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Quali strumenti per la scuola digitale?   - Erickson 1

Quali strumenti per la scuola digitale?

Non servono risorse inarrivabili, ma una pianificazione strategica e un’ottimizzazione delle risorse.

Anche se potrà sembrare difficile da credere, la scuola digitale non necessita di risorse inarrivabili, né la sua qualità risiede nella marca o nella tipologia degli strumenti, bensì nella filosofia d’uso e nella capacità di ottimizzare ciò che si ha a disposizione.

L’elemento principale per la scuola digitale, tanto da doversi ritenere il primo e più importante investimento, e un buon collegamento a Internet con una banda sufficiente a sostenere un elevato numero di accessi in contemporanea. 

La scuola digitale non è poi, come si credeva un tempo, la scuola del rapporto 1:1 tra studenti e computer, dove i computer erano considerati alla stregua dei banchi come dotazione della scuola. Questo modello non e sostenibile. Oggi è sensato considerare i dispositivi come strumenti di lavoro personali, corredo didattico al pari dei libri, con una filosofia in base alla quale ciascuno studente deve lavorare con ciò che ha e che meglio conosce, in modo da farlo in autonomia e indipendenza. 

Si tratta della filosofia del BYOD, acronimo per Bring Your Own Device, unico modello sostenibile per le risorse che abbiamo a disposizione. 

Il modello BYOD, dunque, è l’unico praticabile ed è anche quello che il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) indica come percorribile e incentivabile attraverso politiche attive che dovranno prevedere l’accesso a un device anche a categorie economicamente svantaggiate. Con gli studenti dotati ciascuno del proprio dispositivo ogni aula può trasformarsi in un laboratorio.

La scuola digitale può beneficiare delle LIM, specie delle loro funzionalità come ambienti collaborativi e interattivi, tuttavia non è necessario averne una in ogni aula se le risorse non lo consentono. La presenza di almeno un computer o un tablet per classe diviene invece una necessità contingente dal momento in cui si utilizza il registro elettronico, che e uno dei primi strumenti della scuola digitale di cui ormai tutte le scuole dovrebbero essere fornite. 

Avendo premesso che l’importante non sono gli strumenti ma l’uso che se ne fa, occorre spendere alcune parole sui software che servono alla scuola digitale: esistono gruppi social, blog, siti, con indicazioni di ogni genere e dove ogni docente potrebbe avere solo l’imbarazzo della scelta, purché dotato di curiosità e desiderio di sperimentare i numerosi strumenti a disposizione.

PIANIFICAZIONE STRATEGICA E OTTIMIZZAZIONE DELLE RISORSE

Quantunque oggi sia stata pianificata una consistente quantità di risorse a sostegno del processo, gli interventi istituzionali non possono essere risolutivi, e serve invece la capacità di coinvolgere la comunità territoriale e gli utenti. 

Occorre avere un piano ben definito degli investimenti e delle priorità in base agli obiettivi da realizzare e la capacità di attrarre tutti i soggetti che possano avere interesse a dotare il territorio di una scuola migliore

Stipulare un patto con le famiglie per finalizzare forme di contributo volontario, promuovere iniziative di crowdfounding, organizzare eventi di autofinanziamento, coinvolgere le imprese. Anche per questo ultimo aspetto i tempi potrebbero essere finalmente maturi, grazie allo strumento dello School Bonus messo a disposizione dal PNSD delle imprese che finanziano le istituzioni scolastiche.

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