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Crescere fuori dagli schemi può far male, come quando indossiamo un paio di scarpe troppo strette. Questo libro dà voce a chi non si riconosce nel genere assegnato alla nascita e racconta l’infanzia e l’adolescenza transgender attraverso storie vere, emozioni autentiche e riflessioni profonde. Un testo prezioso per capire meglio, rompere stereotipi e costruire spazi più giusti e inclusivi.
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Presentazione (Anna Granata)
Premessa – Mi piace mettere il naso dove cominciano le parole taciute, gli omissis. Sento fortemente il bisogno di stare nelle differenze
1. Comprendere l’enigma transgender – Non tutto ciò che ci attraversa ha un nome. Ma può avere voce
2. Identità trans-itorie in Italia – Tracce, assenze e piccoli varchi - Con le voci di Jiska Ristori, psicoterapeuta e Francesca, madre
3. L’infanzia – Prima che imparino a parlare, i bambini stanno già raccontando chi sono - Con le voci di Maddalena Mosconi, psicoterapeuta e Chiara, bambina
4. L’adolescenza – Terra instabile, desiderio in transito, identità in bozza - Con le voci di Paolo Valerio, Presidente dell’ONIG ed Emanuela, ragazza
5. I corpi in transizione – Corpo: superficie viva, luogo di passaggio, lingua da imparare - Con le voci di Alessandra Fisher, endocrinologa e Alessandra, madre
6. Le famiglie in transizione – Anche l’amore, a volte, ha bisogno di disimparare per poter restare - Con le voci di Silvia Ranfagni, scrittrice e Daniele, padre
Glossario
Bibliografia
Ringraziamenti
Nota sull’uso del linguaggio
L’autrice
Nati fuori binario nasce dall’urgenza di ascoltare le voci — spesso silenziate o ignorate — di bambine, bambini e adolescenti transgender. È un invito a uscire dai pregiudizi, a riconoscere la bellezza della diversità e ad assumersi la responsabilità collettiva di costruire un mondo in cui nessun giovane debba sentirsi “sbagliato”.
A partire dalla testimonianza di Chiara, nove anni, “nata Lorenzo”, l’autrice Sabina Pignataro ci accompagna in un viaggio umano e culturale dentro le infanzie e adolescenze che non rientrano nei binari del genere assegnato alla nascita. Nessun trattato accademico, nessuna spiegazione astratta: solo parole sincere, quotidianità vissute, dubbi, paure, conquiste. Il libro si rivolge a genitori, insegnanti, operatori sanitari, educatori e a chiunque voglia capire, davvero. Con una scrittura che mescola il rigore del giornalismo e la sensibilità dell’antropologia, il volume costruisce un racconto che unisce il piano narrativo a quello di riflessione sociale e culturale.
Nella seconda parte, il testo si articola attraverso voci multiple: quelle di genitori che imparano a rivedere il mondo, di psicologi e medici che accompagnano le transizioni, di attivisti che lottano per una società più equa. Non mancano gli spunti critici verso la mancanza di linee guida chiare e il disorientamento delle istituzioni.