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In classe con la token economy - Erickson 1

In classe con la token economy

Come gestire efficacemente il comportamento degli alunni in classe

II comportamento di un bambino all’interno di una classe dipende da molte cose.

Un bambino si comporta in un certo modo per la sua intelligenza, il suo temperamento, la sua motivazione, la sua capacità (o incapacità) di controllare le emozioni, il modo con cui è educato in famiglia. Inoltre, si comporta in un certo modo a seconda di come l’insegnante si rivolge a lui. A seconda delle richieste, più o meno facili, più o meno chiare, che gli fa. Naturalmente, dato che stiamo parlando di un bambino inserito in una classe, il suo comportamento dipende molto anche da quello degli altri bambini, dal fatto che i compagni siano tranquilli e silenziosi oppure agitati e aggressivi.


COME CLASSIFICARE I COMPORTAMENTI

A volte, forse per fare un po’ di ordine nelle nostre teste, siamo portati a classificare queste cause in interne e esterne. Questo modo di ragionare però, dal punto di vista pratico, ci porta poco lontano.
Forse è più utile classificare le cause dei comportamenti degli allievi in un altro modo. Ci sono cause sulle quali l’insegnante non ha controllo. È certo, ad esempio, che una famiglia più attenta produrrebbe un allievo più adeguato, ma l’insegnante ha gli strumenti per modificare una famiglia? Certamente no.


CONSEGNE E OBIETTIVI CHIARI

Per l’insegnante, dunque, è più utile provare a cambiare il proprio comportamento per migliorare quello del suo allievo, piuttosto che arrovellarsi e dannarsi su questioni che non può cambiare. Tra le tantissime cose che dipendono dall’insegnante, c’è la coerenza delle consegne e la chiarezza degli obiettivi.

Quando l’insegnante ha obiettivi chiari e ragionevoli per ogni suo allievo, li esplicita in modo semplice, così che ognuno possa capire bene cosa ci si aspetta da lui; gratifica tutti i bambini tutte le volte che raggiungono o per lo meno si avvicinano all’obiettivo; smette di gratificarli in modo sistematico se un obiettivo è stato raggiunto e inizia ad alzare l’asticella per aiutare gli allievi a raggiungere nuovi obiettivi: quando un insegnante si comporta in questo modo, le cose, nella classe, andranno più o meno per il verso giusto.

ESISTONO CLASSI DOVE VA TUTTO BENE?

Forse esistono, anche se gli psicologi non le conoscono perché in quelle classi nessuno chiede il loro intervento. Di sicuro ne esistono molte dove non tutto va bene. In quelle classi può essere utile cercare di migliorare i comportamenti dei bambini servendosi di metodi più sistematici e più rigorosi. La token economy è uno di questi.

La token economy non fa che riprendere i due concetti che abbiamo visto fin qui e dar loro una struttura più solida. Il concetto numero uno si riferisce a tutto ciò che l’insegnante può fare prima del comportamento di un allievo: stabilire e comunicare al bambino obiettivi chiari, personalizzati e ragionevoli.

Il concetto numero due si riferisce a tutto ciò che l’insegnante può fare dopo il comportamento di un allievo: rinforzarlo (con molta convinzione!) quando è corretto, punirlo (con moltissime cautele!) quando non lo è.


NEL Q-TALK AL CONVEGNO

Nel corso del Convegno “La Qualità dell’inclusione scolastica e sociale” in programma a Rimini il 15 novembre esamineremo, attraverso esempi pratici, i metodi di intervento di matrice cognitivo comportamentale – in particolare la token economy e l'apprendimento cooperativo – per affrontare i comportamenti problematici degli allievi in classe: disattenzione, cattive relazioni con i compagni, atteggiamenti oppositivi nei confronti degli insegnanti, aggressività.

 

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