punto di partenza è fondamentale: metaforicamente è il momento in cui si traccia il contorno del campo di gioco e si invitano i giocatori a entrare. La storia della filosofia insegna che la meraviglia può nascere sia dal considerare domande e fenomeni che appaiono nuovi e lontani dall’esperienza ordinaria, sia dal guardare in modo nuovo, «con altri occhi», le esperienze ordinarie e le cose che abbiamo tutti i giorni sotto il naso. I punti di partenza per fare conversazioni filosofiche possono essere molto diversi tra loro: può trattarsi di frammenti di antichi filosofi, oppure di esperimenti mentali «classici», o ancora di favole, quadri, albi illustrati, esperienze, proverbi e così via. Facciamo un esempio di conversazione filosofica a partire da un frammento filosofico. Un esempio di conversazione filosofica: «Nulla di troppo» «Nulla di troppo» è un frammento di antica sapienza, inciso sul tempio di Apollo a Delfi e attribuito, tra gli altri, a Solone. Come proporlo a bambine e bambini della scuola dell’infanzia? Potrei dire di avere trovato una frase attribuita a un antico sapiente e di avere bisogno dell’aiuto dei bambini per interpretarla e per rispondere ad alcune domande che mi sono venute in mente leggendola. Le domande che aggiungerò al frammento sono decisive nel creare le condizioni per una buona e coinvolgente conversazione. Procediamo con ordine. La formulazione «nulla di troppo» è probabilmente troppo difficile per essere afferrata e compresa da bambine e bambini di 5 anni. Posso concedere del tempo ai bambini per le loro ipotesi sul significato del frammento, ma devo avere pronta anche una nuova formulazione, che sia più comprensibile. Ad esempio: forse Solone vuole dire che non bisogna esagerare «in nessuna cosa», cioè che «in tutte le cose» c’è una linea del troppo che non va superata. Il frammento potrebbe essere letto come un invito a non esagerare, a non superare mai la «linea del troppo». Fin qui abbiamo chiarito il significato del frammento, ma servono ancora delle domande che possano funzionare come semi per fare germogliare la conversazione. Due domande particolarmente efficaci sono le seguenti: Solone dice che in tutte le cose e in tutto quel che si fa c’è una «linea del troppo» a cui stare attenti e da non superare. Ma voi siete d’accordo? Vi vengono in mente degli esempi? Mi è venuto in mente un altro problema. Solone ci dice di stare attenti a non superare la linea del troppo, ma non dice come si fa. È facile o difficile accorgersi che ci si sta avvicinando alla linea del troppo? Voi ve ne accorgete prima o dopo averla superata? Ci si accorge, strada facendo, che le «linee del troppo» sembrano davvero essere ovunque: c’è la goccia di troppo che fa traboccare il vaso e la parola di troppo che offende; ci sono le piante che hanno bisogno di acqua per vivere, ma ci sono anche qui il «troppo» e il «troppo poco» che possono fare male; quando si cucina c’è una linea del troppo nella quantità dei singoli ingredienti, superando la quale la ricetta non riesce; c’è una linea del troppo a cui fare attenzione quando si costruisce una torre di cubetti di legno, con l’intenzione di farla alta il più possibile e così via. Allenandosi a riconoscere le linee del troppo e a parlarne si allena al tempo stesso il senso del limite e il senso dell’equilibrio nelle relazioni che legano persone e cose.
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Search-ME - Erickson 2 Didattica ludica
Un modo alternativo di viaggiare nello spazio stellare esercitando le abilità logiche
In questi giorni in cui ricorre il cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla luna, si parla molto di spazio e di esplorazione spaziale. Questo argomento affascina moltissimo e accende, da sempre, la fantasia di bambini e bambine. Per l’attuale generazione di bambini, il sogno di viaggiare nello spazio potrebbe anche realizzarsi in un giorno non molto lontano da adesso, se è vero che “il bambino che camminerà su Marte è già nato”, come diceva l’astrofisico Giovanni Bignami. Nel frattempo, in attesa che prendano forma i nuovi programmi di sbarchi lunari ed extra-lunari, noi proponiamo ai bambini – ma, perché no? anche agli adulti – di provare a viaggiare nello spazio in modo alternativo, con “Missione Spazio”, un gioco educativo ideato da Eva Pigliapoco e Ivan Sciapeconi. Con “Missione spazio”, tutti – ma proprio tutti – possono raggiungere mondi lontani, congiungendo pianeti e satelliti attraverso un favoloso viaggio intergalattico in cui occorre individuare le traiettorie giuste, avendo cura di evitare il contatto con temibili alieni e pericolosi asteroidi. Gli autori di questo gioco sono Eva Pigliapoco e Ivan Sciapeconi, due insegnanti di scuola primaria e formatori. A loro abbiamo chiesto di farcelo conoscere meglio. Ci raccontate com’è nato “Missione spazio”? Le nostre pubblicazioni per Erickson nascono sempre da un’esigenza che sperimentiamo come insegnanti ed educatori in generale. Abbiamo cercato a lungo un gioco divertente e orientato allo sviluppo del pensiero computazionale, ma non l’abbiamo trovato. La nostra esigenza era fare del coding unplugged in modo stimolante per i bambini. Abbiamo trovato proposte interessanti da punto di vista delle abilità cognitive, ma noiose sotto il profilo ludico, oppure all’opposto, molto divertenti ma poco significative. Alla fine abbiamo deciso di crearcelo e lo abbiamo sperimentato con i bambini.   Quali abilità stimola questo gioco? Missione spazio è un gioco che stimola il ragionamento strategico, il problem solving legato alla costruzione di percorsi. È un gioco che si avvicina molto alla riflessione di Jeannette Wing sul pensiero computazionale, ovvero aiuta a “pensare come un informatico, in modo algoritmico e a livelli multipli di astrazione”. Tutto questo, ovviamente, senza far ricorso al computer. Il primo livello di gioco è incentrato su stimoli visivi e quindi la comprensione del problema da risolvere è demandata alle immagini. Il secondo livello propone delle sfide testuali, semplici e lineari. Il terzo livello, il più complesso, ha una struttura narrativa.   Quali impressioni avete avuto vedendo i bambini giocarci? Prima di proporlo a Erickson, abbiamo testato il gioco con decine di bambini diversi. Abbiamo constatato una grande velocità nella comprensione delle regole del gioco. Questo aspetto è stato per noi molto importante perché ha confermato le nostre premesse: si può fare coding unplugged con strumenti semplici e immediati. Tra i tanti feedback, uno dei più significativi è stato quello fornito da un bambino di sette anni. Dopo aver sperimentato il gioco nella versione “casalinga”, fatta di fotocopie plastificate, ha deciso di costruirne una versione per la sorellina più piccola. Dopo questo episodio, ci siamo detti: “missione raggiunta” anche in questo “spazio”.
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Search-ME - Erickson 3 Matematica scienze e tecnologia
Un libro-gioco con tanti esercizi stimolanti e divertenti
Come si possono allenare l’intelligenza numerica alla scuola primaria e apprendere la matematica con un approccio ludico e divertente? La risposta arriva dall’esperienza di Daniela Lucangeli e dal suo gruppo di ricerca dell’Università di Padova. Un libro-gioco con esercizi e giochi divertenti che permettono ai bambini della scuola primaria di apprendere la matematica e allenare l’intelligenza numerica in maniera originale e stimolante. Protagonisti sono l’Ispettrice Numeroni e i suoi aiutanti, i Topini Bassifondi, che devono scoprire il colpevole del furto sul set cinematografico in Piazza di Spagna a Roma, ma hanno bisogno dell’aiuto dei giovani lettori per raccogliere gli indizi! I bambini infatti dovranno trovare gli indizi e raccogliere gli stickers-indizi, da attaccare sulla tavola dei sospettati, per risolvere il mistero. Mettiti subito alla prova!
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Search-ME - Erickson 4 Logica pensiero e ragionamento
Zia Teresa ha bisogno d’aiuto nelle sue indagini
Un evento inaspettato interrompe la visita al museo di zia Teresa e Plinio. Il famoso quadro con il Leone di Venezia è stato sostituito con un falso! Chi sarà stato? Un collezionista, un custode, una studentessa di arte, un pittore, una restauratrice: chi tra loro sarà il colpevole? Le indagini di zia Teresa sono un modo divertente per accompagnare i bambini di 8 anni a svolgere attività di logica visuospaziale, linguistica, numerica e problem solving indispensabili per risolvere il mistero! Il quaderno coniuga la giocosa forma grafica del fumetto ai contenuti didattici ispirati a programmi di potenziamento dell’intelligenza logica e visiva. Ogni bambino può così seguire la storia in completa autonomia e risolvere sfide logiche appassionanti e divertenti. Mettiti subito alla prova!
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Search-ME - Erickson 5 Matematica scienze e tecnologia
Avventurosi esercizi per apprendere la matematica in maniera divertente
L’Ispettrice Numeroni e i suoi aiutanti, i Topini Bassifondi, devono indagare sulla misteriosa sparizione di una preziosa parrucca d’oro a Roma, ma hanno bisogno dell’aiuto dei giovani lettori per raccogliere gli indizi! Un divertente libro -gioco, ideato dalla professoressa Daniela Lucangeli e dal suo gruppo di ricerca dell’Università di Padova, per allenare l’intelligenza numerica dei bambini della scuola primaria e apprendere la matematica divertendosi. Numerosi esercizi e giochi divertenti permetteranno ai bambini della scuola primaria di apprendere la matematica e allenare l’intelligenza numerica, in maniera originale e stimolante Mettiti subito alla prova!
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Search-ME - Erickson 6 Didattica
Scoprire le stelle, i pianeti e lo spazio con gli origami
Il termine origami deriva dalle parole giapponesi oru («piegare») e kami («carta») e può essere tradotto come «piegare la carta» o «carta piegata». La sua origine può essere fatta risalire al XIV secolo per il Giappone e al XVI secolo per l’Europa, con un suo sviluppo autonomo all’interno della cultura occidentale e orientale. Negli ultimi anni hanno inoltre attirato l’attenzione per le particolari caratteristiche educative che il loro utilizzo comporta a livello cognitivo e di manualità/motricità fine. Non solo, sono sempre più diffuse le applicazioni degli origami declinati per discipline quali la matematica, la geometria, l’architettura, l’ingegneria, la chimica, la lingua dei segni, le abilità visuo-spaziali.   La miniserie a fumetto Piegolandia, attraverso l’utilizzo degli origami stimola nei bambini tra i 4 e i 10 anni le abilità e il ragionamento di tipo matematico, visuospaziale, geometrico, creativo e di problem solving. Vi proponiamo una piccola attività da provare con i bambini… ma prima di iniziare 10 piccoli consigli per creare gli origami. 1. La pazienza è la virtù dei forti e anche degli origamisti. Non avere quindi fretta quando sei alle prese con la creazione di un origami. 2. Con la pratica si migliora! Più origami si piegano, più bravi e abili si diventa! 3. Sii curioso! Creare una piega ti ha fatto venire in mente un modo diverso per realizzare qualcosa che avevi in mente? Allora provalo! 4. Sii creativo! Non aver paura di provare strade nuove o pieghe insolite! Sperimentare è il modo migliore per ottenere risultati e modelli originali creati da te! 5. Quando hai dato il massimo dell’impegno … allora il risultato ottenuto è sempre positivo e dovresti esserne fiero! 6. Non aver fretta di provare subito i modelli più complessi. Procedi per gradi, partendo da modelli semplici e gradualmente prova modelli più complessi. 7. Considera che non sempre si può piegare ogni modello alla perfezione! Qualche volta una o più pieghe possono non essere al posto giusto e il risultato può non essere per te soddisfacente! Nessun problema! 8. Per creare gli origami occorrono calma e tranquillità! Se sei di cattivo umore oppure stanco, allora è meglio fare una pausa prima di riprendere a creare origami! Siediti comodamente e poggia il foglio su un piano stabile. 9. Se una o più pieghe non ti sono chiare, chiedi aiuto a un adulto!  Mamma, papà, zii, nonni, amici, insegnanti… 10. Condividi la tua passione con gli altri. In questo modo aumenterà anche il divertimento! Ora che siete pronti… che ne dite di scoprire la storia del maialino che sognava di diventare astronauta?
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