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Giovani psicologi e giovani psicologhe: come muovere i primi passi nel mondo del lavoro

Un focus group condotto dalla Ricerca & Sviluppo Erickson evidenzia bisogni e desideri di neo-laureati e neo-laureate in Psicologia legati all’avvio della propria carriera professionale

In un panorama lavorativo in rapido cambiamento, a livello normativo ma anche in relazione alla situazione sanitaria che stiamo affrontando da ormai quasi due anni, Erickson ha voluto comprendere meglio quali potessero essere le implicazioni per i neo-laureati in Psicologia che iniziano a muovere i primi passi negli ambienti lavorativi.

Con il progetto "Giovani psicologi e psicologhe", ci siamo posti come obiettivo principale quello di individuare i bisogni dei neo-laureati che si affacciano per la prima volta al mondo del lavoro, tenendo conto delle ambizioni e desideri rispetto alla carriera professionale, ma anche alle necessità e gli aspetti di contenuto rispetto a quello che serve per perseguire i loro obiettivi.

La ricerca è stata fatta coinvolgendo un gruppo di giovani professionisti, neo-specializzati o neo-laureati magistrali, che hanno contribuito con spunti ed idee durante appositi focus group, organizzati tra aprile e giugno 2021.

Ciò che è emerso da questi focus group è la difficoltà di iniziare a lavorare da subito con il ruolo per il quale ci si è formati e preparati. Moltissimi giovani professionisti infatti evidenziano come le prime esperienze professionali siano possibili in campo educativo, come insegnante di sostegno, tutor o educatore. Dunque, non sempre attinenti alla propria formazione e agli interessi. Questo ha generato e genera un certo grado di insoddisfazione, sfiducia e frustrazione. Neo-psicologi e neo-psicologhe si trovano infatti ad essere spesso costretti a “scelte di comodo”, che non solo allontanano dal proprio ambito di competenza, ma per le quali magari non si hanno nemmeno le competenze adeguate, essendo diversi i profili professionali.

Al di là della forma contrattuale, in linea generale l’ambito dell’età evolutiva è quello in cui c’è più possibilità di lavoro.

Il tema dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) risulta in particolar modo quello di più "caldo". Nonostante questa altissima richiesta di intervento con i bambini che manifestano problemi legati all'apprendimento, non tutti i professionisti vorrebbero lavorare in questo ambito, e al contrario sarebbero propensi a specializzarsi in altri ambiti di intervento. Le tematiche di interesse maggiore sono inerenti l’età evolutiva e adolescenziale: non solo disturbi del neurosviluppo, ma anche disturbi emotivi, disabilità sensoriali, psicologia giuridica, migranti e tanti altri temi “più di nicchia”. Tra i partecipanti, molti sottolineano anche come manchi una parte di formazione e presa in carico dei disturbi neuroevolutivi in età adulta, ambito di interesse sempre maggiore e ancora poco affrontato. L’interesse dei giovani professionisti è rivolto anche ai temi dell’immigrazione o della figura dello psicologo nei tribunali. La voglia di approfondire la propria professione in questi ambiti viene però spesso messa in discussione dall'interessato/a stesso. Per accedere ai concorsi o ai centri che si occupano di ambiti così specifici, infatti, è richiesta una precedente formazione ed esperienza tali che un/a giovane laureato/a ad inizio carriera spesso non ha avuto il tempo di approfondire. Per questo motivo, spesso i neo-laureati rischiano di non intraprendere la strada desiderata e di specializzarsi negli ambiti più convenienti.

Nell'avvio delle proprie attività lavorative, che sono appunto prevalentemente nel settore privato, le maggiori necessità riguardano un sostegno rispetto alle questioni burocratiche legate alla libera professione (quali e quante tasse, partita iva, legislazione, iscrizione all'ENPAP, ecc.). In risposta a questi bisogni, alcuni siti degli Ordini degli Psicologi sono molto aggiornati, ma non tutte le regioni forniscono materiale utile in merito, e non sempre si trovano commercialisti che lavorino nell’ambito socio-sanitario e che siano quindi a conoscenza di tutte le realtà e novità che possono riguardare la figura dello psicologo.

Un altro punto emerso durante quest'indagine, è la necessità di acquisire nuove competenze di self-marketing e personal branding, non solo rispetto a quali canali utilizzare, ma anche ai contenuti, a come curare la propria immagine in modo professionale. Idea comune quella che non ci sia sempre chiarezza rispetto a come si delinea la figura dello psicologo nei vari contesti, quali sono le possibilità, le caratteristiche e tipologie di impiego, di utenza, di prospettiva futura.

Un altro interessante spunto di riflessione ha riguardato la possibilità e necessità di acquisire competenze pratiche trasversali rispetto ai contesti lavorativi (ad la es. gestione del colloquio con il paziente), aspetti sui quali l’università non sembra fornire basi solide, focalizzandosi prevalentemente sugli aspetti teorici. Queste competenze sono sì approfondite durante la Scuola di Specializzazione, ma non tutti i giovani professionisti intendono proseguire i loro studi in questa direzione, quindi viene sottolineata la necessità di indicazioni pratiche anche all’interno dei corsi e master.

Dall’indagine è quindi emersa un’immagine del giovane psicologo come una persona che ha bisogno di ritrovare la fiducia nella propria professione e nella strada che ha scelto, trovando maggiore supporto e possibilità di crescita professionale in tutti gli ambiti in cui la figura dello psicologo/psicologa può operare, sia dal punto di vista formativo con i corsi di aggiornamento, sia dal punto di vista pratico con supporto fiscale adeguato, data la necessità di imprenditorialità, e condivisione di elementi di self-marketing adeguati al codice deontologico della professione.

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