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Votare è un diritto, anche per le persone con disabilità intellettiva

Come aiutare le persone con sindrome di Down ad esprimere il proprio voto

Molte persone con disabilità intellettiva e le loro famiglie non sanno che anche per loro esprimere il proprio voto al momento delle elezioni è un diritto, e che esercitarlo è importante non solo perché rappresenta una conquista di autonomia, ma anche perché contribuisce alla costruzione di un’identità di adulto e cittadino.

Quando si avvicinano le elezioni, da molti anni ormai l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) organizza attività educative mirate, il cui obiettivo è aiutare le persone a informarsi per essere in grado di scegliere e a capire come si esercita concretamente il diritto di voto. Si tratta dell’ultima tappa di un percorso volto ad aiutare le persone ad esprimere le proprie opinioni, che inizia con la scelta di cosa prendere al bar.


Sul tema del diritto di voto per le persone con disabilità intellettiva, l’AIPD ha recentemente realizzato anche il libro Informarsi, capire e votare: l’importante è partecipare, curato da Carlotta Leonori e Francesco Cadelano, traendolo dall’esperienza dei Percorsi di educazione all’autonomia dell’Associazione.

Questo libro, illustrato e curato in base ai principi di alta leggibilità, accompagna i lettori alla scoperta dei concetti fondamentali del mondo della politica e dà loro indicazioni e consigli utili per diventare cittadini attivi, in grado di esercitare i propri diritti ed esprimerne liberamente le proprie scelte.

I FONDAMENTALI DEL DIRITTO DI VOTO


Tutte le persone maggiorenni con cittadinanza italiana possono votare. Anche le persone con disabilità intellettiva. Anche le persone che, per una serie di motivi, sono interdette. Questo concetto deve essere chiaro sia alle persone con disabilità intellettiva, sia alle loro famiglie.


Molte famiglie, infatti, non sanno che anche le persone con disabilità intellettiva possono esercitare il diritto di voto. Alcune famiglie, invece, che conoscono questo diritto/ dovere, accompagnano i loro familiari ai seggi per votare ed entrano con loro nella cabina elettorale, con il consenso del presidente di seggio. Questo non si può fare.

 

È contro la legge. Questo gesto naturalmente è compiuto in buona fede, e nasce dalla paura che, all’interno della cabina elettorale, i loro familiari si trovino in difficoltà. Anche per questo motivo è necessario preparare le persone con disabilità intellettiva ad affrontare la procedura del voto (recarsi al seggio assegnato, portare documento di identità e tessera elettorale, entrare nella cabina e votare in maniera corretta, uscire dalla cabina elettorale con le schede chiuse, inserire le schede nelle urne corrispondenti, restituire la matita e riprendere i documenti).

 

Per acquisire maggior sicurezza, può essere molto utile fare delle prove pratiche prima del giorno delle elezioni. Inoltre può essere molto utile allestire un seggio elettorale in cui i partecipanti eserciteranno il voto, come nel giorno delle elezioni.

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