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I mini gialli dei dettati 2
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Alla scoperta della Schema Therapy

L’innovativo approccio, ideato dallo psicoterapeuta newyorkese Jeffrey Young, per il trattamento dei disturbi della personalità

La Schema Therapy muove i suoi passi ormai più di 30 anni fa grazie a Jeffrey Young all’interno del quadro delle terapie per il disturbo Borderline di Personalità.

La novità di questo approccio è stata quella di combinare le tecniche di Terapia Cognitivo Comportamentale, con elementi derivati dalla teoria dell’attaccamento, dalla Gestalt, dalle terapie interpersonali e psicodinamiche con l’obiettivo di aiutare le persone con problematiche psicologiche radicate. Perché è proprio dalle radici che la Schema Therapy parte, grazie al concetto di Schema Maladattivo Precoce che può essere definito come l’insieme di “pattern di vita pervasivi, che influenzano cognizioni, emozioni, memoria, percezioni sociali e pattern interazionali e comportamentali” (definizione che lo stesso Arntz scrive in un suo libro edito nel 2013).

Gli Schemi Maladattivi Precoci si strutturano durante l’infanzia e tendono a essere presenti durante tutta la vita. Riflettono quindi l’ambiente infantile in cui si sono sviluppati, ma la loro natura disfunzionale appare evidente solo in periodi della vita successivi a quello in cui si sono formati, proprio quando l’individuo continua a perpetrare lo Schema nelle interazioni con altre persone.

Gli Schemi hanno origine dal fatto che uno o più dei Bisogni Emotivi Primari dell’essere umano non vengono soddisfatti e non permettono quindi alla persona di riconoscere, sentire e soddisfare le proprie esigenze emotive.

A seguito dell’attivazione degli Schemi, la persona svilupperà risposte (Stili di Coping) che hanno come obiettivo quello di risolvere le problematiche che lo Schema produce. Molto spesso però, questi stili di coping, anziché aiutare a risolvere i problemi e affrontare in modo funzionale le difficoltà, possono risultare, a loro volta, disfunzionali o maladattivi.

Un particolare Schema si può poi associare a una gamma di differenti comportamenti o esperienze emotive o cognitive. Il concetto di Mode è stato quindi sviluppato da Young proprio per spiegare e descrivere questi fenomeni. Attraverso il concetto di Mode la persona avrà più facilità a comprendere i propri comportamenti e i propri sentimenti accedendo a una dimensione egodistonica rispetto al proprio comportamento problematico. I Mode possono essere più facilmente riconosciuti o affrontati rispetto agli Schemi ed è per questo che molto del lavoro terapeutico si fa proprio con queste parti.

L’obiettivo della Schema Therapy sarà quindi quello di aiutare la persona a riconoscere il proprio funzionamento e aiutarla a identificare più chiaramente i propri bisogni per trovare delle modalità funzionali e adattive per soddisfarli.

Per un approfondimento si rimanda al libro “Schema Therapy. La terapia cognitivo-comportamentale integrata per i disturbi della personalità” edito da Erickson.

 

X Congresso Internazionale di Psicoterapia Cognitiva 
Dal 18 al 21 giugno 2020 si svolgerà a Roma il 10° Congresso Internazionale di Psicoterapia Cognitiva (ICCP) che vedrà la partecipazione di molti relatori di rilevanza internazionale, tra cui Arnoud Arntz, uno dei massimi esponenti mondiali della Schema Therapy (Department of Clinical Psychology, University of Amsterdam). Durante il suo intervento, Arntz esplorerà nello specifico le caratteristiche e il trattamento dedicato a persone con diagnosi di Disturbo di Personalità Evitante, Dipendente o Ossessivo Compulsivo (ex cluster C).

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