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I mini gialli dei dettati 2
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Search-ME - Erickson 1 Disabilità
Le strategie didattiche che si possono utilizzare per aiutare i bambini a scuola
Le strategie didattiche che consentono a un alunno con disabilità visiva di vivere un percorso di apprendimento accessibile e inclusivo fanno riferimento a una prospettiva di tipo esperienziale. Infatti, il bambino non vedente costruisce l’apprendimento attraverso le azioni che compie e le riflessioni sui risultati del proprio agire.   Più occasioni vengono date, più le percezioni e il bagaglio di conoscenze del bambino non vedente si arricchiscono. Allo stesso tempo, però, la giusta attenzione va riposta nel non generare una condizione di stress data dall’eccesso di informazioni e spiegazioni. In questo caso il bambino non avrebbe il tempo di collocare ciò che ha appena percepito perché interrotto da nuovi stimoli e potrebbe arrivare a mettere in atto meccanismi di difesa, chiusura e opposizione, difficili da decostruire.   Il bambino va aiutato a scoprire dentro di sé l’intenzionalità del toccare, la motivazione a scoprire il mondo e il piacere della sua conoscenza, tenendo in considerazione che il percorso di acquisizione delle abilità e delle competenze — motorie e cognitive — che gli consentiranno di agire in maniera sempre più autonoma ed efficace prevede tempi lunghi di apprendimento e la necessità di riproporre più volte la stessa sequenza di azioni, posizioni, descrizioni. Per questo motivo le figure educative devono progettare itinerari didattici in chiave ludica — e con una forte connotazione affettiva — che sostengano il bambino, rinforzino la sua autostima e la sua motivazione alla conoscenza e alla sperimentazione.   Nella scuola dell’infanzia un bambino non vedente trova accolte e valorizzate molte delle sue possibilità di apprendimento.   Qui il bambino consolida le abilità sensoriali, percettive, motorie, linguistiche e cognitive, impara a ottenere e classificare le informazioni attraverso i sensi vicarianti (il tatto, l’udito, il gusto e l’olfatto) e le sensazioni vicarianti (la sensazione termica, la sensazione barica etc.). Grazie alla competente attivazione e integrazione delle percezioni sensoriali, egli impara a muoversi autonomamente in ambienti conosciuti e a ricercare riferimenti per orientarsi e organizzare i propri percorsi. La possibilità di agire, descrivere, fare domande e dare risposte «in situazione» rimane il contesto di apprendimento maggiormente favorevole e denso di ricadute cognitive ed emotive.   Con l’inizio della scuola primaria, le richieste — in termini di attenzione e di memoria procedurale — aumentano, mentre diminuiscono il tempo e lo spazio del movimento. Per un bambino con deficit visivo l’attenzione prolungata al compito e l’impossibilità di esplorare l’ambiente circostante sono ostacoli non indifferenti. Le modalità di comunicazione si fanno prettamente verbali e il linguaggio è denso di riferimenti visivi inaccessibili e incomprensibili. Eppure la produzione, soprattutto orale, spesso risulta ricca e impregnata di elementi riconducibili a realtà non direttamente esperite. Negli anni della scuola primaria il bambino, come i compagni, impara a utilizzare linguaggi strutturati e codici simbolici. Per chi non vede ciò significa apprendere il codice Braille, un sistema di lettura e scrittura in rilievo che risponde alle caratteristiche della percezione tattile. La condivisione del codice Braille da parte di tutti coloro che sono accanto al bambino con disabilità visiva (famiglia, insegnanti, compagni) ne favorisce l’accettazione e accresce la motivazione all’apprendimento.
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Search-ME - Erickson 2 Concorsi e professioni della scuola
Tutte le informazioni per partecipare all’edizione 2020/21 del premio “Francesco Gatto” che premia tesi di laurea triennale o magistrale sui temi della pedagogia, della didattica speciale, delle tecnologie assistive e sperimentali
L’ I.RI.FO.R. - Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione - con la collaborazione delle Edizioni Centro Studi Erickson indice una borsa di studio intitolata a “Francesco Gatto” per incentivare la realizzazione di tesi di laurea triennale o magistrale sui  temi della pedagogia, della didattica speciale, delle tecnologie assistive e sperimentali ovvero sui temi dell’inclusione scolastica e sociale dei ciechi e degli ipovedenti o dei ciechi e degli ipovedenti con disabilità aggiuntive.  Premi e criteri di assegnazione Saranno premiati unicamente i lavori che avranno raggiunto il punteggio minimo richiesto per ogni premio come di seguito specificati. I premi saranno i seguenti: Primo premio 2.000 euro: punteggio conseguito almeno ottantacinque su cento (85/100) e voto di laurea di almeno cento  su centodieci (100/110). Secondo premio 1.500 euro: punteggio conseguito almeno settantacinque su cento (75/100) e voto di laurea di almeno novanta su centodieci (90/110). Terzo premio 1.000 euro: punteggio conseguito almeno sessantacinque su cento (65/100) e voto di laurea di almeno ottanta su centodieci (80/110).  La giuria di valutazione La giuria di valutazione avrà il compito di valutare il punteggio di ogni tesi candidata; sarà composta da quattro membri di cui un tecnico nominato da Erickson, due tecnici non vedenti o ipovedenti nominati da I.RI.FO.R. e sarà presieduta dal Direttore Scientifico dell’I.RI.FO.R. I voti a disposizione di ogni componente della giuria di valutazione andranno da dieci a cento e saranno espressi in modo individuale e in busta chiusa; la media dei singoli voti costituirà il punteggio finale dell’elaborato valutato. Modalità di partecipazione Le tesi dei candidati che non hanno superato i 40 anni di età alla data di laurea, dovranno pervenire esclusivamente in formato elettronico accessibile all’indirizzo archivio@pec.irifor.eu entro il 30 giugno del 2021. Saranno ammesse anche tesi discusse tra il 2018 e la scadenza del presente bando. I candidati devono esprimere per iscritto il consenso alla pubblicazione delle tesi sul web e sugli strumenti di comunicazione degli organizzatori. Assegnazione dei premi I premi saranno consegnati durante il Convegno Erickson “La Qualità dell’inclusione scolastica e sociale” che si svolgerà a Rimini dal 12 al 14 novembre 2021”.
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Search-ME - Erickson 3 Disabilità
Non è facile spiegare come “vede” una persona cieca, ma Roger Olmos lo fa con la maestria che si addice ai veri artisti. Una mostra alla Libreria Erickson di Trento
È mattina, vi alzate, fate colazione, vi vestite e vi preparate per la giornata di scuola o lavoro: la marmellata sempre nello stesso posto, i vestiti presi al volo dalla cesta delle cose da stirare, la cartella preparata la sera prima. Sono gesti automatici, che eseguiamo senza pensarci come degli automi con gli occhi ancora impastati di sogni. Ora facciamo un gioco: immaginate di rifare tutto questo, ma senza vedere. Non potete usare la vista per cercare la marmellata se qualcuno l’ha spostata, per abbinare la maglia ai pantaloni o per scegliere i libri della materia giusta. Dovete fare affidamento su tatto, udito e una certa dose di quello che potrebbe essere il sesto senso, quello dell’immaginazione. È quello che fa Lucia, una bambina non vedente che si muove tra le pagine magnificamente illustrate da Roger Olmos (Logos). Il senso a cui si affida Lucia è proprio quello della fantasia che le permette di andare oltre la tirannia delle apparenze e vedere il mondo che la circonda con gli occhi del cuore. Il risultato sono delle immagini oniriche, colorate ed emozionanti: nel tragitto da casa a scuola la vediamo volare su un’altalena appesa al cielo, trasformare le aste di un cancello nelle canne di un organo dalla altisonante melodia, salutare l’albero del parco con una carezza come un amico fedele.  A scuola riconosce la risata di ciascun compagno e vede l’anima buona del suo nuovo compagno di banco: Lucia non giudica ma osserva - a modo suo - le caratteristiche di ciascuno, ne coglie gli aspetti più nascosti che spesso si celano dietro la patina delle apparenze. Non è facile spiegare come “vede” una persona cieca, ma Roger Olmos lo fa con la maestria che si addice ai veri artisti, compiendo un’opera di empatia che tutti noi dovremmo sperimentare. Dopo un periodo passato a immedesimarsi nella vita di una persona non vedente e a documentarsi, Roger Olmos capisce quanto la quotidianità di una persona con disabilità visiva sia piena di ostacoli, ma di certo non insormontabili.  “Con Lucia – dice l’autore – ho scelto di colorare e dare vita al variegato mondo che abita il presunto buio in cui vive un cieco; ho voluto mostrare come possono diventare le cose che ci circondano se chiudiamo semplicemente gli occhi, immaginandole e basta.” Olmos parte infatti dalla speranza nel raccontare la storia di Lucia, nella convinzione che l’inclusione per le quali lavorano tutte le associazioni che in vario modo intervengono nella vita delle persone non vedenti, sia un orizzonte possibile. Tutti noi in un certo senso siamo “disabili”: abbiamo bisogno dell’aiuto degli altri per stare bene e riuscire nelle piccole azioni del quotidiano. Il nostro tatto, il nostro udito e il nostro senso dell’orientamento sono spesso atrofizzati, messi in secondo piano dal senso della vista. Inclusione significa quindi condivisione degli spazi, integrando i diversi modi di vivere il mondo, facendo emergere tutta la ricchezza che da ciò ne deriva. “Questo è un libro per bambini, - continua Olmos - un libro che sogna di integrare il mondo dei non vedenti al nostro, che nella disabilità vede solo la diversità.” IL LIBRO DI LUCIA IN MOSTRA ALLA LIBRERIA ERICKSON Il libro di Lucia è diventato una mostra in esposizione alla Libreria Erickson di Trento. Una mostra che circonda, coinvolge e ammalia con i suoi colori, l’intensità della sua storia e la consapevolezza del suo intento. Le tavole ci fanno ripercorrere la storia della piccola protagonista, immergendoci nel suo mondo di fantasia, tanto che si è tentati di chiudere gli occhi per vedere se davvero il buio può essere così colorato.
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Search-ME - Erickson 4 Disabilità sensoriale
Un progetto che permette a tutti di imparare la LIS, ampliando le possibilità di inclusione per le persone sorde
Da quando le lingue dei segni sono state riconosciute come lingue naturali a pieno titolo, negli anni Sessanta, e dalle Nazioni Unite nel 2006, sempre più udenti si impegnano a impararle. Questo ha l’innegabile effetto di ampliare il gruppo dei segnanti, renderlo più vario e aprire la comunità Sorda segnante a un efficace dialogo con gli udenti. Fino a poco tempo fa è stata responsabilità delle persone Sorde imparare l’italiano; ora è tempo di pensare a un modello di inclusione in cui gli udenti condividano il piacere, la cultura, l’ampliamento degli orizzonti, i vantaggi cognitivi, l’accesso, lo scambio e anche la poesia trasmessi dalla lingua dei segni. Questo processo è già ampiamente in atto nella nostra società: è solo tempo di adeguarvi i materiali e gli strumenti didattici. La lingua dei segni è per le persone Sorde univocità di comunicazione, semplicità e relax nella decifrazione; per i bambini Sordi è sicurezza di acquisizione del linguaggio e del successivo sviluppo cognitivo. Per gli udenti, la possibilità di un efficace dialogo con persone Sorde crea esperienze utili perché gli udenti, attraverso il loro lavoro, rendano il mondo più accessibile e più adeguato alle esigenze delle persone Sorde. Nel progettare “Insegnare e imparare la LIS”, un libro per insegnare la lingua dei segni italiana, l’obiettivo è stato quello di agire sul contesto delle persone udenti, per ampliare le possibilità di inclusione delle persone Sorde. Con questo libro ci rivolgiamo in primis ai familiari dei bambini Sordi, offrendo loro uno strumento graduale, semplice, chiaro. Ma ci rivolgiamo anche a persone esterne alla famiglia: perché la società diventi più accessibile e quindi più inclusiva per tutti, questo libro è uno strumento anche per gli insegnanti, gli assistenti alla comunicazione, i logopedisti, il personale delle professioni mediche e infermieristiche, il personale delle istituzioni pubbliche. Con questo libro, anche chi non ha tanto tempo da dedicare allo studio, o non ha ancora la risorsa di amici segnanti, potrà costruire una competenza linguistica di elevato livello, una competenza finalmente non solo lessicale.
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