L’esame di maturità: anno scolastico 2025-2026

L’esame di maturità: anno scolastico 2025-2026

1. Ritorno al passato

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), dopo l’approvazione da parte del Parlamento della legge 30 ottobre 2025, n. 164 (di conversione del decreto legge 9 settembre 2015, n. 127), nella quale sono state introdotte modifiche all’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione, ha adottato il decreto del 29/1/2026, n. 13, riguardante l’indicazione delle discipline relative alla seconda prova scritta e a quelle del colloquio.

Nell’articolo 1 della legge 164/2025 (Misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025-2026) si afferma che l'esame di Stato conclusivo dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado è denominato «esame di maturità» ed è finalizzato a verificare

 

i livelli di apprendimento conseguiti da ciascun candidato in relazione alle conoscenze, alle abilità e alle competenze specifiche di ogni indirizzo di studio, con riferimento alle Indicazioni nazionali per i licei e alle Linee guida per gli istituti tecnici e gli istituti professionali, e valuta il grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità acquisito al termine del percorso di studio, anche tenuto conto dell'impegno dimostrato nell'ambito scolastico e in altre attività coerenti con il medesimo percorso di studio, in una prospettiva di sviluppo integrale della persona. 

 

Il ritorno alla denominazione «esame di maturità»

 

sembra voler spostare la funzione dell’esame di Stato dal piano della certificazione delle competenze acquisite al termine di un percorso quinquennale di studi, a quello dell’attestazione dell’aurorale ma certa acquisizione dei requisiti, anche morali, necessari all’adolescente per transitare nel mondo degli adulti e fare il suo ingresso nella società (Delle Donne, 2025).

 

L’espressione «maturità» è diffusa in molti altri Paesi europei, soprattutto balcanici e del Centro Europa. Quindi, in questo senso, l’Italia non è sola in un ritorno che ci riporta al periodo precedente la riforma del ministro Luigi Berlinguer del 1997, anno in cui l’esame di maturità, in vigore dal 1969, fu sostituito con l’espressione «Esame di Stato conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore» (legge 10 dicembre 1997, n. 425).

Con il D.P.R. (Decreto del Presidente della Repubblica) 23 luglio 1998, n. 323, il ministro Berlinguer adottò il Regolamento di attuazione della legge, rivisto ma non stravolto dalla normativa successiva, in particolare dal decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62.

2. Il quadro normativo

Con le innovazioni introdotte negli articoli 12-21 del d.lgs. 13 aprile 2017, n. 62, l’allora ministra Valeria Fedeli aveva rivisto e integrato la riforma degli esami di Stato conclusivi del secondo ciclo di istruzione del 1997.

L’attuale ministro Giusseppe Valditara ha esercitato una serie di modifiche, partendo proprio dalle caratteristiche contenute nel decreto 62/2017.

L'esame di maturità, si afferma nell’articolo 1 della legge n. 164/2025, oltre ad accertare «il grado di responsabilità e maturità raggiunto» da studentesse e studenti, assume anche una funzione orientativa, finalizzata a sostenere scelte consapevoli in ordine al proseguimento degli studi a livello terziario, ovvero all’inserimento nel mondo del lavoro e delle professioni.

La struttura generale dell’esame di maturità rimane quella stabilita dal d.lgs. 13 aprile 2017, n. 62, come modificato dalla norma sopra richiamata.

I requisiti di accesso all’esame restano gli stessi stabiliti in questi ultimi anni, e cioè:

  • frequenza per almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato delle lezioni;

  • partecipazione, durante l’ultimo anno di corso, alle prove predisposte dall’INVALSI di Italiano, Matematica e Lingua inglese;

  • svolgimento nel secondo biennio e ultimo anno delle attività di «Formazione Scuola Lavoro» (FSL), la vecchia «Alternanza Scuola-Lavoro»;

  • votazione non inferiore a sei/decimi nel comportamento e in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l’attribuzione di un unico voto.

Nel pieno rispetto dell’art. 17, comma 1, del d.lgs. 62/2017, il Consiglio di classe elabora, entro il 15 maggio di ciascun anno, un documento in cui sono esplicitati contenuti, metodi, mezzi, spazi e tempi del percorso formativo di ogni studentessa e studente.

Il voto finale viene espresso in centesimi. Vengono, infatti, confermate le due prove scritte e il colloquio. La commissione dispone di 20 punti per la prima prova, 20 per la seconda e 20 per il colloquio. Il credito scolastico può essere valutato fino a un massimo di 40 punti.

Relativamente alle prove scritte, il MIM, con l’approvazione del decreto 18 febbraio 2026, n. 18 (Individuazione delle aree disciplinari finalizzate alla correzione delle prove scritte dell’esame di maturità), ha provveduto a raggruppare le discipline dell’ultimo anno di corso in aree disciplinari. Tale aggregazione è contenuta per tutti gli ordini e indirizzi dei corsi di studio in un allegato (Allegato 1) al decreto medesimo.

Il dettaglio delle discipline e della loro ripartizione tra prove scritte e colloquio sono consultabili nell'Appendice in calce al presente articolo.

Resta ferma la responsabilità collegiale delle Commissioni d’esame, anche se l’organizzazione dei lavori per aree disciplinari può essere attuata in presenza di almeno due docenti per area. La correzione per aree disciplinari è una possibilità prevista dall’articolo 16, comma 6, d. lgs. 62/2017.

Per quanto riguarda l’istruzione professionale, nelle more dell’adeguamento dei percorsi di secondo livello per adulti al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 61, come previsto dal decreto interministeriale n. 92/2018 (Regolamento dei Profili di uscita degli indirizzi di studio dei percorsi di istruzione professionale), si applicano, in via transitoria, le aree disciplinari contemplate in un secondo allegato (Allegato 2).

3. Le principali novità

Si precisano, in questo paragrafo, alcune delle principali novità relative all’esame di maturità che entrerà in vigore dal mese di giugno 2026.

La prima interessa la composizione delle commissioni d’esame, che saranno formate da quattro membri, due interni e due esterni, e da un presidente esterno. Si è proceduto, pertanto, ad alleggerire la presenza dei docenti (da sei a quattro) nelle commissioni medesime.

I commissari e il presidente continuano a essere nominati dall’Ufficio scolastico regionale, sulla base di criteri determinati a livello nazionale.

Non sono state introdotte modifiche relative alle due prove scritte. La prima riguarda, per tutti gli ordini scolastici, la lingua e la letteratura italiana, e si terrà il 18 giugno 2026, mentre la seconda varia a seconda degli indirizzi e avrà luogo il 19 giugno 2026.

Il decreto ministeriale 13/2026 ha fissato, come vedremo, le discipline del secondo scritto, unitamente a quelle che dovranno essere sostenute nella prova orale.

Per conoscere tutte le discipline oggetto della seconda prova e le quattro materie del colloquio è disponibile un apposito motore di ricerca, consultabile dagli studenti anche all’interno dell’area riservata della piattaforma unica.istruzione.gov.it.

Una seconda novità importante interessa l'articolazione del colloquio che riguarderà solo quattro «materie»: le due relative alle prove scritte e altre due che sono state, per l’appunto, definite nel decreto ministeriale (D.M) 13/2026. 

Sono state poi introdotte alcune modifiche riguardanti la valutazione del comportamento. Lo studente che riporta un voto inferiore a sei/decimi non verrà ammesso all’esame. Mentre il candidato che ottiene una valutazione pari a sei/decimi dovrà, nel corso del colloquio, esporre un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal Consiglio di classe. Il voto in condotta, inoltre, incide sull’assegnazione del credito scolastico.

Per evitare il ripetersi di alcuni episodi che si sono verificati nella prova orale del 2025, in cui alcuni candidati hanno fatto scena muta, quest’anno l’esame di maturità si considera validamente sostenuto se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove d’esame, compreso il colloquio.

Una particolare specificità riguarda gli istituti professionali. Il MIM, infatti, ha stabilito che le due discipline caratterizzanti i vari indirizzi siano decise dalle istituzioni scolastiche e non dal Ministero. Pertanto, anche la scelta dei commissari interni è affidata al Consiglio di classe, con

 

l’obiettivo di assicurare la presenza di docenti titolari degli insegnamenti di indirizzo che concorrono al conseguimento delle competenze oggetto della seconda prova […]. Gli studenti degli Istituti professionali si trovano così valutati secondo criteri necessariamente diversi da scuola a scuola, alimentando il pericolo che questa specificità venga percepita non come un valore aggiunto, ma come uno stigma della diversità che relega tali percorsi ai margini del sistema educativo (Delle Donne, 2026).

4. La prova orale

Mentre le due prove scritte rimangono inalterate, l’organizzazione e i contenuti dell’orale sono stati modificati in modo rilevante.

In particolare, il D.M. 13/2026 dedica ampio spazio allo svolgimento del colloquio, che continua a essere disciplinato, nella sua struttura generale, dall’articolo 17, comma 9, del d.lgs. 13 aprile 2017, n. 62.

La precipua finalità del colloquio è quella di accertare il conseguimento degli obiettivi indicati nel profilo educativo, culturale e professionale della studentessa o dello studente (PECUP).

A tal fine, la commissione d’esame tiene conto anche delle informazioni contenute nel Curriculum della studentessa e dello studente di cui all’articolo 1, comma 30, della legge 13 luglio 2015, n. 107.

Il colloquio si svolge sulle quattro discipline individuate negli allegati al D.M. 13/2026 che ogni studente può consultare sul sito del Ministero, attivando il Motore di ricerca delle discipline per l'esame di maturità conclusivo del secondo ciclo d'istruzione per l'anno scolastico 2025-2026.

Oltre ad accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale della studentessa e dello studente e a verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri di ciascuna disciplina, nel corso del colloquio viene esaminata la capacità di utilizzare e raccordare le conoscenze acquisite e di argomentare in modo critico e personale quanto appreso, nonché il grado di responsabilità e maturità raggiunto.

La commissione d’esame, si sottolinea nel D.M. 13/2026, tiene altresì conto delle competenze maturate nell’insegnamento trasversale dell’educazione civica, come definite nel curricolo d’istituto e documentate dalle attività indicate nel documento del consiglio di classe. Inoltre, nell’ambito del colloquio, il candidato espone, mediante una breve relazione e/o un elaborato multimediale, l’esperienza di «Formazione Scuola-Lavoro» svolta nel percorso di studi.

Come già sottolineato, nel caso in cui il candidato interno riporti, in sede di scrutinio finale, una valutazione del comportamento pari a sei/decimi, il colloquio prevede anche la trattazione di un elaborato critico, assegnato dal Consiglio di classe, in materia di cittadinanza attiva e solidale.

5. Lo svolgimento del colloquio

Fino all’anno scolastico 2024-2025, la Commissione individuava dei materiali (testi, documenti, esperienze, progetti, problemi) da sottoporre all’esame del candidato all’inizio del colloquio. Nelle prassi delle Commissioni, però, questo momento aveva finito per trasformarsi in un’interrogazione generica e non facilmente gestibile.

Con la legge n. 164/2025, e successivamente con il D.M. 13/2026, il MIM ha eliminato questa parte, prendendo decisamente le distanze dalla versione praticata negli ultimi anni.

Nel D.M. 13/2026 sono descritte le fasi nelle quali si articola il colloquio, che inizia con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico, anche alla luce delle informazioni contenute nel Curriculum della studentessa e dello studente.

Il colloquio prosegue poi con la proposta di domande e approfondimenti sulle quattro discipline oggetto della prova orale. Nel corso di questo momento, la studentessa o lo studente dovranno esprimere il grado di responsabilità e maturità raggiunto in ordine all’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline e alla capacità di utilizzare e raccordare le conoscenze acquisite, argomentandole in maniera critica e personale.

Nel corso del colloquio, il candidato analizza criticamente e correla al percorso di studi seguito e al PECUP, mediante una breve relazione o un lavoro multimediale, le esperienze svolte nell’ambito delle attività di «Formazione Scuola-Lavoro», con riferimento al percorso effettuato.

Il colloquio verifica poi le competenze di educazione civica, di cui alla legge 20 agosto 2019, n. 92 e alle linee guida di cui al D.M. 7 settembre 2024, n. 183, come definite nel curricolo d’istituto e declinate nel documento del Consiglio di classe.

Al termine del colloquio viene poi effettuata la discussione degli elaborati relativi alle prove scritte.

La commissione cura l’equilibrata articolazione e durata delle fasi del colloquio e il coinvolgimento delle diverse discipline, valorizzandone soprattutto i nuclei tematici fondamentali e il raccordo pluridisciplinare e interdisciplinare tra le stesse.

La commissione dispone di venti punti per la valutazione del colloquio e procede all’attribuzione del punteggio del colloquio sostenuto da ciascun candidato nello stesso giorno nel quale il colloquio viene espletato.

Il punteggio è attribuito dall’intera commissione, compreso il presidente.

Nel D.M. 13/2026 si sottolinea infine che

 

mella conduzione del colloquio, la commissione tiene conto del percorso didattico effettivamente svolto, in coerenza con il documento di ciascun consiglio di classe, al fine di considerare le metodologie adottate, i progetti e le esperienze realizzati, con riguardo anche alle iniziative di personalizzazione eventualmente intraprese nel percorso di studi, nel rispetto delle Indicazioni nazionali per i licei e delle Linee guida per gli istituti tecnici e professionali.

6. Dai PCTO alla «Formazione Scuola-Lavoro» (FSL)

Con il Decreto-Legge 127/2025 convertito con modificazioni dalla L. 30 ottobre 2025, n. 164), i Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO), istituiti con la legge di bilancio del 30 dicembre 2018, n. 145 (attuati con il decreto ministeriale del 4 settembre 2019, n. 774), sono stati ridenominati «Formazione scuola lavoro» (FSL), segnando un netto cambio di rotta rispetto alla precedente impostazione basata prevalentemente sull’orientamento e sulle soft skills. Si torna, quindi, a una dicitura che rivendica la centralità della formazione pratica e del legame diretto con il tessuto produttivo.

Nel nuovo esame di maturità, la FSL resta un punto fermo del percorso di crescita degli studenti e un momento chiave dell’articolazione della prova orale. Il monte ore obbligatorio rimane invariato rispetto ai PCTO: 120 ore per i licei, 180 ore per gli istituti tecnici e 210 ore per gli istituti professionali, da completare nell’ultimo triennio dell’istruzione di secondo grado. Gli studenti dovranno presentare alla commissione, durante il colloquio, una relazione scritta frutto dell’esperienza maturata.

Dall’originaria «Alternanza Scuola-Lavoro» (ASL), resa obbligatoria dalla legge 107/2015, (cosiddetta della Buona Scuola), dai «Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento» (PCTO), siamo passati alla «Formazione Scuola Lavoro» (FSL). Si riafferma, dunque, il valore del lavoro come dimensione rilevante di apprendimento. Si tratta di un cambio di estrema importanza. È stato vinto, infatti, un pregiudizio tipicamente italiano così riassumibilel’esperienza lavorativa, come parte del curricolo dello studente, non può essere utile per la formazione integrale della persona. La legge 164/2025 va in tutt’altra direzione.

La parola «formazione», al posto della parola «alternanza», sottolinea l’importanza dell’aspetto educativo di tale esperienza, mentre «Scuola-Lavoro» richiama la necessità di una stretta collaborazione tra la scuola, da un lato, e il mondo produttivo, dall’altro.

L’ «Alternanza Scuola-Lavoro» poteva richiamare due mondi distinti ed evocare una netta distanza tra l’istruzione formale e gli apprendimenti acquisibili in un contesto lavorativo. Questa impostazione ha generato anche casi degenerativi, in cui allo studente veniva richiesta una prestazione non retribuita. Stiamo parlando, sia ben chiaro, di scelte volte a tradire lo spirito dell’alternanza stessa.

Nei PCTO l’enfasi era posta non tanto sull’esperienza del lavoro ma sulla «dimensione riflessiva dell’apprendimento. L’obiettivo primario diventava l’acquisizione delle cosiddette soft skills e la funzione orientativa del percorso» (Spinosi, 2026).

Nell’attuale denominazione, come già accennato, la parola chiave è «formazione». Scrive Mariella Spinosi:

 

l’esperienza extrascolastica non è più intesa come un semplice momento esplorativo, di ricerca del sé e di orientamento, ma come un asset formativo integrato. Questa nuova architettura pedagogica vorrebbe elevare il luogo di lavoro a ‘laboratorio permanente’  di apprendimento, dove il saper fare non è subordinato alla teoria, ma ne diventa il completamento necessario (Spinosi, 2026).

 

Il lavoro è il mezzo attraverso cui la conoscenza viene prodotta, testata e validata, superando la storica dicotomia tra sapere accademico e abilità pratica. Anche per la cultura imprenditoriale il termine «formazione» richiama una responsabilità educativa che valorizza la responsabilità del tutor aziendale. Non va poi sottovalutato l’effetto della filiera formativa tecnologico-professionale 4+2. La «Formazione Scuola-Lavoro» si inserisce, infatti, nei percorsi ITS Academy (Istituti Tecnologici Superiori), divenendone una sorta di anticamera.

7. Il Curriculum della studentessa e dello studente

Il Curriculum della studentessa e dello studente è stato introdotto dalla legge 107/2015 (art. 1, commi 28-30).

Come previsto dall’art. 21 del d.lgs. 62/2017, il curriculum è un documento, allegato al diploma, in cui sono riportate le discipline ricomprese nel piano degli studi, con l’indicazione del monte ore complessivo destinato a ciascuna di esse.

In una specifica sezione,

 

sono indicati, in forma descrittiva, i livelli di apprendimento conseguiti nelle prove scritte a carattere nazionale predisposte dall’Invalsi, distintamente per ciascuna delle discipline oggetto di rilevazione (Italiano e Matematica) e la certificazione sulle abilità di comprensione e uso della lingua inglese (Delle Donne, 2025).

 

Nel Curriculum sono altresì riportate le competenze, le conoscenze e le abilità anche professionali acquisite e le attività culturali, artistiche, sportive e di volontariato maturate in ambito extrascolastico.

Il colloquio, si afferma nel D.M. 13/2026

 

ha inizio con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale, anche alla luce delle informazioni contenute nel Curriculum della studentessa e dello studente.

 

Con il D.M. del 9 gennaio 2026, n. 2, il MIM ha ridefinito i profili funzionali e tecnici del Curriculum della studentessa e dello studente. Il provvedimento introduce un nuovo modello, aggiornato rispetto a quello adottato con il D.M. del MIUR 6 agosto 2020, n. 88, intervenendo sulla struttura del modello medesimo con l’inserimento di una sezione dedicata alle prove INVALSI, che amplia le informazioni relative al percorso di studio concluso con l’esame di maturità.

Con l’integrazione introdotta dal D.M. n. 2/2026, il Curriculum si articola complessivamente in quattro parti:

  • Parte 1: «Istruzione e formazione», relativa al percorso di studi presente nell’E-Portfolio;

  • Parte 2: «Certificazioni», dedicata alle certificazioni conseguite;

  • Parte 3: «Attività extrascolastiche», riferita alle esperienze svolte fuori dall’ambito scolastico;

  • Parte 4: «Prove Nazionali», con la descrizione dei livelli di apprendimento nelle prove INVALSI delle classi terminali.

Il Curriculum resta associato al Diploma tramite un numero identificativo. È confermata la possibilità, rimessa alla scelta delle studentesse e degli studenti, di acquisirlo separatamente rispetto al titolo di studio, secondo le modalità indicate dal decreto.

La Commissione, dunque, deve tener conto di questo documento per valutare il grado di maturità raggiunto. Il problema di tale valutazione non riguarderà tanto le discipline di studio, quanto le conoscenze e le abilità acquisite nelle esperienze dell’extrascuola. I docenti possiedono le capacità di un reale accertamento in attività che non rientrano nelle loro competenze professionali?

Il nuovo esame di maturità si prefigge di valorizzare il percorso personale dello studente attraverso il Curriculum, riducendo il numero dei commissari e delle discipline oggetto del colloquio.

L’annuale ordinanza che verrà emanata nei prossimi mesi potrà chiarire l’effettività del conseguimento di tale obiettivo o se l’esame rifluirà in rimedi burocratici come purtroppo è spesso avvenuto.

Per approfondire l’argomento è possibile consultare il seguente contributo, presente in piattaforma nella sezione «Sistema istruzione formazione»: Rondanini L. (2025), Ritorna l’esame di maturità, Grandangolo, Erickson.

 

Bibliografia di riferimento

Delle Donne V. (2025), La riforma dell’esame di maturità: sarà la nostalgia … ?, «Notizie della scuola», Tecnodid.

Delle Donne V. (2026), Verso il nuovo esame di maturità, «Scuola 7», n. 446, Tecnodid. URL: https://www.scuola7.it/2026/466/verso-il-nuovo-esame-di-maturita/.

Spinosi M. (2026), Dai PCTO alla Formazione scuola-lavoro, «Scuola 7», n. 462, Tecnodid. URL: https://www.scuola7.it/2026/462/dai-pcto-alla-formazione-scuola-lavoro/.

Appendice

La seconda prova scritta

La seconda prova scritta rispecchia l’indirizzo del corso di studi scelto dallo studente. In questa sezione, per l’esame di maturità, che si svolgerà nei giorni 18 e 19 giugno 2026, vengono riportate le discipline della seconda prova, unitamente ai commissari esterni che si occuperanno durante il colloquio orale di due delle quattro discipline.

Materie della seconda prova maturità 2026 per i Licei

  • Liceo classico: Latino. Materie commissari esterni: Lingua e cultura latina, Storia;

  • Liceo scientifico: Matematica (anche per l'opzione Scienze applicate e la sezione a indirizzo Sportivo). Materie commissari esterni: Storia, Matematica;

  • Liceo scienze umane: Scienze umane (Diritto ed Economia politica nell'opzione Economico-sociale). Commissari esterni: Scienze umane e Lingua e cultura straniera;

  • Liceo linguistico: Lingua e cultura straniera. Commissari esterni: Lingua e cultura straniera e Scienze naturali;

  • Liceo Musicale: Teoria, analisi e composizioni. Commissari esterni: Filosofia e Lingua e Letteratura italiana;

  • Liceo Coreutico (LI14): Tecniche della danza. Commissari esterni: Filosofia e Lingua e letteratura italiana;

  • Liceo Artistico: Discipline progettuali caratteristiche dei singoli indirizzi.

 

Materie della seconda prova maturità 2026 per gli Istituti Tecnici

  • Amministrazione Finanza e Marketing AFM: Economia aziendale (anche nelle articolazioni «Relazioni internazionali per il marketing» e «Sistemi informativi aziendali»). Commissari esterni: Economia aziendale e Seconda lingua comunitaria;

  • Costruzioni ambiente e territorio: Progettazione, Costruzione e Impianti. Commissari esterni: Progettazione, Costruzione e Impianti e Lingua Inglese;

  • Meccanica, meccatronica, energia (articolazione Meccanica e meccatronica): Meccanica, macchine ed energia. Commissari esterni: Lingua e Letteratura italiana e Sistemi e Automazione;

  • Informatica e telecomunicazioni: Sistemi e Reti. Commissari esterni: Sistemi e Reti e Lingua Inglese;

  • Grafica e comunicazione: Progettazione Multimediale. Commissari esterni: Lingua e Letteratura italiana e Tecnologie dei processi di produzione;

  • Agrario: dipende a seconda dell’indirizzo Produzioni vegetali per le articolazioni «Produzioni e trasformazioni» e «Gestione dell'ambiente e del territorio» (Viticoltura e difesa della vite per l'articolazione «Viticoltura ed enologia»);

  • Turismo: Discipline turistiche e aziendali. Commissari esterni: Discipline turistiche e aziendali e Seconda lingua comunitaria;

  • Trasporti e logistica: dipende dall’indirizzo;

  • Sistema moda: dipende dall’indirizzo;

  • Elettronica ed elettrotecnica (articolazione elettronica): Tecno. e Progett. sistemi elettrici ed elettronici. Commissari esterni: Lingua e letteratura italiana e Elettrotecnica ed elettronica.

 

Materie della seconda prova maturità 2026 per gli Istituti Professionali

  • Servizi enogastronomia e ospitalità alberghiera: Scienza e cultura dell’alimentazione. Materie commissari esterni: Lingua inglese e Lingua italiana;

  • Accoglienza turistica: Diritto tecnico amministrative della struttura ricettiva. Commissari esterni: Lingua inglese e Lingua italiana;

  • Servizi per l'agricoltura e lo sviluppo rurale: Economia agraria e dello sviluppo territoriale. Materie affidate ai commissari esterni: Lingua inglese e Lingua e letteratura italiana;

  • Servizi commerciali: Tecniche professionali dei servizi commerciali. Esterne: Lingua e letteratura italiana e Lingua inglese;

  • Produzioni industriali e artigianali: dipende dalle opzioni di studio;

  • Manutenzione e assistenza tecnica: Tecnologie tecniche installazione e manutenzione. Materie affidate ai commissari esterni: Lingua e letteratura italiana e Lingua inglese;

  • Servizi socio-sanitari: Psicologia generale ed applicata. Commissari esterni: Lingua e letteratura italiana e Lingua inglese.

 

La prova orale

Considerata la novità riguardante le quattro discipline, oggetto della prova orale, si riportano le quattro materie relative agli indirizzi dei licei, degli istituti tecnici e degli istituti professionali.

Licei

  • Liceo classico: Lingua e letteratura italiana, Lingua e cultura latina, Storia, Matematica;

  • Liceo scientifico: Lingua e letteratura italiana, Matematica, Storia, Scienze naturali;

  • Liceo scienze umane: Lingua e letteratura italiana, Scienze umane, Lingua e cultura straniera, Storia dell'arte;

  • Liceo linguistico: Lingua e letteratura italiana, Lingua e letteratura straniera 1, Lingua e cultura straniera 2, Scienze naturali;

  • Liceo Musicale: Lingua e letteratura italiana, Teoria, analisi e composizione, Storia della musica, Filosofia;

  • Liceo Coreutico: Lingua e letteratura italiana, Tecniche della danza classica, Tecniche della danza contemporanea, Filosofia, Storia della danza;

  • Liceo Artistico: Lingua e letteratura italiana, Lingua e cultura straniera 1, Lingua e cultura straniera 2, Discipline artistiche.

 

Istituti tecnici

  • Amministrazione Finanza e Marketing AFM: Lingua e letteratura italiana, Economia aziendale, Seconda lingua comunitaria, Diritto;

  • Relazioni internazionali per il marketing: Lingua e letteratura italiana, Economia aziendale e geo-politica, Lingua inglese, Diritto;

  • Costruzioni ambiente e territorio: Lingua e letteratura italiana, Progettazione, costruzioni e impianti, Lingua inglese, Topografia;

  • Meccanica, meccatronica, energia (articolazione meccanica e meccatronica): Lingua e letteratura italiana, Meccanica, macchine ed energia, Lingua inglese, Sistemi e automazioni;

  • Informatica e telecomunicazioni (articolazione informatica): Lingua e letteratura italiana, Sistemi e reti, Lingua inglese, Informatica.

  • Grafica e comunicazione: Lingua e letteratura italiana, Progettazione multimediale, Lingua inglese, Tecnologie dei processi di produzione;

  • Turistico: Lingua e letteratura italiana, Discipline turistiche e aziendali, Seconda lingua comunitaria, Arte e territorio;

  • Elettronica ed elettrotecnica (articolazione elettronica): Lingua e letteratura italiana, Tecnologia e progettazione sistemi elettrici ed elettronici, Lingua inglese, Elettrotecnica ed elettronica.

 

Istituti professionali

  • Enogastronomia e ospitalità alberghiera: Lingua italiana, Lingua inglese;

  • Accoglienza turistica: Lingua e letteratura italiana, Diritto tecn, ammin. della struttura ricettiva, Lingua inglese, Laboratorio di servizi di accoglienza turistica;

  • Servizi per l'agricoltura e lo sviluppo rurale: Lingua italiana, Economia agraria e dello sviluppo territoriale, Lingua inglese, Valorizzazione attività produttive legisl. di settore;

  • Servizi commerciali: Lingua italiana, lingua inglese, Tecniche Professionali dei Servizi Commerciali, Diritto ed Economia.

  • Produzioni industriali e artigianali: Lingua e letteratura italiana, Progettazione e realizzazione del prodotto, Lingua inglese, Laboratori tecnologici ed esercitazioni;

  • Manutenzione e assistenza tecnica: Lingua italiana, Lingua inglese;

  • Servizi socio-sanitari: Lingua e letteratura italiana, Psicologia generale ed applicata, Lingua inglese, Igiene e cultura medico-sanitaria.