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Quanto è efficace la riabilitazione a distanza? 1

Quanto è efficace la riabilitazione a distanza?

Gli ambiti in cui la teleriabilitazione si è dimostrata maggiormente efficace e le ulteriori possibilità di sviluppo offerte dal progresso tecnologico

Il grande sviluppo della teleriabilitazione è avvenuto negli ultimi anni, di pari passo all’evoluzione tecnologica, alla diffusione dei sistemi di comunicazione e al superamento, forse, di un iniziale scetticismo.

Il numero dei pazienti trattati con questa modalità e oggetto di condivisione in pubblicazioni scientifiche è crescente, con un andamento esponenziale a partire dal 2007 (Peretti et al., 2017).

Lo sviluppo della teleriabilitazione non è stato omogeneo tra le diverse nazioni, per motivazioni legate ad aspetti territoriali (presenza di aree rurali non facilmente accessibili che hanno spinto a cercare soluzioni adeguate), alla disponibilità di risorse tecnologiche (sia per chi fornisce il servizio sia per l’utente), di know-how (programmi e loro implementazione), di personale (formato, da formare e dedicato) e a variabili socio-economiche (possibili destinatari, costi di implementazione ed erogazione, condizioni del paese e bisogni prioritari) e culturali (alfabetizzazione, diffusione e disponibilità verso la tecnologia, ad esempio). Gli stati nordamericani hanno visto la massima diffusione della teleriabilitazione (e ne costituiscono la principale quota di mercato, tuttora in espansione), così come l’Australia (vasto territorio/ bassa densità abitativa), seguiti poi da tutti gli altri stati europei e del mondo.

Le aree della riabilitazione

Gli ambiti di applicazione, le condizioni cliniche e le età dei pazienti si sono rapidamente ampliati fino a coprire di fatto tutte le aree della riabilitazione.

Agli interventi più strettamente neurologici, inizialmente prevalenti, si sono aggiunte la riabilitazione cardiologica, il follow-up dei pazienti con lesioni midollari, la riabilitazione del linguaggio, quella cognitiva e via via quella di altre condizioni cliniche, dall’autismo, a quadri sindromici, a condizioni psichiatriche. Le revisioni della letteratura basate sui primi lavori pubblicati (ad esempio, Kairy et al., 2009 consideravano 28 articoli) documentavano che i risultati ottenuti con la teleriabilitazione in ambiti diversi erano simili a quelli delle modalità tradizionali, con una buona adesione dei pazienti ai trattamenti. Pur confermando in linea generale l’efficacia dell’approccio «tele», la revisione e l’incremento dei dati disponibili in letteratura (le reviews recenti partono da centinaia di lavori sul tema) hanno in parte mitigato gli entusiasmi in tempi successivi — come sempre accade in ambito scientifico nel caso di proposte innovative e oggetto di grande interesse —, portando a precisazioni, specifiche e distinguo. Questo avviene anche alla luce della diversità delle soluzioni, dei contesti, degli strumenti e dei tipi di proposte (che quindi non sono facilmente replicabili e confrontabili tra loro, requisito cruciale per la validità scientifica).

A oggi è dimostrata la maggiore efficacia della teleriabilitazione cardiologica (recupero della funzione cardiaca) e ortopedica (recupero dopo artroplastica del ginocchio). Per i pazienti con stroke ne è dimostrata l’efficacia sia in fase di ospedalizzazione (counselling, educazione sanitaria e sostegno per ansia e depressione) sia postdimissione, per la possibilità di far effettuare e monitorare esercizi e attività fisica, sostenere stili di vita più sani e un migliore adattamento socio-emozionale (trattamento di ansia e depressione). Una efficacia simile è riportata, in diversi quadri clinici (morbo di Parkinson, Alzheimer, quadri ortopedici…), sia per il miglioramento dell’aderenza alle cure, sia per il miglioramento di funzioni (fisiche, cognitive e di mobilità), sia per la soddisfazione del paziente e il miglioramento della qualità della vita.

La teleriabilitazione logopedica

Per quanto attiene alle patologie legate al linguaggio e all’uso di teleriabilitazione logopedica, sia per il linguaggio sia per l’eloquio (si veda la review di Molini-Avejonas et al., 2015) è riportata un’efficacia simile o superiore a quanto ottenuto con modalità tradizionali. Nei traumi cranici sono descritti miglioramenti nel funzionamento complessivo ed emozionale (Ownsworth et al., 2018). Un generale consensus, inoltre, si riscontra anche per la tecnologia legata ai giochi, il cui uso si è dimostrato efficace nel sostenere la motivazione dei pazienti in corso di trattamento, nonostante la presenza di alcune criticità.

L’uso di piattaforme, programmi e app di tipo commerciale, ben accetta e ricercata dai pazienti, ma non sempre evidence-based, comporta una gamma sempre più ampia di offerte la cui efficacia deve essere dimostrata prima di poter essere proposta in contesto riabilitativo (e pubblicata); per questo una progettazione mirata e frutto di cooperazione trasversale fra clinici, ingegneri e informatici è in crescita, in clinica e nella letteratura recente.

La rapidità di sviluppo della tecnologia, inoltre, richiede un continuo aggiornamento (tecnologico e del personale), e comporta quindi un riaggiustamento costante del punto di equilibrio tra lo strumento migliore per il quadro e i bisogni del paziente (più adatto, ma anche di provata efficacia), i costi (sempre minori per prodotti commerciali) e la preparazione del terapista (e della sua istituzione di riferimento).

Bibliografia
Peretti A., Amenta F., Tayebati S.K., Nittari G. e Mahdi S.S. (2017), Telerehabilitation: review of the state-of-the-art and areas of application, «JMIR Rehabilitation and Assistive Technologies», vol. 4, n. 2, e7.
Kairy D., Lehoux P., Vincent C. e Visintin M. (2009), A systematic review of clinical outcomes, clinical process, healthcare utilization and costs associated with telerehabilitation, «Disability and Rehabilitation», vol. 31, n. 6, pp. 427-447.
Molini-Avejonas D.R., Rondon-Melo S., Amato C.A. e Samelli A.G. (2015), A systematic review of the use of telehealth in speech, language and hearing sciences, «Journal of Telemedicine and Telecare», vol. 21, n. 7, pp. 367-376.
Ownsworth T., Arnautovska U., Beadle E., Shum D.H.K. e Moyle W. (2018), Efficacy of telerehabilitation for adults with traumatic brain injury: A systematic review, «Journal of Head Trauma Rehabilitation», vol. 33, n. 4, pp. E33-E46.

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