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I mini gialli dei dettati 2
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Come parlare di emozioni con i bambini dai 3 ai 6 anni?

Una proposta di lettura con tante attività da fare con i più piccoli

Qual è il modo migliore per parlare ai bambini piccoli di emozioni, aiutandoli a riconoscerle e a comprenderle? 

Secondo il suggerimento di Rosalba Corallo - pedagogista, insegnante e autrice di alcuni libri molto amati dai bambini - il modo migliore è con una fiaba, accompagnata poi da tante attività in forma ludica e musicale, che aiutino a “manipolare” quella materia particolare e delicata, che noi tutti possediamo fin da piccoli, che sono le emozioni.

Ecco un breve estratto del libro “Sei folletti nel mio cuore”, ideato proprio con l’idea di accompagnare i bambini in un percorso di scoperta delle emozioni.

Siete pronti a conoscerne i 6 simpatici protagonisti?

«In un luogo segretissimo e dentro una casetta tutta rossa, vivono sei minuscoli folletti. Hanno nomi molto buffi e caratteri così tanto diversi uno dall’altro che è difficile immaginare come possano andare d’accordo. Eppure, tra loro c’è una speciale armonia che ha qualcosa di magico… 

Gaietto è il più allegro e sorridente di tutti, sa sempre trovare il lato buono delle cose e si entusiasma facilmente. Per esprimere la sua gioia di vivere, si veste con i colori presi in prestito dal sole ed è l’unico, tra i folletti, a conoscere il segreto della felicità. Ha provato tante volte a rivelarlo ai suoi amici, ma loro sono sempre troppo occupati per dargli ascolto. Accipicchia… Questo è un vero peccato!

Tremolino è un gran fifone. Pensa che ci siano pericoli dappertutto ed è sempre molto attento nel cercare di evitarli. Grazie al suo specialissimo vestito verde-camaleonte che può cambiare colore, prova spesso a nascondersi. «Sei davvero esagerato!» gli dicono gli altri folletti «Nella nostra casetta non c’è proprio nulla da temere… Siamo al sicuro!». Ma questo non basta a rassicurarlo, lui ha lo stesso paura: tanta, troppa paura.

Lacrimoso è il folletto dalle lacrime facili, piange tantissimo e si lamenta un po’ troppo. Nella sua testolina passano spesso pensieri molto tristi, per questo i suoi occhi sono sempre umidi, lucidi o gocciolanti. Sorridere per lui è davvero difficile, vorrebbe tanto imparare a farlo, ma come riuscirci? Ogni volta che ci prova gli angoli della sua bocca se ne tornano subito all’ingiù. Per vestirsi sceglie sempre abiti molto scuri e il suo preferito è blu, come la notte.

Stuporello è un vero sognatore. Indossa un delizioso vestitino dipinto con tutte le sfumature del cielo ed è anche un folletto molto distratto. Si incanta a osservare le meraviglie della natura: ama guardare i fiori, gli alberi, le farfalle, i tramonti, ma la sua più grande passione sono gli arcobaleni. «Hai sempre la testa tra nuvole!» lo rimproverano i suoi amici tutte le volte che lo sorprendono con lo sguardo perso nel vuoto. «Embè? Che male c’è?» risponde lui, facendo spallucce. «Le nuvole sono così belle!»

Scatto è un tipo molto, molto nervoso. Crede di avere sempre ragione e non sopporta di essere contraddetto. Così, tutte le volte che si arrabbia, urla come un matto, sbatte i piedi, stringe i pugni e il suo viso diventa rosso rosso proprio come il suo vestito. «Calma! Calma! Devi stare più tranquillo!» gli ripetono spesso gli altri folletti. «Io sono calmissimo!» risponde lui a denti stretti. E, ovviamente, nessuno gli crede.

E infine c’è Sputacchione, un folletto vestito di bianco che si dà tantissime arie perché pensa di essere il più elegante, il più bello, il più raffinato e il più intelligente di tutti. Sputacchione è un folletto molto attento all’ordine e alla pulizia ed è anche un po’ schifiltoso. Così, ogni volta che qualcosa lo disgusta, fa una buffa smorfia e sembra che stia per sputare o per vomitare. 

A prendersi cura dei sei piccoli folletti c’è la fatina Serenella. Come ogni fata che si rispetti, Serenella ha una bacchetta magica che ha il potere di farli tornare sereni quando litigano o si agitano troppo. 

Quei folletti sono dei grandi lavoratori e il loro è un mestiere davvero speciale… Sono le emozioni di un bambino e la loro casetta rossa è proprio il suo cuore».

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