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Scrivere bene… anche la lettera di Babbo Natale - Erickson 1

Scrivere bene… anche la lettera di Babbo Natale

Come motivare i bambini alla scrittura fin dalla scuola primaria

Se la lingua scritta è la danza che vogliamo insegnare ai nostri bambini, è importante portarli nella sala da ballo, dove potranno ammirare, osservandoli, ballerini provetti che si muovono a tempo di musica, e iniziare a muovere anche loro i primi passi.

La metodologia didattica tradizionalmente utilizzata a scuola non permette però ai bambini di fare un’esperienza strutturata di scrittura, creando dei contenuti originali in maniera autonoma.

Per motivare i bambini alla scrittura è necessario condurli in situazioni in cui la lettura e la scrittura mostrano la loro utilità concreta in modo comprensibile.

Immaginiamo per un attimo dei bambini di classe prima intenti a cimentarsi nella scrittura di messaggi ai propri compagni, con avvisi di uscite, feste e incontri da preparare per i loro genitori, a decifrare i nomi scritti sulle buste dei messaggi per consegnarli ai destinatari, a cercare di interpretare le lettere a loro recapitate. Come è facile intuire, tutto questo non accadrà nella calma e nel silenzio, né vedremo i bambini seduti nei banchi rigidamente predisposti, ma sentiremo grandi e piccole discussioni e diatribe, vivaci scambi di idee, li vedremo in coppie e in piccoli gruppi, in piedi intorno a grandi tavoli capienti, mentre analizzano rumorosamente una scritta particolarmente complessa


Così facendo i bambini sono immersi nella lingua reale e nelle espressioni concrete del suo funzionamento, fanno esperienza di scrittura, usano e sperimentano concretamente la lingua scritta. Certo, per comunicare in modo efficace è indispensabile condividere con altri la conoscenza del codice e usarlo in modo corretto, ma questa è una scoperta che i bambini fanno velocemente, anche senza i nostri suggerimenti, nel momento in cui ricevono e scambiano messaggi poco o nulla comprensibili, e passano immediatamente alla sperimentazione, alla ricerca di nuovi strumenti, al fine di perfezionare e ampliare le loro conoscenze. A questo punto imparare a riconoscere le lettere, i suoni, le relative grafie, acquista un senso: non è meno impegnativo né meno complesso, ma la motivazione che deriva dal poter utilizzare quel sapere in modo utile e divertente sarà di grande aiuto.

 

In classe seconda si potranno già proporre produzioni in coppia o in piccolo gruppo, i cui componenti saranno comunque selezionati dal docente con l’obiettivo di equilibrare i livelli di competenza, ma anche gli aspetti caratteriali e collaborativi dei diversi partecipanti, permettendo ai bambini di abituarsi a considerare gli altri come una ricchezza e non un ostacolo.

 

Nelle classi successive, sia in terza sia in quarta, si potrà ancora produrre in coppia, per utilizzare al meglio tutte le risorse individuali, stimolando la capacità di cooperare, ma introducendo un nuovo compito: la correzione di testi prodotti da altri.Il momento ovviamente non è casuale, dato che è proprio in terza che il lavoro di riflessione linguistica si approfondisce e, di conseguenza, l’attenzione dei bambini viene indirizzata sempre più spesso verso la correttezza formale del testo. 

 

In classe quinta sarà essenziale proporre la scrittura individuale: a questo punto, infatti, i ragazzi dovrebbero avere a loro disposizione un notevole bagaglio di conoscenze utili per impostare la produzione di un testo con caratteristiche date, e dovrebbero essere in grado di selezionare e gestire individualmente il loro prodotto, prendendone in considerazione tutti gli aspetti, dalla progettazione alla revisione finale.

L'articolo completo "Scrivere è prima di tutto comunicare", a cura di Donatella Cuncu è disponibile sul numero di novembre della rivista DIDA.

#sperimentare

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