Rendere visibile il suono: l’accessibilità come risorsa per una didattica inclusiva

L’impiego dei sottotitoli per sordi e ipoudenti (SDH) nella didattica delle lingue per favorire l’acquisizione del vocabolario attraverso la combinazione di codici visivi e testuali

Rendere visibile il suono: l’accessibilità come risorsa per una didattica inclusiva

Negli ultimi anni, il concetto di accessibilità dei media ha assunto un ruolo sempre più centrale nel dibattito culturale ed educativo. Rendere i contenuti audiovisivi fruibili a pubblici diversi non è soltanto una questione teorica, ma implica una riflessione profonda sulla comunicazione e sulla responsabilità sociale dei testi multimodali. In questo quadro, i Subtitles for the Deaf and Hard-of-Hearing (SDH) si presentano non solo come strumento di inclusione, ma anche come una risorsa dal forte potenziale educativo.

Essendo gli SDH nati per garantire l’accesso ai prodotti audiovisivi delle persone sorde, essi hanno la funzione di trasformare il suono in testo, rendendo visibili elementi che normalmente rimangono impliciti: rumori, musica, silenzi, intonazioni ed emozioni. Come osserva Neves (2009), il loro obiettivo principale è quello di rendere visibile il suono («making sound visible»), operazione che richiede un’attenta selezione linguistica e una consapevole mediazione tra codici diversi.

Dagli SDH alla didattica delle lingue: una risorsa multimodale

La loro natura multimodale rende gli SDH particolarmente adatti a essere integrati nella didattica delle lingue straniere e seconde. La ricerca nel campo della Didactic Audiovisual Translation (DAT) ha evidenziato come le modalità di traduzione audiovisiva possano essere impiegate in ambito didattico per promuovere forme di apprendimento attive e coinvolgenti. In particolare, l’apprendimento delle lingue straniere ha da sempre beneficiato dell’uso dei media in quanto strumenti in grado di offrire esempi di lingua autentica inseriti in contesti comunicativi realistici (Talaván and Lertola, 2022: 24). Infatti, sebbene l’uso di video nell’insegnamento delle lingue straniere non rappresenti uno strumento pedagogico recente o innovativo, la selezione mirata di clip e prodotti audiovisivi consente all’Audiovisual Translation di assumere un potenziale coinvolgente e motivante. In questo contesto, gli studenti non si limitano a una ricezione passiva dell’input linguistico, ma sono coinvolti in un processo attivo di rielaborazione del materiale audiovisivo (Bobadilla-Pérez and Carballo de Santiago, 2022: 82).

In particolare, nel caso degli SDH, l’attenzione non è rivolta esclusivamente al dialogo, ma anche agli elementi paralinguistici ed extralinguistici (Bobadilla-Pérez and Carballo de Santiago, 2022: 87). La necessità di rendere accessibili suoni ed emozioni implica un uso accurato del lessico e una riflessione sulla funzione comunicativa delle parole. Questo processo stimola una maggiore consapevolezza linguistica e favorisce lo sviluppo di competenze di mediazione (Talaván, Lertola and Fernández-Costales, 2024: 88).

SDH e acquisizione del vocabolario 

Come si è detto sopra, uno degli ambiti in cui l’efficacia degli SDH emerge con evidenza è quello dell’acquisizione del vocabolario. La combinazione di immagini, suoni e testo scritto attiva simultaneamente più canali cognitivi, come suggerito dalla Dual Coding Theory di Paivo (1971) dalla Cognitive Theory of Multimedia Learning (Kanellopoulou, Kermanidis and Giannakoulopoulos, 2019: 2; Najjar, 1995: 4). Di conseguenza, la formazione di immagini mentali facilita l’apprendimento (Wong and Samudra, 2019: 5) e l’associazione tra una parola e un’immagine visiva migliora sia il riconoscimento del lessico che il recupero dello stesso (Yürük, 2019: 39). 
Studi recenti nel campo della Didactic Audiovisual Translation (DAT) dimostrano che sia la fruizione sia, soprattutto, la creazione attiva di SDH contribuiscono al consolidamento del vocabolario in lingua straniera. Gli studenti, infatti, sono chiamati a individuare sinonimi, a condensare il messaggio e a riflettere sulla scelta delle parole più adeguate a descrivere suoni, atmosfere e stati d’animo. In linea con quanto osservato da Talaván (2006: 49), l’acquisizione del vocabolario è continua, perché gli studenti devono trasferire il contenuto della lingua di partenza o ridurlo all’essenziale, utilizzando le associazioni audiovisive per facilitare la memorizzazione e il recupero futuro delle parole. Questo lavoro linguistico favorisce una forma di apprendimento che integra dimensione intenzionale e incidentale (Yürük, 2019: 40).

Una pratica inclusiva e i suoi impatti

Oltre ai benefici linguistici, l’uso degli SDH in ambito didattico contribuisce a creare un ambiente di apprendimento inclusivo e consapevole. Infatti, le implicazioni pedagogiche per l’insegnamento dell’inglese come lingua straniera comprendono anche l’uso innovativo delle tecnologie al fine di progettare percorsi didattici più coinvolgenti, interattivi e inclusivi (Sankey, Birch and Gardiner, 2011, 18). In particolare, l’attenzione all’accessibilità stimola negli studenti empatia e sensibilità verso i bisogni di pubblici diversi, trasformando la lezione di lingua in uno spazio di educazione civica e culturale. Inoltre, il lavoro sugli SDH favorisce lo sviluppo di y come il pensiero critico, la collaborazione e la capacità di analisi dei testi multimodali. In questo senso, l’Audiovisual Translation (AVT) si allinea al principio di accessibilità adattando la traduzione alle esigenze specifiche del pubblico, un qualcosa che richiede una piena consapevolezza dei bisogni dei destinatari (Neves, 2009: 153). L’attenzione aggiuntiva allo sviluppo del vocabolario sollecita gli studenti a esprimere elementi quali suoni, musica o stati d’animo nel modo più accurato e conciso possibile, favorendo così l’acquisizione e la memorizzazione di nuove espressioni (Talaván, Lertola and Fernández-Costales, 2024: 88). In generale, le attività della traduzione audiovisiva fungono da ponte tra competenze orali e scritte, promuovendo una visione proattiva e una maggiore consapevolezza dell’accessibilità.

Per concludere

Gli SDH si configurano come una pratica didattica capace di unire accessibilità, apprendimento linguistico e riflessione culturale. Inseriti in modo consapevole nella didattica delle lingue, permettono agli studenti di sviluppare competenze linguistiche solide e, al contempo, una maggiore attenzione alle dinamiche comunicative e sociali dei media contemporanei.
In questa prospettiva, l’accessibilità non è soltanto un obiettivo da perseguire, ma diventa essa stessa strumento educativo, capace di formare studenti più competenti, critici e consapevoli.

 

Riferimenti bibliografici

Bobadilla-Pérez M. and Carballo de Santiago R. J. (2022). “Exploring audiovisual translation as a didactic tool in the secondary school foreign language classroom”, Porta Linguarum Revista Interuniversitaria De Didáctica De Las Lenguas Extranjeras, 4.

Kanellopoulou C., Kermanidis K. L. and Giannakoulopoulos A. (2019). “The Dual-Coding and Multimedia Learning Theories: Film Subtitles as a Vocabulary Teaching Tool”, Educational Sciences, 9(3).

Najjar L. J. (1995). “Dual coding as a Possible Explanation for the Effects of Multimedia on Learning” (Technical Report). Atlanta, Georgia Institute of Technology.

Neves J. (2009). “Interlingual subtitling for the Deaf and Hard-of-Hearing”, in J. Díaz-Cintas and G. M. Anderman, (eds). Audiovisual Translation: Language Transfer on Screen, Basingstoke, Palgrave Macmillan.

Paivio A. (1971). Imagery and Verbal Processes, New York, Holt, Rinehart and Winston.

Sankey M., Birch D. and Gardiner M. W. (2011). “The impact of multiple representations of content using multimedia on learning outcomes across learning styles and modal preferences”, International Journal of Education and Development Using Information and Communication Technology, 7(3).

Talaván N. Lertola, J. and Fernández-Costales A. (2024). Didactic Audiovisual Translation and Foreign Language Education, New York, Routledge.

Talaván N. Z. (2006). “Using subtitles to enhance foreign language learning”, Porta Linguarum Revista Interuniversitaria De Didáctica De Las Lenguas Extranjeras, 6(6).

Talaván N. Z. and Lertola J. (2022). “Audiovisual Translation as a didactic resource in foreign language education. A methodological proposal”, Revista Encuentro, 30. 

Wong K. M and Samudra P. G. (2019). “L2 vocabulary learning from educational media: extending dual-coding theory to dual-language learners”, Computer Assisted Language Learning, 34(8).

Yürük N. (2019). “Dual coding theory and subtitles: encoding strategy in vocabulary learning”, Ines Journal, 6(20). 

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