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I mini gialli dei dettati 2
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Individuare precocemente un disturbo del linguaggio nel bambino

È la capacità di comprensione grammaticale, più che il ritardo del linguaggio, il predittore più attendibile di un’atipia nello sviluppo del bambino

Un bambino viene definito Parlatore Tardivo se a 24 mesi produce meno di 50 parole o se a 30 mesi nel suo linguaggio non compare alcuna combinazione di almeno 2 parole. È noto che bambini con Ritardo del Linguaggio hanno più probabilità di ricevere una diagnosi di Disturbo di Linguaggio tra i 4 e i 7 anni rispetto ai bambini a Sviluppo Tipico.
Tuttavia una buona parte dei Parlatori Tardivi mostra a 36 mesi un vocabolario espressivo in media con l’età (Late Bloomers) e tra i 4 e i 5 anni un recupero delle abilità sintattiche, pur mantenendo prestazioni inferiori rispetto ai coetanei a Sviluppo Tipico in compiti di narrazione e descrizione anche in età scolare. Emerge quindi la necessità di distinguere, nell’ambito della popolazione dei Parlatori Tardivi, i soggetti le cui competenze linguistiche sono destinate a un’evoluzione.

La comprensione precoce è considerata dalla letteratura internazionale una delle componenti del linguaggio maggiormente in grado di predire la persistenza di un ritardo linguistico nell’arco di età compreso tra i 24 e i 36 mesi. Studi di follow-up su bambini Parlatori Tardivi hanno individuato nell’abilità di comprensione un valido indicatore prognostico: infatti i Late Comprehenders (bambini con ritardo espressivo e recettivo del linguaggio individuato a partire dai 16 mesi) sono coloro che presentano il maggiore rischio di confermare a 36 mesi i loro deficit linguistici e di divenire bambini con Disturbo Specifico di Linguaggio, mentre i Late Producers comprendono la maggiore percentuale di bambini il cui ritardo di linguaggio evolve positivamente.

Nel lungo termine si rileva che a 6 anni viene diagnosticato con maggiore probabilità un Disturbo del Linguaggio in bambini che sono stati classificati come Late Comprehenders a 16 mesi.

Anche studi condotti su bambini italiani riportano come il deficit precoce di comprensione sintattica sia il maggiore segnale di rischio tra i 24 e i 30 mesi di evoluzione del ritardo in Disturbo del Linguaggio all’età di 4 anni.

Il deficit di comprensione verbale precoce si pone inoltre come elemento cruciale nel differenziare Parlatori Tardivi con rischio prognostico circoscritto alle competenze linguistiche da Parlatori Tardivi destinati a ricevere una diagnosi di Disturbo dello Spettro dell’Autismo. I primi mostrano una discreta comprensione in un contesto ecologico e sono solitamente caratterizzati da omogeneità delle abilità recettive ed espressive in misure standardizzate; al contrario, bambini Parlatori Tardivi destinati a una diagnosi di Disturbo dello Spettro dell’Autismo presentano un livello di comprensione sia in test standardizzati che in un contesto ecologico inferiore alle loro abilità di linguaggio espressivo.

Deficit di comprensione linguistica caratterizzano inoltre frequentemente i quadri di ritardo psicomotorio, coerentemente con una lenta evoluzione degli antecedenti comunicativi e rappresentativi della comprensione lessicale. Questo vale soprattutto nelle situazioni in cui il ritardo psicomotorio evolve verso un quadro di deficit cognitivo o di Funzionamento Intellettivo Limite.

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