Quando pensiamo alla crescita di un bambino, immaginiamo spesso i suoi primi passi o le sue prime parole. Ma c’è un’altra competenza fondamentale che si sviluppa fin dai primi mesi e che accompagna il bambino per tutta la vita: la motricità fine.
Cos’è la motricità fine?
La motricità fine è l’insieme dei movimenti piccoli e precisi che coinvolgono mani, dita, polsi e occhi. Questi movimenti permettono al bambino di afferrare, manipolare, disegnare, scrivere, costruire. In pratica, ogni gesto che richiede controllo, coordinazione e precisione – dal chiudere un bottone al colorare dentro i bordi – è un esercizio di motricità fine.
Perché la motricità fine è così importante?
Lo sviluppo della motricità fine è fondamentale per l’autonomia e l’apprendimento scolastico. Un bambino che sa usare le mani con precisione:
- si veste e si lava da solo;
- è più autonomo nel mangiare;
- ha migliori capacità nella scrittura e nel disegno;
- partecipa con più sicurezza ai giochi con i coetanei.
Non si tratta solo di praticità: abilità motorie ben sviluppate migliorano l’autostima, la socializzazione e la motivazione. I bambini che si sentono “capaci” tendono a mettersi più volentieri in gioco.
Lo sviluppo delle abilità di motricità fine va considerato quindi come parte dello sviluppo psico-motorio di ogni persona, cui contribuiscono — oltre alla maturazione fisica e alla crescita corporea, che rendono possibile l’esecuzione degli atti motori — anche la padronanza flessibile di una grande varietà di muscoli differenziati, integrati tra loro, coordinati in situazione e impiegati in funzione delle necessità o delle intenzioni comunicative.
La motricità fine nella vita di tutti i giorni
Nella vita di tutti i giorni gli esseri umani compiono un’infinità di atti motori di precisione. Lavarsi i capelli o i denti, vestirsi aprendo e chiudendo i bottoni, applicarsi del trucco oppure allacciarsi le scarpe sono attività che presuppongono abilità di motricità fine che hanno un impatto sul nostro benessere psicosociale e sulla conduzione della nostra vita quotidiana. I bambini che presentano delle difficoltà in questo dominio dello sviluppo possono dare l’impressione di essere disordinati o trasandati, con la conseguenza che le loro relazioni sociali ne risulteranno condizionate e la loro percezione di sé ne sarà influenzata negativamente.
Il legame con gli apprendimenti scolastici
Numerosi studi hanno dimostrato che la motricità fine è strettamente collegata agli apprendimenti scolastici, in particolare alla scrittura, alla lettura e persino alla matematica. Avere una buona coordinazione occhio-mano aiuta, ad esempio, a copiare lettere e numeri, a ritagliare, a tracciare linee, ma anche a contare e a comprendere relazioni spaziali.
Attività e giochi per stimolare la motricità fine
La buona notizia? La motricità fine si può allenare ogni giorno attraverso attività semplici, divertenti e accessibili. Il kit MoFis, sviluppato da terapisti e pedagogisti, propone 15 attività ludiche pensate per bambini dai 4 ai 6 anni. Ecco alcune idee ispirate a quel metodo:
- Attività con materiali semplici
• Strappare carta velina, manipolare plastilina, infilare perline;
• Pinzette e mollette per prendere piccoli oggetti;
• Travasare liquidi con contagocce;
• Usare forbici, bottoni, zip e nastri adesivi. - Giochi con regole semplici
• “La signora golosona”: una pallina con bocca che “mangia” piccoli oggetti, per stimolare la precisione;
• “Il vulcano sparapallini”: costruito con un rotolo e un palloncino, allena la forza calibrata e il coordinamento;
• “Moreno il bruco arcobaleno”: gioco a tappe per migliorare sequenzialità e controllo dei movimenti.


