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I mini gialli dei dettati 2
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Natural Helpers

Storie di utenti e familiari esperti

Un elettricista, un muratore, una casalinga, un operaio, un invalido civile, un’immigrata, una commessa, un dirigente: il libro descrive le esperienze di vita di persone comuni che però sono anche al contempo formidabili operatori sociali....

Un elettricista, un muratore, una casalinga, un operaio, un invalido civile, un’immigrata, una commessa, un dirigente: il libro descrive le esperienze di vita di persone comuni che però sono anche al contempo formidabili operatori sociali. «Terapeuti» naturali. Un po’ per «caso», per dolorose vicende di vita personali o familiari, e un po’ per vocazione, per attitudini e qualità personali, queste persone hanno sviluppato competenze di aiuto e di lavoro sociale che appaiono solide e persino raffinate, a volte tanto da poter reggere il confronto con quelle professionali. Sono competenze diverse da quelle tecnico-scientifiche — competenze esperienziali, certificate dalla vita anziché da titoli di studio — ma di analogo livello e profondità.
Il volume riporta integralmente alcune interviste basate su storie di vita raccolte nel corso di una ricerca qualitativa promossa dal Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica di Milano. Lo scopo della ricerca era quello di «documentare e legittimare» le «competenze scalze» nel lavoro sociale e, al contempo, di verificare l’intuizione che il welfare sociale emerge da forze umane (la care di cui don Milani ci ha parlato) prima ancora che da schemi cognitivi artificiali, per quanto anch’essi importanti. La ricerca dimostra in realtà il valore dirompente della sinergia e del «fare assieme».
Tutti i natural helpers di questo libro — come utenti, familiari o amici di persone in difficoltà — hanno avuto la fortuna di incontrare professionisti disposti alla fiducia e a un dialogo sincero, il che ha consentito a ciascuno di «esercitarsi» nell’arte dell’aiuto, verso se stessi e verso le proprie relazioni significative.
Il libro ha un impianto narrativo che lo rende fruibile da ogni lettore interessato a temi sociali, sia utenti e familiari che possono riconoscersi nelle varie storie di vita, sia in particolar modo dai diversi professionisti dell’aiuto (psichiatri, psicologi, counselor, assistenti sociali, educatori, ecc.) che sempre più riconoscono negli utenti e nei familiari alleati preziosi.

Un elettricista, un muratore, una casalinga, un operaio, un invalido civile, un’immigrata, una commessa, un dirigente: il libro descrive le esperienze di vita di persone comuni che però sono anche al contempo formidabili operatori sociali....

Un elettricista, un muratore, una casalinga, un operaio, un invalido civile, un’immigrata, una commessa, un dirigente: il libro descrive le esperienze di vita di persone comuni che però sono anche al contempo formidabili operatori sociali. «Terapeuti» naturali. Un po’ per «caso», per dolorose vicende di vita personali o familiari, e un po’ per vocazione, per attitudini e qualità personali, queste persone hanno sviluppato competenze di aiuto e di lavoro sociale che appaiono solide e persino raffinate, a volte tanto da poter reggere il confronto con quelle professionali. Sono competenze diverse da quelle tecnico-scientifiche — competenze esperienziali, certificate dalla vita anziché da titoli di studio — ma di analogo livello e profondità.
Il volume riporta integralmente alcune interviste basate su storie di vita raccolte nel corso di una ricerca qualitativa promossa dal Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica di Milano. Lo scopo della ricerca era quello di «documentare e legittimare» le «competenze scalze» nel lavoro sociale e, al contempo, di verificare l’intuizione che il welfare sociale emerge da forze umane (la care di cui don Milani ci ha parlato) prima ancora che da schemi cognitivi artificiali, per quanto anch’essi importanti. La ricerca dimostra in realtà il valore dirompente della sinergia e del «fare assieme».
Tutti i natural helpers di questo libro — come utenti, familiari o amici di persone in difficoltà — hanno avuto la fortuna di incontrare professionisti disposti alla fiducia e a un dialogo sincero, il che ha consentito a ciascuno di «esercitarsi» nell’arte dell’aiuto, verso se stessi e verso le proprie relazioni significative.
Il libro ha un impianto narrativo che lo rende fruibile da ogni lettore interessato a temi sociali, sia utenti e familiari che possono riconoscersi nelle varie storie di vita, sia in particolar modo dai diversi professionisti dell’aiuto (psichiatri, psicologi, counselor, assistenti sociali, educatori, ecc.) che sempre più riconoscono negli utenti e nei familiari alleati preziosi.

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Un elettricista, un muratore, una casalinga, un operaio, un invalido civile, un’immigrata, una commessa, un dirigente: il libro descrive le esperienze di vita di persone comuni che però sono anche al contempo formidabili operatori sociali. «Terapeuti» naturali. Un po’ per «caso», per dolorose vicende di vita personali o familiari, e un po’ per vocazione, per attitudini e qualità personali, queste persone hanno sviluppato competenze di aiuto e di lavoro sociale che appaiono solide e persino raffinate, a volte tanto da poter reggere il confronto con quelle professionali. Sono competenze diverse da quelle tecnico-scientifiche — competenze esperienziali, certificate dalla vita anziché da titoli di studio — ma di analogo livello e profondità.
Il volume riporta integralmente alcune interviste basate su storie di vita raccolte nel corso di una ricerca qualitativa promossa dal Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica di Milano. Lo scopo della ricerca era quello di «documentare e legittimare» le «competenze scalze» nel lavoro sociale e, al contempo, di verificare l’intuizione che il welfare sociale emerge da forze umane (la care di cui don Milani ci ha parlato) prima ancora che da schemi cognitivi artificiali, per quanto anch’essi importanti. La ricerca dimostra in realtà il valore dirompente della sinergia e del «fare assieme».
Tutti i natural helpers di questo libro — come utenti, familiari o amici di persone in difficoltà — hanno avuto la fortuna di incontrare professionisti disposti alla fiducia e a un dialogo sincero, il che ha consentito a ciascuno di «esercitarsi» nell’arte dell’aiuto, verso se stessi e verso le proprie relazioni significative.
Il libro ha un impianto narrativo che lo rende fruibile da ogni lettore interessato a temi sociali, sia utenti e familiari che possono riconoscersi nelle varie storie di vita, sia in particolar modo dai diversi professionisti dell’aiuto (psichiatri, psicologi, counselor, assistenti sociali, educatori, ecc.) che sempre più riconoscono negli utenti e nei familiari alleati preziosi.

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Un elettricista, un muratore, una casalinga, un operaio, un invalido civile, un’immigrata, una commessa, un dirigente: il libro descrive le esperienze di vita di persone comuni che però sono anche al contempo formidabili operatori sociali....

Un elettricista, un muratore, una casalinga, un operaio, un invalido civile, un’immigrata, una commessa, un dirigente: il libro descrive le esperienze di vita di persone comuni che però sono anche al contempo formidabili operatori sociali. «Terapeuti» naturali. Un po’ per «caso», per dolorose vicende di vita personali o familiari, e un po’ per vocazione, per attitudini e qualità personali, queste persone hanno sviluppato competenze di aiuto e di lavoro sociale che appaiono solide e persino raffinate, a volte tanto da poter reggere il confronto con quelle professionali. Sono competenze diverse da quelle tecnico-scientifiche — competenze esperienziali, certificate dalla vita anziché da titoli di studio — ma di analogo livello e profondità.
Il volume riporta integralmente alcune interviste basate su storie di vita raccolte nel corso di una ricerca qualitativa promossa dal Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica di Milano. Lo scopo della ricerca era quello di «documentare e legittimare» le «competenze scalze» nel lavoro sociale e, al contempo, di verificare l’intuizione che il welfare sociale emerge da forze umane (la care di cui don Milani ci ha parlato) prima ancora che da schemi cognitivi artificiali, per quanto anch’essi importanti. La ricerca dimostra in realtà il valore dirompente della sinergia e del «fare assieme».
Tutti i natural helpers di questo libro — come utenti, familiari o amici di persone in difficoltà — hanno avuto la fortuna di incontrare professionisti disposti alla fiducia e a un dialogo sincero, il che ha consentito a ciascuno di «esercitarsi» nell’arte dell’aiuto, verso se stessi e verso le proprie relazioni significative.
Il libro ha un impianto narrativo che lo rende fruibile da ogni lettore interessato a temi sociali, sia utenti e familiari che possono riconoscersi nelle varie storie di vita, sia in particolar modo dai diversi professionisti dell’aiuto (psichiatri, psicologi, counselor, assistenti sociali, educatori, ecc.) che sempre più riconoscono negli utenti e nei familiari alleati preziosi.

Un elettricista, un muratore, una casalinga, un operaio, un invalido civile, un’immigrata, una commessa, un dirigente: il libro descrive le esperienze di vita di persone comuni che però sono anche al contempo formidabili operatori sociali....

Un elettricista, un muratore, una casalinga, un operaio, un invalido civile, un’immigrata, una commessa, un dirigente: il libro descrive le esperienze di vita di persone comuni che però sono anche al contempo formidabili operatori sociali. «Terapeuti» naturali. Un po’ per «caso», per dolorose vicende di vita personali o familiari, e un po’ per vocazione, per attitudini e qualità personali, queste persone hanno sviluppato competenze di aiuto e di lavoro sociale che appaiono solide e persino raffinate, a volte tanto da poter reggere il confronto con quelle professionali. Sono competenze diverse da quelle tecnico-scientifiche — competenze esperienziali, certificate dalla vita anziché da titoli di studio — ma di analogo livello e profondità.
Il volume riporta integralmente alcune interviste basate su storie di vita raccolte nel corso di una ricerca qualitativa promossa dal Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica di Milano. Lo scopo della ricerca era quello di «documentare e legittimare» le «competenze scalze» nel lavoro sociale e, al contempo, di verificare l’intuizione che il welfare sociale emerge da forze umane (la care di cui don Milani ci ha parlato) prima ancora che da schemi cognitivi artificiali, per quanto anch’essi importanti. La ricerca dimostra in realtà il valore dirompente della sinergia e del «fare assieme».
Tutti i natural helpers di questo libro — come utenti, familiari o amici di persone in difficoltà — hanno avuto la fortuna di incontrare professionisti disposti alla fiducia e a un dialogo sincero, il che ha consentito a ciascuno di «esercitarsi» nell’arte dell’aiuto, verso se stessi e verso le proprie relazioni significative.
Il libro ha un impianto narrativo che lo rende fruibile da ogni lettore interessato a temi sociali, sia utenti e familiari che possono riconoscersi nelle varie storie di vita, sia in particolar modo dai diversi professionisti dell’aiuto (psichiatri, psicologi, counselor, assistenti sociali, educatori, ecc.) che sempre più riconoscono negli utenti e nei familiari alleati preziosi.

Un elettricista, un muratore, una casalinga, un operaio, un invalido civile, un’immigrata, una commessa, un dirigente: il libro descrive le esperienze di vita di persone comuni che però sono anche al contempo formidabili operatori sociali....

Un elettricista, un muratore, una casalinga, un operaio, un invalido civile, un’immigrata, una commessa, un dirigente: il libro descrive le esperienze di vita di persone comuni che però sono anche al contempo formidabili operatori sociali. «Terapeuti» naturali. Un po’ per «caso», per dolorose vicende di vita personali o familiari, e un po’ per vocazione, per attitudini e qualità personali, queste persone hanno sviluppato competenze di aiuto e di lavoro sociale che appaiono solide e persino raffinate, a volte tanto da poter reggere il confronto con quelle professionali. Sono competenze diverse da quelle tecnico-scientifiche — competenze esperienziali, certificate dalla vita anziché da titoli di studio — ma di analogo livello e profondità.
Il volume riporta integralmente alcune interviste basate su storie di vita raccolte nel corso di una ricerca qualitativa promossa dal Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica di Milano. Lo scopo della ricerca era quello di «documentare e legittimare» le «competenze scalze» nel lavoro sociale e, al contempo, di verificare l’intuizione che il welfare sociale emerge da forze umane (la care di cui don Milani ci ha parlato) prima ancora che da schemi cognitivi artificiali, per quanto anch’essi importanti. La ricerca dimostra in realtà il valore dirompente della sinergia e del «fare assieme».
Tutti i natural helpers di questo libro — come utenti, familiari o amici di persone in difficoltà — hanno avuto la fortuna di incontrare professionisti disposti alla fiducia e a un dialogo sincero, il che ha consentito a ciascuno di «esercitarsi» nell’arte dell’aiuto, verso se stessi e verso le proprie relazioni significative.
Il libro ha un impianto narrativo che lo rende fruibile da ogni lettore interessato a temi sociali, sia utenti e familiari che possono riconoscersi nelle varie storie di vita, sia in particolar modo dai diversi professionisti dell’aiuto (psichiatri, psicologi, counselor, assistenti sociali, educatori, ecc.) che sempre più riconoscono negli utenti e nei familiari alleati preziosi.

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Un elettricista, un muratore, una casalinga, un operaio, un invalido civile, un’immigrata, una commessa, un dirigente: il libro descrive le esperienze di vita di persone comuni che però sono anche al contempo formidabili operatori sociali. «Terapeuti» naturali. Un po’ per «caso», per dolorose vicende di vita personali o familiari, e un po’ per vocazione, per attitudini e qualità personali, queste persone hanno sviluppato competenze di aiuto e di lavoro sociale che appaiono solide e persino raffinate, a volte tanto da poter reggere il confronto con quelle professionali. Sono competenze diverse da quelle tecnico-scientifiche — competenze esperienziali, certificate dalla vita anziché da titoli di studio — ma di analogo livello e profondità.
Il volume riporta integralmente alcune interviste basate su storie di vita raccolte nel corso di una ricerca qualitativa promossa dal Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica di Milano. Lo scopo della ricerca era quello di «documentare e legittimare» le «competenze scalze» nel lavoro sociale e, al contempo, di verificare l’intuizione che il welfare sociale emerge da forze umane (la care di cui don Milani ci ha parlato) prima ancora che da schemi cognitivi artificiali, per quanto anch’essi importanti. La ricerca dimostra in realtà il valore dirompente della sinergia e del «fare assieme».
Tutti i natural helpers di questo libro — come utenti, familiari o amici di persone in difficoltà — hanno avuto la fortuna di incontrare professionisti disposti alla fiducia e a un dialogo sincero, il che ha consentito a ciascuno di «esercitarsi» nell’arte dell’aiuto, verso se stessi e verso le proprie relazioni significative.
Il libro ha un impianto narrativo che lo rende fruibile da ogni lettore interessato a temi sociali, sia utenti e familiari che possono riconoscersi nelle varie storie di vita, sia in particolar modo dai diversi professionisti dell’aiuto (psichiatri, psicologi, counselor, assistenti sociali, educatori, ecc.) che sempre più riconoscono negli utenti e nei familiari alleati preziosi.

Un elettricista, un muratore, una casalinga, un operaio, un invalido civile, un’immigrata, una commessa, un dirigente: il libro descrive le esperienze di vita di persone comuni che però sono anche al contempo formidabili operatori sociali....

Un elettricista, un muratore, una casalinga, un operaio, un invalido civile, un’immigrata, una commessa, un dirigente: il libro descrive le esperienze di vita di persone comuni che però sono anche al contempo formidabili operatori sociali. «Terapeuti» naturali. Un po’ per «caso», per dolorose vicende di vita personali o familiari, e un po’ per vocazione, per attitudini e qualità personali, queste persone hanno sviluppato competenze di aiuto e di lavoro sociale che appaiono solide e persino raffinate, a volte tanto da poter reggere il confronto con quelle professionali. Sono competenze diverse da quelle tecnico-scientifiche — competenze esperienziali, certificate dalla vita anziché da titoli di studio — ma di analogo livello e profondità.
Il volume riporta integralmente alcune interviste basate su storie di vita raccolte nel corso di una ricerca qualitativa promossa dal Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica di Milano. Lo scopo della ricerca era quello di «documentare e legittimare» le «competenze scalze» nel lavoro sociale e, al contempo, di verificare l’intuizione che il welfare sociale emerge da forze umane (la care di cui don Milani ci ha parlato) prima ancora che da schemi cognitivi artificiali, per quanto anch’essi importanti. La ricerca dimostra in realtà il valore dirompente della sinergia e del «fare assieme».
Tutti i natural helpers di questo libro — come utenti, familiari o amici di persone in difficoltà — hanno avuto la fortuna di incontrare professionisti disposti alla fiducia e a un dialogo sincero, il che ha consentito a ciascuno di «esercitarsi» nell’arte dell’aiuto, verso se stessi e verso le proprie relazioni significative.
Il libro ha un impianto narrativo che lo rende fruibile da ogni lettore interessato a temi sociali, sia utenti e familiari che possono riconoscersi nelle varie storie di vita, sia in particolar modo dai diversi professionisti dell’aiuto (psichiatri, psicologi, counselor, assistenti sociali, educatori, ecc.) che sempre più riconoscono negli utenti e nei familiari alleati preziosi.

Un elettricista, un muratore, una casalinga, un operaio, un invalido civile, un’immigrata, una commessa, un dirigente: il libro descrive le esperienze di vita di persone comuni che però sono anche al contempo formidabili operatori sociali....

Un elettricista, un muratore, una casalinga, un operaio, un invalido civile, un’immigrata, una commessa, un dirigente: il libro descrive le esperienze di vita di persone comuni che però sono anche al contempo formidabili operatori sociali. «Terapeuti» naturali. Un po’ per «caso», per dolorose vicende di vita personali o familiari, e un po’ per vocazione, per attitudini e qualità personali, queste persone hanno sviluppato competenze di aiuto e di lavoro sociale che appaiono solide e persino raffinate, a volte tanto da poter reggere il confronto con quelle professionali. Sono competenze diverse da quelle tecnico-scientifiche — competenze esperienziali, certificate dalla vita anziché da titoli di studio — ma di analogo livello e profondità.
Il volume riporta integralmente alcune interviste basate su storie di vita raccolte nel corso di una ricerca qualitativa promossa dal Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica di Milano. Lo scopo della ricerca era quello di «documentare e legittimare» le «competenze scalze» nel lavoro sociale e, al contempo, di verificare l’intuizione che il welfare sociale emerge da forze umane (la care di cui don Milani ci ha parlato) prima ancora che da schemi cognitivi artificiali, per quanto anch’essi importanti. La ricerca dimostra in realtà il valore dirompente della sinergia e del «fare assieme».
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Il libro ha un impianto narrativo che lo rende fruibile da ogni lettore interessato a temi sociali, sia utenti e familiari che possono riconoscersi nelle varie storie di vita, sia in particolar modo dai diversi professionisti dell’aiuto (psichiatri, psicologi, counselor, assistenti sociali, educatori, ecc.) che sempre più riconoscono negli utenti e nei familiari alleati preziosi.

Ebook - ePub2
ISBN: 9788859003540
Data di pubblicazione: 06/2013
Requisiti di sistema:

Requisiti di sistema:

Gli e-book Erickson sono realizzati in formato .epub, protetti con social watermarking. Possono essere letti su tutti i dispositivi Ios, Android, Kobo e Sony purché sia installato un applicativo in grado di leggere i file .epub.

Per maggiori informazioni vedi la Guida alla lettura degli E-BOOK.

Libro
ISBN: 9788861378261
Data di pubblicazione: 05/2011
Numero Pagine: 220
Formato: 15x21cm
Ebook - ePub2

- Introduzione: Terapie povere ma belle: oltre il tecnicismo clinico (Fabio Folgheraiter)
- Mi dica di chi è il fratello (Roberto Cuni)
- Voglio bene a mia moglie (Giovanni e Virginia)
- Il ritardo sarebbe stato permanente (Barbara Zerneri)
- Guidata dalle emozioni (Rosa Manara)
- Nei panni degli altri capisco (Sandra Seminario)
- Mi si è bloccato il collo! (Sergio Zardoni)
- Strada facendo (Ignazio Caruso)
- Regalo inatteso (Agostino Goisis)
- Postfazione: Quando l’esperienza si fa pensiero (Patrizia Cappelletti)

Libro

- Introduzione: Terapie povere ma belle: oltre il tecnicismo clinico (Fabio Folgheraiter)
- Mi dica di chi è il fratello (Roberto Cuni)
- Voglio bene a mia moglie (Giovanni e Virginia)
- Il ritardo sarebbe stato permanente (Barbara Zerneri)
- Guidata dalle emozioni (Rosa Manara)
- Nei panni degli altri capisco (Sandra Seminario)
- Mi si è bloccato il collo! (Sergio Zardoni)
- Strada facendo (Ignazio Caruso)
- Regalo inatteso (Agostino Goisis)
- Postfazione: Quando l’esperienza si fa pensiero (Patrizia Cappelletti)

Lavoro sociale Relational Social Work
Ebook - ePub2
ISBN: 9788859003540
Data di pubblicazione: 06/2013
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ISBN: 9788861378261
Data di pubblicazione: 05/2011
Numero Pagine: 220
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- Introduzione: Terapie povere ma belle: oltre il tecnicismo clinico (Fabio Folgheraiter)
- Mi dica di chi è il fratello (Roberto Cuni)
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- Mi si è bloccato il collo! (Sergio Zardoni)
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- Regalo inatteso (Agostino Goisis)
- Postfazione: Quando l’esperienza si fa pensiero (Patrizia Cappelletti)

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- Introduzione: Terapie povere ma belle: oltre il tecnicismo clinico (Fabio Folgheraiter)
- Mi dica di chi è il fratello (Roberto Cuni)
- Voglio bene a mia moglie (Giovanni e Virginia)
- Il ritardo sarebbe stato permanente (Barbara Zerneri)
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- Nei panni degli altri capisco (Sandra Seminario)
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- Postfazione: Quando l’esperienza si fa pensiero (Patrizia Cappelletti)

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