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Educare i bambini all’empatia fin dalla scuola dell’infanzia - Erickson 1

Educare i bambini all’empatia fin dalla scuola dell’infanzia

Che cos’è l’empatia e perché è importante coltivarla

L’empatia è la tensione a comprendere le emozioni di un’altra persona anche senza parlarne, tramite un percorso di approssimazione, lento e graduale, che ci permette di decifrare qualcosa del significato che ha, per quella persona, l’esperienza che sta vivendo. È interesse, disponibilità, motivazione a vedere e comprendere la sofferenza, il dolore – ma anche la gioia -  degli altri, a parteciparvi con la propria risonanza emotiva. Si tratta di una capacità che, in astratto, possiamo sviluppare tutti poiché  i “neuroni specchio” che abitano i nostri cervelli indicano una predisposizione, valgono come prerequisiti di una capacità che, però, resta tutta da individuare, da scegliere, da costruire giorno per giorno. 

UN DEFICIT DI EMPATIA

Purtroppo al giorno d’oggi, con la responsabilità, pare, anche della tv che trasmette 24 ore al giorno notizie degli orrori che accadono in tutto il mondo, abbiamo anestetizzato le nostre capacità di empatia nei confronti degli altri.

La cultura individualista dominante, la crisi economica che ha interessato l’Occidente e il fenomeno delle migrazioni ingigantito strumentalmente fino a farlo percepire come una minaccia rivolta alla nostra identità, oltre che al nostro benessere, hanno contribuito al diffondersi dell’indifferenza: emozione unica, fredda e ostile, di questo tempo.

Un “deficit di empatia” lo vediamo anche nei nostri ragazzi e addirittura nei bambini, fin dalla scuola dell’infanzia. Le insegnanti delle scuole dell’infanzia ci riferiscono di bambini “adultizzati” che “sanno” tanto, che si rapportano con disinvoltura con i grandi, ma che hanno molta difficoltà a rapportarsi con i loro coetanei e a condividere. Spesso figli unici, sono abituati ad avere tutto, in termini di “cose” da possedere, ancor prima di avere il tempo di desiderarle, catalizzano su di sé le attenzioni di troppi adulti e risultano fragili sul piano emotivo, spesso permalosi e competitivi e quindi incapaci di aprirsi al rapporto con gli altri.

Credo che sia importante, a livello pedagogico, educare i bambini all’empatia e che sia necessario farlo fin da subito, aiutandoli ad uscire dall’egocentrismo e a non entrare nel “buco nero” dell’indifferenza.

EDUCARE ALL’EMPATIA

Come si può fare? Certamente non con le prediche, ma coinvolgendoli in opportuni giochi di gruppo, raccontando storie, mostrando film nei quali i bambini possano immedesimarsi “per finta” per imparare ad immedesimarsi “per davvero”.  Insomma, facendoli “filosofare”, sui grandi temi dell’esistenza - dell’essere nel mondo con gli altri - come ci suggeriscono le metodologie della philosophy for children. Se a casa, se attraverso i media e i comportamenti degli adulti presenti nei loro contesti, questo “apprendistato” all’empatia trovasse continuità, avremmo qualche possibilità in più di veder crescere ragazzi con più umanità, con maggiore apertura mentale e disponibilità emotiva. 

Ne parleremo con Mariagrazia Contini al convegno “La Qualità dell’inclusione scolastica e sociale” in programma a Rimini dal 15 al 17 novembre.

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