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I mini gialli dei dettati 2
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Risultati trovati: 441
Search-ME - Erickson 1 Idee
Nessuno mette in dubbio le competenze procedurali dei ragazzi, sono le competenze sociali che dobbiamo monitorare. Le nuove generazioni hanno bisogno del nostro aiuto, non del nostro giudizio.
Oggi i ragazzi sono iperconnessi, è un dato di fatto che noi adulti fatichiamo ad accettare. Eppure se proviamo ad analizzare il presente anche noi adulti trascorriamo molto tempo online, ma, a differenza dei più giovani, ci giustifichiamo sostenendo che lavoriamo in rete. Questo ragionamento ci porta a confrontare il nostro tempo trascorso in rete, a lavorare, con il loro, che spesso svalutiamo definendolo tempo perso. Ma davvero i nostri ragazzi e ragazze perdono tempo online? In realtà no. I ragazzi oggi si relazionano online, attraverso i social, i videogiochi, Whatsapp, costruiscono la loro identità (che è sempre e solo una anche se aprono e chiudono account diversi in continuazione). I ragazzi oggi crescono anche online. Non perdono tempo ma si confrontano, dialogano, cercano un rapporto che vada oltre la famiglia, rapporti di amicizia che li aiutino a crescere. Esattamente come noi alla loro età. Noi passavamo ore al parco vicino casa o al telefono, loro chattano, probabilmente con l’amico seduto accanto per evitare che adulti indiscreti ascoltino la conversazione.  Sono iperconnessi, è vero, ma sono sempre adolescenti. Hanno delle competenze tecniche incredibili, creano contenuti, immagini, video, li condividono, li commentano, si divertono e crescono immersi in questa nuova tecnologia. Ma devono ancora imparare le tante competenze sociali che stanno alla base di qualsiasi relazione. Devono imparare a comprendere con empatia le emozioni altrui, imparare che ogni azione porta una conseguenza, e capire in anticipo quale potrebbe essere la conseguenza non è affatto facile. Devono imparare che non basta una faccina sorridente per far capire all’altro che si sta scherzando. Devono capire che le immagini caricate online sono accessibili, scaricabili e modificabili da chiunque in rete, e che questo chiunque non sempre ha buone intenzioni. Devono riflettere sul fatto che spesso ognuno di noi è sia vittima che cyberbullo… basta una immagine, un video, una parola che non rispetti le emozioni altrui per avviare un processo molto doloroso. Non è facile, e spesso nemmeno noi adulti riusciamo a navigare in maniera saggia, anche noi adulti tendiamo a sottovalutare le conseguenze delle nostre azioni, e non sempre diamo il buon esempio. Non è facile, e per navigare in sicurezza bisogna essere un po’ eroi, sempre attenti, divertendosi e accendendo il cervello sempre al momento giusto. Sicuramente La banda degli smanettoni può aiutarvi, ma attenzione, è molto severa nella scelta dei suoi componenti. I super requisiti fondamentali dei membri de La banda degli smanettoni Super curiosità indispensabile nella vita, ma dobbiamo stare sempre attenti a analizzare ogni novità della rete in maniera critica: ai membri della banda le mode fanno un baffo.  Super consapevolezza per navigare in rete dobbiamo essere consapevoli che ogni nostra azione online può essere vista, commentata, usata da chiunque in rete.  Super conoscenza delle nuove tecnologie,  conosci davvero tutto ad esempio di Instagram, o di Tik Tok? Conosci il linguaggio della rete, e le sue regole?  Super coraggio ci vuole coraggio a leggere certe stupidaggini online (per non parlare delle bufale!!!)   Super giustizia  insomma… se è illegale, è illegale! Inutile girarci tanto attorno… ma sei sicuro di sapere esattamente cosa è illegale fare online? Super divertimento tra un clic e un like alla banda piace anche mangiare il gelato tutti assieme, perché l’amicizia, quella vera, non si nasconde dentro la rete!   Imparare a navigare giocando La serie di libri dedicati a “La banda degli smanettoni” propone un approccio molto ludico ai ragazzi, per stimolarli ad apprendere alcune semplici “regole” della rete giocando e divertendosi. La storia si intreccia a una serie di giochi enigmistici che accompagnano il lettore fino alla conclusione. In allegato al libro i ragazzi troveranno le carte di un gioco di ruolo (42 ne Il furto dell’identità digitale) per stimolarli a comprendere le diverse dinamiche della rete giocando assieme, di persona. 
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Incontri con gli autori
Incontri con gli autori
Sabato 10 ottobre
La Libreria Erickson - Trento

Incontro con Filippo Barbera e Dario Ianes

Search-ME - Erickson 3 Idee
I vantaggi della lettura ad alta voce al bambino spiegati dal punto di vista neurologico, educativo, psico-sociale e linguistico
Molti ritengono che l’apprendimento della lettura avvenga attorno ai 6 anni, quando, durante il primo anno della scuola primaria, i bambini ne acquisiscono i fondamenti e, presumibilmente, sviluppano interessi, gusti e preferenze.  In verità, i bambini apprendono fin dalla nascita e leggere con loro, sin dalla prima infanzia è un modo semplice, ma estremamente efficace, per instaurare una connessione, per trasmettere conforto, per stimolare l’apprendimento e per instillare in loro, seppur in forma embrionale, le abitudini, gli atteggiamenti e i comportamenti tipici del lettore. Attraverso la lettura ad alta voce i bambini vengono esposti a parole, idee e conoscenze che possono aiutarli a sviluppare competenze fondamentali per la prima educazione ben prima dell’età scolare. Per essere efficace, la lettura ad alta voce dovrebbe essere praticata con continuità e riguardare testi di interesse del bambino, adatti alla sua età, senza avere una dimensione valutativa.  Le ragioni per accompagnare il proprio bambino lungo il sentiero della lettura sono diverse, ma possono essere raggruppate in quattro differenti tipologie: neurologiche, educative, psico-sociali e linguistiche. VANTAGGI NEUROLOGICI Nei primi sei anni, i bambini imparano a un ritmo molto più elevato che in qualsiasi altro momento della vita. Mentre i genitori parlano, cantano e leggono ai loro figli, i legami esistenti tra le cellule cerebrali si rinforzano e se ne formano di nuovi, come evidenziato da recenti studi basati sull’acquisizione di neuro-immagini. Inoltre, ciò si rivela fondamentale non solo per l’acquisizione dei processi di lettura, ma anche per lo sviluppo di un’affettività positiva nei confronti di tale attività. VANTAGGI EDUCATIVI I bambini che familiarizzano con la lettura durante i primi anni di vita avranno una conoscenza più vasta e un bagaglio di apprendimenti pregressi rispetto alla scuola primaria, un più ampio vocabolario e una fluenza verbale migliore, oltre che una maggiore capacità di attenzione e concentrazione. La lettura con l’adulto educa, banalmente, a tenere in mano un libro, a sfogliare le pagine, a scorrere la pagina con lo sguardo da sinistra a destra e dall’alto verso il basso, a distinguere parole, colori e immagini, a riconoscere le lettere e a comprendere che la parola stampata rappresenta la parola pronunciata ad alta voce. VANTAGGI PSICO-SOCIALI Oltre a incidere sui singoli apprendimenti e sulla comprensione del testo, la lettura precoce agisce sulle funzioni cognitive, quali memoria, attenzione e pianificazione (per comprendere la sequenza narrativa di una storia, ad esempio, vanno ricordati i nomi e le caratteristiche dei diversi personaggi e la successione corretta degli eventi); sulle capacità di ragionamento critico; sullo sviluppo dell’identità personale e della proiezione di se stessi nel futuro; sulle competenze emotive, favorendo la capacità di riconoscere le proprie e altrui emozioni e di regolarle; sull’immaginazione e sulla capacità di giocare con le idee; sulla creatività e sullo sviluppo del pensiero divergente; sulla curiosità; sull’empatia, intesa come la capacità di provare emozioni e sensazioni relative a una situazione come se fossimo l’altro, e sulla capacità di assumere punti di vista diversi, imparando a riconoscere e prevedere gli stati mentali altrui. VANTAGGI LINGUISTICI La lettura in tenera età affina, naturalmente, le abilità linguistiche che si esprimono sotto forma di un vocabolario più ricco, una grammatica e una sintassi corrette, una migliore ortografia e una comunicazione orale e scritta più articolata e complessa. Durante la lettura, inoltre, è molto comune imbattersi in parole e frasi estranee alla comunicazione orale, e per questo è possibile divenire molto più padroni della lingua e sviluppare una conoscenza approfondita dei registri e dei contesti linguistici di utilizzo, della struttura di un testo e delle caratteristiche della narrazione. La lettura ad alta voce degli adulti permette altresì al bambino di avere una più chiara idea della corretta pronuncia delle parole e della prosodia e sviluppare una maggiore consapevolezza fonologica, attraverso la manipolazione dei suoni con allitterazioni, rime e onomatopee, come emerso dall’analisi computazionale di diverse raccolte di conversazioni effettuate da bambini in tenera età.
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Search-ME - Erickson 4 Idee
Il ruolo dell'educatore per trasformare i conflitti in opportunità di crescita
I bambini litigano (e non solo loro) e, quando lo fanno, noi adulti ci sentiamo coinvolti — oltre che decisamente infastiditi — e, come educatori, veniamo chiamati all’azione. Cosa dobbiamo dire? Come possiamo intervenire? I bambini litigano a scuola con i compagni, litigano all’asilo con gli amici, ma soprattutto litigano a casa, con i fratelli. La cosa non è facile da accettare: noi vorremmo vederli insieme, affiatati e felici. Ci piace pensare che nella vita si aiutino e si sostengano a vicenda. Invece se le danno di santa ragione! Si stuzzicano, si fanno i dispetti, passano ore a bisticciare per le cose più inutili e irrilevanti. Eppure, litigare fa bene (dal titolo del libro di Daniele Novara), ce lo insegna la moderna pedagogia. La verità è che il litigio consente ai bambini di esercitarsi allo scontro. Nella vita affronteranno molti conflitti, per questo l’allenamento a litigare, se ben gestito e finalizzato al progetto educativo, permette loro di crescere e sperimentare diverse modalità relazionali. Questo non significa che la lite sia la medicina o la strada migliore per relazionarsi. Al contrario. La lite dovrebbe però rappresentare un passaggio, uno di quelli più primitivi, da superare per arrivare — pian piano — a modelli di interazione più evoluti. Ma come fare? Un buono strumento è quello della parola, grazie alla quale l’adulto ragiona con il suo bambino sugli effetti del litigio: su ciò che produce fuori e dentro di lui.  Quando riusciamo a trasformare il conflitto in un argomento di cui parlare, abbiamo già disinnescato gran parte dell’aggressività e della violenza che lo abita. Se il bambino accetta di parlare di una lite avuta in casa o fuori, siamo già a buon punto: significa che la rabbia è sbollita e il piccolo è pronto a ragionare su quanto è successo. Non capita sempre e non capita subito: anche per questo è importante lasciare al bambino i suoi tempi e i suoi strumenti. Tra questi, la storia del litigioso Tito, protagonista del libro «Ha cominciato lui!» diverrà fonte di stimolo per i vostri discorsi, al momento giusto.
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Incontri con gli autori
Incontri con gli autori
Giovedì 24 settembre
La Libreria Erickson Trento e Online
Webinar con Dario Ianes, Desiree Rossi, Francesco Zambotti, Gianluca Daffi, Ginevra G. Gottardi e Giuditta Gottardi.
Webinar
Webinar
Venerdì 18 settembre
Webinar gratuito con Elena Cabiati, Mauro Cristoforetti, Simona Ardesi e Sara Serbati.
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