Il liceo del made in Italy: verso l’assetto definitivo

Il liceo del made in Italy: verso l’assetto definitivo

1. Il Libro bianco del Made in Italy 2030

L’istituzione del liceo del made in Italy avvenuta con la legge n. 206/2023, si è configurata sin da subito come una significativa novità ordinamentale nell’ambito del sistema di istruzione e formazione italiano. Tale scelta, finalizzata a promuovere, valorizzare e tutelare il made in Italy, ha ben presto rivelato la sua portata innovativa nell’ambito dei vari indirizzi della scuola secondaria collocandosi nella più ampia strategia del rilancio dei nostri settori produttivi di maggior qualità.

Proprio in questi giorni vi è stata la pubblicazione del Libro bianco Made in Italy 2030. Per una nuova strategia industriale, gennaio 2026, a cura del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e la sua presentazione al Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL).

Il testo, che delinea una visione unitaria e organica della politica industriale italiana, costituisce un documento di indirizzo strategico centrato su manifattura, filiere produttive, innovazione tecnologica e rafforzamento del capitale industriale per le future scelte di politica industriale nazionale ed europea sino al 2030.

Il testo è stato redatto dopo la consultazione di vari organismi del mondo istituzionale, sociale, produttivo sulla base di un primo documento pilota denominato Libro Verde e realizzato dal Centro Studi del Ministero. Nel Libro bianco del Made in Italy 2030, viene descritta a grandi linee la strutturata del sistema produttivo italiano, con 18 filiere industriali e 160 distretti, con una distinzione tra filiere tradizionali (le cinque A), comparti abilitanti, nuovo Made in Italy e l’individuazione dei settori di eccellenza, e sono fissati 10 obiettivi generali di politica industriale delineati secondo linee di indirizzo ampie e sistemiche. Una grande importanza viene riconosciuta in queste strategie al nostro patrimonio culturale che può rivestire un ruolo di primo piano nella nuova economia, soprattutto puntando alla qualificazione del capitale umano.

Si legge nel testo:

 

Un punto focale è il sistema educativo italiano che, pur avendo compiuto alcuni passi avanti, non riesce ancora a garantire un’adeguata preparazione né a favorire una piena integrazione tra percorsi scolastici, universitari, professionali e il mondo delle imprese. Il livello medio di istruzione resta infatti inferiore alla media UE e le competenze digitali di base sono possedute solo dal 45,7% degli italiani tra i 16 e i 74 anni, ben al di sotto della media europea e con ampie disuguaglianze territoriali. Il risultato è una perdita netta di capitale umano, che disincentiva l’investimento nell’istruzione e alimenta il fenomeno della «fuga dei cervelli» determinata dalla mancanza di opportunità e dai bassi livelli salariali associati ai titoli di studio elevati […]. A questo si aggiunge un elevato tasso di abbandono scolastico e una limitata attrattività dei percorsi tecnico-professionali, che contribuiscono a ridurre la coerenza tra formazione e occupazione e a rafforzare il divario tra Nord e Sud. Anche il costo della formazione rimane un ostacolo concreto, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione. In molti casi, il peso economico degli studi superiori e universitari grava in misura significativa sulle famiglie, disincentivando la prosecuzione degli studi e rendendo necessario un rafforzamento degli strumenti di formazione continua per gli adulti.

 

Si chiede al sistema di istruzione di impegnarsi per il pieno superamento di questo paradigma negativo e di rilanciare le dinamiche della formazione in termini di conseguimento da parte degli studenti di maggiori competenze culturali, sociali, produttive. Il liceo del made in Italy è, in questo senso, impegnato in prima linea nella battaglia per il rilancio anche della formazione scolastica.

2. Il Regolamento del 2024

La richiesta del mondo produttivo di riservare una maggiore attenzione all’istruzione secondaria di secondo grado si inserisce pienamente all’interno del quadro evolutivo del nostro sistema di istruzione. Per quanto concerne il liceo del made in Italy, con la pubblicazione del suo Regolamento, decreto 25 novembre 2024, n. 222, è stato completato il suo assetto istituzionale; in particolare, quel documento ha introdotto tre importanti novità.

La prima novità riguarda la modifica della legge istitutiva n. 206/2023 con l’inserimento di un nuovo articolo che ha definito finalità e caratteristiche del liceo del made in Italy. Dopo l’articolo 9, è inserito il seguente:

 

Art. 9-bis (Liceo del made in Italy)

1. Il percorso del liceo del made in Italy è indirizzato allo studio delle scienze economiche e giuridiche volte, all’interno di un quadro culturale ampio, alla promozione, gestione e valorizzazione degli specifici settori produttivi del made in Italy. Lo stesso guida lo studente a sviluppare e ad approfondire le conoscenze e le abilità e a maturare le competenze necessarie per cogliere la complessità e la pluralità degli scenari storico-geografici, artistico-culturali ed economico-produttivi caratterizzanti l'evoluzione e l'affermazione del made in Italy. Inoltre, il percorso guida lo studente alla comprensione dei processi di internazionalizzazione delle imprese, dei principi e degli strumenti per la gestione d'impresa, nonché delle tecniche e delle strategie di mercato per le imprese del made in Italy.

 

Con l’aggiunta dell’articolo 9-bis è stato anche confermato l’orario annuale delle attività e degli insegnamenti obbligatori, prevedendo n. 891 ore nel primo biennio, pari a 27 ore medie settimanali, e n. 990 ore nel secondo biennio e nel quinto anno, pari a 30 ore medie settimanali.

La seconda novità introdotta riguarda l’adozione del Profilo educativo, culturale e professionale del liceo del made in Italy (PECUP) riportato nell’Allegato 1 al decreto, nel quale, oltre a ribadire le finalità generali del percorso, è stato sottolineato il carattere di scuola indirizzata allo studio delle scienze economiche e giuridiche in un quadro culturale di promozione, gestione e valorizzazione del made in Italy. Per gli studenti, impegnati a sviluppare conoscenze e abilità e a maturare adeguate competenze, sono stati indicati i risultati di apprendimento attesi al termine del percorso liceale, che si concretizzano nei seguenti aspetti:

 

a) acquisire i nuclei essenziali e il linguaggio delle scienze economiche e giuridiche, all'interno di un contesto formativo che consenta di cogliere le intersezioni tra le discipline;

b) sviluppare sulla base delle teorie, dei metodi e delle procedure che caratterizzano le scienze economiche e giuridiche, competenze imprenditoriali idonee alla promozione e alla valorizzazione degli specifici settori produttivi del made in Italy;

c) avere padronanza dei concetti e delle categorie interpretative per l'analisi e l'approfondimento degli scenari storico-geografici e artistico-culturali, nonché della dimensione diacronica dello sviluppo economico e industriale dei settori produttivi del made in Italy;

d) acquisire strutture e competenze comunicative in due lingue straniere moderne, corrispondenti almeno al livello B2 del Quadro comune europeo di riferimento, per la prima lingua, e almeno al livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento, per la seconda lingua;

e) conseguire specifiche conoscenze, abilità e competenze per il supporto e lo sviluppo dei processi produttivi e organizzativi, nonché per il sostegno all'internazionalizzazione delle imprese del made in Italy e delle relative filiere, anche attraverso l'apprendimento integrato di una lingua straniera e di contenuti di altre discipline;

f) rafforzare le specifiche competenze trasversali e tecnico-professionali attraverso i percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento anche in connessione con i percorsi formativi degli ITS Academy, con il tessuto socioeconomico produttivo di riferimento e con l'apporto formativo delle imprese e degli enti del territorio;

g) approfondire conoscenze, abilità e competenze, con progressiva specializzazione, connesse ai settori produttivi del made in Italy, anche in funzione del proseguimento degli studi a livello terziario e dell'inserimento nel mondo del lavoro e delle professioni (Allegato 1, Profilo educativo, culturale e professionale del liceo del made in Italy, D.P.R. 25 novembre 2024, n. 222).

 

La terza novità, introdotta con l’Allegato 2, riguarda le Indicazioni nazionali per i licei del made in Italy. Nella Premessa è stato, infatti, definito, tenuto conto del PECUP, anche il Piano di studi articolato con gli obiettivi specifici di apprendimento, le attività e gli insegnamenti suddivisi per primo e secondo biennio e quinto anno.

 

Le Indicazioni e il Profilo rappresentano la base sulla quale le istituzioni scolastiche strutturano la propria offerta formativa, i docenti costruiscono i propri percorsi didattici e gli studenti sono messi in condizione di raggiungere gli obiettivi di apprendimento e di maturare le competenze proprie del liceo del made in Italy, anche in funzione dei possibili sbocchi previsti dopo il conseguimento del diploma, sia a livello universitario che verso le Fondazioni ITS Academy (Allegato 2. Premessa alle «Indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento in relazione alle attività e agli insegnamenti compresi nel piano degli studi del liceo del made in Italy», D.M. 25 novembre 2024, n. 222).

 

Il percorso di studi è stato finalizzato a promuovere una valida formazione culturale, sostenuta da un adeguato metodo di studio, in grado di sviluppare atteggiamenti creativi, capacità di innovazione e di integrazione tra i saperi in una prospettiva interdisciplinare. Il percorso, che ha privilegiato l’attenzione per il made in Italy con il suo patrimonio storico-culturale e con la bellezza e la qualità dei suoi prodotti, è caratterizzato dalla valorizzazione delle discipline giuridico-economiche e storico-artistiche ed è mirato a far acquisire agli studenti la consapevolezza delle sfide globali che attendono il nostro Paese sul piano economico-finanziario, tecnologico e ambientale, anche in riferimento alla sostenibilità e ai processi di internazionalizzazione. Il nucleo delle discipline è stato sostanzialmente confermato, a parte alcune importanti innovazioni, e riflette una prospettiva trasversale con il collegamento tra le materie letterarie, artistiche, estetiche, storico-geografiche, filosofiche, economiche e giuridiche nella prospettiva di promuovere una formazione imprenditoriale e sostenere la qualità del made in Italy.

 

Per quanto riguarda la specificità del liceo del made in Italy a livello curriculare si rileva in particolare:

  • l'attenzione alle dimensioni proprie del made in Italy, quali il patrimonio storico-culturale, la cura della bellezza e della qualità del prodotto, il ruolo della creatività e dei talenti nei processi produttivi;

  • la consapevolezza critica delle sfide globali sul piano economico-finanziario, tecnologico e ambientale;

  • la propensione all'innovazione digitale e alla sostenibilità;

  • l'orientamento all'acquisizione di un atteggiamento imprenditoriale, aperto alla dimensione internazionale (Allegato 2. Premessa alle «Indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento in relazione alle attività e agli insegnamenti compresi nel piano degli studi del liceo del made in Italy», D.M. 25 novembre 2024, n. 222).

 

È stata indicata la strada dell’internazionalizzazione del curricolo proponendo come direttrici di studio lo sviluppo delle competenze linguistico-comunicative in due lingue straniere, rispettivamente almeno al livello B2 e B1 del Quadro comune europeo, l’insegnamento in lingua straniera di un’altra disciplina e la metodologia CLIL.

Viene riconosciuta nel documento anche l’importanza del collegamento tra il liceo e il contesto nel quale opera: sia le attività svolte in quell’ambito territoriale sia lo sviluppo dei percorsi formativi collegati alle iniziative proposte dagli ITS Academy (Istituti Tecnologici Superiori) possono offrire occasioni operative per sviluppare nell’arco di tutto il quinquennio competenze trasversali e imprenditoriali.

Una strada convincente dal punto di vista metodologico e delle strategie didattiche per coinvolgere gli studenti nelle dinamiche della formazione è apparsa quella di attivare, a partire dal secondo anno del primo biennio, due laboratori interdisciplinari e di ampliare il monte ore dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO).

Il primo di questi laboratori, denominato Cultura e comunicazione del made in Italy, ha riguardato l’ambito umanistico-linguistico, con lingua e letteratura italiana, storia e geografia, storia, filosofia, storia dell’arte e del design e ha affrontato quattro tematiche:

  • la comunicazione per il made in Italy;

  • il patrimonio culturale e paesaggistico nazionale;

  • arte, estetica e design del made in Italy;

  • uno sguardo al futuro.

Il secondo, denominato Dai distretti ai mercati globali: strumenti e strategie per il made in Italy e relativo all’ambito scientifico-giuridico-economico, con matematica, fisica, diritto, economia politica ha affrontato altre quattro tematiche:

  • distretti e filiere produttive del made in Italy;

  • tutela del made in Italy;

  • valorizzazione del made in Italy;

  • promozione, internazionalizzazione e digitalizzazione per il made in Italy.

Il monte ore complessivo dei due laboratori, che sono stati parte integrante e obbligatoria del curricolo e del PECUP, è stato di 180 ore, così suddivise:

  • secondo anno, 30 ore complessive (15 + 15);

  • terzo anno, 40 ore complessive (20 + 20);

  • quarto anno, 50 ore complessive (25 + 25);

  • quinto anno, 60 ore complessive (30 + 30).

Il quadro normativo è stato concluso con l’Allegato 3 che ha riportato il quadro orario annuale come corollario completamento delle Indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento in relazione alle attività e agli insegnamenti compresi nel piano degli studi del liceo del made in Italy (Si veda Figura 1).

 

FIG. 1 Quadro annuale delle discipline.

 

La scelta delle discipline per i laboratori è a cura del Collegio docenti.

Nel terzo, quarto e quinto anno per almeno un terzo del monte ore annuale di una disciplina individuata è previsto l’insegnamento, nella lingua straniera 1, dei contenuti di quella disciplina (CLIL).

 

 

3. Gli Orientamenti ministeriali per i licei del made in Italy

L’avvenimento di gran lunga più rilevante per la caratterizzazione pedagogica del liceo del made in Italy rimane la pubblicazione degli Orientamenti ministeriali avvenuta il 13 novembre 2025 a cura del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione e della Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione.

La diffusione del nuovo documento è finalizzata a offrire opportuni orientamenti e indicazioni alle istituzioni scolastiche che hanno attivato o intendono attivare tale indirizzo in modo da accompagnarle nella costruzione del curricolo di istituto, nella progettazione didattica e nell’identità stessa di tale modello scolastico.

Il testo si articola in due parti: nella prima sono analizzati gli aspetti normativi e culturali del nuovo liceo, con riferimenti diretti alla legge istitutiva e al quadro che tale iniziativa sta delineando, mentre la seconda suggerisce una serie di innovative proposte operative e metodologie didattiche che possono promuovere la realizzazione di un curricolo coerente con le finalità specifiche di questo liceo.

 

La seconda parte degli Orientamenti è dedicata alle discipline di studio, con particolare riferimento alle modalità di declinazione delle stesse in relazione alla specificità del nuovo percorso liceale e alla valorizzazione degli approcci innovativi e della dimensione trasversale e orientativa. In questa sezione vengono altresì fornite esemplificazioni relative all’organizzazione dei due laboratori interdisciplinari sopra richiamati (Nota n. 36617 del 18 dicembre 2025, Orientamenti per il Liceo del made in Italy).

 

Partendo dai tre documenti fondamentali contenuti negli allegati al Regolamento del 2024 – il PECUP, le Indicazioni Nazionali e il Piano degli studi – che costituiscono le fonti di riferimento per le scuole nella costruzione del loro curricolo di studi, negli Orientamenti si afferma che l’impianto di fondo si ispira a una dimensione multidisciplinare nella quale è proposta come finalità generale l’acquisizione di competenze economiche, giuridiche e imprenditoriali nell’ambito delle aree scientifica, storica e linguistica, con particolare attenzione ai processi di internazionalizzazione e alle metodologie laboratoriali per le possibilità che offrono in un collegamento diretto con il mondo del lavoro e dell’imprenditoria.

Se tutti gli indirizzi liceali hanno una loro caratterizzazione, per quel che riguarda il liceo del made in Italy l’elemento caratterizzante è lo studio delle scienze economiche e giuridiche in un quadro culturale che mira alla valorizzazione, promozione e gestione degli specifici settori produttivi del made in Italy.

 

Il liceo del made in Italy rappresenta una delle novità più rilevanti nel panorama dell’istruzione secondaria di secondo grado, concepito per rispondere alla necessità di «formare giovani cittadini consapevoli delle eccellenze produttive italiane e capaci di coniugare cultura, innovazione, imprenditorialità.

Il nuovo indirizzo si propone di valorizzare la dimensione identitaria del made in Italy attraverso un curricolo liceale che integri discipline tradizionali con conoscenze economiche e giuridiche, sviluppi competenze imprenditoriali, comunicative, trasversali e favorisca l’apertura ai contesti produttivi anche in un’ottica internazionale (Nota n. 36617, 18 dicembre 2025, Orientamenti per il Liceo del made in Italy).

 

È stabilito nel PECUP che al termine del percorso gli studenti devono conseguire, oltre ai risultati di apprendimento comuni a tutti i licei, specifiche conoscenze, abilità, competenze, soprattutto imprenditoriali, per la promozione e valorizzazione del made in Italy; nucleo centrale di tale studio è la conoscenza delle scienze economiche e giuridiche e del loro linguaggio scientifico e i collegamenti con le altre discipline che completano il curricolo di studi.

La nuova concezione del liceo del made in Italy si sviluppa, in questo senso, secondo una serie di prospettive pedagogiche.

La prima è quella dell’interdisciplinarità, che si basa sulla profonda interazione tra i contenuti disciplinari ed epistemologici delle discipline del curricolo, sull’integrazione di conoscenze, abilità, competenze dei singoli settori e la loro valenza formativa, sulle competenze disciplinari e su quelle non cognitive e trasversali, sull’acquisizione di una personale capacità imprenditoriale. Quest’ultima, intesa come «capacità progettuale e visione d’impresa, come sviluppo di leadership, creatività e spirito di iniziativa al fine di sollecitare negli studenti la consapevolezza dei molteplici contesti dove poter trasformare le idee in azioni e creare valore per gli altri attraverso attività personali, sociali, professionali, rafforzando la resilienza e la capacità di adattamento ai cambiamenti» (Nota n. 36617, 18 dicembre 2025) è finalizzata, in coerenza con i percorsi economici, giuridici, di management e business, a conseguire conoscenze specifiche sul funzionamento delle imprese, anche affrontando lo studio di casi reali.

La seconda prospettiva è quella dell’orientamento che negli ultimi tempi è apparsa sempre più come una strada da perseguire per ripensare i percorsi scolastici in funzione della formazione delle persone rendendo la scuola un ambiente realmente educativo e in grado di rispondere alle sfide della contemporaneità. I licei del made in Italy sono, infatti, pensati in funzione di un collegamento tra la scuola e il mondo produttivo: non a caso, proprio all’interno delle proposte innovative si ritrova quella di ampliare i percorsi di formazione-lavoro sin dal secondo anno del primo biennio. A tale prospettiva va ricondotta anche la possibilità da parte delle scuole di promuovere intese con il territorio e, in particolare, con gli ITS Academy.

 

Il rapporto con la realtà produttiva e la vocazione territoriale rappresentano, senza dubbio, una grande sfida nella progettazione curricolare e didattica del liceo del made in Italy, finalizzata a potenziare – anche attraverso l’eventuale utilizzo della quota di autonomia – e valorizzare la relazione tra scuola, impresa, territorio in termini di qualità (Nota n. 36617, 18 dicembre 2025, Orientamenti per il Liceo del made in Italy).

 

La terza prospettiva riguarda l’internazionalizzazione del curricolo di studi: si tratta di una scelta che la nostra scuola ha intrapreso già da tempo e che può essere definita come un

 

processo intenzionale e trasformativo di inclusione delle dimensioni internazionale, interculturale e globale all’interno della scuola nella sua globalità allo scopo di innalzare il livello qualitativo dell’istruzione per tutti gli studenti, i docenti e il personale e apportare un contributo significativo alla società (Allegato 1. Linee guida per lo sviluppo dei processi di internazionalizzazione per la filiera tecnica e professionale, decreto n. 241 del 7 dicembre 2023, Schema di decreto di adozione delle Linee guida per lo sviluppo dei processi di internazionalizzazione per la filiera tecnica e professionale in attuazione dell’art. 27, comma 3, del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144, convertito con modificazioni dalla legge 17 novembre 2022, n. 175).

 

Gli Orientamenti suggeriscono che tale prospettiva va perseguita anche ampliando lo studio delle lingue straniere, integrandolo con i contenuti delle varie discipline e attuando percorsi CLIL che prevedano la collaborazione dell’insegnante di lingua straniera con gli altri insegnanti, con conseguente integrazione dei contenuti delle varie discipline e con l’utilizzo di una seconda lingua straniera.

La quarta è la prospettiva laboratoriale. L’intento è quello di sostenere l’acquisizione da parte degli studenti di competenze trasversali e tecnico-professionali fondamentali che riguardano l’autonomia, la capacità imprenditoriale, l’adozione di metodologie attive, l’utilizzo di strumenti digitali, la capacità di lavorare in team, di analizzare, progettare, sviluppare idee e intuizioni. Come detto, il Regolamento ha introdotto due laboratori interdisciplinari che, dal secondo anno del primo biennio, devono promuovere l’acquisizione di competenze imprenditoriali in grado di valorizzare gli specifici settori produttivi del made in Italy e di far acquisire specifiche conoscenze, abilità e competenze per sostenere i processi produttivi e organizzativi. Non a caso nel Piano di studi è stata prevista a partire dal secondo anno del primo biennio la realizzazione dei due laboratori Cultura e comunicazione del made in Italy e Dai distretti ai mercati globali: strumenti e strategie per il made in Italy, che impegnano 180 ore complessive di attività e sono finalizzati al conseguimento degli obiettivi specifici di apprendimento del PECUP e allo sviluppo di competenze imprenditoriali e trasversali.

 

La loro attivazione rappresenta una vera e propria novità ordinamentale nel contesto liceale e prevede l’interconnessione delle discipline afferenti ai due macro ambiti, umanistico-linguistico (Lingua e letteratura italiana, Storia e geografia, Storia, Filosofia, Storia dell’arte e del design) e scientifico-giuridico-economico (Matematica, Fisica, Diritto/Scienze giuridiche per il made in Italy, Economia politica/Scienze economiche per il made in Italy) (Nota n. 36617, 18 dicembre 2025, Orientamenti per il Liceo del made in Italy).

 

4. La Fondazione Imprese e competenze per il made in Italy

Per completare il quadro innovativo occorre far riferimento a un altro organismo, la Fondazione Imprese e competenze per il made in Italy nata proprio per valorizzare la cultura del made in Italy, anche creando raccordi tra il mondo dell’imprenditoria e il nostro sistema di formazione. La legge 27 dicembre 2023, n. 206, ha istituito tale organismo, stabilendo quanto segue:

 

Art. 19. Fondazione «Imprese e competenze per il made in Italy»

1. È istituita la fondazione denominata «Imprese e competenze per il made in Italy» con il compito di promuovere il raccordo tra le imprese che rappresentano l’eccellenza del made in Italy, comprese quelle titolari di marchi storici, e i licei del made in Italy, al fine di diffondere la cultura d'impresa del made in Italy tra gli studenti e favorire iniziative mirate a un rapido inserimento degli stessi nel mondo del lavoro.

 

Lo Statuto della Fondazione è stato approvato dal Ministero delle imprese e del Made in Italy con il decreto 26 novembre 2024. Nel documento, che ha indicato come sua sede la Città di Roma, sono stati definiti compiti, struttura organizzativa e sistema di vigilanza sull’operato della Fondazione. Sono stati anche individuati i soggetti che possono prendervi parte, gli organismi di partecipazione e quelli tecnici, le modalità della loro elezione e relativi poteri, durata, ambiti di attività e controlli di gestione e di risultato. Per quanto riguarda le funzioni della Fondazione il decreto afferma:

 

Art. 2 Natura giuridica e scopo

1. La Fondazione è un soggetto giuridico di diritto privato ed è soggetta alla disciplina di cui agli articoli 14 e seguenti del Codice civile.

2. La Fondazione ha lo scopo di:

I. promuovere il raccordo tra le imprese che rappresentano l’eccellenza del made in Italy, comprese quelle titolari di marchi storici, e i licei del made in Italy;

II. diffondere la cultura di impresa tra gli studenti, favorendo l’acquisizione delle competenze, abilità e conoscenze relative ai settori produttivi del made in Italy, al fine di un rapido inserimento degli stessi nel mondo del lavoro;

III. sostenere l’eccellenza del made in Italy attraverso il conferimento annuale del premio “Maestro del Made in Italy” a imprenditori che si sono particolarmente distinti per la loro capacità di trasmettere il sapere e le competenze alle nuove generazioni nei settori di eccellenza del made in Italy, anche attraverso iniziative formative e di sensibilizzazione degli stessi;

IV. creare sinergie e coordinare competenze e risorse con l'obiettivo di costituire un sistema, a partire dai principali distretti industriali, in cui i licei del made in Italy possano sviluppare i progetti formativi in coerenza con le direttrici di sviluppo economico sostenibile del Paese;

V. curare e gestire, ai sensi dell’articolo 20 della legge n. 206 del 2023, l’esposizione nazionale permanente del Made in Italy con il compito di provvedere ad individuare la sede nell’ambito delle proprie attività e delle proprie risorse.

 

Alla Fondazione, della quale sono membri fondatori il Ministero delle imprese e del Made in Italy e il Ministero dell’istruzione e del merito (MIM), è riconosciuta la possibilità di collegarsi con le Regioni e con altri soggetti pubblici e privati nell’ambito della formazione professionale e del settore terziario di istruzione tecnologica superiore per promuovere sinergie, sviluppare competenze, reperire risorse e costituire un sistema nel quale possano essere realizzati progetti formativi per lo sviluppo economico sostenibile del nostro Paese. Per quel che concerne la nomina dei componenti della Fondazione è stato previsto che

 

Art. 2. Nomina degli organi

Alla nomina degli organi di amministrazione e di controllo si provvede con successivo decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy, di concerto con il Ministro dell'istruzione e del merito e con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro 30 giorni dalla comunicazione del favorevole esito dei controlli da parte dei competenti organi sul presente decreto.

 

Tra i compiti affidati a tale organismo rientra anche il conferimento di un premio annuale i cui requisiti di assegnazione sono definiti con decreto dai Ministeri fondatori. Tale premio, denominato Maestro del made in Italy, è destinato agli imprenditori particolarmente impegnati nel sostegno al made in Italy anche con iniziative di sensibilizzazione e di formazione dirette alle nuove generazioni per promuovere l’acquisizione di competenze soprattutto nei settori considerati di eccellenza.

Più recentemente sull’attività della Fondazione è intervenuto il decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127, che, modificando l’art. 19 della legge n. 206/2023, ha previsto la possibilità di far riferimento a tale organismo per i licei, gli istituti tecnici, gli istituti professionali e le altre istituzioni scolastiche di secondo grado che hanno attivato percorsi con orientamento al made in Italy. L’articolo 2-bis del decreto dispone infatti:

 

Art. 2-bis (Modifiche all'articolo 19 della legge n. 206 del 2023, relativo alla fondazione 'Imprese e competenze per il made in Italy')

1. All'articolo 19 della legge 27 dicembre 2023, n. 206, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, primo periodo, dopo le parole: "i licei del made in Italy" sono inserite le seguenti: ", i licei, gli istituti tecnici, gli istituti professionali che hanno attivato un percorso con specifico orientamento al made in Italy, nonché le altre istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado con un'offerta formativa che valorizza la conoscenza e la diffusione delle produzioni connesse ai settori di eccellenza del made in Italy e gli Istituti tecnologici superiori (ITS Academy) afferenti alle aree tecnologiche riconducibili al sistema produttivo del made in Italy";

b) al comma 3, dopo le parole: "i licei del made in Italy" sono inserite le seguenti: ", le istituzioni scolastiche e gli Istituti tecnologici superiori (ITS Academy) di cui al comma 1".

 

È possibile consultare lo Statuto della Fondazione «Imprese e competenze per il Made in Italy» (Decreto interministeriale 26 novembre 2024) al seguente link: https://www.mimit.gov.it/it/normativa/decreti-interministeriali/decreto-interministeriale-26-novembre-2024-statuto-della-fondazione-imprese-e-competenze-per-il-made-in-italy

5. La Bozza delle nuove Indicazioni Nazionali per il liceo del made in Italy

Nel frattempo è terminato anche il lavoro della Commissione incaricata di delineare una proposta per la revisione delle Indicazioni Nazionali per i licei. Alla guida della Commissione, istituita con decreto ministeriale n. 47 del 18 marzo 2024 e composta da studiosi di area pedagogica, è stata nominata Loredana Perla, Professore ordinario di Didattica e Pedagogia Speciale dell’Università degli Studi di Bari «Aldo Moro». La Commissione è stata poi coadiuvata nei lavori dalle altre commissioni di esperti di area disciplinare nominate con decreto ministeriale 9 agosto 2024, n. 173; i lavori sono stati preceduti e accompagnati da una serie di incontri diretti anche con insegnanti e professionisti dei contesti scolastici di ogni ordine e grado e durante i quali sono stati raccolti vari contributi proposti, anche in forma scritta.

Questa iniziativa, che riguarda tutti gli indirizzi liceali, è analoga a quella già realizzata per il rinnovo delle Indicazioni nazionali per il primo ciclo di istruzione, D.M. n. 221 del 9 dicembre 2025. Essa prevede una fase di consultazione sulla bozza di documento a cui partecipano le associazioni professionali e disciplinari, quelle dei genitori e degli studenti, le organizzazioni sindacali. Il Ministero dell’Istruzione ha diffuso con la nota n. 112374 del 22 aprile 2026 un questionario al quale le scuole statali e paritarie possono rispondere dal 23 aprile al 31 maggio. Solo al termine di tale percorso il Ministero adotterà ufficialmente il nuovo testo, mentre ogni decisione per una analoga operazione per la definizione di nuove Linee Guida per gli Istituti Tecnici e per quelli Professionali è stata rinviata, in attesa degli esiti delle varie sperimentazioni in atto.

La revisione delle Indicazioni nazionali per i Licei, che ha la duplice finalità di adeguare il nuovo testo ai cambiamenti avvenuti sul piano legislativo, culturale, economico, sociale nell’ultimo periodo e di dare un contributo alle riflessioni sulle nuove prospettive nel campo della formazione, è finalizzata, si legge nel testo, ad affermare un modello di scuola del merito che favorisca la costruzione di un autentico rapporto tra libertà e norma, che educhi all’empatia, alle relazioni e al rispetto, anche considerando le sfide che stanno arrivando dal mondo della tecnologia, in particolare dall’intelligenza artificiale. In questo senso, viene ribadito che

 

il fine generale dei Licei è la formazione integrale della persona secondo una prospettiva di approfondimento culturale. In quanto formazione secondaria di secondo grado, quella liceale postula, rispetto alla scuola del primo ciclo, un innalzamento quantitativo e qualitativo del livello di formazione generale degli studenti, sia come apertura a molteplici istanze culturali, sia come migliore organizzazione delle conoscenze acquisite. Essa promuove lo sviluppo del pensiero critico, creativo e strutturato, della riflessività, della problematizzazione e della consapevolizzazione delle conoscenze e li integra nei quadri di riferimento delle competenze chiave per l’apprendimento permanente definite dalla Raccomandazione europea del 22 maggio 2018 (Bozza delle Nuove Indicazioni per i Licei, 22 aprile 2026).

 

Il documento si presenta articolato, con una Premessa di carattere generale e le indicazioni specifiche per ciascuna tipologia di licei, quello artistico con sei indirizzi (Arti figurative; Architettura e Ambiente, Design, Audiovisivo e Multimediale, Grafica e Scenografia), quello classico, il liceo linguistico, quello musicale e coreutico (con sezioni musicale e coreutica), quello scientifico e il liceo scientifico con opzione di scienze applicate, quello scientifico con sezione a indirizzo sportivo, quello delle scienze umane, il liceo delle scienze umane con opzione economico-sociale, il liceo del Made in Italy.

 

La Premessa

Si afferma nella Premessa che, la formazione liceale, ciascuna nella sua specifica caratterizzazione, promuovere l’acquisizione di conoscenze dirette attraverso gli oggetti culturali di studio, abilità nello svolgimento di azioni, conoscenze proposizionali per la gestione di dati, informazioni, tecniche e saperi:

 

tali conoscenze e abilità sono funzionali alla maturazione di solide competenze culturali disciplinari e trasversali per lo sviluppo integrale della persona e dei suoi talenti in tutte le sfere della personalità: cognitiva, relazionale, affettiva, volitiva.

 

Importante è il richiamo alle esperienze di formazione scuola–lavoro e al raccordo con la formazione terziaria, dall’Università alle ITS Academy, dall’AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) all’IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore), così come è importante il riferimento all’internazionalizzazione del curricolo di studi e all’orientamento che dovrebbe ridurre i fenomeni dell’abbandono precoce della scuola, del disallineamento formazione e lavoro, del contrasto al fenomeno dei giovani tra i 15 e i 29 anni che non risultano né inseriti in percorsi di formazione né occupati nel mondo del lavoro.

La Premessa si conclude con la definizione del PECUP, degli obiettivi generali del processo formativo, delle competenze attese, anche in riferimento alle discipline di studio: sullo sfondo vi è un richiamo al pieno esercizio della cittadinanza e allo sviluppo professionale al termine del secondo ciclo di istruzione, con le indicazioni per la costruzione del curricolo e con il riconoscimento della valutazione come forte elemento orientativo per ciascun studente.

 

Le discipline

Per quanto concerne le discipline, la Bozza delle Indicazioni per il liceo del made in Italy, come per gli altri licei, le presenta suddivise nei due bienni e nel quinto anno, con linee generali e competenze e con gli specifici obiettivi di apprendimento e le relative conoscenze. Importante novità è l’inserimento all’inizio di ciascuna disciplina di un breve paragrafo denominato Perché studiare questa disciplina che ne richiama il valore formativo e la dimensione epistemologica e didattica.

In questa sede sarà analizzata questa presentazione, rinviando a una successiva fase quella del percorso curricolare e delle scelte contenutistiche. Le discipline proposte sono le seguenti.

 

Lingua e letteratura italiana

La lingua italiana viene proposta come un bene culturale nazionale e un mezzo indispensabile per la conoscenza, che è da salvaguardare e coltivare, pur nel quadro di un plurilinguismo caratteristico di una società aperta e multiculturale. Essa è fondamentale per la trasmissione del patrimonio culturale e storico e la connotazione della nostra identità nazionale ed è garanzia di salvaguardia e di valorizzazione dell’italiano come bene culturale in sé. La competenza linguistica è precondizione per quelle comunicative, logico-argomentative e culturali. È sottolineata l’importanza dell’approccio alla letteratura non come studio in sé, ma come studio finalizzato a far acquisire il gusto alla lettura che è un modo per conoscere il mondo e se stessi, trovando nei pensieri, nelle emozioni e nei desideri degli scrittori del passato tracce di una umanità comune.

 

Lingua e cultura straniera 1

Tale studio mira a formare cittadini consapevoli, capaci di interagire in contesti plurilingui e multiculturali, di promuovere l’inclusione e contribuire alla costruzione di una società aperta e plurale, ispirata a valori di interculturalità, rispetto e convivenza civile. La proposta di studio segue due assi fondamentali tra loro collegati: lo sviluppo di competenze linguistico-comunicative e la conoscenza degli universi culturali legati alla lingua di riferimento. A parte la competenza comunicativa, gli studenti devono avvicinarsi e conoscere gradualmente le letterature e le altre espressioni culturali in lingua straniera, dal cinema, al teatro, alla musica. La competenza da conseguire nella prima lingua straniera è il livello B1 (primo biennio) e B2 (secondo biennio e quinto anno) del Quadro Comune Europeo di riferimento per le lingue 2020.

 

Scelta della lingua straniera 1

Per quanto riguarda le lingue europee, a mero titolo esemplificativo:

Conoscenze

Obiettivo del percorso di apprendimento è quello di costruire e saper utilizzare, con gradualità, un repertorio plurilingue e pluriculturale, flessibile e dinamico. Visto che (in base al D.P.R. 15 marzo 2010, n. 89, integrato dalle Indicazioni Nazionali per i licei D.M. 7 ottobre 2010, n. 211), non esistono limitazioni nella scelta delle lingue da parte dei singoli istituti scolastici, si propongono qui di seguito, a solo titolo esemplificativo, per evidenti ragioni di spazio, percorsi didattici relativi ad alcune delle lingue più presenti nei licei del nostro territorio:

Lingua e cultura inglese […].

Lingua e cultura francese […].

Lingua e cultura spagnola […].

Lingua e cultura tedesca […].

 

Lingua e cultura straniera 2

L’apprendimento della seconda lingua straniera è finalizzato a rendere gli studenti cittadini consapevoli e in grado di interagire in contesti plurilinguistici e multiculturali tipici di una società aperta e plurale, nella quale sono promossi i valori dell’accoglienza, del rispetto e della convivenza civile. Come per la prima lingua, lo studio si muove lungo i due assi dello sviluppo di competenze linguistico-comunicative e della conoscenza della cultura del Paese della lingua studiata. Lo studio della seconda lingua va ad arricchire il repertorio già strutturato con quello della prima lingua straniera, favorendo quindi il transfer di strategie, competenze e conoscenze già acquisite.

 

L’obiettivo auspicabile è il raggiungimento del livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue (QCER) alla fine del quinto anno.

 

Anche per la scelta della seconda lingua nella Bozza si fa riferimento a quelle attualmente più diffuse nella scuola italiana: Lingua e cultura inglese, Lingua e cultura francese, Lingua e cultura spagnola e Lingua e cultura tedesca.

 

Storia

Si afferma nella Bozza che la storia acquista per intero significato e importanza nella fase dell’adolescenza e della prima giovinezza perché è il periodo in cui lo studente comincia a entrare in pieno contatto con l’ambiente in cui vive e ha consapevolezza dei suoi diversi aspetti e problemi. Nasce da questo l’interesse per il presente e per il passato, cioè per la storia. La preferenza che è stata riservata negli ultimi tempi allo studio della storia materiale, dell’economia, della tecnica, dell’alimentazione va superata per tornare alla storia politica intesa come studio dell’organizzazione interna delle comunità umane, delle idealità che le ispirano, delle idee religiose, dei miti e delle figure eponime, della visione del mondo e delle concezioni dell’individuo e della famiglia, dei caratteri della proprietà, della stanzialità sul territorio, delle forme del potere, degli organismi sociali, dei rapporti tra le comunità.

Analoga considerazione va fatta per lo studio della storia europea e dell’Occidente in genere, la cui centralità è affermata anche nelle attuali Indicazioni. Pur nella consapevolezza che in altre parti del globo vi siano state realtà che hanno espresso grandi civiltà e che abbiamo una forte presenza di alunni stranieri, occorre non dimenticare l’impossibilità di studiare le vicende storiche di un insieme di popoli e civiltà molto diversi tra loro: a interessare e a motivare i giovani allo studio è il quadro geopolitico euro-occidentale il quale è stato certamente quello che ha influito maggiormente sullo sviluppo della civiltà attuale.

La storia dell’Italia e dell’Occidente continua, in altri termini, a mantenere una centralità per il contributo rilevante che ha dato alla civiltà mondiale, alla formazione dei moderni Stati, agli aspetti della ricerca storica, al riconoscimento dei diritti della persona e delle sue libertà.

 

Geografia

Si afferma che lo studio della geografia è finalizzato a fornire strumenti di geografia umana e culturale e a formare cittadini del mondo in grado di comprendere e analizzare i luoghi, i paesaggi e le diversità ambientali, politiche, sociali, economiche e culturali del pianeta, le interazioni, gli adattamenti e i cambiamenti anche in altri ambiti o territori. Tale studio riguarda oggi il complesso delle relazioni materiali e immateriali tra esseri viventi sul territorio e tra esseri viventi e ambienti naturali, alle diverse scale geografiche e nel tempo. La geografia utilizza il linguaggio della geo-graficità, la cui forma storicamente più sviluppata è la cartografia, un linguaggio che consente la creazione, la lettura e l’interpretazione anche di altri tipi di rappresentazione come le fonti scritte, i testi letterari i dipinti, le fotografie, gli audiovisivi e i prodotti multimediali. L’approccio critico alla lettura, analisi e interpretazione delle varie forme di rappresentazione della realtà concorre allo sviluppo di un uso consapevole degli strumenti di intelligenza artificiale generativa.

Lo studio della geografia, che interpreta il legame tra sistemi umani e naturali e l’impatto antropico sulle risorse, non può essere ridotto alla mera rappresentazione o descrizione della distribuzione nello spazio di eventi e accadimenti, ma deve riguardare la conoscenza delle relazioni che legano l’Italia all’Europa, del personale spazio vissuto al mondo. Le competenze attese riguardano la capacità di evidenziare e connettere le relazioni nello spazio e nel tempo; di valorizzare il paesaggio inteso come patrimonio identitario, culturale e bene comune nella prospettiva di uno sviluppo sostenibile; di promuovere la sostenibilità con la consapevolezza della fragilità ecologica del mondo e delle sfide per la convivenza tra culture diverse.

Va evitato lo studio di una geografia regionale statica per analizzare le interazioni culturali nella costante trasformazione dei luoghi e delle società, apprezzare la diversità ambientale e culturale e i modi con cui le comunità umane hanno modificato la realtà naturale.

 

Al termine del percorso dovranno quindi essere acquisite le seguenti competenze:

  • analizzare criticamente i cambiamenti ambientali, politici, economici, culturali e sociali alle diverse scale geografiche, muovendo da un approccio geografico sistemico nello studio dei luoghi e dei territori;

  • riconoscere le diverse possibili modalità di gestione del territorio al fine di elaborare proposte per un uso equo dei beni ambientali come beni comuni;

  • comprendere e interpretare la diversità dei paesaggi e dei luoghi;

  • sviluppare un approccio critico alle rappresentazioni cartografiche digitali, al fine di sviluppare consapevolezza nel decostruire l’apparente neutralità e veridicità delle informazioni prodotte da software e applicazioni di Intelligenza Artificiale generativa;

  • sviluppare competenze personali e sociali, ispirate dai valori e dai principi inscritti nella Costituzione, su come abitare il pianeta a scala locale e globale in modo sostenibile;

  • analizzare e produrre testi letterari, documenti fotografici e audiovisivi, interviste e rappresentazioni artistiche dei diversi paesaggi, partendo dalla lettura critica e comparativa dell’art. 9 della Costituzione italiana, della definizione Unesco di paesaggio culturale (1992) e dell’art. 1 della Convenzione Europea del Paesaggio.

 

Filosofia

Nella Bozza la Filosofia è definita come una disciplina complessa che aiuta ad affrontare situazioni complesse caratterizzandosi come esercizio concreto di attività di riflessione, di interrogazione, di giudizio, di argomentazione e, al contempo, come sapere storico e teorico sostenuto da autori e testi. Nello studio vanno curati entrambi gli aspetti, consentendo agli studenti di sviluppare la riflessione personale, il giudizio critico, l’attitudine all’approfondimento e alla discussione razionale, la capacità di argomentare, anche in forma scritta, una personale tesi.

 

Economia politica e Scienze economiche per il made in Italy

Lo studio dell’Economia politica e delle Scienze economiche ha lo scopo di far acquisire agli studenti strumenti concettuali e operativi per comprendere il funzionamento dei sistemi economici e produttivi contemporanei, soprattutto del modello del made in Italy, compresi i processi di internazionalizzazione. È questa una competenza considerata essenziale per interpretare le dinamiche dei mercati e sostenere la competitività del sistema produttivo italiano, anche in riferimento alla digitalizzazione, dall’uso dei dati e dai sistemi di intelligenza artificiale nei processi economici e produttivi.

L’economia va proposta come scienza dell’uso consapevole delle risorse materiali e immateriali, ambito fortemente impattante sullo sviluppo economico, sull’organizzazione dei sistemi produttivi e sulla qualità della vita.

L’insegnamento dell’economia nel Liceo del Made in Italy riguarda lo studio delle principali variabili macroeconomiche e degli effetti delle politiche economiche, l’analisi dei mercati, la formazione dei prezzi, la comprensione della vita dell’impresa. Gli studenti devono essere posti nella condizione di saper analizzare i settori produttivi tipici del tessuto economico italiano, la struttura delle filiere e le modalità della produzione, del lavoro e della gestione delle risorse, considerandone gli aspetti organizzativi, strategici e gestionali, anche in relazione all’uso consapevole delle tecnologie informatiche e ai principi dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale d’impresa.

Nel quinto anno, lo studio dell’economia, che non deve concretizzarsi in un insieme astratto di modelli, ma porsi come uno strumento di lettura e interpretazione della realtà produttiva e commerciale, che consente di affrontare l’analisi degli scenari macroeconomici e delle strategie adottate dalle imprese e dai policy maker, in particolare nella valorizzazione dei prodotti italiani sui mercati globali.

 

L’integrazione tra economia politica, economia aziendale e marketing consente agli studenti di comprendere le logiche del posizionamento competitivo del made in Italy, le strategie di promozione e distribuzione, l’accesso ai mercati internazionali e la gestione finanziaria dei processi di espansione all’estero, anche attraverso l’analisi di casi di studio di imprese e marchi italiani di successo, considerando anche il ruolo delle tecnologie emergenti nei processi di internazionalizzazione.

 

Diritto e Scienze giuridiche per il made in Italy

La finalità dello studio del Diritto e delle Scienze giuridiche è di consentire agli studenti di maturare una preparazione giuridica solida e applicata per poter comprendere e gestire i processi economici, produttivi e commerciali del sistema imprenditoriale italiano.

Anche nel caso dello studio del diritto, che va favorito proponendo casi concreti, esso non va presentato come un insieme statico di norme, ma come uno strumento dinamico che consente di governare le dinamiche e regolare il mercato.

Gli studenti devono essere posti nella condizione di orientarsi in modo consapevole nei contesti economici e professionali rispettando i principi costituzionali della legalità e della responsabilità sociale. Occorre che essi maturino competenze critiche nell’analisi dei fenomeni giuridici, istituzionali e economici che caratterizzano i processi produttivi e le dinamiche di mercato, anche in riferimento alle tecnologie digitali e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, tutelando e valorizzando il Made in Italy in quanto patrimonio economico, culturale e sociale nel contesto nazionale, europeo e globale.

Lo studio del diritto, che va favorito anche con l’analisi di casi concreti, va proposto come specifico linguaggio e sistema di regole che disciplinano i rapporti tra individui, imprese e istituzioni. Gli studenti devono averi chiari il significato e le funzioni delle norme giuridiche in quanto esse sono alla base della convivenza civile e si pongono come strumenti di regolazione dell’attività economica.

Gli studenti devono conoscere il testo costituzionale nel quale sono delineati il ruolo degli individui e quello delle organizzazioni della società civile, quello degli organismi pubblici e privati del nostro sistema economico, compresi i principi che regolano la libertà di iniziativa economica, il lavoro, la concorrenza e la tutela del consumatore. Non va comunque trascurata la dimensione europea e internazionale del diritto, anche per conoscere e comprendere il ruolo dell’Unione europea nella regolazione dei mercati, nella politica commerciale e negli scambi internazionali. Gli studenti devono, nel contempo, conoscere e comprendere l’evoluzione storica delle norme applicate alle attività economiche e produttive e analizzare il quadro normativo che guida l’impresa nelle sue diverse forme. Il diritto civile, commerciale e industriale diventano, in questo senso, chiavi di lettura fondamentali per comprendere le negoziazioni giuridiche, i contratti, le responsabilità degli imprenditori e i principali aspetti della vita aziendale. Una attenzione particolare va riservata allo studio della proprietà intellettuale e industriale, dei marchi, delle invenzioni e delle denominazioni di origine, in quanto elementi giuridici di tutela, valorizzazione e difesa delle eccellenze del made in Italy.

 

Matematica

Lo studio della matematica, dell’informatica e delle discipline scientifiche è un elemento essenziale della formazione liceale sia per acquisire saperi specialistici sia come percorso unitario di educazione al metodo scientifico e al pensiero razionale.

Lo sviluppo di conoscenze e competenze matematiche è ritenuto centrale nella formazione personale e culturale perché offre elementi importanti per il lavoro e le professioni, anche nella prospettiva dell’esercizio di una cittadinanza attiva e responsabile. L’apprendimento della Matematica sviluppa la capacità di esercitare il ragionamento logico, di promuovere la curiosità e la creatività, di analizzare dati e informazioni, di esprimere con chiarezza il proprio punto di vista nel confronto con le idee degli altri. La Matematica consente di esprimere il valore dell’armonia, di affrontare l’incertezza e di orientarsi nelle scelte personali e professionali.

Attraverso tale studio si acquisiscono strumenti concettuali e operativi atti a descrivere i fenomeni naturali e i prodotti artificiali, creare modelli, calcolare e formulare previsioni: si tratta di strumenti che sono alla base degli studi scientifici e tecnologici e che consentono di riconoscere e rispettare la coerenza logica, di acquisire concetti, significati e linguaggi che sono alla base dei sistemi di intelligenza artificiale: tali competenze sono indispensabili per la progettazione, la produzione e il controllo della qualità dei prodotti italiani di eccellenza e del Made in Italy. La proposta didattica della Bozza suggerisce il coinvolgimento attivo degli studenti in attività strutturate e in situazioni di problem solving, dove essi ordinano concetti e significati, linguaggi e teorie, competenze e atteggiamenti, in una prospettiva interdisciplinare.

Nella Bozza lo studio della matematica è proposto in maniera articolata in tutti i suoi ambiti e con contenuti che diventano progressivamente più impegnativi.

Nel secondo biennio lo studente utilizza, in situazioni via via più complesse e diversificate, quanto appreso nel primo biennio e sviluppa nuove conoscenze, competenze e punti di vista. In ogni caso, l’attenzione è rivolta allo sviluppo dell’intuizione, alla precisione del linguaggio e alla correttezza del ragionamento in situazioni semplici e significative, più che all’acquisizione di tecniche di calcolo in situazioni complicate. Gli obiettivi sono organizzati nei seguenti nuclei tematici: Funzioni e modelli (che comprende i primi elementi del Calcolo differenziale e integrale); Geometria e Algebra; Analisi di dati, Statistica e Probabilità. Come per gli altri periodi del percorso liceale, gli obiettivi sono intesi come traguardi da conseguire al termine del biennio.

 

Fisica

Lo studio della Fisica è definito nella Bozza un pilastro fondamentale del progresso tecnologico e culturale della società in quanto si fonda sull’osservazione con metodi quantitativi della realtà, sullo sviluppo di strumenti tecnologici, «sulla capacità di astrazione; sul saper identificare e distinguere diversi livelli di rilevanza e di approssimazione nell'analisi dei fenomeni; sulla formulazione di modelli e sul loro confronto con il mondo reale attraverso la progettazione e l'esecuzione di esperimenti».

Tale studio, che mira a consentire l’interpretazione e l’evoluzione dei fenomeni naturali, socioeconomici, culturali e tecnologici, si pone per i suoi contenuti e per i suoi metodi come strumento fondamentale per la formazione di cittadini responsabili e consapevoli, capaci di assumere posizioni scientificamente e criticamente fondate su temi più rilevanti per la società, quali la questione energetica, la tutela dell’ambiente, lo sviluppo e il controllo delle tecnologie compresa l’Intelligenza Artificiale.

Nella Bozza si afferma che lo studio della Fisica, anche attraverso un approccio storico e attento alla creatività e all'immaginazione, svolge una funzione centrale nella formazione degli studenti in quanto promuove le capacità di ragionamento logico, di argomentazione e di risoluzione di problemi complessi e fornisce solide basi per affrontare le sfide poste dall'attuale società.

 

Scienze naturali

Lo studio delle Scienze Naturali, definite il punto di incontro di problematiche, esperienze, metodi e linguaggi delle singole discipline costitutive, è finalizzato a promuovere l’acquisizione di un patrimonio concettuale e linguistico che consenta agli studenti di analizzare, interpretare e comprendere problemi complessi quali l’impatto delle attività dell’uomo sul nostro pianeta, la resilienza degli ecosistemi, i rischi naturali, lo sviluppo sostenibile e l’innovazione tecnologica.

Tale ambito di studio, che prevede l’utilizzo del metodo scientifico con l’osservazione, la verifica sperimentale, l’analisi quantitativa e la riflessione critica, va a integrare lo studio della Chimica, della Biologia, delle Scienze della terra, consente di acquisire gli strumenti per comprendere le caratteristiche e il funzionamento dei sistemi naturali e affrontare le problematiche tecnologiche e ambientali anche in termini di sostenibilità.

 

Storia dell’arte e del design

Ambito di studio della Storia dell’arte e del design è lo studio dei documenti fondamentali delle civiltà in quanto espressioni di sistemi di valore, produttivi e simbolici. Nella Bozza è definita come una disciplina storico-critica che studia le opere figurative, architettoniche e del design. Essa è una disciplina storica che pone al centro delle sue indagini l’opera d’arte come elemento che consente di comprendere un’epoca nella sua interezza. L’opera d’arte, che nasce come téchnē, competenza tecnica, e poíēsis, creazione di significati, consente di elaborare una concezione analitica e complessa sulla realtà, di comprendere i processi creativi e produttivi, le relazioni tra forme, le funzioni e le visioni del mondo, il rapporto dialettico tra arti e artigianato, tra creazione unica e produzione seriale. 

Nell’ambito del liceo del made in Italy tale insegnamento assume una grande centralità, anche perché è realizzato in un Paese che custodisce la più alta concentrazione al mondo di opere artistiche e che è stato per secoli crocevia e motore della civiltà figurativa occidentale e laboratorio di una straordinaria tradizione artigianale. La disciplina, che consente di individuare e interpretare l’equilibrio dinamico tra il patrimonio tecnico-artigianale della tradizione e la dimensione teorico-progettuale, sperimentale e globalizzata del design e della moda, propone lo studio della storia del design italiano, dalle avanguardie del primo Novecento al secondo dopoguerra consentendo di comprendere l’integrazione unica di pensiero progettuale, maestria esecutiva e visione imprenditoriale. È raccomandato l’incontro diretto con il patrimonio in riferimento al contesto locale e regionale, sia nella sua dimensione storico-monumentale sia nella sua realtà produttiva.

Occorre promuovere la formazione di una cittadinanza consapevole e attiva per la tutela del bene comune, per la decodifica critica del mondo produttivo e comunicativo e per l’esercizio di un pensiero progettuale consapevole. Attraverso lo studio di tale disciplina si acquisiscono conoscenze e lessici specialistici indispensabili per la comprensione storica, filosofica, tecnologica ed economica poiché le opere d’arte e di design sono espressioni fondamentali della cultura e dell’impresa. In questo quadro, le opportunità offerte dalla tecnologia, in particolare dall’Intelligenza Artificiale, contribuiscono a promuovere la capacità di leggere criticamente la realtà.

 

Scienze Motorie e Sportive

Tale studio è finalizzato a estendere e affinare le competenze motorie apprese nella precedente scolarità, approfondendo anche gli aspetti disciplinari e interdisciplinari relativi al corpo e al movimento umano. La Bozza apre, in questo senso, ai contributi che vengono dalle discipline scientifiche e dagli studi sul movimento del corpo umano in ambito motorio e sportivo, come quelli relativi al ruolo e all’influenza del nostro corpo in interazione con l’ambiente, alla quotidianità, alle funzioni esecutive, alla motivazione, all’autoefficacia e al piacere del movimento.

Nel testo è sottolineato il fatto che durante la frequenza degli studi secondari l’attività fisica e quella sportiva, particolarmente quella delle studentesse, si riduce facendo per questo assumere una particolare rilevanza alle attività fisiche scolastiche che vanno personalizzate rispetto ai diversi profili di funzionamento e alle motivazioni di ciascuno studente. La proposta è di puntare alla valorizzazione di stili di vita attivi e sani e alla promozione convinta di una cultura del movimento, della salute e del benessere.

Gli studenti vanno progressivamente guidati all’utilizzo consapevole di strumenti e tecnologie digitali che si avvalgano anche dell’Intelligenza Artificiale, per raccogliere, leggere e interpretare dati relativi al corpo in movimento, così da maturare una consapevolezza critica dei processi di miglioramento della performance e di promozione della salute e del benessere psicofisico. Le Nuove Indicazioni, in continuità con quelle del primo ciclo, definiscono un percorso di apprendimento declinato in cinque dimensioni interconnesse tra loro che, sulla base di stimoli provenienti da sensibili mutamenti somatici, psicologici, cognitivi ed emozionali, riguardano lo stile di vita, la dimensione motoria, quella cognitivo, quella sociale e quella emotivo-relazionale.

Le finalità generali riguardano, pertanto, l’acquisizione di una consapevolezza corporea che accompagni lo studente nel suo percorso di crescita verso la scelta di stili di vita attivi, lo sviluppo delle competenze in ambito motorio e sportivo, l’approfondimento delle conoscenze sul corpo umano in movimento e sugli aspetti tecnici, motivazionali, sociali e culturali del movimento e dello sport, la piena consapevolezza del significato della collaborazione con i compagni, la gestione e modulazione emotiva e la resilienza.

Nelle scuole del secondo ciclo, accanto alla dimensione esperienziale, è suggerita l’opportunità di acquisire conoscenze teoriche con l’utilizzo di libri di testo e materiali digitali opportunamente selezionati.

6. Alcune considerazioni finali

L’idea di promuovere il miglioramento della formazione scolastica legandola maggiormente a quelle che sono le richieste del mondo del lavoro, soprattutto considerando l’eccellenza del made in Italy, costituisce una scelta certamente condivisibile e in grado di aprire nuove prospettive per l’inserimento lavorativo delle nuove generazioni. In questo senso, l’istituzione del liceo del made in Italy viene a completare il nuovo quadro che si sta delineando e che vede come protagonisti, oltre ai licei del made in Italy, il sistema degli ITS Academy, la Fondazione Imprese e competenze per il Made in Italy, il Ministero delle imprese e del Made in Italy, il Ministero dell’istruzione e del merito e quello dell’economia e delle finanze.

Per quel che riguarda la Bozza delle nuove Indicazioni, al di là dei possibili punti di criticità legati ad alcune scelte che stanno animando il dibattito, di essa va certamente apprezzato il tentativo di intervenire avendo piena consapevolezza degli effetti non sempre positivi dei cambiamenti che stanno interessando la nostra società, delle criticità che oggi viviamo in ambito sociale, economico, lavorativo, dell’impatto sicuramente di grande effetto che avranno le tecnologie sul nostro modo di essere e di vivere, non dimenticando la particolare attenzione e delicatezza che richiederà l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nel lavoro e nella formazione delle nuove generazioni.

Per quanto riguarda il percorso di studio, in attesa del testo definitivo anche per le singole discipline è possibile effettuare qualche rapida analisi.

In questo senso, per la Lingua italiana, si consolida l’importanza delle competenze linguistiche e della capacità di scrittura e argomentazione considerate fondamentali per l’apprendimento, comprendendola anche nella sua evoluzione e nel confronto con il passato. È sicuramente condivisibile l’attenzione riservata alla lettura diretta dei grandi classici, anche indicando un congruo numero di opere da leggere a partire dal primo anno; ciò che viene ritenuto più rilevante non è tanto la conoscenza del pensiero dei più grandi scrittori, quanto la riscoperta del gusto della lettura delle grandi opere per poi risalire alle idee dei loro autori: interessante è, in questo senso, la proposta di testi di Cesare Pavese, Italo Calvino, Leonardo Sciascia, Elsa Morante, Corrado Alvaro, Carlo Levi, Pier Paolo Pasolini, Ignazio Silone, Ennio Flaiano, Vitaliano Brancati. L’invito è anche quello avvicinarsi a testi di vario genere, compresi quelli di saggistica e le opere teatrali. Si suggerisce comunque che questo lavoro sui testi sia accompagnato da momenti di confronto e diventi occasione di coinvolgimento attivo degli studenti. Alcune specifiche considerazioni sono formulate a proposito della lettura dei Promessi Sposi e delle opere dantesche.

Il discorso sui testi viene ripreso anche per lo studio delle Lingue e sono indicati i classici europei dell’Ottocento, ma anche opere di genere diverso quali testi fantasy, di fantascienza, gialli, horror.

Alla Filosofia è riservato un ruolo fondamentale per la formazione in quanto «disciplina complessa che, come tale, educa in ogni tempo ad affrontare situazioni complesse». La prospettiva di studio indicata è duplice e vede la filosofia come attività di riflessione, interrogazione, giudizio e argomentazione e nel contempo guida al sapere storico e teorico caratterizzato dall’interazione tra pensieri degli autori e testi prodotti.

Per quanto concerne la Storia e la Geografia nel primo biennio sono presentate come due discipline distinte, ciascuna con il proprio assetto epistemologico e sono insegnate da un unico docente per 99 ore per ciascuna delle due classi del primo biennio.

Per la prima viene confermata la centralità della storia nazionale e occidentale con il primo biennio dedicato allo studio delle civiltà antiche e di quella altomedievale, mentre il secondo biennio è dedicato al processo di formazione dell’Europa nel periodo che va dall’XI secolo sino agli inizi del Novecento.

Novità di rilievo è la proposta del quinto anno che è interamente dedicato allo studio dell’epoca contemporanea, dallo sviluppo economico all’emigrazione meridionale, dal giolittismo alla Grande Guerra, da Caporetto all’ascesa del fascismo alla seconda guerra mondiale, dalla Resistenza alla nascita della Repubblica, dal miracolo economico al ’68, da Mani Pulite alla caduta del Muro di Berlino, all’euro, ai nuovi equilibri mondiali.

Nella geografia oggetto di studio del primo anno è, insieme all’Unione europea, l’Italia, la sua organizzazione politico-amministrativa; il ruolo geopolitico, l’economia, le vie di comunicazione, la popolazione e la società, la sua cultura. Nel secondo anno sarà affrontato lo studio degli aspetti regionali e dei territori, la regione mediterranea tra Europa, Asia e Africa e l’Italia, gli stati europei e transcontinentali, i continenti extraeuropei.

Viene anche proposto, per le attività laboratoriali, l’utilizzo strategico dell’Intelligenza Artificiale, ricorrendo alla simulazione di interazioni con contesti e personaggi del passato. L’utilizzo di quest’ultima è presente anche nell’ambito di altri settori di studio e in particolare in quello della matematica alla quale tocca il compito di sviluppare concetti e linguaggi di base dei sistemi di Intelligenza Artificiale.

Nell’ambito scientifico, che è legato a problematiche reali e allo sviluppo tecnologico, prevale l’interesse per il metodo scientifico piuttosto che per i contenuti, non introducendo nuovi argomenti ma insistendo sulle modalità in cui la matematica e le discipline STEM (science, technology, engineering and mathematics) vanno insegnate e apprese. In questo senso, lo studio della matematica non deve ridursi a un insieme di formule e procedure, ma deve diventare una chiave di lettura della realtà che consente, attraverso la comprensione dei concetti, di analizzare fenomeni, delineare modelli interpretativi, verificare risultati, assumere decisioni. Alla matematica è affidato il delicatissimo compito di promuovere l’acquisizione di concetti e linguaggi di base dell’Intelligenza Artificiale finalizzandola alla formazione di una coscienza digitale autonoma, in grado di distinguere tra realtà effettuale e dimensione virtuale.

Nel corso del quinquennio, lo studente sviluppa conoscenze nel campo del diritto pubblico, approfondendo i fondamenti giuridici alla base dell'attività economica, anche con riferimento alle nuove forme di regolazione dei mercati digitali e ai principi di tutela dei diritti fondamentali nei contesti tecnologici.

Va sottolineato che dal punto di vista dell’ampiezza dei contenuti di studio proposti, occorre effettuare almeno un minimo lavoro di essenzializzazione sfoltendo questa ponderosa proposta di conoscenze e contenuti. Possiamo richiamare, in questo senso, il lavoro che era stato avviato molti anni dalla storica Commissione dei Saggi sui saperi essenziali da insegnare che aveva aperto la strada negli anni successivi all’adozione delle prime Indicazioni nazionali della Moratti. Essi avevano già parlato non di discipline e contenuti, ma di saperi, aprendo dal punto di vista pedagogico a una più flessibile, incisiva e profonda interpretazione degli elementi che dovrebbero caratterizzare i percorsi scolastici.

Accanto a questo va anche ricordato quello che sta avvenendo nel frattempo nell’ambito dell’orientamento, delle sperimentazioni sull’internazionalizzazione del curricolo scolastico, sulle competenze non cognitive e trasversali, sull’utilizzo nella formazione dell’Intelligenza Artificiale. Il costume della didattica e delle metodologie sta evolvendo e offre interessanti spunti di riflessione, anche recuperando elementi culturali della grande tradizione pedagogica. È questo un fatto certamente positivo che può configurarsi come un iniziale percorso di riqualificazione della formazione scolastica, anche in termini di riadeguamento di essa alle richieste sempre più specifiche della società e del mondo del lavoro.

In questo senso, un segnale importante va colto anche nella scelta che è stata fatta per i licei del made in Italy di prevedere istituzionalmente e all’interno delle ore di insegnamento obbligatorio l’effettuazione di due laboratori in grado di offrire prospettive di rilancio anche nell’azione svolta dai docenti e che non può non fare bene alla loro qualificazione professionale. Si spera che, per quanto non ricordata nella Bozza delle Nuove Indicazioni, tale scelta metodologica assuma una valenza strategica per tutto il nostro sistema di istruzione e formazione.

Occorrerà anche confermare le scelte valoriali assunte negli ultimi anni dalla scuola. D’altra parte, il richiamo diffuso nella Bozza all’educazione al rispetto, all’affermazione di principi di convivenza democratica e, soprattutto, ai processi di reale assunzione di responsabilità da parte degli studenti, anche con il loro coinvolgimento nella costruzione dei percorsi di apprendimento, nelle loro scelte orientative per il futuro, può indirizzarli verso l’affermazione di una idea di società realmente più equa e giusta e maggiormente inclusiva.

La Tabella 1, Tabella 2 e Tabella 3 approfondiscono le Linee generali e competenze per le seguenti discipline: Lingua e letteratura italiana, Lingua e cultura straniera 1 e Lingua e cultura straniera 2.

 

Tabella 1

Linee generali e Competenze per Lingua e letteratura italiana

Linee generali e Competenze per Lingua e letteratura italiana

Per la lingua, è previsto che al termine del percorso liceale lo studente padroneggi appieno la lingua italiana, sappia esprimersi in forma scritta e orale con chiarezza e proprietà in base ai diversi contesti e scopi della comunicazione. Dovrà saper riflettere in modo critico sul rapporto tra testi prodotti dall’uomo e da strumenti di Intelligenza Artificiale, anche valutandone le differenze e l’affidabilità. Dovrà essere affrontato, oltre a quello della grammatica e della sintassi, lo studio dell’analisi logica, funzionale anche per il latino e le lingue straniere; dovrà essere chiara l’evoluzione storica della lingua italiana, anche con la lettura, fin dal biennio, di alcuni testi letterari del Duecento e del Trecento, ricordando l’origine del volgare dal latino e spiegando il rapporto tra l’italiano di oggi, la lingua di Firenze e quella di Roma. L’approccio storico dovrà riguardare anche il confronto con la lingua del passato, dalla Grecia antica all’Impero romano, dal Medioevo al Cinquecento e Seicento, dal Settecento illuminista, alla Rivoluzione francese, all’affermarsi della nostra realtà nazionale, sino al secondo dopoguerra e agli influssi dell’inglese sulla lingua contemporanea con prestiti linguistici e neologismi.

Dovrà essere noto lo spazio linguistico-geografico italiano e la presenza in esso di lingue minoritarie e dialetti. Sarà illustrata la presenza dell’italiano nel mondo, lo status di ufficialità della lingua italiana in Svizzera e il suo utilizzo in Vaticano e da parte dei Pontefici. Dovrà essere chiara la posizione dell’italiano rispetto alle altre lingue europee, riconoscendo il valore del plurilinguismo, della varietà delle lingue, dei loro rapporti internazionali. Dovrà essere chiaro il quadro generale dei grandi gruppi linguistici del mondo attuale.

Per la letteratura, sarà inizialmente l’insegnante a selezionare i contenuti, senza testi obbligatori, seguendo la cronologia o le tematiche o scelte di genere. È utile conoscere le biografie degli autori e la loro visione del mondo e della letteratura, ma l’attenzione va rivolta ai testi, alla comprensione del loro significato e a quello delle parole che li compongono. È importante che lo studente possa provare da solo a comprendere i testi, con letture autonome, a casa o in classe, o con la lettura ad alta voce, dell’insegnante o degli studenti, discutendo di ciò che si è letto. Occorre che dei testi essi gli studenti capiscano il significato, la struttura e il funzionamento, utilizzando tutti gli strumenti per capire, dall’aiuto dell’insegnante alle note, al vocabolario del quale gli studenti devono assolutamente conoscere il corretto utilizzo.

All’antologia dovranno essere affiancate letture integrali di libri per incentivare l’abitudine e l’allenamento alla lettura, evitando compiti a casa che prevedano la compilazione di schede, e chiedendo agli studenti, anche in gruppo, di parlare di questi libri presentandoli alla classe, di argomentare su di essi.

Occorre leggere generi diversi, non solo libri, ma anche sceneggiature e copioni teatrali o cinematografici, biografie e autobiografie, buoni articoli di giornale, interviste, ma anche prodotti di altre arti quali fumetti e graphic novel; audiovisivi (cinema, serie TV); canzoni; videogiochi e giochi da tavolo. Fondamentale è la lettura della saggistica, compresa quella straniera; sono suggeriti

 

a mero titolo d’esempio (l’insegnante ha come sempre piena libertà di scegliere testi diversi, purché di alta qualità): la Storia della colonna infame di Manzoni, lo Zibaldone di Leopardi, le Lettere meridionali di Pasquale Villari, qualche pagina dei Quaderni del carcere di Gramsci (ma anche le sue cronache teatrali), L’Italia rinunzia? di Corrado Alvaro, Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi, Le piccole virtù di Natalia Ginzburg, Pro o contro la bomba atomica di Elsa Morante, Una pietra sopra di Italo Calvino, gli Scritti corsari e le Lettere luterane di Pier Paolo Pasolini, Uscita di sicurezza di Ignazio Silone, i saggi di Ennio Flaiano e di Vitaliano Brancati, Le parrocchie di Regalpetra o L’affaire Moro o A futura memoria di Leonardo Sciascia, La prevalenza del cretino di Fruttero e Lucentini, I sommersi e i salvati di Primo Levi.

 

Tabella 2

Linee generali e Competenze per Lingua e letteratura italiana

Linee generali e Competenze per Lingua e cultura straniera 1

Il percorso formativo prevede l'utilizzo prevalente della lingua straniera. Vanno effettuate riflessioni consapevoli sul sistema, sugli usi linguistici e sulla cultura in generale sia per la comunicazione linguistica sia per la comprensione delle culture straniere in un’ottica interculturale.

Va acquisita la consapevolezza della ricchezza delle diversità culturali indispensabile per valorizzare le altre culture, anche sfruttando la presenza in classe di alunni madrelingua nella lingua insegnata o in altra lingua. Il riferimento per stabilire il livello di competenza da conseguire nelle attività linguistiche comunicative è il QCER/Companion Volume. Da utilizzare saranno anche i testi multi-mediali, i film e le serie televisive in lingua straniera, ricorrendo ai i sottotitoli, compresi quelli SDH, per non udenti, e le audio descrizioni, per ciechi e ipovedenti. La conoscenza delle lingue consente di avere accesso ai saperi e alle scienze maturando capacità critiche, maggiore consapevolezza e assunzione di responsabilità, soprattutto nell’uso delle tecnologie digitali. Il modello metodologico da privilegiare è quello che si fonda sull’integrazione tra teoria e pratica e che prevede il forte coinvolgimento emotivo e cognitivo degli studenti.

Finalità del percorso formativo sono:

  • comprendere e produrre testi orali, scritti e multimediali nell’ambito personale, della società, della cultura, dell’attualità del Paese della lingua studiata;

  • saper affrontare situazioni nuove usando la lingua per apprendere argomenti anche di altri ambiti disciplinari;

  • saper riflettere sui sistemi linguistico-comunicativi e sui diversi mondi culturali fruendo di testi, materiali audiovisivi, risorse online;

  • sviluppare capacità di comunicazione e di scambio con altri popoli, civiltà e culture, anche perfezionando la pronuncia e l’intonazione, per analizzare aspetti culturali delle aree del mondo e dei contesti in cui si parla la lingua prescelta;

  • sviluppare la capacità di utilizzare strumenti quali i dizionari cartacei, l’online, i mezzi interattivi per l’acquisizione progressiva del “Foundation Level 1- Browsing, Searching and Filtering Data” del quadro comune europeo Digcomp (European Digital Competence Framework 3.0);

  • leggere e ascoltare testi informativi, letterari e audiovisivi, in lingua straniera e comprenderne le finalità, i concetti e le caratteristiche anche in prospettiva interdisciplinare;

  • autovalutare le competenze acquisite.

 

Tabella 3

Linee generali e Competenze per Lingua e Cultura straniera 2

Linee generali e Competenze per Lingua e cultura straniera 2

Anche per la seconda lingua è previsto nel percorso formativo l’uso pervasivo della lingua straniera finalizzato a promuovere strategie comunicative efficaci. La competenza da conseguire nell’utilizzo della lingua straniera fa riferimento alle attività linguistiche comunicative indicate dal QCER/Companion Volume. L’utilizzo di testi multimediali, tecnologie, film e serie televisive in lingua straniera facilitano l’apprendimento. La conoscenza di una seconda lingua offre ancor di più l’opportunità di accesso ai saperi e alle scienze. La strategia didattica è anche in questo caso quella di integrare teoria e pratica prevedendo il coinvolgimento emotivo e cognitivo degli studenti attraverso attività comunicative, drammatizzazioni e modalità di valutazione dinamica. Importanti sono anche gli scambi virtuali e in presenza, le visite e i soggiorni di studio, gli stage formativi in Italia o all’estero, l’utilizzo di strumenti digitali di apprendimento linguistico e comunicazione.

Finalità del percorso formativo sono:

  • comprendere e produrre testi orali, scritti e multimediali su tematiche legate all’esperienza personale e alla società e alla cultura dei Paesi e dei contesti della lingua prescelta;

  • sviluppare la capacità di affrontare situazioni nuove e ricorrendo al proprio repertorio linguistico, anche perfezionando la pronuncia e l'intonazione;

  • riflettere sui sistemi linguistico-comunicativi e sui relativi mondi culturali fruendo di testi, di materiale audiovisivo, di risorse online;

  • promuovere la consapevolezza delle possibilità di comunicazione e di scambio con altri popoli, civiltà e culture;

  • sviluppare la capacità di utilizzare strumenti per l’acquisizione linguistica, con dizionari cartacei, online, interattivi come previsto per le competenze digitali nel quadro europeo DigComp;

  • leggere e ascoltare testi informativi, letterari e audiovisivi in lingua straniera e comprenderne le finalità e le caratteristiche principali, anche in prospettiva interdisciplinare;

  • autovalutare le competenze acquisite nel percorso di apprendimento rispetto agli obiettivi del QCER.

 

Sitografia di riferimento

MINISTERO DELLE IMPRESE E DEL MADE IN ITALY (2024), Decreto interministeriale 26 novembre 2024: Statuto della Fondazione «Imprese e competenze per il Made in Italy». URL: https://www.mimit.gov.it/it/normativa/decreti-interministeriali/decreto-interministeriale-26-novembre-2024-statuto-della-fondazione-imprese-e-competenze-per-il-made-in-italy

MINISTERO DELL'ISTRUZIONE E DEL MERITO (2025), Nota n. 36617 del 18 dicembre 2025: Orientamenti per il Liceo del made in Italy. URL: https://www.mim.gov.it/web/miur-usr-marche/-/documento-orientamenti-per-il-liceo-del-made-in-italy-

MINISTERO DELL'ISTRUZIONE E DEL MERITO (2026), Bozza delle Nuove Indicazioni nazionali per i Licei (Documento sottoposto a consultazione pubblica, 22 aprile 2026). URL: https://www.mim.gov.it/-/pubblicato-il-testo-delle-nuove-indicazioni-nazionali-per-i-licei-