La terapia EMDR con bambini e adolescenti

Usare questo approccio terapeutico di psicoterapia integrata per il superamento degli eventi traumatici può rivelarsi utile anche in età evolutiva

La terapia EMDR con bambini e adolescenti

EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è una terapia psicologica riconosciuta a livello internazionale per il trattamento dei traumi. Nata per gli adulti, oggi è utilizzata con efficacia anche in età evolutiva, dai primissimi anni di vita fino all’adolescenza.

Cos’è l’EMDR

L’EMDR si basa sul modello AIP (Adaptive Information Processing), secondo cui il cervello ha una naturale capacità di elaborare esperienze difficili. Quando questa capacità si blocca a causa di traumi o stress intensi, le informazioni restano “congelate” in modo disfunzionale, dando origine a sintomi emotivi, fisici e comportamentali. L’EMDR aiuta a “sbloccare” questi ricordi e a integrarli in modo più sano attraverso una serie di fasi strutturate e l’uso della stimolazione bilaterale (come i movimenti oculari).

Come metterla in pratica

Integrare la terapia EMDR nella pratica professionale può rivelarsi impegnativo. La sensazione iniziale di imbarazzo e poca familiarità con alcuni suoi passaggi fa sì che spesso i clinici esitino nell’avviare il modello. Ciò può risultare ancora più sfidante per i terapeuti che si occupano di età evolutiva, specialmente se abituati a un approccio poco direttivo e a interpretare ciò che il bambino fa mentre gioca. Certo, l’utilizzo del modello con un bambino richiede, in primo luogo, esperienza e formazione nel lavoro con l’età evolutiva. In seguito, il terapeuta deve introdurre abilità cliniche appositamente progettate per i bambini, che rendano possibile adattare le parti del protocollo all’interno di una cornice evolutiva appropriata al singolo soggetto. Distillare le parti della terapia EMDR con tecniche di terapia del gioco o di arte terapia risulta efficace con tutti i pazienti, e in particolar modo con i più piccoli.

Quando e con quali bambini si può usare

La terapia EMDR può essere utilizzata con bambini e ragazzi che abbiano vissuto:

  • eventi traumatici (incidenti, lutti, malattie, violenze);
  • situazioni di stress prolungato (bullismo, separazioni familiari conflittuali);
  • difficoltà emotive (ansia, fobie, disturbi del sonno);
  • problemi di attaccamento o disregolazione emotiva.

È adatta anche a bambini molto piccoli (0-5 anni), con tecniche adattate alla loro età evolutiva e al linguaggio non verbale.

Come funziona: le otto fasi dell’EMDR

L’intervento prevede un protocollo in otto fasi, tra cui:

  • raccolta della storia del bambino e pianificazione del trattamento;
  • preparazione con tecniche di regolazione emotiva;
  • individuazione dei ricordi disturbanti;
  • desensibilizzazione con stimolazione bilaterale;
  • “installazione” di nuove convinzioni positive;
  • verifica del benessere fisico ed emotivo.

Il terapeuta si adatta costantemente alle esigenze evolutive del bambino, usando strumenti come il gioco e il disegno per facilitare l’espressione emotiva.

La terapia EMDR è spesso imprevedibile e sorprendente, poiché terapeuta e paziente scoprono insieme come quest’ultimo abbia sperimentato e consolidato l’evento traumatico. Spesso emerge un grosso «pezzo mancante» che spiega perché l’evento si sia incapsulato nella memoria dell’individuo e non si sia risolto attraverso il naturale processo di guarigione.

In ogni fase della terapia EMDR il clinico deve essere consapevole del fatto che i bambini elaborano in modi peculiari ed è chiamato a seguire il loro particolare processo di guarigione. 

Quali benefici può portare la terapia EMDR

Numerosi studi e casi clinici dimostrano che l’EMDR è efficace nel:

  • ridurre ansia, paure e sintomi post-traumatici;
  • migliorare il sonno, il rendimento scolastico e la regolazione emotiva;
  • aumentare l’autostima e la fiducia in sé;
  • rafforzare il legame genitore-figlio, specie nei casi di difficoltà relazionali.

Spesso i miglioramenti sono visibili già dopo poche sedute, soprattutto in caso di traumi isolati.

Cosa è importante sapere

La terapia EMDR non è una “tecnica magica” e richiede una formazione specifica da parte del terapeuta, oltre che un’attenta valutazione del bambino e del contesto familiare. Alcuni punti di attenzione da considerare:

  • La collaborazione con i genitori è fondamentale, sia per la raccolta delle informazioni, sia per sostenere il bambino fuori dalla seduta.
  • L'esperienza dei bambini e delle bambine è ciò che dirige il trattamento.
  • Non tutti i bambini sono pronti da subito: in alcuni casi è necessario un lavoro iniziale per sviluppare risorse di stabilità emotiva.
  • L’EMDR va integrata con sensibilità clinica e può richiedere tempo in situazioni complesse (adozioni, abusi, traumi ripetuti).