La letteratura gotica come strumento didattico per la scoperta e la comprensione del sé nella scuola secondaria di secondo grado

La letteratura gotica come strumento didattico per la scoperta e la comprensione del sé nella scuola secondaria di secondo grado

Castelli desolati, spettrali luoghi di clausura, laboratori trasformati in teatri di grotteschi esperimenti. Dietro queste immagini fortemente stereotipate si cela uno dei generi più longevi e trasformativi della storia della letteratura: il gotico. Nato in Inghilterra con il romanzo The Castle of Otranto (1764) di Horace Walpole — primo autore a introdurre l’emblematico sottotitolo “A Gothic Story” — il gotico si afferma e si consolida come genere letterario di massa tra Settecento e Ottocento, tanto nel panorama britannico quanto in quello americano, attraverso le opere di autori e autrici fondamentali come Radcliffe, Dacre, Shelley, Lewis, Le Fanu, Stevenson, Machen, Lee, Stoker e Poe, tra molti altri.

Alla base della definizione di “gotico”, la tensione tra opposti

Storicamente, il termine “gotico” emerge nel diciottesimo secolo per indicare ciò che si contrappone agli ideali occidentali di civiltà, razionalità e ordine. Durante il declino dell’Impero Romano, i Goti incarnano l’archetipo del barbaro, venendo considerati estirpatori di cultura, conoscenza e lingua — il termine “barbaro” deriva infatti dal greco bárbaros, ovvero “che balbetta”. Nell’Inghilterra protestante del diciottesimo e del diciannovesimo secolo, il gotico diventa poi metafora di un passato medievale tirannico e superstizioso, rappresentando tutto ciò che “non è”: non moderno, non illuminato, non libero, non protestante, non inglese.

Quando il termine viene successivamente adottato per definire un genere narrativo incentrato sul sovrannaturale e sul perturbante, esso conserva tratti distintivi ricorrenti, tra cui la sua natura sovversiva. Il romanzo gotico, infatti, mette in scena l’ossessione umana per l’istituzione di rigide categorie dell’essere, ma al tempo stesso ne rivela l’instabilità e le contraddizioni. Il suo meccanismo narrativo si fonda, in particolare, sull’ibridazione di categorie antitetiche come vita e morte, mascolinità e femminilità, umano e non-umano, passato e presente, ragione e immaginazione, conscio e inconscio. Tuttavia, tali categorie non restano semplici astrazioni: si concretizzano infatti in specifiche opposizioni sociali e culturali che dividono e al contempo avvicinano i personaggi protagonisti di racconti gotici, fungendo da ingranaggio attivatore dell’intera struttura narrativa.

Il gotico e la didattica della letteratura: un rapporto marginale, un potenziale da esplorare

Più che un semplice repertorio di effetti terrificanti, dunque, il gotico si fonda sulla costruzione di dicotomie, inserite all’interno di paesaggi letterari multisensoriali, attraverso cui si manifestano i conflitti interiori e le paure più profonde dell’animo umano. Le sue tensioni più intime sono incarnate nel concetto di perturbante (o das Unheimliche, come definito da Sigmund Freud), che si configura come un efficace strumento di esplorazione, conoscenza e comprensione del sé. Trasposto in ambito didattico, questo aspetto risulta particolarmente significativo nel contesto della scuola secondaria di secondo grado, dove gli studenti si confrontano con le complessità e le contraddizioni dell’adolescenza, una fase cruciale di transizione verso l'età adulta.

Perché dunque la letteratura gotica occupa una posizione marginale nei curricula EFL (English as a Foreign Language) della scuola secondaria di secondo grado? In effetti, nonostante il gotico sia un genere straordinariamente pervasivo, capace di attraversare epoche, linguaggi e media (dalla narrativa al cinema, dal fumetto alla musica, fino ai videogiochi), esso è spesso relegato ai margini della didattica della letteratura. Eppure, è proprio la sua natura fluida, multiforme e sfaccettata a trascenderne la definizione convenzionale di genere letterario, configurandolo come un vero e proprio dispositivo narrativo codificato, in cui elementi multisensoriali ricorrenti (quali silenzi, rumori, luci ed ombre) sono in grado di attivare risposte emotive e critiche multiformi, capaci di intercettare anche le istanze sociali e culturali della contemporaneità.

Più in generale, in passato, nel contesto della didattica EFL, la letteratura è stata spesso affrontata come un esercizio linguistico di tipo tecnico e formale, come pratica analitica incentrata prevalentemente su aspetti grammaticali, sintattici e lessicali del testo. Eppure, questo non è il solo compito della letteratura, la quale ha la capacità di agire direttamente sull’animo umano, attivando l’immaginazione e rompendo la meccanicità del pensiero abituale. In questa prospettiva, dunque, l’insegnante non si limita a trasmettere nozioni, ma assume il ruolo di mediatore tra gli studenti e il testo letterario, favorendo l’attivazione di una riflessione critica, etica, sociale e culturale, così come una profonda introspezione psicologica.

Oltre il testo, nel presente: il gotico come interfaccia tra immaginario letterario e realtà contemporanea

Approcciare il testo letterario richiede quindi di evitare uno scollamento tra la sua dimensione culturale e sociale e quella linguistica, ma non solo. Nelle scuole secondarie di secondo grado di oggi accade spesso che il contesto sociale e culturale di un’opera letteraria venga sì preso in considerazione, ma rimanga isolato, escluso dal dialogo con altre discipline e soprattutto da quello con la contemporaneità — sia quella sociale e culturale che quella individuale, affettiva e psicologica degli studenti. Il gotico come dispositivo letterario caratterizzato da immaginari multisensoriali altamente codificati e stereotipati (relativi alla vista, al tatto, all’olfatto, all’udito), si presta in modo particolare a tale funzione didattica. In quanto genere flessibile e capace di adattarsi ai mutamenti storici, esso può offrire inoltre una pluralità di approcci interdisciplinari che mettono in luce i nessi profondi esistenti tra le forme narrative e gli immaginari collettivi, e quindi tra il testo come veicolo culturale e la realtà culturale stessa.

Bibliografia

  • Groom, Nick. The Gothic: a Very Short Introduction. Oxford University Press. 2012.
  • Hoeveler Long, Diane. Approaches to Teaching Gothic Fiction: The British and American Traditions. 2. print, Modern Language Assoc. of America, 2008.
  • Luckhurst, Roger (ed.). Late Victorian Gothic Tales. Oxford University Press, 2005.
  • Powell, Anna and Smith, Andrew. Teaching the Gothic. Palgrave Macmillan, 2006.
  • Punter, David. A New Companion to the Gothic. Wiley-Blackwell, 2012.
  • Spagnolo, Riccardo. Sonic Counterpoints in Late Victorian Gothic: Soundscapes between Literary Analysis and Teaching Strategy. Master’s Thesis, Università degli Studi di Parma, 2025.