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Plurilinguismo, educazione e inclusione

09 gennaio 2021 8 ore

"È solo la lingua che ci fa eguali. Eguale è chi sa esprimersi e intende l’espressione altrui, perciò tentiamo di educare i ragazzi a più ambizione. Diventare sovrani!".
Con queste ormai celebri parole, Don Milani invitava la comunità educativa a riflettere sull’importanza del linguaggio come...

"È solo la lingua che ci fa eguali. Eguale è chi sa esprimersi e intende l’espressione altrui, perciò tentiamo di educare i ragazzi a più ambizione. Diventare sovrani!".
Con queste ormai celebri parole, Don Milani invitava la comunità educativa a riflettere sull’importanza del linguaggio come competenza-chiave per la piena inclusione di tutti gli apprendenti. Se il linguaggio, inteso come facoltà umana, è uno, le lingue sono tante, e mai come oggi le questioni relative al plurilinguismo sono centrali nel dibattito scientifico e educativo, con le sue contraddizioni. Da una parte, si promuove fortemente lo studio delle lingue straniere nelle scuole di tutta Europa (e non solo), dall’altra sorgono dubbi sulle possibilità di riuscita nel loro apprendimento da parte di studenti con disturbi linguistici. Da una parte, si vorrebbe che i nostri figli diventassero in qualche modo plurilingui, dall’altro si fatica a riconoscere il valore del plurilinguismo negli alunni stranieri delle nostre scuole. La declinazione al plurale delle celebri parole di Don Milani sottolinea come la condizione di plurilingue sia sempre un vantaggio e come a nessuno debba essere preclusa la possibilità di coltivare il proprio patrimonio linguistico e arricchirlo imparando nuove lingue.


La mattina si aprirà con un intervento di cornice sugli sviluppi più recenti della ricerca sul plurilinguismo, da una prospettiva interdisciplinare e con un’attenzione alle implicazioni per la scuola di oggi. Seguono tre interventi, ciascuno focalizzato su un progetto glottodidattico con una base scientifica, che affrontano il tema del plurilinguismo da tre angolazioni particolari, la lingua, l'ambiente

e gli attori.



In collaborazione con il Gruppo di Ricerca ELICom (Educazione linguistica inclusiva e comunicazione) dell'Università di Parma

"È solo la lingua che ci fa eguali. Eguale è chi sa esprimersi e intende l’espressione altrui, perciò tentiamo di educare i ragazzi a più ambizione. Diventare sovrani!".
Con queste ormai celebri parole, Don Milani invitava la comunità educativa a riflettere sull’importanza del linguaggio come...

"È solo la lingua che ci fa eguali. Eguale è chi sa esprimersi e intende l’espressione altrui, perciò tentiamo di educare i ragazzi a più ambizione. Diventare sovrani!".
Con queste ormai celebri parole, Don Milani invitava la comunità educativa a riflettere sull’importanza del linguaggio come competenza-chiave per la piena inclusione di tutti gli apprendenti. Se il linguaggio, inteso come facoltà umana, è uno, le lingue sono tante, e mai come oggi le questioni relative al plurilinguismo sono centrali nel dibattito scientifico e educativo, con le sue contraddizioni. Da una parte, si promuove fortemente lo studio delle lingue straniere nelle scuole di tutta Europa (e non solo), dall’altra sorgono dubbi sulle possibilità di riuscita nel loro apprendimento da parte di studenti con disturbi linguistici. Da una parte, si vorrebbe che i nostri figli diventassero in qualche modo plurilingui, dall’altro si fatica a riconoscere il valore del plurilinguismo negli alunni stranieri delle nostre scuole. La declinazione al plurale delle celebri parole di Don Milani sottolinea come la condizione di plurilingue sia sempre un vantaggio e come a nessuno debba essere preclusa la possibilità di coltivare il proprio patrimonio linguistico e arricchirlo imparando nuove lingue.


La mattina si aprirà con un intervento di cornice sugli sviluppi più recenti della ricerca sul plurilinguismo, da una prospettiva interdisciplinare e con un’attenzione alle implicazioni per la scuola di oggi. Seguono tre interventi, ciascuno focalizzato su un progetto glottodidattico con una base scientifica, che affrontano il tema del plurilinguismo da tre angolazioni particolari, la lingua, l'ambiente

e gli attori.



In collaborazione con il Gruppo di Ricerca ELICom (Educazione linguistica inclusiva e comunicazione) dell'Università di Parma

"È solo la lingua che ci fa eguali. Eguale è chi sa esprimersi e intende l’espressione altrui, perciò tentiamo di educare i ragazzi a più ambizione. Diventare sovrani!".
Con queste ormai celebri parole, Don Milani invitava la comunità educativa a riflettere sull’importanza del linguaggio come...

"È solo la lingua che ci fa eguali. Eguale è chi sa esprimersi e intende l’espressione altrui, perciò tentiamo di educare i ragazzi a più ambizione. Diventare sovrani!".
Con queste ormai celebri parole, Don Milani invitava la comunità educativa a riflettere sull’importanza del linguaggio come competenza-chiave per la piena inclusione di tutti gli apprendenti. Se il linguaggio, inteso come facoltà umana, è uno, le lingue sono tante, e mai come oggi le questioni relative al plurilinguismo sono centrali nel dibattito scientifico e educativo, con le sue contraddizioni. Da una parte, si promuove fortemente lo studio delle lingue straniere nelle scuole di tutta Europa (e non solo), dall’altra sorgono dubbi sulle possibilità di riuscita nel loro apprendimento da parte di studenti con disturbi linguistici. Da una parte, si vorrebbe che i nostri figli diventassero in qualche modo plurilingui, dall’altro si fatica a riconoscere il valore del plurilinguismo negli alunni stranieri delle nostre scuole. La declinazione al plurale delle celebri parole di Don Milani sottolinea come la condizione di plurilingue sia sempre un vantaggio e come a nessuno debba essere preclusa la possibilità di coltivare il proprio patrimonio linguistico e arricchirlo imparando nuove lingue.


La mattina si aprirà con un intervento di cornice sugli sviluppi più recenti della ricerca sul plurilinguismo, da una prospettiva interdisciplinare e con un’attenzione alle implicazioni per la scuola di oggi. Seguono tre interventi, ciascuno focalizzato su un progetto glottodidattico con una base scientifica, che affrontano il tema del plurilinguismo da tre angolazioni particolari, la lingua, l'ambiente

e gli attori.



In collaborazione con il Gruppo di Ricerca ELICom (Educazione linguistica inclusiva e comunicazione) dell'Università di Parma

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85 € anziché 95 € solo per un numero limitato di posti ed entro il 14 dicembre

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contenuti

Di seguito il programma della giornata:

Sessione plenaria dalle 9.00 alle 13.30

  • Dalle 9.00 alle 9.15
    Saluti e apertura dei lavori
    Francesco Zambotti (Erickson, Trento) e Michele Daloiso (Università di Parma)

  • Dalle 9.15 alle 10.15
    Miti e realtà sul plurilinguismo e implicazioni educative
    Paola Bonifacci ...

Di seguito il programma della giornata:

Sessione plenaria dalle 9.00 alle 13.30

  • Dalle 9.00 alle 9.15
    Saluti e apertura dei lavori
    Francesco Zambotti (Erickson, Trento) e Michele Daloiso (Università di Parma)

  • Dalle 9.15 alle 10.15
    Miti e realtà sul plurilinguismo e implicazioni educative
    Paola Bonifacci (Università di Bologna)

    Il plurilinguismo è un fenomeno multidimensionale, dinamico e relativo. Partendo da questa complessità, risulta chiara l’importanza di conoscere le diverse “forme” di plurilinguismo per poter sviluppare interventi educativi efficaci. Al contrario, trattare il bilinguismo come fenomeno unitario ha portato nel tempo allo sviluppo di alcuni “miti”, sia in positivo che in negativo, che non favoriscono una conoscenza approfondita del fenomeno. Una più attenta analisi delle evidenze scientifiche raccolte su popolazioni pluringui permette di meglio comprendere implicazioni per i contesti educativi (e clinici). Verranno esaminati alcuni “miti” e presentati invece esempi di evidenze scientifiche che possono avere una immediata ricaduta in termini educativi e didattici. 

     
  • Dalle 10.15 alle 11.00
    “Ciu lingues is megl ke uan?” sì, anche quando la lingua è un bisogno specifico.
    Paola Celentin e Susana Benavente (Università di Verona)

    L’apprendimento della lingua straniera a scuola per gli studenti con BiLS (Bisogni Linguistici Specifici) rischia di diventare uno dei momenti più complessi e sofferti visto che insiste proprio su una delle aree di maggiore difficoltà. Perché dunque proporre a questi studenti addirittura l’esposizione contemporanea a più lingue, come avviene nell’approccio intercomprensivo?

    In una comparazione da noi svolta fra i principi della glottodidattica accessibile e i principi dell’approccio intercomprensivo abbiamo individuato numerosi punti di contatto, tanto da indurci a credere che l’ambiente di apprendimento intercomprensivo possa addirittura risultare facilitante per lo studente con BiLS.

    L’obiettivo del presente intervento è quello di proporre delle piste di ricerca, in particolar modo nell’ambito della consapevolezza fonologica e del potenziamento metastrategico, da sviluppare coniugando gli studi sull’intercomprensione (incluse le recenti evoluzioni verso l’interproduzione) e gli studi sugli studenti con BiLS, specialmente quelli relativi alla dimensione affettiva e motivazionale.

     
  • Dalle 11.15 alle 11.30
    Pausa
     
  • Dalle 11.30 alle 12.15
    Vale più la pratica che la grammatica? Metodologie innovative per l’apprendimento dell’inglese
    Michele Daloiso (Università di Parma) e Luciana Favaro (Università Ca' Foscari, Venezia)

    In questo intervento si presenteranno gli esiti di una collaborazione tra le Edizioni Centro Studi Erickson, Oxford University Press e il Gruppo ELICom che ha condotto all’elaborazione di materiali didattici per l’apprendimento della lingua inglese nella scuola primaria e secondaria, allo scopo di promuovere l’utilizzo di metodologie innovative e al contempo inclusive. Durante l’intervento si darà spazio, in particolare, ad alcuni aspetti legati alla riflessione sulla grammatica, il cui ruolo nell’apprendimento linguistico è stato rivalutato, purché all’interno di una cornice comunicativa, ma che costituisce un’area di particolare difficoltà per gli alunni con bisogni specifici.


  • Dalle 12.15 alle 13.00
    Promuovere le lingue in ottica inclusiva: le competenze-chiave dell’educatore linguistico
    Michele Daloiso (Università di Parma)

    Quali competenze teoriche, metodologiche e didattiche deve possedere un “educatore linguistico” (insegnante o tutor) per sostenere gli studenti con difficoltà linguistiche? Quali strategie deve saper mettere in atto per promuovere l’apprendimento delle lingue straniere e della lingua materna? E cosa può fare per promuovere lo studio delle discipline, dato che l’apprendimento di tutte le materie passa attraverso almeno una lingua? Per offrire una risposta a questi interrogativi, Il Gruppo di Ricerca ELICom dell'Università di Parma ha elaborato la Certificazione di Esperto dell’Apprendimento Linguistico (CEdAL) che intende promuovere un profilo professionale di qualità nell’ambito dell’educazione linguistica inclusiva ed accessibile. In questo intervento verranno presentate le premesse teoriche del progetto, nonché il background scientifico e gli output in termini di percorsi e risorse per l’accompagnamento professionale degli educatori linguistici.

     
  • Dalle 13.00 alle 13.15
    Chiusura


Workshop di approfondimento dalle 14.15 alle 17.45

Il pomeriggio è composto da tre workshop che consentono a tutti i partecipanti di mettersi in situazione e approfondire, con attività operative e simulazioni, le tematiche dei tre interventi in plenaria.


WORKSHOP A dalle 14.15 alle 15.15
Punti di convergenza fra glottodidattica accessibile e approccio intercomprensivo
Susana Benavente

Quali sono le risorse e le strategie che si mettono in atto nel momento in cui proviamo a comprendere un testo in una lingua poco nota? In che modo la consapevolezza di questi meccanismi può rendere più efficace il nostro apprendimento linguistico? Come agisce questa consapevolezza sulla nostra autostima e quindi sulla costruzione del nostro profilo di “good language learner”? Attraverso un percorso esperienziale, il partecipante verrà portato a riflettere su questi punti e a verificare in prima persona le condizioni di accessibilità legate allo sfruttamento di un testo secondo la metodologia dell’approccio intercomprensivo.

WORKSHOP B dalle 15.30 alle 16.30
Se dico ‘grammatica’, tu a che cosa pensi? Un progetto Erickson-OUP per la primaria
Luciana Favaro, Francesca Panzica

Quando pensiamo alla grammatica, tendiamo ad associarla unicamente alla dimensione morfosintattica, denotando una concezione della lingua di tipo formalistico. Il workshop punta a decostruire questa visione per restituire una prospettiva della grammatica che rifletta la lingua come strumento d’azione. I recenti orientamenti cognitivo-funzionali della linguistica evidenziano come l’efficacia comunicativa in una lingua straniera si basi sull’utilizzo di diversi tipi di grammatica, non solo su un corretto utilizzo delle regole morfosintattiche. Questi orientamenti sono alla base di un’esperienza di partnership Erickson-OUP rivolta alla primaria di cui le due relatrici sono state protagoniste.  I partecipanti al workshop verranno stimolati attraverso piccole attività a guardare alla grammatica con occhi diversi. Parole d’ordine: costruzione, concettualizzazione e comunicazione.

WORKSHOP C dalle 16.45 alle 17.45
Le competenze chiave dell’educatore inclusivo per aprire lo scrigno dei Bisogni Linguistici Specifici
Paola Celentin, Andrea Ghirarduzzi

Diventare un educatore linguistico inclusivo significa acquisire un ampio ventaglio di competenze chiave che entrano in gioco in tutti i passaggi del percorso scolastico e parascolastico dello studente con BiLS. Attraverso questo workshop si partirà da un caso concreto, si individueranno con i presenti i “saper fare” necessari per agire in modo consapevole ed efficace e si presenteranno possibili linee di intervento elaborate dai corsisti della prima edizione del corso Diventare un Esperto dell’Apprendimento Linguistico (EdAL) sotto la supervisione di tutor esperti.  


Sessione plenaria dalle 18.00 alle 18.30

Chiusura dell’evento e confronto conclusivo con i partecipanti. 



Di seguito il programma della giornata:

Sessione plenaria dalle 9.00 alle 13.30

  • Dalle 9.00 alle 9.15
    Saluti e apertura dei lavori
    Francesco Zambotti (Erickson, Trento) e Michele Daloiso (Università di Parma)

  • Dalle 9.15 alle 10.15
    Miti e realtà sul plurilinguismo e implicazioni educative
    Paola Bonifacci ...

Di seguito il programma della giornata:

Sessione plenaria dalle 9.00 alle 13.30

  • Dalle 9.00 alle 9.15
    Saluti e apertura dei lavori
    Francesco Zambotti (Erickson, Trento) e Michele Daloiso (Università di Parma)

  • Dalle 9.15 alle 10.15
    Miti e realtà sul plurilinguismo e implicazioni educative
    Paola Bonifacci (Università di Bologna)

    Il plurilinguismo è un fenomeno multidimensionale, dinamico e relativo. Partendo da questa complessità, risulta chiara l’importanza di conoscere le diverse “forme” di plurilinguismo per poter sviluppare interventi educativi efficaci. Al contrario, trattare il bilinguismo come fenomeno unitario ha portato nel tempo allo sviluppo di alcuni “miti”, sia in positivo che in negativo, che non favoriscono una conoscenza approfondita del fenomeno. Una più attenta analisi delle evidenze scientifiche raccolte su popolazioni pluringui permette di meglio comprendere implicazioni per i contesti educativi (e clinici). Verranno esaminati alcuni “miti” e presentati invece esempi di evidenze scientifiche che possono avere una immediata ricaduta in termini educativi e didattici. 

     
  • Dalle 10.15 alle 11.00
    “Ciu lingues is megl ke uan?” sì, anche quando la lingua è un bisogno specifico.
    Paola Celentin e Susana Benavente (Università di Verona)

    L’apprendimento della lingua straniera a scuola per gli studenti con BiLS (Bisogni Linguistici Specifici) rischia di diventare uno dei momenti più complessi e sofferti visto che insiste proprio su una delle aree di maggiore difficoltà. Perché dunque proporre a questi studenti addirittura l’esposizione contemporanea a più lingue, come avviene nell’approccio intercomprensivo?

    In una comparazione da noi svolta fra i principi della glottodidattica accessibile e i principi dell’approccio intercomprensivo abbiamo individuato numerosi punti di contatto, tanto da indurci a credere che l’ambiente di apprendimento intercomprensivo possa addirittura risultare facilitante per lo studente con BiLS.

    L’obiettivo del presente intervento è quello di proporre delle piste di ricerca, in particolar modo nell’ambito della consapevolezza fonologica e del potenziamento metastrategico, da sviluppare coniugando gli studi sull’intercomprensione (incluse le recenti evoluzioni verso l’interproduzione) e gli studi sugli studenti con BiLS, specialmente quelli relativi alla dimensione affettiva e motivazionale.

     
  • Dalle 11.15 alle 11.30
    Pausa
     
  • Dalle 11.30 alle 12.15
    Vale più la pratica che la grammatica? Metodologie innovative per l’apprendimento dell’inglese
    Michele Daloiso (Università di Parma) e Luciana Favaro (Università Ca' Foscari, Venezia)

    In questo intervento si presenteranno gli esiti di una collaborazione tra le Edizioni Centro Studi Erickson, Oxford University Press e il Gruppo ELICom che ha condotto all’elaborazione di materiali didattici per l’apprendimento della lingua inglese nella scuola primaria e secondaria, allo scopo di promuovere l’utilizzo di metodologie innovative e al contempo inclusive. Durante l’intervento si darà spazio, in particolare, ad alcuni aspetti legati alla riflessione sulla grammatica, il cui ruolo nell’apprendimento linguistico è stato rivalutato, purché all’interno di una cornice comunicativa, ma che costituisce un’area di particolare difficoltà per gli alunni con bisogni specifici.


  • Dalle 12.15 alle 13.00
    Promuovere le lingue in ottica inclusiva: le competenze-chiave dell’educatore linguistico
    Michele Daloiso (Università di Parma)

    Quali competenze teoriche, metodologiche e didattiche deve possedere un “educatore linguistico” (insegnante o tutor) per sostenere gli studenti con difficoltà linguistiche? Quali strategie deve saper mettere in atto per promuovere l’apprendimento delle lingue straniere e della lingua materna? E cosa può fare per promuovere lo studio delle discipline, dato che l’apprendimento di tutte le materie passa attraverso almeno una lingua? Per offrire una risposta a questi interrogativi, Il Gruppo di Ricerca ELICom dell'Università di Parma ha elaborato la Certificazione di Esperto dell’Apprendimento Linguistico (CEdAL) che intende promuovere un profilo professionale di qualità nell’ambito dell’educazione linguistica inclusiva ed accessibile. In questo intervento verranno presentate le premesse teoriche del progetto, nonché il background scientifico e gli output in termini di percorsi e risorse per l’accompagnamento professionale degli educatori linguistici.

     
  • Dalle 13.00 alle 13.15
    Chiusura


Workshop di approfondimento dalle 14.15 alle 17.45

Il pomeriggio è composto da tre workshop che consentono a tutti i partecipanti di mettersi in situazione e approfondire, con attività operative e simulazioni, le tematiche dei tre interventi in plenaria.


WORKSHOP A dalle 14.15 alle 15.15
Punti di convergenza fra glottodidattica accessibile e approccio intercomprensivo
Susana Benavente

Quali sono le risorse e le strategie che si mettono in atto nel momento in cui proviamo a comprendere un testo in una lingua poco nota? In che modo la consapevolezza di questi meccanismi può rendere più efficace il nostro apprendimento linguistico? Come agisce questa consapevolezza sulla nostra autostima e quindi sulla costruzione del nostro profilo di “good language learner”? Attraverso un percorso esperienziale, il partecipante verrà portato a riflettere su questi punti e a verificare in prima persona le condizioni di accessibilità legate allo sfruttamento di un testo secondo la metodologia dell’approccio intercomprensivo.

WORKSHOP B dalle 15.30 alle 16.30
Se dico ‘grammatica’, tu a che cosa pensi? Un progetto Erickson-OUP per la primaria
Luciana Favaro, Francesca Panzica

Quando pensiamo alla grammatica, tendiamo ad associarla unicamente alla dimensione morfosintattica, denotando una concezione della lingua di tipo formalistico. Il workshop punta a decostruire questa visione per restituire una prospettiva della grammatica che rifletta la lingua come strumento d’azione. I recenti orientamenti cognitivo-funzionali della linguistica evidenziano come l’efficacia comunicativa in una lingua straniera si basi sull’utilizzo di diversi tipi di grammatica, non solo su un corretto utilizzo delle regole morfosintattiche. Questi orientamenti sono alla base di un’esperienza di partnership Erickson-OUP rivolta alla primaria di cui le due relatrici sono state protagoniste.  I partecipanti al workshop verranno stimolati attraverso piccole attività a guardare alla grammatica con occhi diversi. Parole d’ordine: costruzione, concettualizzazione e comunicazione.

WORKSHOP C dalle 16.45 alle 17.45
Le competenze chiave dell’educatore inclusivo per aprire lo scrigno dei Bisogni Linguistici Specifici
Paola Celentin, Andrea Ghirarduzzi

Diventare un educatore linguistico inclusivo significa acquisire un ampio ventaglio di competenze chiave che entrano in gioco in tutti i passaggi del percorso scolastico e parascolastico dello studente con BiLS. Attraverso questo workshop si partirà da un caso concreto, si individueranno con i presenti i “saper fare” necessari per agire in modo consapevole ed efficace e si presenteranno possibili linee di intervento elaborate dai corsisti della prima edizione del corso Diventare un Esperto dell’Apprendimento Linguistico (EdAL) sotto la supervisione di tutor esperti.  


Sessione plenaria dalle 18.00 alle 18.30

Chiusura dell’evento e confronto conclusivo con i partecipanti. 



Di seguito il programma della giornata:

Sessione plenaria dalle 9.00 alle 13.30

  • Dalle 9.00 alle 9.15
    Saluti e apertura dei lavori
    Francesco Zambotti (Erickson, Trento) e Michele Daloiso (Università di Parma)

  • Dalle 9.15 alle 10.15
    Miti e realtà sul plurilinguismo e implicazioni educative
    Paola Bonifacci ...

Di seguito il programma della giornata:

Sessione plenaria dalle 9.00 alle 13.30

  • Dalle 9.00 alle 9.15
    Saluti e apertura dei lavori
    Francesco Zambotti (Erickson, Trento) e Michele Daloiso (Università di Parma)

  • Dalle 9.15 alle 10.15
    Miti e realtà sul plurilinguismo e implicazioni educative
    Paola Bonifacci (Università di Bologna)

    Il plurilinguismo è un fenomeno multidimensionale, dinamico e relativo. Partendo da questa complessità, risulta chiara l’importanza di conoscere le diverse “forme” di plurilinguismo per poter sviluppare interventi educativi efficaci. Al contrario, trattare il bilinguismo come fenomeno unitario ha portato nel tempo allo sviluppo di alcuni “miti”, sia in positivo che in negativo, che non favoriscono una conoscenza approfondita del fenomeno. Una più attenta analisi delle evidenze scientifiche raccolte su popolazioni pluringui permette di meglio comprendere implicazioni per i contesti educativi (e clinici). Verranno esaminati alcuni “miti” e presentati invece esempi di evidenze scientifiche che possono avere una immediata ricaduta in termini educativi e didattici. 

     
  • Dalle 10.15 alle 11.00
    “Ciu lingues is megl ke uan?” sì, anche quando la lingua è un bisogno specifico.
    Paola Celentin e Susana Benavente (Università di Verona)

    L’apprendimento della lingua straniera a scuola per gli studenti con BiLS (Bisogni Linguistici Specifici) rischia di diventare uno dei momenti più complessi e sofferti visto che insiste proprio su una delle aree di maggiore difficoltà. Perché dunque proporre a questi studenti addirittura l’esposizione contemporanea a più lingue, come avviene nell’approccio intercomprensivo?

    In una comparazione da noi svolta fra i principi della glottodidattica accessibile e i principi dell’approccio intercomprensivo abbiamo individuato numerosi punti di contatto, tanto da indurci a credere che l’ambiente di apprendimento intercomprensivo possa addirittura risultare facilitante per lo studente con BiLS.

    L’obiettivo del presente intervento è quello di proporre delle piste di ricerca, in particolar modo nell’ambito della consapevolezza fonologica e del potenziamento metastrategico, da sviluppare coniugando gli studi sull’intercomprensione (incluse le recenti evoluzioni verso l’interproduzione) e gli studi sugli studenti con BiLS, specialmente quelli relativi alla dimensione affettiva e motivazionale.

     
  • Dalle 11.15 alle 11.30
    Pausa
     
  • Dalle 11.30 alle 12.15
    Vale più la pratica che la grammatica? Metodologie innovative per l’apprendimento dell’inglese
    Michele Daloiso (Università di Parma) e Luciana Favaro (Università Ca' Foscari, Venezia)

    In questo intervento si presenteranno gli esiti di una collaborazione tra le Edizioni Centro Studi Erickson, Oxford University Press e il Gruppo ELICom che ha condotto all’elaborazione di materiali didattici per l’apprendimento della lingua inglese nella scuola primaria e secondaria, allo scopo di promuovere l’utilizzo di metodologie innovative e al contempo inclusive. Durante l’intervento si darà spazio, in particolare, ad alcuni aspetti legati alla riflessione sulla grammatica, il cui ruolo nell’apprendimento linguistico è stato rivalutato, purché all’interno di una cornice comunicativa, ma che costituisce un’area di particolare difficoltà per gli alunni con bisogni specifici.


  • Dalle 12.15 alle 13.00
    Promuovere le lingue in ottica inclusiva: le competenze-chiave dell’educatore linguistico
    Michele Daloiso (Università di Parma)

    Quali competenze teoriche, metodologiche e didattiche deve possedere un “educatore linguistico” (insegnante o tutor) per sostenere gli studenti con difficoltà linguistiche? Quali strategie deve saper mettere in atto per promuovere l’apprendimento delle lingue straniere e della lingua materna? E cosa può fare per promuovere lo studio delle discipline, dato che l’apprendimento di tutte le materie passa attraverso almeno una lingua? Per offrire una risposta a questi interrogativi, Il Gruppo di Ricerca ELICom dell'Università di Parma ha elaborato la Certificazione di Esperto dell’Apprendimento Linguistico (CEdAL) che intende promuovere un profilo professionale di qualità nell’ambito dell’educazione linguistica inclusiva ed accessibile. In questo intervento verranno presentate le premesse teoriche del progetto, nonché il background scientifico e gli output in termini di percorsi e risorse per l’accompagnamento professionale degli educatori linguistici.

     
  • Dalle 13.00 alle 13.15
    Chiusura


Workshop di approfondimento dalle 14.15 alle 17.45

Il pomeriggio è composto da tre workshop che consentono a tutti i partecipanti di mettersi in situazione e approfondire, con attività operative e simulazioni, le tematiche dei tre interventi in plenaria.


WORKSHOP A dalle 14.15 alle 15.15
Punti di convergenza fra glottodidattica accessibile e approccio intercomprensivo
Susana Benavente

Quali sono le risorse e le strategie che si mettono in atto nel momento in cui proviamo a comprendere un testo in una lingua poco nota? In che modo la consapevolezza di questi meccanismi può rendere più efficace il nostro apprendimento linguistico? Come agisce questa consapevolezza sulla nostra autostima e quindi sulla costruzione del nostro profilo di “good language learner”? Attraverso un percorso esperienziale, il partecipante verrà portato a riflettere su questi punti e a verificare in prima persona le condizioni di accessibilità legate allo sfruttamento di un testo secondo la metodologia dell’approccio intercomprensivo.

WORKSHOP B dalle 15.30 alle 16.30
Se dico ‘grammatica’, tu a che cosa pensi? Un progetto Erickson-OUP per la primaria
Luciana Favaro, Francesca Panzica

Quando pensiamo alla grammatica, tendiamo ad associarla unicamente alla dimensione morfosintattica, denotando una concezione della lingua di tipo formalistico. Il workshop punta a decostruire questa visione per restituire una prospettiva della grammatica che rifletta la lingua come strumento d’azione. I recenti orientamenti cognitivo-funzionali della linguistica evidenziano come l’efficacia comunicativa in una lingua straniera si basi sull’utilizzo di diversi tipi di grammatica, non solo su un corretto utilizzo delle regole morfosintattiche. Questi orientamenti sono alla base di un’esperienza di partnership Erickson-OUP rivolta alla primaria di cui le due relatrici sono state protagoniste.  I partecipanti al workshop verranno stimolati attraverso piccole attività a guardare alla grammatica con occhi diversi. Parole d’ordine: costruzione, concettualizzazione e comunicazione.

WORKSHOP C dalle 16.45 alle 17.45
Le competenze chiave dell’educatore inclusivo per aprire lo scrigno dei Bisogni Linguistici Specifici
Paola Celentin, Andrea Ghirarduzzi

Diventare un educatore linguistico inclusivo significa acquisire un ampio ventaglio di competenze chiave che entrano in gioco in tutti i passaggi del percorso scolastico e parascolastico dello studente con BiLS. Attraverso questo workshop si partirà da un caso concreto, si individueranno con i presenti i “saper fare” necessari per agire in modo consapevole ed efficace e si presenteranno possibili linee di intervento elaborate dai corsisti della prima edizione del corso Diventare un Esperto dell’Apprendimento Linguistico (EdAL) sotto la supervisione di tutor esperti.  


Sessione plenaria dalle 18.00 alle 18.30

Chiusura dell’evento e confronto conclusivo con i partecipanti. 




Durante l’evento, il Gruppo di Ricerca ELICom dell’Università di Parma condividerà con la comunità educativa gli esiti dei principali progetti di educazione linguistica inclusiva e innovazione glottodidattica realizzati negli ultimi due anni, con l’obiettivo di contribuire a promuovere un’idea positiva di plurilinguismo e a sollecitare pratiche educative innovative in quest’ambito. 

L’evento è rivolto a insegnanti di area linguistica di ogni ordine e grado di scuola, insegnanti di sostegno, tutor/tecnici dell’apprendimento, educatori professionali e assistenti alla comunicazione.



Durante l’evento, il Gruppo di Ricerca ELICom dell’Università di Parma condividerà con la comunità educativa gli esiti dei principali progetti di educazione linguistica inclusiva e innovazione glottodidattica realizzati negli ultimi due anni, con l’obiettivo di contribuire a promuovere un’idea positiva di plurilinguismo e a sollecitare pratiche educative innovative in quest’ambito. 

L’evento è rivolto a insegnanti di area linguistica di ogni ordine e grado di scuola, insegnanti di sostegno, tutor/tecnici dell’apprendimento, educatori professionali e assistenti alla comunicazione.



L'evento si terrà:
sabato 9 gennaio 2021: dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:30

L'evento si terrà:
sabato 9 gennaio 2021: dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:30

A seguito dell’iscrizione invieremo la relativa fattura all’indirizzo e-mail indicato in fase d’iscrizione.

Per partecipare all’appuntamento è necessario effettuare il pagamento secondo le seguenti modalità:

  • carta di credito/PayPal/carta del docente pagando...

A seguito dell’iscrizione invieremo la relativa fattura all’indirizzo e-mail indicato in fase d’iscrizione.

Per partecipare all’appuntamento è necessario effettuare il pagamento secondo le seguenti modalità:

  • carta di credito/PayPal/carta del docente pagando contestualmente all’iscrizione
  • bonifico bancario da effettuare entro i 3 giorni successivi alla data d’iscrizione online.

Se l’iscrizione avviene a ridosso dell’evento, verrà richiesta visione della ricevuta di pagamento tramite bonifico.

Si consiglia di non attendere i giorni in prossimità dell’evento per svolgere l’iscrizione e il pagamento.

A seguito dell’iscrizione invieremo la relativa fattura all’indirizzo e-mail indicato in fase d’iscrizione.

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Al termine dell'evento verrà rilasciato un attestato di frequenza.
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