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I mini gialli dei dettati 2
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Search-ME - Erickson 1 Concorsi e professioni della scuola
L'importanza di utilizzare e adattare metodologie didattiche evidence based
Negli ultimi 10 anni è andata affermandosi sempre più nel mondo anglosassone una “cultura dell’evidenza”  che promuove, anche nel contesto educativo, l’utilizzo di strategie e metodi basati sulle conoscenze offerte da metodi di ricerca scientifici. L’applicazione dell’approccio evidence based è partita inizialmente in ambito medico, per poi estendersi all’ambito delle scienze sociali e dell’educazione. Anche nel nostro Paese la evidence based education sta ricevendo un’attenzione crescente.   IL RUOLO DELLE METODOLOGIE DIDATTICHE EVIDENCE BASED Margo Mastropieri e Thomas Scruggs, professori emeriti alla George Mason University (USA) e relatori al CONVEGNO ERICKSON “LA QUALITÀ DELL’INCLUSIONE SCOLASTICA E SOCIALE”, hanno approfondito il ruolo delle metodologie didattiche evidence based utilizzate con alunni con Bisogni Educativi Speciali attraverso uno studio qualitativo portato a termine nel 2016 e intitolato “Personalizing Research: Special Educator’s Awareness of Evidence based Practice” (Mary Guckert, Margo A. Mastropieri e Thomas E. Scruggs).    NON TUTTI I DOCENTI LE CONOSCONO Da questo studio, condotto su un campione di docenti americani specializzati nel sostegno attraverso interviste semistrutturate, la disamina di lavori realizzati in classe e i rapporti analitici scritti dai ricercatori in seguito alle interviste agli insegnanti, è emerso che, pur tra docenti altamente specializzati, il livello di conoscenza delle metodologie didattiche evidence based è molto variabile. I docenti più preparati sulla ricerca tendevano a utilizzare, fare affidamento e condividere spesso i risultati delle ricerca nella loro didattica. I docenti mediamente preparati usavano e condividevano la ricerca senza continuità e senza farci affidamento costante. I docenti meno preparati sulla ricerca la usavano e condividevano poco nella loro didattica e non ci facevano molto affidamento. Lo studio indica perciò che l’affidamento e il ricorso alla ricerca nella pratica didattica è direttamente proporzionale al livello di conoscenza e consapevolezza della ricerca stessa.   DALLA CONOSCENZA DELLA STRATEGIA ALLA PERSONALIZZAZIONE In più, quello che emerge dallo studio condotto da Mastropieri e Scruggs è che il livello di conoscenza della ricerca in ambito didattico condiziona anche la capacità di personalizzarne efficacemente l’applicazione in classe, adattandola alle esigenze dei propri alunni, e in particolare a quelli con Bisogni Educativi Speciali. Tra i docenti presi in esame dallo studio, quelli più preparati sulla ricerca riuscivano a personalizzarla facendo in modo che il suo impatto sull’apprendimento da parte di alunni con BES fosse positivo. I docenti mediamente preparati personalizzavano la ricerca, senza però riuscire a ottenere risultati indiscutibilmente positivi. I docenti meno preparati sulla ricerca la personalizzavano, ma con risultati scarsi o nulli sull’apprendimento degli alunni. Dallo studio emerge perciò che la comprensione da parte dei docenti degli aspetti essenziali di una strategia didattica evidence based è fondamentale ai fini di una sua applicazione personalizzata efficace.  
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Search-ME - Erickson 2 Concorsi e professioni della scuola
Con l’avvicinarsi del convegno Erickson “La Qualità dell’inclusione scolastica e sociale”, Carlo Scataglini, docente e relatore, si interroga sul significato di “Qualità”
La Q, la Qualità, siamo noi insegnanti.  Non perché siamo sempre e comunque insegnanti di qualità, nel significato comune che si dà a questa parola. Ma perché noi la Qualità, sappiamo bene cos’è, come è fatta, dove si trova.   Noi insegnanti sappiamo bene, per esempio, che la Qualità è capire che non esistono insegnanti di classe e insegnanti di sostegno, insegnanti di ruolo e insegnanti precari, insegnanti di cattedra e insegnanti del potenziato… Ma che esistono solo gli Insegnanti, che credono nel proprio lavoro, che amano il proprio lavoro.    Noi sappiamo bene com’è fatta la Qualità perché sappiamo che è fatta di bambini e ragazzi e che tra loro non c’è mai nessuno che merita di essere considerato prima degli altri e nessuno mai da considerare dopo gli altri… e che, alla fine, si arriva o si rimane indietro, tutti insieme. Ed è proprio la Qualità a fare la differenza. Noi insegnanti sappiamo dov’è la Qualità perché abbiamo capito e siamo convinti di non essere poi così importanti, di non essere noi i protagonisti.    Noi insegnanti siamo solo … come possiamo dire? Siamo solo dei facilitatori, delle semplici guide, degli animatori, degli inventori un po’ strampalati, dei matti che hanno scelto un lavoro meraviglioso e complicato… E che cercano di farlo al meglio, pur tra mille ostacoli e pochi riconoscimenti.   La Q , la Qualità, siamo noi insegnanti, perché, alla fine, quello che veramente ci interessa è fare in modo che anche grazie al nostro piccolo contributo, nelle nostre classi, ogni giorno, nessuno, nemmeno uno solo, rimanga escluso.
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Search-ME - Erickson 3 didattica inclusiva
La costruzione condivisa del processo valutativo
La didattica aperta è un approccio che mette al centro della didattica l’alunno, offrendogli la possibilità di determinare alcuni o, in certi casi, tutti gli aspetti del proprio percorso di apprendimento.    Riflettendo sulla valutazione degli apprendimenti nella didattica aperta si avverte una certa fatica nel mettere a fuoco un modo di valutare che sia coerente con la forte autodeterminazione a cui tende questo approccio. Sicuramente sarà necessario avvalersi di forme di valutazione che diano spazio anche al punto di vista dell’alunno/a sul proprio lavoro. La questione è capire su quali valori di riferimento si vuole basare la valutazione.    LA VALUTAZIONE AUTENTICA Una forma di valutazione coerente con la didattica aperta è a mio avviso rappresentata dalla valutazione autentica.  Questa valutazione prevede la triangolazione di tre punti di vista:  1. quello soggettivo dell’alunno/a sul proprio lavoro;  2. quello soggettivo, ma esterno, dell’insegnante (ed eventualmente anche dei genitori e dei compagni/e classe) che valuta il lavoro dell’alunno/a dal proprio punto di vista;  3. quello, il più possibile oggettivo, sulla prestazione che permette di valutarne il valore attraverso una serie di criteri condivisi con riferimento a valori di gruppo o disciplinari.     Nel rispetto del principio di intersoggettività che caratterizza la valutazione autentica, è fondamentale costruire insieme agli alunni/e i criteri di valutazione del compito autentico che si vuole andare a valutare.    In generale la partecipazione degli alunni/e al processo valutativo acquista grande importanza. In primo luogo, essi collaborano con i docenti alla stesura dei criteri di valutazione. Inoltre, possono contribuire alla descrizione della prestazione dei compagni/e e della propria, rappresentando un punto di vista altro rispetto a quello dell’insegnante.    LE FASI  La costruzione condivisa del processo valutativo può articolarsi nelle seguenti fasi:  1. accordo sul compito sulla cui base avverrà la valutazione;  2. accordo sui processi e sui prodotti del compito che verranno valutati;  3. accordo sui criteri di valutazione dei singoli processi e prodotti, con una corrispondente scala di valutazione per ognuno di questi;  4. osservazione e descrizione dei processi e dei prodotti da parte di insegnanti e alunni/e sulla base dei criteri concordati;  5. assegnazione di una valutazione ai processi e prodotti sulla base di una corrispondenza fra le osservazioni e descrizioni e la scala concordata.    IL CERCHIO COME SPAZIO DI VALUTAZIONE Un buon contesto in cui proporre l’utilizzo della valutazione autentica in una realtà scolastica caratterizzata da apertura didattica è quello del cerchio. Nel cerchio è possibile affinare la riflessione dei bambini/e e della classe sulla questione della valutazione.    Qui, infatti, può esserci lo spazio per una riflessione metacognitiva sui processi di apprendimento: è qui che gli alunni/e possono confrontare i propositi che si erano dati con i risultati raggiunti e ricevere un feedback dai compagni sul proprio modo di organizzare il percorso. Questo permette di attivare e modificare, se necessario, strategie di autoregolazione.   Il cerchio è anche una situazione adatta alla condivisione dei criteri di valutazione da utilizzare per capire il valore di un certo tipo di prodotto che i bambini/e creeranno sulla base della consegna di un compito autentico. È sempre nel cerchio, infine, che i bambini/e presentano il proprio prodotto, esprimono una propria valutazione su di esso e chiedono poi il parere di altri (compagni/e o insegnante).  
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Search-ME - Erickson 4 Concorsi e professioni della scuola
Come prepararsi alle prove di accesso al quinto ciclo di TFA per il sostegno
In seguito all'emergenza coronavirus, il MIUR ha firmato un nuovo decreto relativo all’avvio del quinto ciclo dei percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità che prevede lo spostamento delle prove preliminari ai giorni 18 e 19 maggio 2020. TFA sostegno V ciclo: i numeri Il MIUR ha autorizzato gli atenei che hanno validamente presentato la propria offerta formativa potenziale nell’anno accademico in corso, 39 in tutto, ad attivare i percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico a favore degli alunni con disabilità. I posti a disposizione sono in totale 19.585, suddivisi fra scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di I e di II grado, con una distribuzione per ordine di scuola e Università stabilita nel bando del MIUR. Il corso di specializzazione sostegno 2020 ha una durata annuale e prevede il rilascio di 60 CFU. È previsto che debba concludersi entro il mese di maggio 2021. Una volta concluso, rilascia il diploma di specializzazione per le attività di sostegno. Le prove di accesso al TFA Le prove di accesso al TFA, alle quale possono accedere le persone in possesso dei requisiti previsti (stabiliti nel D.M. n. 92/2019), sono articolate in tre momenti: test preliminare Consente l’accesso alla prova scritta e consiste in 60 quesiti con 5 opzioni di risposta prova scritta (da superare con 21/30); può essere anche più di una; è prevista la possibilità che sia anche di tipo pratico  prova orale (da superare con 21/30) I test preliminari Le date di svolgimento dei test preliminari sono state fissate per tutti gli indirizzi della specializzazione per il sostegno per i giorni 2 e 3 aprile con le seguenti modalità: 18 maggio 2020: mattina, prove per la Scuola infanzia; pomeriggio, prove per la Scuola primaria. 19 maggio 2020: mattina, prove per la Scuola secondaria di I grado; pomeriggio, prove per la Scuola secondaria di II grado; Come prepararsi per le prove di accesso al TFA Sostegno? La Ricerca e Sviluppo Erickson ha analizzato le prove scritte presentate dai vari Atenei nei precedenti cicli di TFA per il Sostegno mettendo a punto più strumenti che consentono una preparazione efficace alle prove previste per accedere ai Corsi di specializzazione per le attività di sostegno. In particolare, per le prove di accesso al TFA Sostegno, Erickson propone: il manuale “Insegnare domani – TFA Sostegno”,  che consente di approfondire i temi di esame attraverso 200 quesiti svolti, suddivisi nelle 4 aree di riferimento previste per le prove (competenze socio-psico-pedagogiche; competenze sull’intelligenza emotiva; competenze sulla creatività e il pensiero divergente; competenze sull’organizzazione e l’autonomia scolastica). Oltre ai 200 quesiti svolti, il manuale presenta 150 quesiti aperti con i quali misurarsi per poter affrontare la prova scritta. un corso online che prevede inoltre lo svolgimento di esercitazioni che simuleranno le tre prove d’esame previste dal decreto: Test preliminare; Prova scritta e/o pratica; Prova orale. Le esercitazioni svolte saranno supervisionate da tutor specializzati che seguiranno i partecipanti passo a passo e forniranno dei feedback personalizzati sullo svolgimento delle prove. una piattaforma digitale con capitoli ed estratti di libri; video e presentazioni; mappe concettuali; link di approfondimento; dispense universitarie.  Per chi vuole prepararsi al meglio per le prove d’accesso, è disponibile un pacchetto completo con due libri, un corso online e una piattaforma digitale
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Search-ME - Erickson 5 Organizzazione scolastica
I consigli di Dario Ianes per una scuola al passo coi tempi, equa e capace di valorizzare le differenze di tutti gli alunni
Una scuola innovativa deve essere equa: questo significa efficace per tutti. Capace di dare a ognuno strumenti per realizzare un proprio progetto di vita, facendo le giuste differenze nel rispetto e nella valorizzazione delle differenze individuali di tutti gli alunni. In poche parole: non c’è innovazione senza inclusione.  «Innovare a scuola – sostiene Dario Ianes, docente all’Università di Bolzano e co-fondatore di Erickson - significa riconoscere che ciò che abbiamo sempre fatto necessita di un cambiamento, mettendo in crisi la didattica tradizionale e il nostro rapporto con i saperi disciplinari. La scelta di innovare la didattica, il proprio modo di insegnare e le opportunità con cui i nostri alunni imparano dipende innanzitutto da una nostra scelta. Questa scelta diventa sempre più importante ed efficace se è condivisa dai dirigenti scolastici, dagli insegnanti, dagli organi scolastici e dalla comunità territoriale, portando a un reale cambiamento della scuola». Innovare la didattica non è, quindi, la ricerca di una nuova metodologia o di un nuovo strumento, ma la costante ricerca e il continuo tentativo di sviluppare approcci, metodologie e strumenti utili ad accrescere la qualità dei processi educativi e il ruolo attivo degli alunni nel processo di apprendimento.
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Search-ME - Erickson 6 Concorsi e professioni della scuola
Risorse utili per accompagnare nello studio gli iscritti ai corsi TFA Sostegno
La recente ripresa dei corsi TFA organizzati dalle Università per preparare i futuri insegnanti di sostegno ha messo in luce il problema della frammentarietà dei materiali che vengono utilizzati con gli studenti.    Per favorire e aiutare la formazione dei futuri insegnanti di sostegno, la Ricerca e Sviluppo di Erickson ha deciso di mettere a disposizione degli studenti dei corsi TFA sostegno alcuni dei propri materiali attraverso la piattaforma gratuita "Insegnare Domani – TFA Sostegno". Questa piattaforma, inoltre, si propone di ospitare contributi molteplici, per offrire non soltanto materiali Erickson, ma anche i materiali di tutti quei docenti universitari che vorranno aderire all’iniziativa, in un’ottica di condivisione delle risorse utili per il sostegno. All’interno rel="noopener noreferrer" della nuova piattaforma "Insegnare Domani – TFA Sostegno", in relazione a ciascun insegnamento e laboratorio previsto dal percorso formativo, i circa 14.000 iscritti ai corsi TFA sostegno potranno trovare: capitoli ed estratti di libri video e presentazioni mappe concettuali link di approfondimento dispense universitarie Nel video qui sotto, Dario Ianes, docente di pedagogia e didattica speciale e co-fondatore del Centro Studi Edizioni Erickson, spiega quali sono gli obiettivi con cui è nata la piattaforma Erickson per gli studenti iscritti al corso TFA-specializzazione sostegno:  
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