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I mini gialli dei dettati 2
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Dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia, le ho tutte… e ora che sono insegnante aiuto gli alunni con le mie stesse difficoltà

Le strategie didattiche più efficaci per bambini e ragazzi con DSA spiegate agli insegnanti da un ex alunno con DSA

Sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento circolano un sacco di notizie infondate, di approssimazioni, di vere e proprie «fake news», prive di fondatezza scientifica.
Chi scrive è un insegnante di scuola primaria specializzato in psicopatologia dell’apprendimento e nel metodo Montessori.

Le mie conoscenze e competenze nascono dalla mia personale esperienza di alunno con DSA. Sono una persona con dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia. Le ho proprio tutte!

È dal 1994, anno della mia prima valutazione clinica, che ho incominciato a conoscere i DSA. Con il passare del tempo, questo bagaglio di conoscenze dirette è cresciuto e si è integrato con quello scientifico acquisito con gli studi universitari e quello pratico sviluppato sul campo, attraverso l’attività diretta con i bambini a scuola. Da anni, come relatore, in corsi di formazione per docenti di ogni ordine e grado, ho avuto la possibilità di declinare concetti scientifici in pratiche didattiche e di sforzarmi a renderli più semplici possibile in modo da facilitarne la comprensione al pubblico in ascolto.

Quando mi è stato proposto di scrivere questo libro, me lo ero immaginato come un prontuario di strategie per insegnanti. Ma le soluzioni facili e preconfezionate non hanno mai fatto bene alla scuola.

Ho preferito proporre agli insegnanti un libro che descrivesse il funzionamento di una mente di una persona con DSA, che presentasse un discreto numero di esempi di strategie e infine l’esempio di un possibile percorso didattico dal quale partire per elaborarne uno più personalizzato.

L’insegnante è chiamato a rispondere alla stimolante richiesta implicita del bambino, che può essere così formalizzata: «Insegnami come io imparo».

È proprio nel cercare una risposta a quella richiesta che, nel corso degli anni, ho elaborato una serie di «Ippotrucchi», che non sono nient’altro che delle strategie, degli insegnamenti concentrati in una breve frase che aiuta a riflettere e ad agire.

Ognuno può ricavare una diversa interpretazione a seconda del contesto e della persona che lo applica. La bellezza dell’Ippotrucco sta nell’impartire sì un insegnamento, ma consentendone la personalizzazione.

Ecco i 9 ippotrucchi essenziali.

  • Ippotrucco base (o «Il credo»): si lavora sodo, si migliora, si eccelle. L’allenamento è tutto.

  • Ippotrucco della percezione: il problema non è il problema. Il problema è se diventa un problema!

  • Ippotrucco della valutazione: l’insuccesso è un feedback e fa parte dello sviluppo.

  • Ippotrucco dell’azione: quando è il momento di correre, rallenta.

  • Ippotrucco dello sblocco: quando sei fermo, fai un passo indietro per farne uno in avanti.

  • Ippotrucco della meta: poniti un limite e prova a superarlo.

  • Ippotrucco dell’ordine: se l’ordine non aiuta, cambialo.

  • Ippotrucco della semplificazione: quando sono due, riduci a uno.

  • Ippotrucco della sintesi: sinteticità e semplicità.

Dietro ogni ippotrucco e ogni strategia c’è sempre una storia, più o meno felice, che mi ha condotto a loro ed è proprio questo vissuto a fare la differenza nel mio apprendimento. Tutto questo per sottolineare che insegnare o far utilizzare una singola strategia senza inserirla all’interno di un processo più ampio rischia di rivelarsi controproducente.

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