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I mini gialli dei dettati 2
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La Didattica a Distanza ha messo tutti a dura prova

La DAD ha posto diverse sfide e difficoltà a docenti, famiglie e ragazzi con DSA.

L’emergenza Coronavirus ha messo la scuola, i ragazzi e le famiglie a dura prova. Ma, malgrado tutto, ha dato vita a sperimentazioni di massa che saranno senz’altro utili per il futuro quando, si spera presto, si tornerà alla normalità. I computer, le piattaforme, d’ora in poi faranno parte dell’insegnamento, come quello in presenza sui banchi di scuola.

La Didattica a Distanza per moltissimi docenti, abbastanza digiuni di informatica, è stata una vera e propria sfida, ma molti l’hanno raccolta. Non è stato facile catturare l’attenzione dei ragazzi, riuscire a essere efficaci e attenti ai bisogni di ciascuno, non solo alle difficoltà degli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento, ma a quelle dei ragazzi che non sanno usare un computer, che magari non hanno una famiglia in grado di assisterli, o addirittura privi della connessione Internet.

La Didattica a Distanza in molti casi ha acuito le differenze sociali e culturali.

I ragazzi e i bambini soffrono tra l’altro una vita costretta in spazi ristretti, l’assenza di amici e compagni; i più piccoli la mancanza del rapporto empatico con le maestre e i maestri. Le famiglie fanno quello che possono, spesso perdono ore a fotografare o scannerizzare compiti, ad aiutare i figli a connettersi alle varie piattaforme, alle chat di Whatsapp con i docenti o interrogazioni su Skype. Tutto magari cercando di conciliare questo impegno extra con il lavoro da casa, anch’esso a distanza. O celando l’angoscia per il lavoro che non c’è, un parente malato o peggio. Il pomeriggio e la sera padri e madri si dedicano a creare attività insieme ai figli, diverse dallo studio, per distrarli, tenerli occupati e dare loro una parvenza di normalità.

Ė questo che vi racconteranno, offrendovi molti spunti di riflessione, alcune testimonianze che abbiamo raccolto: quella di Giovanna Fola, una docente, formatrice AID e madre di una ragazza dislessica, una donna capace quindi di vedere il problema da due punti di vista diversi; e quelle di tre presidenti AID, rel="noopener noreferrer" madri di figli con DSA: Stefania Zini di Bologna, Paola Ruffini di Teramo e Silvia Manni di Taranto.

L’Associazione Italiana Dislessia, inoltre, sul proprio sito www.aditalia.org ha pubblicato diversi articoli e video sulla DaD che offrono consigli e materiali utili sia agli insegnanti che ai genitori.

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