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Il Lavoro Sociale di Comunità in quattro passi

Come il metodo Relational Social work può aiutarci nell’accompagnare le comunità nel prendersi cura di sé

Quando si parla di lavoro sociale di comunità ci si riferisce a quell’ambito di intervento professionale del Social Work che si occupa di fronteggiare preoccupazioni a valenza collettiva. L’operatore impegnato in questo livello di lavoro è consapevole che, per svolgere il proprio ruolo al meglio, non dovrà muoversi in solitudine, studiando i bisogni della comunità e proponendo progettazioni che possano risolvere il problema. Dovrà piuttosto chiedere aiuto a quella stessa comunità cui si riferisce, guardando ai suoi membri come a degli alleati preziosi nel processo di fronteggiamento.

La comunità, infatti, possiede un proprio sapere: ha un’idea del benessere cui auspica, ha una propria consapevolezza dei problemi o dei rischi che sta vivendo, conosce quello che è già stato realizzato o tentato, è in grado di individuare i processi di attivazione già in essere. È importante, quindi, che l’operatore si agganci a questo sapere per ricevere e dare un aiuto ai membri di quella comunità, come lui, preoccupati e disponibili. Il metodo Relational Social Work suggerisce alcuni passi operativi che possono guidare l’operatore sociale a facilitare questo processo affinché sia un lavoro realmente partecipato e reciproco.

Le caratteristiche fondamentali del lavoro sociale di comunità.

Partecipazione: viene presentata come condizione necessaria per lo sviluppo di progetti sociali di comunità, è sempre libera e volontaria. Gli operatori sociali che desiderano lavorare con le comunità, o che sono chiamati a farlo, non possono imporre idee, interventi o progettazioni. È fondamentale, quindi, che il professionista possa, prima di iniziare una progettazione, individuare e agganciarsi a quei moti spontanei di contrasto ai problemi sociali che, anche se talvolta deboli o nascosti, sempre esistono nelle comunità.

Reciprocità: un operatore sociale che voglia lavorare con una comunità non solo si mette a servizio di questa per aiutarla ad andare verso la condizione di benessere auspicata, ma anche si lascia aiutare dai suoi stessi membri nel comprendere come meglio fare per accompagnarli in questo percorso che è per definizione indeterminato. È questo un sapere che l’operatore non possiede tecnicamente, che non può acquisire perfezionandosi nella sua formazione, ma di cui ha bisogno per progettare e realizzare sensati interventi a beneficio di una pluralità di persone in relazione tra loro. L’operatore di comunità dal canto suo metterà a disposizione quel sapere professionale utile ai membri della comunità per lavorare al meglio in modo orientato; connetterà persone e risorse presenti nella comunità e guiderà riflessivamente il processo alla luce di un metodo. In questo modo membri della comunità e professionisti impareranno reciprocamente come lavorare insieme per il bene di altri oltre a sé; nascerà un processo di aiuto e di empowerment reciproco.

Alla luce di questi presupposti il metodo Relational Social Work fornisce chiare indicazioni che permettono all’operatore sociale di facilitare processi in grado di riconoscere e connettere le risorse presenti nelle comunità, in vista di un lavoro riflessivo, aperto e congiunto per il fronteggiamento di problemi sociali.

Quattro passi da seguire per un lavoro sociale di comunità.

I quattro passi del metodo che potrà seguire l’operatore possono essere così riassunti:

1. L’operatore inizia, o approfondisce, la conoscenza della comunità: la vive, la studia, incontra i suoi membri, dialoga ed entra in relazione con loro.
Obiettivo: individuare quelle persone disponibili e motivate ad aiutarlo per migliorare il benessere di quella comunità.

2. L’operatore connette queste singole persone e le incontra per aiutarle a definire la direzione verso la quale si vuole andare.
Obiettivo: facilitare la nascita di un gruppo guida del progetto, ovvero un insieme di persone, membri della comunità accomunati da una finalità progettuale condivisa. Questo gruppo aiuterà e si farà aiutare dall’operatore nell’intero processo.

3. L’operatore sociale e il gruppo guida individuano altri membri della comunità disponibili ad attivarsi per il raggiungimento di quella data finalità: li incontrano, li conoscono e chiedono loro consiglio e aiuto: insieme si definisce il progetto.
Obiettivo: catalizzare una rete di fronteggiamento di comunità (o più reti) che possa aiutare il gruppo guida nella progettazione collettiva: eventualmente ricorrendo a processi decisionali strutturati (ad esempio: World Cafè, Dialoghi Comunitari di Rete, Photo Voice, Community Visioning, etc.) si pianificheranno azioni e interventi a beneficio dell’intera comunità.

4. Operatore e gruppo guida aiuteranno la rete di fronteggiamento a mettere in campo le strategie ipotizzate, realizzandole con il contributo di tutti e monitorandole nel tempo.
Obiettivo: guidare la comunità a lavorare in modo congiunto, osservando ciò che viene realizzato ed accompagnarla nel riflettere sul cambiamento prodotto, nel ridefinire quanto necessario, anche in vista di progettazioni future.

Alcuni consigli di lettura

Il Lavoro Sociale di Comunità passo dopo passo. Metodologia e strumenti per progetti a valenza collettiva.
Il testo approfondisce i 4 passi metodologici indicati dal metodo Relational Social Work per facilitare progetti sociali di comunità. Per ogni fase oltre alla spiegazione teorica, è possibile trovare esempi tratti da progetti realmente realizzati, box degli accorgimenti, schede di documentazione e strumenti concreti che possono guidare l’operatore in tutto il processo di coinvolgimento della comunità.

Il lavoro sociale di comunità. Come costruire progetti partecipati.
Il testo è l’edizione italiana di uno dei manuali più famosi di community social work a livello internazionale. Pur facendo riferimento al contesto anglosassone, l’autore fornisce preziose indicazioni pratiche per tutti gli operatori che lavorano o vogliono lavorare per e con le comunità. Partendo dai principali approcci di community work indicati dalla letteratura internazionale, Twelvetrees illustra i principi alla base di questo ambito di lavoro e le sue dimensioni, per poi fornire una guida per il lavoro sul campo.

Comunità e democrazia nei quartieri. Un'ipotesi di lavoro per attivare processi partecipativi e generativi di cittadinanza nei quartieri e nei paesi.
Il lavoro sociale è strettamente connesso al livello del policy making: da esso è influenzato e condizionato, ma allo stesso tempo il sapere che deriva e matura sul campo può ispirare le scelte e gli orientamenti politici. I quartieri e i legami di prossimità tra i cittadini costituiscono i primi elementi da cui si genera e si rigenera un cambiamento che punta non solo a prevenire le emergenze sociali, ma anche a restituire a ognuno la possibilità di esercitare la propria responsabilità sociale e politica nella città. “Comunità e democrazia nei quartieri” facendo propria una nuova visione di welfare che, partendo dal basso, punta a coinvolgere tutte le dimensioni della vita delle persone, propone politiche sociali che si interessano all’intera comunità a partire dai quartieri. Sulla base dell’esperienza maturata nel concreto sviluppo di comunità viene proposto un nuovo paradigma dialogico-relazionale in grado di farsi carico degli aspetti più essenziali della società, ma capace anche, in questo modo, di incidere più profondamente sulla dimensione politica della stessa.

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