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Ri-costruire meglio: come evitare la trappola della perdita di apprendimento

Perché è sbagliato concentrare l’azione didattica di recupero su matematica e lettura e cosa si dovrebbe fare per sostenere gli apprendimenti dei ragazzi quando la pandemia sarà sotto controllo e le scuole torneranno a funzionare regolarmente

La “perdita di apprendimento” è una trappola

Diverse organizzazioni hanno stimato la “perdita di apprendimento” degli studenti a causa della chiusura delle scuole e della didattica a distanza durante la pandemia. La società di consulenza globale McKinsey ha prodotto due rapporti a riguardo. Più recentemente in data 8 dicembre 2020, McKinsey ha riportato: "Gli studenti hanno iniziato la scuola con circa tre mesi di ritardo in matematica" in particolare " Il ritardo degli studenti di colore era quantificato tra i tre a cinque mesi mentre quello degli studenti bianchi tra uno a tre mesi " (Dorn et al. 2020). Il Centro di Ricerca (CREDO 2020), dell'Università di Stanford, che studia i risultati degli apprendimenti ha rilasciato un comunicato stampa affermando che "le stime medie di quanto gli studenti hanno perso nella primavera del 2020 variano da 57 a 183 giorni di apprendimento in lettura e da 136 a 232 giorni di apprendimento in matematica" (par. 2). Anche altre organizzazioni, come la società di valutazione NWEA (Kuhfeld e Tarasawa 2020) e l'Annenberg Institute della Brown University (Santibanez e Guarino 2020), hanno pubblicato rapporti sulle perdite di apprendimento. L'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha pubblicato una proiezione sul danno economico, nei prossimi 80 anni, conseguente alle perdite degli apprendimenti che ammonta a circa 14 trilioni di dollari (Hanushek e Woessmann 2020).

Queste stime hanno attirato l'attenzione dei decisori politici e del mondo della scuola. I governi, i dirigenti scolastici e gli insegnanti sono tutti preoccupati per la perdita di apprendimento a causa della pandemia di Covid-19. Dopo tutto, le scuole sono state seriamente sconvolte, così come gli studenti e le loro famiglie. La pandemia ha impattato in modo significativo sul mondo della scuola e sembra quindi doveroso voler stimare le “perdite di apprendimento” per poi programmare ed intraprendere azioni compensative e di recupero.

Possibili errori dei test di valutazione standardizzata

È proprio qui che si trova la trappola.

Non c'è niente di sbagliato nel voler stimare quanto gli studenti hanno “perso”. Tuttavia questi dati e proiezioni possono indurre ad azioni azzardate e preoccupanti che, nel migliore dei casi, darebbero come risultato uno spreco di risorse e, nel peggiore dei casi, potrebbero condurre il sistema educativo post-pandemia nella direzione sbagliata.

Le preoccupazioni emerse dal mondo della politica e della scuola sono doverose, ma bisogna fare in modo che le stesse non inducano scelte e investimenti improduttivi. Qui di seguito riporto come queste preoccupazioni potrebbero portare a risultati indesiderabili.

È possibile che i decisori politici decidano di lanciare valutazioni standardizzate per quantificare le perdite di apprendimento degli studenti. Il desiderio di conoscere l'entità complessiva di questa perdita e quali divari di rendimento sussistono tra diversi gruppi di studenti è del tutto comprensibile, ma i test standardizzati sono il modo peggiore per raccogliere tali dati per due motivi principali.
In primo luogo, qualsiasi test standardizzato somministrato a tutti gli studenti avrebbe un focus tipicamente limitato alla matematica e lettura. In altre parole, non verrebbe misurato complessivamente tutto quello che gli studenti hanno imparato ma solo una piccola parte. Anche se queste valutazioni standardizzate sono accurate (e non sempre lo sono), mancherebbero altri aspetti altrettanto e forse più importanti dell'apprendimento degli studenti: come l’autostima, l'autodeterminazione, la creatività, il pensiero imprenditoriale ed altri aspetti non cognitivi.

L’azione educativa genera molti risultati auspicabili (Zhao 2017, 2018b). Questi risultati possono essere a breve o lungo termine, cognitivi e non cognitivi, istruttivi ed educativi. I risultati cognitivi e didattici a breve termine, non si traducono necessariamente in risultati non cognitivi ed educativi a lungo termine. Per esempio, i punteggi dei test standardizzati spesso hanno una correlazione negativa con l’autostima ed il benessere degli studenti (Love- less 2006; OECD 2019; Zhao 2018b). Si è anche scoperto che i punteggi dei test standardizzati hanno una correlazione negativa con lo sviluppo e successo economico del soggetto e con l’autoimprenditorialità (Baker 2007; Tienken 2008; Zhao 2012). I punteggi dei test non sono affidabili nel prevedere il successo di un individuo, inoltre le capacità non cognitive giocano probabilmente un ruolo più importante delle abilità cognitive (Brunello e Schlotter 2010; Levin 2012). Alcune valutazioni standardizzate evidenziano risultati positivi che hanno una ricaduta solo a breve termine mentre i fallimenti possono essere in realtà più produttivi a lungo termine (Dean e Kuhn 2007; Kapur 2014, 2016).

Siamo abituati a valutare gli apprendimenti della matematica e della lettura ignorando altre materie scolastiche ed altri risultati di apprendimento non cognitivi che hanno una realizzazione più a lungo termine.

Se i governi condurranno valutazioni standardizzate sulla perdita di apprendimento in matematica e lettura, l'attenzione sarà rivolta esclusivamente alla matematica ed alla lettura, e gli sforzi saranno poi diretti a migliorare solo queste due materie. Questo sarebbe disastroso perché tutti gli altri importanti risultati di apprendimento verrebbero ignorati.

In secondo luogo, i test standardizzati metterebbero inevitabilmente sotto pressione gli studenti, togliendo tempo all'apprendimento e costerebbero molto. Potrebbe non essere saggio mettere gli studenti, che hanno appena vissuto una terribile pandemia, in una situazione di inutile pressione. Gli studenti in questo momento hanno bisogno di un'esperienza educativa calda, amichevole e accogliente invece di un processo valutativo. È anche importante lavorare con gli studenti e sostenere il loro apprendimento, invece di sottrarre tempo a questo per somministrare test. Naturalmente, data la crisi economica, il denaro dovrebbe essere speso per l'apprendimento degli studenti invece che per valutarli e testare i loro apprendimenti.

I governi che decideranno di indirizzare più soldi e sforzi per rafforzare gli apprendimenti in matematica e lettura e recuperare quanto perso costringendo le scuole a focalizzarsi in queste due aree commetteranno un grande errore per una serie di ragioni.

1) La perdita di apprendimenti non è solo nella lettura e nella matematica. Anche se i rapporti si concentrano tipicamente su queste due materie, gli studenti hanno riscontrato perdite in più aree. La pandemia non ha solo colpito i livelli di lettura e matematica ma anche ogni studente come persona. La perdita comprende aree che sono molto più importanti della lettura e della matematica: come il benessere emotivo sociale, gli atteggiamenti verso l'apprendimento, le interazioni con gli amici e lo sviluppo fisico e psicologico.

2) La perdita di apprendimento è diversa per ogni studente. Un focus esclusivo sulla lettura e la matematica potrebbe non essere necessario per studenti che non hanno “perso” in queste materie ed al contrario potrebbe privare questi stessi studenti di recuperare in altre materie e aree (Tienken e Zhao 2013).

3) L'idea che la perdita di apprendimento possa essere rimediata senza sacrificare altre aree non è realistica. È possibile che qualsiasi apprendimento perso durante la pandemia possa essere gradualmente recuperato nel lungo periodo, ma gli studenti non possono recuperare queste perdite nel breve termine. Quando le scuole riapriranno e si tornerà alla normalità sarà pericoloso focalizzare gli studenti sulla matematica e la lettura perché tale concentrazione andrebbe a scapito di altre materie e, di conseguenza, degli esiti educativi complessivi. Il tempo è una costante, e dedicare più tempo alla lettura e alla matematica toglierebbe certamente tempo ad altre materie scolastiche (Zhao 2018b). È anche possibile che uno stile di istruzione diretto esclusivamente al recupero possa danneggiare la curiosità e l'impegno attivo degli studenti nel loro percorso di apprendimento (Bonawitza et al. 2011; Buchsbauma et al. 2011).

Ri-costruire in meglio

Quando la pandemia sarà sotto controllo e le scuole riapriranno potremo intraprendere un’azione diversa invece di rimanere intrappolati esclusivamente nell’apprendimento di matematica e lettura.
Gli studenti torneranno a scuola con esperienze della pandemia diverse. Invece di trattarli come un gruppo omogeneo, dovremmo accoglierli e considerarli come individui.

È controproducente approcciare la perdita di apprendimento come se la stessa fosse uniforme nel gruppo classe. Piuttosto, dovremmo incoraggiare gli insegnanti a usare il loro giudizio professionale per lavorare con ogni singolo studente, per insegnare ciò che è necessario piuttosto che ciò che è previsto dal governo, e per costruire relazioni con e tra tutti gli studenti.

Prestare attenzione a tutti i risultati di apprendimento. La nostra società sta vivendo un periodo di grande incertezza e il futuro è ignoto. Storicamente parlando, può essere casuale che la pandemia abbia avuto luogo nel 2020, ma i cambiamenti tecnologici sono stati radicali (Schwab 2015). Non possiamo prevedere esattamente quali conoscenze e competenze saranno necessarie in futuro. Sappiamo anche che gli studenti hanno diversi talenti, esperienze e passioni. Quindi, dobbiamo lavorare su tutti i risultati degli apprendimenti e preparare tutti gli studenti per una società diversa post Covid-19.

Coinvolgere gli studenti come partner del cambiamento e padroni del loro percorso di apprendimento. Gli studenti non sono destinatari passivi ma creatori attivi dell'apprendimento (Zhao 2011, 2018a). Il Covid-19 può aver influenzato negativamente molti studenti, ma questa esperienza può anche averli aiutati a sviluppare più indipendenza, più resilienza e un senso più ampio della società e dell'apprendimento. Questo sarebbe un ottimo momento per aiutare gli studenti a personalizzare le loro esperienze di apprendimento e a diventare autonomi. (Wehmeyer e Zhao 2020).

Mantenere coinvolte le famiglie. Le famiglie giocano un ruolo significativo nell'istruzione ed educazione degli studenti e la pandemia ha portato ad un loro maggior coinvolgimento (Garbe et al. 2020; Gutierrez et al. 2020). Le scuole hanno sviluppato più modi per connettersi con i genitori, ed i genitori hanno dedicato più tempo all’azione educativa dei propri figli. Questo sviluppo positivo dovrebbe essere mantenuto ed ampliato anche dopo la pandemia.

Mantenere l'apprendimento online/remoto. Durante la pandemia quasi tutte le scuole hanno sviluppato forme di apprendimento online e a distanza. Anche se queste forme non hanno risultati comparabili all’insegnamento in presenza, hanno portato un’importante innovazione a scuola. L'apprendimento online può ampliare il nostro pensiero sull'azione educativa ed estendere l'apprendimento oltre la classe fisica. Questa innovazione dovrebbe essere mantenuta in modo che insegnanti e studenti possano portare risorse globali in classe e partecipare a programmi di apprendimento globale.

Ri-Costruire meglio. Build Back Better (BBB) è una strategia approvata dalle Nazioni Unite che mira a ridurre il rischio di futuri disastri e shock. Dopo la pandemia di Covid-19, dobbiamo ricostruire meglio le nostre scuole, non solo per ridurre i rischi futuri ma anche per affrontare le nostre precedenti carenze. La pandemia, con il suo enorme impatto sul mondo dell’istruzione e dell’educazione, è una rara opportunità per ricostruire la nostra scuola.

Nota:
Young Zao è professore alla University of Kansas e alla Melbourne Graduate School of Education.

L’articolo originale in lingua inglese “ Build back better: Avoid the learning loss trap” è disponibile al seguente link: https://link.springer.com/content/pdf/10.1007/s11125-021-09544-y.pdf

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