Il termine giftedness (plusdotazione) viene utilizzato per descrivere un insieme di caratteristiche genetiche, psicologiche e comportamentali che caratterizzano i bambini e ragazzi gifted.
In ogni classe potrebbe esserci un alunno gifted. Ma chi sono questi studenti? Come riconoscerli? E, soprattutto, come aiutarli a sviluppare il loro potenziale senza lasciarli indietro, proprio mentre sembrano "avanti"?
Cos’è la plusdotazione?
La plusdotazione (o giftedness) è una condizione che riguarda circa il 2% della popolazione scolastica. Si tratta di studenti che - come afferma nella sua definizione la National Association for Gifted Children - "rispetto ai coetanei, mostrano o hanno il potenziale per mostrare livelli eccezionali di performance in uno o più ambiti", come:
- abilità intellettiva generale
- talento scolastico specifico
- pensiero creativo
- leadership
- arti visive o dello spettacolo.
La plusdotazione è un concetto multicomponenziale e pertanto necessita di un sistema di identificazione multicriteriale per la sua valutazione per evitare mis-diagnosi e non-diagnosi. Non è solo questione di “quoziente intellettivo elevato”. Un QI ≥ 130 è solo uno degli indicatori possibili. La giftedness è un costrutto complesso, che coinvolge aspetti cognitivi, emotivi, comportamentali e perfino neurologici.
Tuttavia, permane una visione prettamente psicometrica della plusdotazione che si avvale essenzialmente dei test del quoziente intellettivo (QI). In Italia il termine «alto potenziale» (high ability o high potential) viene in genere associato a un QI > 120, mentre il termine «plusdotazione» (gifted) a un QI >130.
Come riconoscere un alunno gifted
Spesso gli studenti gifted:
- apprendono rapidamente, con poca necessità di ripetizione
- fanno domande complesse, anche fuori contesto
- si annoiano facilmente
- preferiscono la compagnia degli adulti
- sono originali e creativi
- non tollerano le ingiustizie
Ma non sempre eccellono in tutto: possono avere un rendimento nella media in molte materie o mostrarsi svogliati a scuola.
In sostanza, il ragazzo plusdotato non solo ha un’intelligenza quantitativamente diversa ma anche qualitativamente una modalità di funzionamento differente.
Strategie per valorizzare alunni e alunni Gifted
Per aiutare questi studenti a sviluppare il loro potenziale serve:
- Personalizzazione degli apprendimenti: evitare ripetizioni inutili, proporre attività sfidanti.
- Compattazione del curricolo: ridurre il tempo dedicato a contenuti già noti, liberando spazio per attività più stimolanti.
- Arricchimento: attività creative, progetti personali, contatti con esperti.
- Mentoring: la guida di adulti competenti e appassionati può fare la differenza.
Modelli come il SEM (Schoolwide Enrichment Model) offrono strumenti per lavorare sia sul talento che sull’interesse individuale, stimolando la motivazione e l'autoefficacia.
Gli studenti doppiamente eccezionali
Un capitolo a parte meritano i cosiddetti “2e” (twice exceptional): studenti che, oltre ad avere un alto potenziale, convivono con disturbi dell’apprendimento, ADHD, o altre neurodivergenze. In questi casi la plusdotazione può mascherare la difficoltà e viceversa. È quindi essenziale:
- un’identificazione precoce e multidimensionale
- un Piano Didattico Personalizzato (PDP)
- una visione educativa basata su punti di forza e supporti mirati.
Il mancato riconoscimento dei bisogni educativi speciali degli studenti gifted determina una continua carenza di stimoli che può far insorgere problemi di comportamento e di adattamento.
È compito di ogni insegnante creare un ambiente di apprendimento stimolante, motivante e incoraggiante, in quanto solo con interventi educativi adeguati il ragazzo può sviluppare appieno il suo potenziale e avere uno sviluppo armonico.
Non sono “bravi a scuola”: sfatiamo i miti
Molti pensano che uno studente plusdotato “vada bene a scuola”. Ma la realtà è spesso diversa:
- possono annoiarsi e rifiutare di fare i compiti
- non amano il lavoro di gruppo se percepito come inefficiente
- alcuni si nascondono per essere accettati dal gruppo dei pari
- possono avere difficoltà emotive o perfino sintomi depressivi.
È quindi fondamentale che gli studenti gifted vengano riconosciuti e valorizzati il più precocemente possibile, onde evitare che gli elementi di vulnerabilità diventino fattori di disagio o che possano contribuire a generare un disturbo più profondo.
Un’opportunità per tutti
La presenza di alunni gifted è un'opportunità, non un problema. Con una didattica flessibile e inclusiva, è possibile creare ambienti di apprendimento che valorizzino i talenti di tutti, non solo del “famoso 2%”. Inoltre, i genitori di figli gifted dovrebbero essere accompagnati in un percorso di consapevolezza per comprendere i molteplici bisogni dei loro figli.




