Tutto per la scuola
Tra i più richiesti
Formazione: i più richiesti
Marchio: Erickson Direct Publishing
L’Intelligenza Artificiale può trasformare la scuola solo se chi insegna impara a conoscerla, valutarla e utilizzarla consapevolmente. Questo volume mette al centro i/le docenti come veri protagonisti dell’innovazione e offre una guida per progettare percorsi sull’IA capaci di incidere concretamente sulle pratiche didattiche e, attraverso di esse, sull’apprendimento di studenti e studentesse.
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Prefazione (M. Pireddu)
Introduzione
Il repository del libro
Parte 1 – Il sapere del formatore
Il formatore IA del personale scolastico: figura professionale e cornice normativa
I fondamenti dell’Intelligenza Artificiale per chi la insegna
L’etica dell’Intelligenza Artificiale come competenza del formatore
Andragogia: formare adulti sull’Intelligenza Artificiale
Identità del formatore e gestione delle resistenze
Parte II – Il mestiere del formatore
Progettare un percorso formativo sull’IA
Il prompt engineering come contenuto formativo
Condurre l’aula: tecniche di facilitazione per il formatore IA
Valutare, documentare, monitorare
Apprendimento trasformativo ed evidenze scientifiche
Metaprompt, Agentic AI e scenari emergenti
Epilogo
Piano d’azione per i primi novanta giorni
Appendice operativa
La dimensione amministrativa e fiscale del formatore
Appendice normativa
I riferimenti istituzionali del libro
Bibliografia
Quando il docente impara parte da un principio fondamentale: non sono gli strumenti a cambiare la scuola, ma le persone che scelgono come utilizzarli. Vale anche per l’Intelligenza Artificiale, una tecnologia dalle grandi potenzialità che può produrre un cambiamento significativo soltanto quando gli insegnanti ne comprendono caratteristiche e possibilità e sono messi nelle condizioni di integrarla consapevolmente nel proprio lavoro.
Il volume si rivolge in particolare a formatori e formatrici del personale scolastico, figure strategiche nel processo di innovazione. Formare i docenti sull’IA, infatti, non significa semplicemente mostrare nuovi strumenti o insegnarne il funzionamento, ma accompagnare professionisti/e adulti a comprenderli, sperimentarli e valutarne criticamente l’utilità rispetto ai propri obiettivi educativi e didattici.
Il/La docente, quindi, non subisce l’innovazione tecnologica, ma mantiene il potere di decidere se, quando e come utilizzarla per migliorare il proprio modo di insegnare e favorire l’apprendimento. In questa prospettiva, anche la qualità della formazione assume una responsabilità decisiva. Un percorso formativo debole rischia di tradursi in pratiche altrettanto fragili; una formazione solida, invece, può generare un cambiamento che dall’aula di formazione raggiunge la classe e, infine, studenti e studentesse.