Riordino dei percorsi a indirizzo artistico e musicale

Riordino dei percorsi a indirizzo artistico e musicale

1. L'armonizzazione dei percorsi formativi

La strategia che il decreto n. 60/2017 ha delineato è molto ambiziosa e impegnativa perché ha previsto interventi che riguardano ampi settori dell’intero sistema scolastico; in realtà, il provvedimento non ha completato la definizione di tutti gli aspetti delle deleghe; è stato, infatti, previsto il successivo completamento del quadro innovativo con ulteriori interventi entro 180 giorni dalla pubblicazione del decreto, cioè entro il 30 novembre 2017, a cura del MIUR (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca), sentito il MIBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali), con cinque decreti relativi ai seguenti aspetti: l’accreditamento dei soggetti del terzo settore; gli elementi operativi del Piano delle arti; l’istituzione di Poli formativi a orientamento artistico e performativo; i corsi a indirizzo musicale nelle scuole secondarie di primo grado; l’armonizzazione della filiera musicale.

Per quanto concerne la riorganizzazione dei percorsi formativi anche in verticale, in alternanza scuola-lavoro, con iniziative extrascolastiche, programmandoli in rete e attivando collaborazioni con istituti e luoghi della cultura, enti e locali e soggetti pubblici e privati, la norma affida alla scuola dell’infanzia e a quella primaria la realizzazione di attività per lo sviluppo dei temi della creatività, in particolare della pratica musicale, mentre la scuola secondaria di primo grado diventa garante della continuità di tali percorsi attraverso una progettazione curricolare ed extracurricolare condivisa, anche prevedendo il sistema SMIM (Scuola Media ad Indirizzo Musicale).

Per i licei musicali e coreutici e per l’armonizzazione dei percorsi formativi della filiera artistico-musicale, dopo la sottoscrizione dello specifico accordo in sede di Conferenza Unificata dell’Intesa del 10 maggio 2018, è stato pubblicato il decreto n. 382/2018, con il quale è stata definita l’opportunità di organizzare corsi propedeutici alle prove di accesso ai corsi di studio accademici di primo livello dell’AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) e agli istituti superiori musicali e coreutici, legge n. 508/1999 e D.P.R. n. 212/2005.

È stato previsto che venga deliberato dal Consiglio di Amministrazione, su parere del Consiglio Accademico, uno specifico regolamento nel quale siano indicate:

  • la durata massima dei corsi, comunque non superiore a 3 anni;

  • l’organizzazione dei corsi;

  • le modalità di frequenza per gli studenti nel rispetto dell’obbligo di frequenza della scuola secondaria;

  • i contenuti formativi e l’articolazione dei corsi per acquisire le competenze per l’accesso, senza debiti e previo superamento dell’esame di ammissione, ai corsi accademici di primo livello;

  • gli obblighi di frequenza;

  • il contributo previsto per la frequenza dei corsi.

 

Art. 3. Ammissione ai corsi propedeutici

Con il Regolamento di cui all’articolo 2, comma 1, le Istituzioni disciplinano anche:

le modalità di svolgimento delle prove di ammissione ai corsi propedeutici e la loro articolazione;

i repertori all’interno dei quali i candidati possono definire il programma per l’esame di ammissione, fatta salva la possibilità di presentare repertori a scelta purché di difficoltà equivalente a quelli previsti;

i tempi di pubblicizzazione delle informazioni di cui ai punti a) e b) nel sito internet dell’Istituzione;

i criteri per la composizione delle Commissioni d’esame.

Decreto ministeriale 11 maggio 2018, n. 382. Armonizzazione dei percorsi formativi della filiera artistico-musicale

 

Nel decreto sono state riportate cinque tabelle con la definizione delle prove e dei requisiti per l’accesso ai corsi propedeutici per i conservatori di musica, per la sezione musicale dei licei musicali e coreutici, per l’Accademia nazionale di danza:

  • Tabella A – Prove di accesso ai corsi di diploma accademico di primo livello dei conservatori di musica.

  • Tabella B – Repertori obbligatori per le prove di accesso ai corsi di diploma accademico di primo livello dei conservatori di musica.

  • Tabella C – Prove di accesso alla sezione musicale dei licei musicali e coreutici.

  • Tabella D – Prove di accesso ai corsi di diploma accademico di primo livello dell’Accademia nazionale di danza.

  • Tabella E – Requisiti di accesso ai corsi propedeutici.

Per quanto riguarda le iscrizioni ai percorsi dei licei musicali e coreutici, esse avvengono attualmente on line attraverso la piattaforma UNICA e sono subordinate al superamento della prova preordinata alla verifica del possesso di specifiche competenze musicali o coreutiche.

 

Le istituzioni scolastiche organizzano una prova preordinata alla verifica del possesso di specifiche competenze musicali o coreutiche in tempi utili a consentire agli studenti, nel caso di mancato superamento della prova medesima o di carenza di posti disponibili, di rivolgersi eventualmente ad altra scuola, entro il 31 gennaio 2025 e comunque non oltre i quindici giorni dopo tale data.

Nota n. 47577 del 26 novembre 2024, Iscrizioni alle scuole dell’infanzia e alle scuole del primo e del secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2025/2026

 

Tocca alle istituzioni scolastiche definire e pubblicare in piena autonomia sui propri siti le modalità di svolgimento delle prove di ammissione, specificando sia le competenze teoriche indispensabili sia quelle pregresse necessariamente richieste per «Esecuzione e interpretazione – Primo strumento», con riferimento alla Tabella C del decreto ministeriale 11 maggio 2018, n. 382, Requisiti teorici e di cultura musicale di base e repertori di riferimento per il primo strumento per l’ammissione al primo anno del liceo musicale.

2. I poli a orientamento artistico e performativo

Elemento determinante per sostenere il riordino del sistema è così diventata la realizzazione dei poli a orientamento artistico e performativo. Il decreto per la loro creazione ha stabilito che le istituzioni scolastiche del primo ciclo dello stesso territorio regionale che hanno adottato, in una o più sezioni, curricoli verticali in almeno tre temi della creatività, possono costituirsi in Poli, previo riconoscimento da parte dell’USR (Ufficio Scolastico Regionale), individuando la scuola capofila per il coordinamento; le istituzioni scolastiche del primo ciclo, non aderenti al Polo, quelle del secondo ciclo e i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti possono stipulare accordi con i Poli dell’ambito territoriale di riferimento per progettualità comuni.

 

Art. 3. Finalità formative

  1. Il Polo promuove lo sviluppo di percorsi artistici nelle scuole del primo ciclo di istruzione, mirati all’acquisizione integrata di competenze pratiche, teorico-analitiche e storico–culturali nei temi della creatività; implementa la formazione artistica delle alunne e degli alunni, in coerenza con le Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione; consente l’integrazione tra diverse modalità di espressione artistica nelle seguenti aree: musicale coreutica, teatrale-performativa, artistico-visiva, linguistico-creativa.

  2. Il Polo si configura come centro di ricerca-azione per lo sviluppo di percorsi artistici che pongono in sinergia i diversi linguaggi raccordandoli con l’innovazione metodologica e le nuove tecnologie.

Decreto 31 gennaio 2022, n. 16, Disciplina dei poli a orientamento artistico e performativo di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 60

 

Il riconoscimento di Scuola Polo richiede che le istituzioni scolastiche della rete abbiano una serie di requisiti, quali: un curricolo verticale su almeno tre temi della creatività in una o più sezioni di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado che preveda specifiche attività di progettazione inter-artistica e interdisciplinare coerenti con il PTOF (Piano Triennale dell'Offerta Formativa); disponibilità di locali, laboratori, attrezzature adeguate alla didattica collettiva e individuale; spazi per manifestazioni artistiche pubbliche; almeno tre docenti per ciascuna istituzione scolastica che abbiano formazione ed esperienza attestate da adeguati titoli sui temi della creatività; accordi con soggetti accreditati; diponibilità a sperimentare, monitorare, documentare le attività sui temi della creatività.

 

Art. 7 Modelli organizzativi

1. Ciascuna istituzione scolastica afferente al Polo sviluppa, sulla base dell’organico dell’autonomia, del Piano triennale dell’offerta formativa, del curricolo verticale concernente l’insegnamento di almeno tre dei temi della creatività, i modelli organizzativi funzionali alla realizzazione delle attività connesse al potenziamento di tali temi.

2. Ciascuna istituzione scolastica appartenente al Polo può avvalersi di tutte le forme di flessibilità organizzativa e didattica, come deliberato dagli organi collegiali, che consentano:

a) la realizzazione di percorsi su singoli temi della creatività ovvero percorsi interartistici in tutte o in alcune sezioni della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, tenendo a riferimento la verticalizzazione del curricolo;

b) l’attivazione dei percorsi nell’ambito della quota di autonomia dei curricoli, ai sensi dell'articolo 3, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 275 del 1999;

c) l’articolazione modulare di gruppi di alunne e alunni appartenenti a sezioni, classi o anni di corso diversi anche di più istituzioni scolastiche del Polo;

d) l’organizzazione delle attività in forma laboratoriale e performativa (Decreto 31 gennaio 2022, n. 16).

 

È stata prevista la possibilità di attivare forme di collaborazione per lo scambio temporaneo di docenti in base all’art. 7, comma 3, del D.P.R. n. 275/1999, l’utilizzo comune di laboratori, locali, attrezzature e spazi anche per performance pubbliche, la creazione di organismi di coordinamento, la definizione di accordi con i soggetti accreditati.

Il decreto ha definito per alunne e alunni delle classi quinte di scuola primaria e delle classi terze di scuola secondaria di primo grado coinvolti la possibilità di certificazione delle competenze acquisite. Indicazioni per l’accompagnamento, il monitoraggio e la valutazione delle attività dei Poli sono state date agli USR e all’INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa), prevedendo il coinvolgimento degli stessi Ministeri dell’Istruzione e della Cultura.

Poco dopo il Ministero ha diffuso con nota n. 12503 del 16 maggio 2022 ulteriori disposizioni operative per i Poli relativamente ai modelli organizzativi, alle risorse professionali, alla loro stessa costituzione.

 

Costituzione dei Poli

I Poli possono essere costituiti da istituzioni scolastiche del primo ciclo di istruzione, statali o paritarie, appartenenti al medesimo territorio regionale che hanno adottato, in una o più sezioni, curricoli verticali in almeno tre temi della creatività, tenendo conto delle aree individuate dal citato decreto legislativo 60/2017:

  • Area musicale-coreutica

  • Area teatrale-performativa

  • Area artistico-visiva

  • Area linguistico-creativa.

3. I percorsi a indirizzo musicale delle scuole secondarie di primo grado, D.I. n. 176/2022

Dopo il parere n. 82 espresso dal CSPI (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione) nella seduta dell’11 maggio 2022, è stato diffuso a cura del Ministero il Decreto Interministeriale n. 176 del primo luglio 2022 che ha riordinato, in base agli articoli 1, comma 4, 12, comma 2, e 17 del Decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 60, i percorsi ordinamentali a indirizzo musicale nelle scuole secondarie di primo grado.

La prospettiva di fondo delineata dal decreto riguarda il riequilibrio dell’offerta formativa sul territorio in un arco pluriennale, utilizzando i posti già destinati alle sezioni a indirizzo musicale e quelli dell’organico dell’autonomia, senza maggiori oneri per la finanza pubblica. L’operazione è stata affidata agli Uffici Scolastici Regionali ai quali per le procedure sono state indicate alcune priorità:

  • convertendo i corsi a indirizzo musicale già attivati in percorsi a indirizzo musicale;

  • confermando più percorsi a indirizzo musicale nella stessa istituzione scolastica se già presenti e rispettosi dei parametri delle classi o dei gruppi di alunne e alunni;

  • attivando un solo percorso musicale di nuova istituzione per scuola, dando precedenza a specialità strumentali non presenti o poco diffuse nel territorio;

  • attivando percorsi a indirizzo musicale presso istituzioni scolastiche in base a bacini provinciali dove non vi sono o sono in numero limitato;

  • avviando il percorso a indirizzo musicale presso le istituzioni scolastiche che nell’ultimo triennio hanno valorizzato la pratica musicale.

L’operazione viene attuata in base ai dati di un monitoraggio affidato agli USR, con la redazione di rapporti biennali sulla diffusione delle specialità strumentali, in particolare di quelle non presenti o poco diffuse, dell’attivazione di percorsi in base ai bacini provinciali, di altri elementi considerati utili. Tali percorsi sono attivati distribuendo l’organico disponibile e senza ulteriori oneri in base al rapporto tra i percorsi a indirizzo musicale e la popolazione scolastica della scuola secondaria di primo grado. All’INDIRE è affidato il compito di documentare, raccogliere e diffondere le buone pratiche di tali percorsi.

Sul piano generale, il documento conferma che i percorsi costituiscono parte integrante del PTOF e che, in coerenza con il curricolo di istituto e con le Indicazioni Nazionali-2012, consentono l’acquisizione del linguaggio musicale da parte degli alunni, integrando aspetti tecnico-pratici e teorici, lessicali, storici e culturali con l’insegnamento dello strumento musicale e della disciplina musicale, anche favorendo processi di inclusione.

L’insegnamento dello strumento è parte integrante dell’orario annuale e concorre al riconoscimento della validità dell’anno scolastico. Le istituzioni scolastiche statali possono richiedere l’attivazione di tali percorsi prevedendo per ciascun anno di corso gruppi di alunni, suddivisi in quattro sottogruppi corrispondenti ai diversi strumenti, rispettando comunque i parametri numerici del D.P.R. n. 81 del 20 marzo 2009: la richiesta viene autorizzata dagli Uffici Scolastici Regionali nei limiti dell’organico dell’autonomia.

 

Art. 2 Costituzione dei percorsi

  1. Ogni istituzione scolastica statale può richiedere l’attivazione di percorsi a indirizzo musicale che prevedono, per ciascun anno di corso, gruppi di alunni, suddivisi in quattro sottogruppi, ciascuno corrispondente a una diversa specialità strumentale. I gruppi sono costituiti rispettando i parametri numerici fissati dall’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica, 20 marzo 2009, n. 81, dopo la costituzione delle classi ai sensi dei medesimi parametri.
  2. L’Ufficio Scolastico Regionale autorizza i percorsi a indirizzo musicale delle istituzioni scolastiche statali in possesso dei requisiti di cui all’articolo 1, nei limiti dell’organico dell’autonomia assegnato alla regione e dei criteri di cui all’articolo 12.

Decreto Interministeriale primo luglio 2022, n. 176, Disciplina dei percorsi a indirizzo musicale delle scuole secondarie di primo grado

 

Per ogni percorso sono state assegnate quattro diverse cattedre di strumento musicale, articolate in tre gruppi, ciascuno per un anno di corso, o spezzoni di cattedra se i corsi non sono completi dal primo al terzo anno; è confermata la dotazione di organico per le due ore settimanali di musica per ciascuna classe. I docenti di strumento musicale appartengono alla classe di concorso come definita nel D.P.R. n. 19/2016 e successive modifiche.

Le attività strumentali si svolgono in orario aggiuntivo rispetto al quadro orario normale, con tre ore settimanali pari a novantanove ore annuali, svolte anche in unità di insegnamento non coincidenti con l’unità oraria e organizzate su base plurisettimanale, con sei ore settimanali per docente per ciascun sottogruppo; nel tempo prolungato sono svolte nei limiti dell’orario settimanale. Sono possibili modifiche all’orario aggiuntivo, ma sempre entro i parametri previsti.

 

Art. 4, Attività di insegnamento e orari

2. Le attività, organizzate in forma individuale o a piccoli gruppi, prevedono:

a) lezione strumentale, in modalità di insegnamento individuale e collettiva;

b) teoria e lettura della musica;

c) musica d’insieme (D.I. 1 luglio 2022, n. 176).

 

L’iscrizione ai percorsi a indirizzo musicale è consentita dopo il superamento di una prova orientativo-attitudinale, svolta davanti a una commissione presieduta dal dirigente scolastico e composta da almeno un docente per ognuna delle specialità strumentali previste e da un docente di musica, i cui risultati sono resi pubblici.

È stato stabilito l’obbligo per le istituzioni scolastiche di definire uno specifico regolamento.

 

Art. 6, Criteri per l’organizzazione dei percorsi

1. Con specifico regolamento, l’istituzione scolastica definisce, nel rispetto degli articoli 3 e 4:

a) l’organizzazione oraria dei percorsi;

b) i posti disponibili per la frequenza ai percorsi a indirizzo musicale distinti per specialità strumentale e anno di corso;

c) le modalità di svolgimento della prova orientativo-attitudinale e i criteri di valutazione degli esiti ai fini dell’assegnazione delle alunne e degli alunni alle diverse specialità strumentali;

d) le modalità di svolgimento della prova orientativo-attitudinale per le alunne e gli alunni disabili e con disturbo specifico dell’apprendimento;

e) le modalità di valutazione degli apprendimenti nel caso in cui le attività di cui all’articolo 4, comma 2, siano svolte da più docenti;

f) le modalità di costituzione della commissione esaminatrice di cui all’articolo 5, comma 3;

g) i criteri per l’individuazione degli alunni assegnati ai docenti di strumento musicale, tenuto conto dell’organico assegnato e del modello organizzativo adottato;

h) criteri per l’organizzazione dell’orario di insegnamento dei docenti di strumento musicale funzionale alla partecipazione alle attività collegiali;

i) eventuali forme di collaborazione, in coerenza con il Piano delle Arti di cui all’articolo 5 del decreto legislativo n. 60/2017, con i Poli ad orientamento artistico e performativo, di cui all’articolo 11 del medesimo decreto, e con enti e soggetti che operano in ambito musicale;

j) eventuali modalità di collaborazione dei docenti di strumento per lo svolgimento delle attività di formazione e di pratica musicale nella scuola primaria ai sensi del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 31 gennaio 2011, n. 8 nel rispetto di quanto previsto dalla contrattazione collettiva (D.I. 1 luglio 2022, n. 176).

 

Nelle istituzioni scolastiche che non offrono percorsi a indirizzo musicale è stata prevista la possibilità di promuovere l’ampliamento dell’offerta musicale con i docenti di strumento musicale disponibili nell'organico dell’autonomia, anche realizzando accordi di rete con altre istituzioni scolastiche del primo ciclo.

Le competenze acquisite dagli alunni sono riportate nella certificazione; sono stati previsti regolari scrutini periodici e finali con la partecipazione dei docenti di strumento alla valutazione, così come, all’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, è stata prevista durante il colloquio la prova pratica di strumento anche per gruppi di alunni con la musica d’insieme. Anche per le attività per il semplice ampliamento dell’offerta musicale, è prevista specifica certificazione delle competenze. I docenti di strumento partecipano ai lavori della commissione.

Le scuole paritarie con la secondaria di primo grado hanno ottenuto la possibilità di chiedere il riconoscimento dei loro percorsi a indirizzo musicale, con sottogruppi di non più di otto alunni, garantendo le modalità previste per le scuole statali; possono anche attivare percorsi di ampliamento dell’offerta musicale nell’ambito della loro autonomia e con i docenti di strumento musicale in organico. Anche le scuole paritarie con corsi a indirizzo musicale sono tenute a convertirli in percorsi a indirizzo musicale.

Per l’applicazione del decreto n. 176/2022, il Ministero ha diffuso il 2 settembre 2022 la nota n. 22536 nella quale sono stati riportati altre indicazioni operative con la conferma della nuova e organica disciplina sui percorsi ordinamentali a indirizzo musicale in sostituzione dei precedenti corsi delle SMIM dal primo settembre 2023, mentre per l’anno scolastico 2022/2023 sarebbe stato applicato il precedente ordinamento del D.M. n. 201/1999, anche per le classi seconde e terze a indirizzo musicale già funzionanti sino al completamento del percorso. È stata ribadita l’importanza di definire il regolamento previsto dal D.M. n. 176/2022 prima dell’avvio delle iscrizioni per l’anno 2023/2024.

4. Le Indicazioni nazionali per l’insegnamento dello strumento musicale, D.I. n. 176/2022

Con il decreto ministeriale n. 176/2022 sono state diffuse anche le specifiche Indicazioni Nazionali per l’insegnamento dello strumento musicale; il documento è stato definito in coerenza con il curricolo di musica delle Indicazioni Nazionali della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, decreto ministeriale 16 novembre 2012, n. 254.

È stato delineato un quadro complessivo di riferimento nel quale i docenti di strumento sono coinvolti insieme a quelli di musica nella realizzazione di progetti di qualità che promuovono la creatività e nella quale sono condivisi criteri di scelta per contenuti, metodi, organizzazione e valutazione, coerenti con i traguardi formativi previsti dal documento nazionale.

 

L'insegnamento dello strumento musicale si pone in coerenza con il curricolo di Musica, di cui condivide le finalità generali, si affianca e interagisce con questo, configurandosi come ulteriore mezzo di approfondimento della pratica e della conoscenza critica, per svilupparne gli aspetti creativi e per potenziare le forme di interazione con le altre arti. Favorisce, altresì, lo sviluppo delle competenze comunicative intese anche come capacità di esprimere e interpretare idee, esperienze ed emozioni creando empatia, in un’ottica di formazione globale dell’alunno. Attraverso la pratica strumentale, infatti, le specifiche funzioni formative della Musica (cognitivo-culturale, linguistico-comunicativa, emotivo-affettiva, identitaria e interculturale, relazionale, critico-estetica) si potenziano e si integrano.

D.I. 1 luglio 2022, n. 176. Allegato A al decreto sulla disciplina dei percorsi a indirizzo musicale delle scuole secondarie di primo grado recante Indicazioni nazionali per l’insegnamento di strumento musicale nei percorsi a indirizzo musicale delle scuole secondarie di primo grado.

 

Dal punto di vista strutturale, il testo è stato redatto secondo la tradizionale struttura delle finalità, riferite alla persona e condivise con quelle di Musica delle Indicazioni-2012, dei traguardi di sviluppo delle competenze e degli obiettivi di apprendimento, questi ultimi comuni tra le varie specialità strumentali e ulteriormente specificati in riferimento alla produzione nei vari tipi di strumenti musicali proposti. Il testo ha richiamato anche il concetto di competenza nelle espressioni culturali che è stato formulato nella Raccomandazione dell’UE del 22 maggio 2018.

L’ammissione ai corsi è stata subordinata al superamento da parte degli studenti di una prova orientativa e attitudinale iniziale, finalizzata a delineare il profilo d’entrata dell'alunno con le sue motivazioni, le competenze musicali di base descrivibili, il suo bagaglio di memorie uditive maturato sin dalla prima infanzia.

 

Nell’arco del triennio l’alunno, attraverso lo studio e la pratica dello strumento, avvia e sviluppa, integrandole tra loro, la conoscenza della specifica letteratura e della teoria musicale e la comprensione critica, inserite nel contesto storico-culturale di riferimento, le competenze tecnico-esecutive, interpretative, compositive ed improvvisative, anche in formazioni d’insieme, attraverso repertori di diversi generi, culture e periodi storici (D.I. 1 luglio 2022, n. 176, Allegato A).

 

Le finalità generali sono state quelle di promuovere la conoscenza e l'esperienza diretta dell’espressione musicale nei suoi molteplici linguaggi, di favorire lo sviluppo della creatività delle alunne e degli alunni in ambito musicale in una prospettiva nella quale la conoscenza e le tecniche musicali, sia nelle forme tradizionali sia in quelle più innovative, possano realizzare la creatività. Si afferma che attraverso le esperienze strumentali la musica amplifica la sua valenza formativa coinvolgendo aspetti cognitivi, linguistici, comunicativi, estetici, interculturali, emotivi, affettivi di studentesse e studenti e consentendo loro un più armonico sviluppo dell’identità personale, anche attraverso performances pubbliche.

 

Nei percorsi a indirizzo musicale attivati nelle scuole secondarie di primo grado le istituzioni scolastiche promuovono la conoscenza e l'esperienza diretta dell’espressione musicale nei suoi molteplici linguaggi, favorendo lo sviluppo della creatività delle alunne e degli alunni connessa alla sfera estetica e alla conoscenza delle tecniche musicali, sia nelle forme tradizionali sia in quelle più innovative (D.I. 1 luglio 2022, n. 176, Allegato A).

 

Si afferma che lo studio di uno strumento può rendere più significativo l’apprendimento; tale attività è finalizzata a sviluppare la conoscenza dell’universo musicale legando elementi teorici, lessicali, storici con quelli tecnici e pratici in un approccio interdisciplinare che consente agli stessi allievi di avere consapevolezza delle proprie capacità e potenzialità e di orientare le personali scelte future. Oltre alla pratica individuale, in questa ottica è sottolineata l’importanza delle attività collettive quali la musica d’insieme corale e strumentale perché considerate in grado di attivare dinamiche inclusive e coinvolgenti e di contrastare fenomeni gravi quali il bullismo, il cyberbullismo, la dispersione scolastica.

Nell’ambito dell’armonizzazione dei percorsi a indirizzo musicale lo studio di uno strumento è considerato in grado di favorire dinamiche di continuità e di raccordo, sia in entrata con la scuola dell’infanzia e quella primaria sia in uscita con i licei e con i percorsi propedeutici agli studi musicali superiori.

Per quanto concerne la pratica dello strumento musicale, le attività hanno previsto l’ascolto, con la discriminazione percettiva, l’interpretazione, l’analisi, la comprensione; la produzione, con l’esecuzione, l’improvvisazione, la composizione; la lettoscrittura, per «conoscere ed utilizzare la notazione musicale, sia convenzionale sia non convenzionale, anche con riferimento alle tecnologie, in considerazione delle proprie esigenze esecutive (dinamica, timbrica, agogica, fraseggio, sigle degli accordi etc)».

 

Premesso che i percorsi a indirizzo musicale presuppongono la piena collaborazione e un elevato grado di co-progettazione tra docenti di Musica e quelli di Strumento, si individuano di seguito gli obiettivi fondamentali delle pratiche musicali di tipo vocale e/o strumentale:

  • sviluppo delle capacità d’ascolto, musicali e, in generale, interpersonali;

  • sviluppo del pensiero musicale attraverso l’operatività diretta sul suono (a partire da diverse pratiche di tipo strumentale) a livello esplorativo, interpretativo e improvvisativo/compositivo;

  • sviluppo dell’intersoggettività nella condivisione dell’esperienza musicale attraverso le pratiche della lezione collettiva e nella musica d’insieme;

  • sviluppo di specifiche tecniche musicali strumentali quale potenziale espressivo e comunicativo;

  • sviluppo dell’identità musicale personale nella crescita dell’autonomia di pensiero e di giudizio, delle capacità progettuali e del senso di responsabilità e di appartenenza all’interno di una comunità;

  • potenziamento del valore orientativo della formazione musicale, sia nella prospettiva di una dimensione amatoriale che in quella della risorsa professionale;

  • sviluppo delle potenzialità espressive connesse all'uso delle tecnologie digitali (D.I. 1 luglio 2022, n. 176, Allegato A).

 

Nelle Indicazioni-2022 sono stati formulati anche i Traguardi per lo sviluppo delle competenze da conseguire al termine della scuola secondaria di primo grado; questi riguardano:

  • la comprensione e l’uso delle principali tecniche e potenzialità espressive del proprio strumento con esecuzione e interpretazione di semplici repertori musicali di stili, generi e epoche diverse;

  • la rielaborazione creativa di materiale sonoro per «dare senso» alle musiche eseguite;

  • l’utilizzo delle conoscenze storico-stilistiche acquisite per orientarsi fra i vari repertori;

  • realizzazione ed esecuzione di brevi composizioni anche improvvisando;

  • il confronto con le caratteristiche degli altri strumenti nelle attività di musica d'insieme e in quelle creative in ambito interdisciplinare; la partecipazione ad attività performative musicali con vari ruoli;

  • la gestione del proprio stato emotivo per rendere più efficace la comunicazione;

  • la conoscenza di varie forme e generi musicali;

  • la capacità di prassi esecutive del repertorio classico, di quello del Novecento e contemporaneo, pop, jazzistico, di musiche del mondo.

È stata prevista la possibilità dello studio di vari strumenti musicali, suddivisi in cinque famiglie: strumenti ad arco, strumenti a fiato, strumenti a percussione, strumenti a tastiera, strumenti a corde pizzicate.

5. L’accreditamento dei soggetti del Sistema coordinato

Il riordino del sistema, oltre a prevedere una serie di cambiamenti relativi alla stessa governance del settore, a parte gli organismi istituzionalmente riconosciuti che non hanno bisogno di accreditamento, ha riservato un posto di rilievo anche alla cooperazione tra le scuole e soggetti pubblici e privati accreditati delineando un sistema coordinato impegnato nella promozione dei temi della creatività. Si legge nel decreto n. 60/2017: 

 

Art. 4 Sistema coordinato per la promozione dei «temi della creatività» nel sistema nazionale di istruzione e formazione

2. Fanno parte del sistema di cui al comma 1 anche altri soggetti pubblici e privati, in particolare quelli del terzo settore operanti in ambito artistico e musicale, specificatamente accreditati dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, adottato entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono definiti i requisiti per l'accreditamento.

 

Il Sistema coordinato coinvolge vari ministeri ed enti e viene arricchito da un elenco di soggetti qualificati e accreditati che sono riconosciuti in grado di promuovere attività di formazione in questo ambito. L’accreditamento deve essere richiesto dai soggetti che vogliono prendere parte al sistema presentando una serie di requisiti, poi valutati dal MIM (Ministero dell'istruzione e del merito), a partire da un atto costitutivo e da uno statuto che prevedano la formazione nei temi della creatività.

Le richieste di accreditamento sono poi esaminate e valutate da una Commissione tecnico-operativa interministeriale nominata dalla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione, che poi provvede a compilare l’elenco dei soggetti ammessi. A loro volta, dopo l’accreditamento, tali soggetti accreditati possono svolgere attività di formazione e promozione dei temi della creatività collaborando con le scuole e con altri enti coinvolti, garantendo la qualità e la conformità agli standard ministeriali, e consentendo il riconoscimento ufficiale delle attività svolte anche in termini di aggiornamento professionale, miglioramento delle competenze, accumulo di punti per specifiche graduatorie.

Dopo che il decreto interministeriale del 14 agosto 2019, n. 764, che ha delineato il percorso per la pubblicazione dell’elenco dei soggetti accreditati del Sistema coordinato per la promozione dei «temi della creatività» si sono succeduti nel corso degli anni vari decreti interdirettoriali del Ministero dell'istruzione e del merito e del Ministero della cultura, quali quello del 16 ottobre 2020, n. 1383, quello del 16 giugno 2021, n. 950, integrato dalla nota n. 16895 del 19 luglio 2021, quello del 14 luglio 2022, n. 1742, e quello del 4 maggio 2023, prot. n. 558.

La Commissione tecnico-operativa interministeriale attualmente in carica, nominata con il decreto direttoriale del 7 dicembre 2023, n. 2588, ha definito nel verbale della seduta del 12 febbraio 2024 l’elenco dei soggetti accreditati per l’anno scolastico 2024/2025 poi pubblicato con il decreto del 20 maggio 2024.

 

Articolo unico

1. Per il decreto direttoriale 5 ottobre 2023, n. 1929 (denominato “Avviso”) è approvato l’elenco dei Soggetti accreditati del Sistema coordinato per la promozione dei «temi della creatività» nel sistema nazionale di istruzione e formazione, a decorrere dall’anno scolastico 2024/2025, ripartito per aree corrispondenti ai «temi della creatività», riportato nell’Allegato A, che costituisce parte integrante ed essenziale del presente decreto. In detto elenco sono indicati la denominazione del soggetto collettivo richiedente, i riferimenti, l’area o le aree per le quali si è stati accreditati (indirizzo, e-mail, pec dell’Ente).

2. Avverso il presente decreto è ammesso il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, da presentarsi entro 60 giorni dalla pubblicazione dell’atto stesso sul sito istituzionale, oppure in via alternativa, al Presidente della Repubblica entro 120 giorni dalla pubblicazione.