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Il lavoro di comunità: facciamo il punto sulle caratteristiche e sui vantaggi - Erickson 1

Il lavoro di comunità: facciamo il punto sulle caratteristiche e sui vantaggi

Fabio Folgheraiter, esperto di welfare e servizi sociali, illustra il modello del “lavoro di comunità”

Con la riduzione delle risorse a disposizione per il welfare e l’aumento della complessità della domanda di prestazioni sociali, in atto da tempo in Italia, anche i modelli di intervento sociale hanno subito dei profondi mutamenti.

 

Tra questi modelli, anche in Italia si sta diffondendo il lavoro sociale di comunità (o “community social work”), che ha lo scopo di favorire l’assolvimento trasversale di funzioni e compiti di rilevanza sociale con il coinvolgimento di famiglie, associazioni e comunità, in una prospettiva di lavoro relazionale. 

 

A spiegarci meglio il modello del lavoro sociale di comunità è Fabio Folgheraiter, professore di Metodologia del lavoro sociale all’Università Cattolica di Milano.


Professor Folgheraiter, quali sono le caratteristiche fondamentali del lavoro sociale di comunità?


In due parole si può dire che il lavoro sociale di comunità è una prospettiva operativa che privilegia il lavoro con gruppi/associazioni di cittadini rispetto al lavoro sui singoli casi bisognosi di terapie o aiuto individualizzati. 

Si tratta dunque di una strategica apertura del raggio di azione di un intervento di aiuto: s'irradia in una dimensione collettiva prendendo in considerazione i bisogni di una pluralità di persone accomunate da bisogni/preoccupazioni comuni e coinvolgendo sempre quelle stesse persone interessate (ovvero una loro significativa rappresentanza) nelle azioni necessarie a portare a buon fine i progetti per "risolvere" i problemi condivisi.


Con la crisi che tocca i Servizi, ragionare in un'ottica di community social work può rappresentare una vera opportunità?


La tendenza italiana più recente a sviluppare progetti di lavoro nei quartieri e nelle comunità locali deriva certamente dall'evidenza che le modalità più convenzionali, chiuse e unidirezionali, di affrontare i problemi sociali - evidenza drammaticamente accentuata dalla restrizione delle risorse disponibili e dal taglio dei fondi alla spesa sociale - faticano a sostenersi e giustificarsi fino in fondo. Che questo modo possa davvero rappresentare un'alternativa fattibile, è da vedere. Siamo in presenza comunque di uno stile di pensiero e di azione certamente più sofisticato e intelligente, al punto che i suoi principi possono essere trasferiti anche nei modi di lavoro di caso più convenzionale, come ben sanno quanti si ispirano al Metodo relazionale (Relational social work).

 

Fabio Folgheraiter interverrà al Convegno “Progettare comunità. Nuovi strumenti per il community work e l’animazione dei territori” , in programma il 13 e 14 dicembre 2019, nella sede Erickson di Trento.

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